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Manifesto per la rigenerazione delle comunità della Maiella

Parco e Slow Food insieme per Allevatori della Montagna Madre

(ANSA) - PESCOCOSTANZO, 11 LUG - Un'escursione con tanti partecipanti alla scoperta della biodiversità e della storia legata all'utilizzo pastorale del territorio dei prati "Quarti di Palena e di Pescocostanzo" e del Bosco Difesa di Sant'Antonio, sotto la guida di Aurelio Manzi, etnobotanico e storico dell'agricoltura, e di Luciano Di Martino, botanico e direttore del Parco Nazionale della Maiella. E' iniziata così ieri mattina l'ultima delle tre giornate dell'evento 'The Road to Terra Madre', organizzato da Slow Food Abruzzo-Molise in collaborazione con il Parco della Maiella.
    Nel pomeriggio un incontro, moderato da Laura La Spada, con i saluti dei referenti delle istituzioni regionali e locali e quelli del Parco della Maiella, affidati al direttore Luciano Di Martino. Sono intervenuti il vicepresidente di Slow Food Italia Federico Varazi, la preside della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Teramo Francesca Fausta Gallo, la portavoce Slow Food Abruzzo-Molise Rita Salvatore.
    Il botanico e naturalista Aurelio Manzi e Simone Angelucci, responsabile veterinario del Parco, hanno raccontato una Maiella che nasconde e narra di un tenace, profondo rapporto tra l'uomo e la terra e racchiude in sé la storia dell'uomo e della natura: la Maiella è sì la montagna della transumanza, ma anche della piccola pastorizia stanziale, che per secoli ha abitato e plasmato le sue vallate. Le numerose iniziative messe in atto dall'Ente Parco per la coesistenza con i grandi predatori, lupo e orso, si sono trasformate in un rapporto sempre più collaborativo fatto di interventi attuati sui territori del parco e a beneficio delle aziende zootecniche che vivono del rapporto insostituibile con i pascoli della Majella.
    Tramite le misure messe in atto dal Parco con il progetto "Allevatori della Montagna Madre", oltre 100 allevatori hanno stabilito rapporti collaborativi e consuetudinari con l'Ente che è impegnato a limitare le perdite legate non solo ai danni da predatori, ma anche alle altre condizioni di difficoltà connesse alle pratiche zootecniche di montagna. Slow Food e il Parco Nazionale della Maiella hanno quindi siglato il "Manifesto per la rigenerazione delle comunità della Maiella".
    Oltre all'incontro, il pomeriggio ha visto a Sulmona il mercato dei produttori: casari, artigiani, produttori di piccola scala e aziende locali impegnate nella tutela dell'agrobiobiodiversità, quali le aziende locali "Fattoria Maiella" di Luigi De Novellis di Caramanico Terme, "Alla Casa Vecchia" di Virginia Sciore di Pacentro, di Anna Padovani di Pacentro; con loro altre aziende come la Cantina Orsogna che con il Parco ha attivato il progetto "Vola Volé Maiella National Park", fermentando i vini a partire dai lieviti della flora della Maiella, le aziende che producono e tutelano l'Aglio Rosso di Sulmona, l'Olivicola Casolana che nel territorio dell'antica Cluviae è un presidio slow food per la produzione di oli extravergini e olive da mensa della varietà "Intosso". (ANSA).
   

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