Milano e London Fashion Week alleate partendo dall'uomo

Dal 10 al 14 gennaio le sfilate, torna McQueen

Lifestyle Moda
Chiudi Italy Fashion S/S 2019 Zegna (ANSA) Italy Fashion S/S 2019 Zegna

Nel giorno in cui in Gran Bretagna si vota, divisi tra Brexit e no Brexit, la moda si è già espressa. La Camera Nazionale della Moda Italiana annuncia una collaborazione con il British Fashion Council (BFC) che porterà a Milano, durante l'edizione di Milano Moda Uomo in programma dal 10 al 14 gennaio 2020, una parte della London Fashion Week, tra i quali Stella McCartney e Alexander McQueen.
    "E' una preziosa opportunità per realizzare un importante lavoro di congiunzione e unione tra i nostri mondi - commenta il Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa - Questo progetto darà a CNMI la possibilità di espandere i suoi orizzonti e di rendere Milano Moda Uomo ancora più internazionale". Milano Moda Uomo apre venerdì 10 gennaio con le sfilate di Dsquared2, che celebrerà il suo 25° anniversario e di Ermenegildo Zegna. Tornano a sfilare poi sulle passerelle milanesi Gucci, che chiuderà le sfilate martedì 14, Iceberg, Miaoran, MSGM, N.21, Prada e Salvatore Ferragamo. Al debutto troviamo invece Fabio Quaranta che sfilerà supportato da CNMI, il danese Han Kj›benhavn e il cinese Reshake.
In cinque giorni saranno presentate 77 collezioni, con 26 sfilate, 46 presentazioni, 5 presentazioni su appuntamento e 22 eventi in calendario. Il LONDON show ROOMS occuperà lo Spazio Savona 56 e sarà un 'contenitore di talenti' in cui verranno presentate le collezioni di 10 designer emergenti inglesi e 5 italiani. Verrà esposta anche un'installazione curata da The Mill e prodotta da YouConcept per raccontare i nuovi trend della moda, con un focus sulla diversità, l'energia e il talento dei giovani designer che dopo l'evento sarà aperta al pubblico.
Nell'ambito della stessa collaborazione lunedì 13 gennaio sfilerà a Palazzo del Ghiaccio il vincitore del Bfc/Gq Designer Menswear Fund & Newgen, A-Cold-WallL. 
   

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I 10 lavori emergenti, tecnologia e protezioni dati al top

LinkedIn, prima ricerca in Italia. In grande crescita lo specialista Intelligenza artificiale

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Lavori con la tecnologia predominante, al top della ricerca LinkedIn Emerging Jobs Italia 2019 (ANSA) Lavori con la tecnologia predominante, al top della ricerca LinkedIn Emerging Jobs Italia 2019

Quali sono i lavori emergenti in Italia? Nella top 10 la tecnologia è predominante, tra la protezione e la gestione dei dati, passando per le Intelligenze artificiali e le funzioni a supporto del business. Emerge dalla ricerca LinkedIn Emerging Jobs Italia 2019, la prima nel suo genere per il nostro paese, che rivela la classifica delle figure professionali e delle competenze che hanno registrato il tasso di crescita più elevato negli ultimi 4 anni (2015-2019) in Italia, delineando così alcune tendenze del mercato del lavoro nel nostro paese. Prendendo in considerazione la Top 10 dei lavori emergenti nella ricerca LinkedIn risulta chiaro che i profili che stanno diventando man mano più ricercati nel nostro paese riguardano il settore digitale e tecnologico, con 7 posizioni su 10 chiaramente legate allo sviluppo di software e la gestione dei dati informatici in ambito business. 

La figura di Data Protection Officer si posiziona al primo posto dei Most Emerging Jobs in Italia, seguita dal Salesforce Consultant e il Big Data Developer, a chiudere il podio delle prime tre posizioni. Al quarto posto troviamo la figura dell’Artificial Intelligence Specialist, uno dei profili professionali più innovativi e con il tasso di maggior crescita, non solo oggi ma anche in futuro.

