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Black Parthenope, è un caso l'horror napoletano

Nella top ten incassi film girato nella città sotterranea

(ANSA) - ROMA, 10 GIU - Nessuna promozione eclatante, marketing minimo, tanto passaparola: è così che Black Parthenope è diventato, nell'asfittico panorama attuale del cinema, un piccolo caso da top ten degli incassi. Il film, una produzione indipendente italiana, è stabilmente da domenica in classifica.
    Horror girato quasi interamente nella Napoli Sotterranea, con 3.000 anni di storia , la più estesa al mondo, e location incredibili, sta registrando una accoglienza insperata in tutta Italia.
    Diretto da Alessandro Giglio, è un'opera prima con un impatto estetico condizionato proprio dai luoghi delle riprese.
    Film indipendente al 100% dalla produzione , alla distribuzione , all' esercizio è stato prodotto e distribuito dalla Volcano Pictures di Nicola Grispello. Protagonisti Jenna Thiam , Giovanni Esposito, Nicola Nocella, Marta Gastini, Gianluca di Gennaro, Maziar Firouzi.
    Nel film, Cécile Bonnet è l'ereditiera di una famiglia di imprenditori francesi. La giovane deve aprire i cantieri per la costruzione di una serie di mega-parcheggi nelle cave di tufo di Antonio, discendente di una facoltosa famiglia napoletana. Ad aiutare Cécile, il progettista Yanis, Greta, rampante assistente del padre, Gianni Di Marino, il responsabile tecnico. Scesi nelle viscere della città, si confronteranno con Gennaro, che conoscendo ogni meandro ed ogni segreto della Napoli sotterranea, mette sull'avviso i "profanatori". Tra morti violente, antiche vestigia, culti e superstizioni come quelle del Monaciello già rilanciata da E' stata la mano di Dio di Sorrentino, Cécile compirà un viaggio per salvare la propria vita e trovare una via d'uscita da quel luogo surreale.
    Dice Alessandro Giglio: "Questo film è stato uno sforzo incredibile per gli attori e la troupe: si sono sottoposti a fatiche estenuanti, in luoghi dove mancava anche l'aria". Dice il produttore Grispello: "E' un film di genere, che incontra un proprio pubblico; è un film girato davvero nel sottosuolo, senza finzioni scenografiche o artifici visivi; è un film che ha avuto a disposizione una serie di location mai utilizzate prima, di cui alcune anche mai viste; è recitato in inglese e sta affrontando il mercato internazionale". (ANSA).
   

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