Scorrendo la classifica, al quinto posto troviamo il profilo del BIM (Building Information Modeling) Specialist, una figura tecnica altamente specializzata e deputata all’ottimizzazione di tutte le fasi che riguardano la progettazione, l’edificazione e la gestione della costruzione degli edifici per mezzo di un software. Al sesto posto si posiziona la figura emergente del Lending Officer, ovvero quel professionista deputato a determinare e dettare le pratiche di prestito dell'istituto finanziario per il quale lavora. Al settimo posto tra i lavori emergenti in Italia c’è la figura del Warehouse Operative, meglio conosciuto in Italia come Responsabile Magazzino, un ruolo professionale che, con la crescita costante dei servizi di eCommerce sta vivendo una vera e propria evoluzione delle mansioni e delle responsabilità. All’ottavo e al nono posto della Top 10 si posizionano altre due figure legate alle professioni Tech, assolutamente strategiche per la crescita e il consolidamento del business aziendale, come il Data Scientist e il Cyber Security Specialist. Chiude la speciale lista delle 10 figure professionali emergenti in Italia il Customer Success Specialist, una nuova figura dell’ambito della relazione con i clienti il quale, a differenza di altri colleghi più “tradizionali” del reparto CRM, che svolgono maggiormente le proprie mansioni in maniera reattiva, si trovano a lavorare in modo proattivo all'interno dell'azienda e con i clienti, con il fine di ottenere una soluzione soddisfacente per tutti i soggetti coinvolti. I nuovi lavori, spesso in ambito digitale, emergono anche nelle seconde 10 posizioni (Top 20) dei LinkedIn Emerging Jobs Italia 2019 Scorrendo la classifica delle seconde 10 posizioni, ovvero dall’11ma alla 20ma, si nota che in Italia stanno prendendo piede diverse figure professionali, comunque innovative e diverse rispetto al passato, tra le quali spiccano, sempre in ambito tecnologico e per ruoli legati in maniera diretta o indiretta alle Intelligenze Artificiali, il Robotics Engineer e il DevOps Engineer, posizionate subito dietro alla figura Intensive Care Nurse, all’11mo posto, un profilo infermieristico altamente formato e specializzato. Sul “fondo” della classifica, al 20mo posto, c’è un’ulteriore posizione lavorativa legata al mondo delle tecnologie, ovvero l’Information Technology Recruiter, una figura emergente nell’ambito delle risorse umane specialisticamente focalizzata nella ricerca sul mercato del lavoro dei migliori talenti dotati di competenze tecnologiche, a ulteriore dimostrazione della crescente importanza dei lavori “digitali” per il futuro dei professionisti in Italia. Le digital skill sono sempre più ricercate nel mercato del lavoro, ma in questo campo gli aspiranti lavoratori italiani risultano ancora impreparati

La ricerca LinkedIn Emerging Jobs Italia 2019 dimostra chiaramente quanto sia sempre più importante per i professionisti italiani avere un livello di preparazione adeguato in ambito tecnologico/STEM, e i dati di quest’ultima ricerca ribadiscono quelli emersi nella ricerca Recruiter Sentiment 2019 Italia, svolta dalla società Coleman Parkes per conto di LinkedIn (su un campione di oltre 300 responsabili delle Risorse Umane in aziende e agenzie di lavoro provenienti da diverse parti d’Italia e attivi in otto settori industriali), che ha fatto emergere che i lavoratori italiani denunciano ancora diverse carenze in termini di digital skill, competenze sempre più fondamentali per trovare lavoro e crescere professionalmente in un mondo sempre più fluido e dinamico, connesso e legato all’evoluzione delle tecnologie e delle intelligenze artificiali.

Infatti, secondo i responsabili HR italiani tra le competenze professionali fondamentali oggi per entrare e crescere nel mercato del lavoro vi sono: le competenze in ambito tecnologico e di coding (15%), la capacità di gestire in maniera adeguata le funzioni del pacchetto Microsoft Office (14%), le competenze nell’ambito dei social media (12%), il web design (11%) e l’analisi dei dati (data analytics) al 10%.
E i settori industriali nei quali queste competenze risultano ancora più importanti sono il finance (93%), l’amministrazione (90%), il settore travel (85%) e la sanità (83%).

Pensando all'odierna forza lavoro disponibile in Italia, i recruiter italiani hanno invece affermato che le competenze che mancano maggiormente ai professionisti italiani sono proprio le competenze in ambito tecnologico e di coding (36%), le capacità di problem solving (31%), la creatività (30%), l’abilità di gestire i tempi di lavoro in maniera corretta (28%), le competenze nell’ambito del web design (28%), la capacità di collaborazione (27%) e il senso di leadership (26%).

A carattere generale, il 40% dei recruiter italiani pensa che non vi siano abbastanza candidati con le giuste competenze digitali rispetto ai posti di lavoro disponibili. Questo elemento, considerando anche le prospettive dettate dalla Commissione Europea nell’ambito delle competenze digitali fin dal 2016, conferma ancora di più che in Italia, ancora oggi, ci sia ancora molto da fare per raggiungere il traguardo di una corretta formazione in ambito digitale fin dagli anni della formazione primaria e secondaria, per preparare al meglio le nuove generazioni a cogliere le migliori opportunità di lavoro del prossimo futuro.

LinkedIn Emerging Jobs Italia 2019 – Classifica dei profili, principali competenze richieste, principali settori industriali

1. Data Protection Officer
Principali competenze richieste: Privacy Law, Data Privacy, Privacy Policies, General Data Protection Regulation (GDPR), Legal Assistance

2. Salesforce Consultant
Principali competenze richieste: Oracle Application Express, Salesforce.com, Salesforce.com Administration, Customer Relationship Management (CRM), JavaScript

3. Big Data Developer
Principali competenze richieste: Scala, Hadoop, Big Data, Apache Spark, Hive

4. Artificial Intelligence Specialist
Principali competenze richieste: Machine Learning, Computer Vision, Artificial Intelligence (AI), Python (Programming Language), Neural Networks

5. BIM Specialist
Principali competenze richieste: Building Information Modeling (BIM), Revit, Navisworks, Architecture, Architectural Design

6. Lending Officer
Principali competenze richieste: Due Diligence, NPL, Credit Management, Banking, Credit Analysis

7. Warehouse Operative
Principali competenze richieste: Warehouse Operations, Warehouse Management Systems, Forklift Operation, Microsoft Word, Inventory Management

8. Data Scientist
Principali competenze richieste: Machine Learning, Python (linguaggio di programmazione), R, Data Mining, Big Data

9. Cyber Security Specialist
Principali competenze richieste: Cybersecurity, Vulnerability Assessment, Information Security, Network Security, Penetration Testing

10. Customer Success Specialist
Principali competenze richieste: Software as a Service (SaaS), Customer Relationship Management (CRM), Pre-sales, Customer Experience, Salesforce.com

Top 10 dei lavori emergenti in Italia: la tecnologia è predominante, tra la protezione e la gestione dei dati, passando per le Intelligenze artificiali e le funzioni a supporto del business

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Natale a New York è magico, tutte le vetrine da non perdere

Skate mania e spettacoli

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La magia è nell'aria durante il Natale a New York dove lo spirito delle feste è unico al mondo.
    A dare formalmente il fischio d'inizio alla stagione la parata di Macy's nel giorno del Ringraziamento, una settimana dopo al via anche allo spettacolo di luci prima con l'accensione del gigantesco albero di Natale al Rockfeller Center sullo sfondo della pista di pattinaggio e poi con le vetrine dei negozi più famosi che vanno oltre lo shopping diventano delle vere e proprie destinazioni.
    Gli sguardi si incantano di fronte a Bergdorf Goodman sulla Fifth Avenue che quest'anno ha scelto come tema per le sue vetrine 'Bergdorf GoodTimes', all'insegna del divertimento quindi con rappresentazioni di feste in discoteca tipiche degli anni '80. Bloomingdale's ha scelto invece di celebrare il 50mo anniversario dello sbarco sulla Luna. Gli addobbi e le vetrine dello store hanno il tema 'An Out of This World Holiday Windows' e rendono omaggio ai viaggi nello spazio. Saks Fifth Avenue e Disney hanno invece collaborato per creare delle vetrine ispirate da 'Frozen 2' con scene che raffigurano le avventure di Elsa e Anna principalmente ma compaiono anche altri personaggi come Olaf, Kristoff e Sven. Cavalcando l'onda del motto 'Believe in wonder' (credi nei miracoli, ndr) e nell'epoca di #metoo, Macy's presenta un Babbo Natale al femminile e le vetrine seguono il viaggio di Santa Girl.
    Durante il periodo natalizio La Grande Mela si trasforma anche nella patria del pattinaggio sul ghiaccio e quest'anno in particolare c'è una vera e propria 'skate-mania'. In città si contano almeno una quindicina di piste distribuite in tutte e cinque le municipalità. Dal Rockfeller Center a Bryan Park passando per Central Park, Brookfield Place, Chelsea Pier solo per citarne alcune a Manhattan, a Brooklyn Coney Island e Prospect Park, ma anche a Staten Island e in Queens che tra le altre cose ha anche inaugurato una pista all'aeroporto Jfk. Si tratta del Twa Hotel Runway Rink che offre un'esperienza unica di pattinaggio sul ghiaccio tra decolli e atterraggi di aerei.  La pista rimarrà aperta fino a febbraio e può essere anche un'originale alternativa alle attese in aeroporto.
    L'atmosfera festiva è presente anche in alcuni ristoranti e bar alcuni dei quali hanno decorazioni che sembrano vere e proprie installazioni artistiche. Tra questi Tavern on the Green a Central Park con di fronte un gigantesco albero, due folletti e luci lungo tutta la struttura al punto da sembrare uscita da un libro di fiabe, oppure il ristorante pop up di City Winery al Rockfeller Center dove si mangia e si beve in igloo o ancora Serra Alpina da Eataly addobbata in modo da sembrare un rifugio sulle alpi italiane.
    E in attesa del nuovo anno con la discesa della famosa sfera di cristallo a Times Square, trattandosi dell'inizio di un nuovo decennio, sempre a Times Square sono arrivate gigantografie dei numeri 2-0-2-0. I numeri resteranno in mostra nella piazza fino a poco prima di Natale poi saranno collocati in cima all'edificio One Times Square dove il 31 dicembre saranno illuminati per salutare il nuovo anno.

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Tema Africa e codici Dior nella capsule Dioriviera

Maria Grazia Chiuri prosegue su scia collezione Cruise 2020

Lifestyle Moda
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Lo spirito della nuova capsule Dioriviera disegnata da Maria Grazia Chiuri per Dior, mostra un guardaroba estivo che trae ispirazione, com'è avvenuto per la collezione Cruise 2020, dal design, dai colori vivaci e dalle stampe d'ispirazione Africa, mescolate ai codici iconici di Dior.
    Fanno parte della capsule anche le emblematiche borse modello Book Tote, le Diorcamp e la Lady Dior, nonché i costumi da bagno, i sarong pieni di stampe animalier sul tema giungla o i motivi rivisitati dei tarocchi. Questi pezzi iconici si fondono con il toile de Jouy, l'importante cifra della maison, oltre che con una selezione di gioielli, che riportano il nome di "Christian Dior" - e con altri accessori progettati da Maria Grazia Chiuri.
   

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La Gioconda con la pochette. Il calendario Battistoni gioca con Leonardo

Lifestyle Foto
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Gioconda con la pochette di coccodrillo. Gioca con il capolavoro di Leonardo da Vinci la XXVII edizione del Calendario Battistoni. Al dipinto è dedicato il mese di gennaio (ANSA)

La Gioconda con la pochette di coccodrillo. Gioca con il capolavoro di Leonardo da Vinci la XXVII edizione del Calendario Battistoni. Il genio di Leonardo invita alla meditazione, ma anche al gioco e noi abbiamo giocato con Leonardo. Dante Matelli, autore del testo che introduce le dodici immagini, lo spiega così: “Leonardo dipinge la Gioconda: la signora ha inventato quel sorriso. Un brand, anche linguistico, che attraversa i secoli. Mettetele una pochette di coccodrillo tra le braccia e capirete perché lo sforna. Riguardatela senza. Il sorriso potrebbe virare verso il broncio e lei può sembrare incompleta”. Alla Gioconda è dedicato il mese di gennaio: gli altri undici soggetti li scopriranno i duecento invitati che riceveranno in dono il Calendario.

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Make up in blu, come truccarsi con il colore Pantone dell'anno

Colore solido, affidabile e ideale per trucco, unghie e capelli. Con qualche accorgimento

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Reese Witherspoon in total blu (ANSA) Reese Witherspoon in total blu

Ci avevamo provato, anche se con poca convinzione. Prima il verde acido, poi l’ultra violet ed infine il living coral (i colori che hanno dettato i trend nella moda e nel beauty negli ultimi tre anni). Non erano facili da indossare, né da usare come trucco e non erano adatti a tutte le taglie ed età però se (come Eva per prima) la curiosità è donna tutte abbiamo provato ed usato queste tinte dell’aria energizzante, dinamica, spaziale e futuristica. Truccatori e stilisti si sono impegnati su instagram e youtube ad insegnarci come usarli senza sbagliare, con quali abbinamenti, effetti collaterali e prudenza inclusi, adesso invece tutto si fa più facile.
Il colore di tendenza per il nuovo anno è il ‘classic blue’ (Pantone 19-4052) col quale ci si può rilassare perché, come il total black, si tratta di un ‘comfort color’ d’eccellenza. Il blu è il simbolo della calma, della tranquillità e dell’equilibrio e, come spiega Leatrice Eiseman, executive director di The Pantone Color Institute, ‘viviamo in un tempo che richiede fiducia e fede. Vogliamo più calma, solidità, rassicurazione. Il blu classico è rassicurante, affidabile, infonde coraggio per il futuro. E’ una tonalità rassicurante, protettiva, che induce alla calma, alla confidenza e di cui avevamo forte bisogno. Senza tempo , elegantissimo e semplice, suggestivo come un cielo all’imbrunire, è una opportunità per tutti’.
La company statunitense che detiene il compito di catalogare e identificare i colori per le industrie di tutto il mondo ha siglato un accordo con LG VDL, colosso coreano dei prodotti per il maquillage, che ha già sfornato packaging e polveri da trucco con la tinta del ‘classic blue’ Pantone originale. Nel frattempo le multinazionali della bellezza, dalle lussuose Christian Dior e Yves Saint Laurent alle più pop di Sephora e Kiko, hanno già sfornato ombretti, eyeliner e lacche per le unghie delle nuances intorno al blu pieno. Come usarlo e come abbinarlo alla perfezione?
Lo spiega Nicoletta Pinna, make up artist di fiducia di Valeria Golino, Valeria Bruni Tedeschi, Alba Rohrwacher e Luisa Ranieri: “Il blu è un colore pieno da alto impatto, da usare con grande libertà ma con qualche precauzione e soprattutto sempre da solo, cioè non abbinato ad altre nuance, né ad abiti troppo colorati. E’ un colore solitario, anche quando lo si sceglie per tingere i capelli. In questo modo aggiunge fascino. Già per le feste imminenti prenderà il posto del nero anche per effettuare un trucco del tipo ‘smokey eye’ di tipo più satinato e perfino glitterato. E’ anche un ottimo colore per allungare gli occhi eseguendo una unica linea blu sulla palpebra superiore, ad effetto Cleopatra, usando l’ eyeliner . Il kajal blue, passato nel rigo oculare interno della palpebra inferiore, dà un effetto magnetico e di mistero. Anche il mascara blu passato sull'occhio nudo, cioè senza altro tipo di trucco, magari abbinato ad un gloss trasparente passato sulle labbra, aggiunge allure. Bellissima anche una bocca color ‘classic blu’, sia mat che glossato, su un viso perfettamente truccato per un effetto nudo, cioè senza altre nuances”.
Il blu non è sempre facile da usare e ha delle precauzioni: in primis è necessario dare una occhiata all'abito prima di truccarsi, come spiega Pinna: “Quando ci sono molte tonalità addosso il blu non va più bene. Si abbina invece perfettamente con abiti neri, bianchi o rosa tenute. Attenzione infine agli smalti blu, bellissimi ma mai abbinati a bocca o trucco colorati. Infine il blu va evitato sulle pelli olivastre perché è un colore freddo. Sta invece molto bene come maquillage degli occhi perché si abbina alla perfezione con tutti i colori dell’iride, dal marrone al blu al verde”.

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Capodanno con i pet, consigli antipanico

Per città a misura di animali domestici molti comuni vietano petardi

Lifestyle Pets
Chiudi Il capodanno dei pet foto Quattrozampeinfiera (ANSA) Il capodanno dei pet foto Quattrozampeinfiera

Si sa che l’ultimo dell’anno si passa insieme agli affetti più cari e per gli italiani tra questi c’è il proprio pet. Oltre l’81% sceglie infatti di festeggiare la vigilia di Capodanno in casa con il proprio amico peloso. La motivazione maggiore è la convinzione che il proprio pet fa parte della famiglia (oltre il 98%) e anche perché il cane ha paura dei rumori dei botti (51%). Questo è il dato emerso dall’Osservatorio di Quattrozampeinfiera 2019, la rassegna “pet friendly” che da anni effettua le indagini volte a comprendere le abitudini dei proprietari verso i loro amici pelosi. La ricerca è stata svolta a Padova, Milano, Roma, Torino e Napoli: le cinque tappe in cui è presente la manifestazione Quattrozampeinfiera.
Anche quest’anno alcune città decideranno di evitare i botti di Capodanno mentre in altre questa discutibile tipologia di festeggiamento non mancherà. Ben il 72% degli intervistati non usa rimedi antipanico per il proprio pet. “Un consiglio che noi diamo sempre ai nostri visitatori è di evitare di far scoppiare petardi – spiegano gli organizzatori di Quattrozampeinfiera - Quello che per pochi è un divertimento, per i nostri amici pelosi è terrore. Gli animali hanno un udito più sviluppato e i botti scatenano paura e panico inducendo reazioni incontrollate e pericolose. Cani e gatti fuggono, perdono l'orientamento e si smarriscono. Ultimamente moltissimi comuni hanno vietato di far esplodere fuochi pirotecnici o petardi. Un divieto che però dovrebbe essere rispettato non solo a Capodanno ma ogni giorno dell’anno. Anche questo contribuisce alla definizione di una città a misura di pet”.

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Greta Thunberg, persona dell'anno per Time, e chi se no?

L'attivista svedese con le sue urla sul clima ha dato la sveglia e portato in piazza milioni di giovani

Lifestyle Teen
Chiudi Greta Thunberg 'Persona dell'Anno' di Time 2019 (ANSA) Greta Thunberg 'Persona dell'Anno' di Time 2019

Greta Thunberg, l'infaticabile, carismatica attivista svedese di appena 16 anni e' la 'Persona dell'Anno' di Time, dopo aver sfiorato il Nobel per la pace. Ha conquistato la copertina che dal 1927 ogni dicembre il magazine americano attribuisce alla persona che, nel bene o nel male, ha segnato l'anno che sta per concludersi. Greta ha battuto il presidente Donald Trump, la speaker della Camera Nancy Pelosi, la 'talpa' che ha messo in moto la procedura per l'impeachment contro il presidente e i manifestanti di Hong Kong. Greta, che ha parlato alla Cop 25 di Madrid, e' la piu' giovane Persona dell'Anno di Time.

Chi è Greta Thunberg e come in un anno ha cambiato la società

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Andrea Riseborough dai volti di Nancy a Zerozerozero

In sala con film premiato al Sundance, poi in serie di Sollima

Lifestyle People
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Margaret Thatcher, Wallis, Simpson, Svetlana Stalin, Marilyn Barnett, la compagna della tennista Billie Jean King, Judy Schneider moglie del luogotenente del caposetta David Koresh. Sono solo alcuni dei ruoli complessi che hanno avuto come volto una delle migliori attrici della sua generazione, la britannica Andrea Riseborough. Classe 1981, poliedrica, intensa, sorprendente, ha già regalato una serie di performance potenti tra teatro, cinema e tv. Nel 2020 la vedremo su Sky nella nuova serie internazionale di Stefano Sollima, ZeroZeroZero (che ha debuttato con i primi due episodi al Lido), ispirata dal romanzo di Roberto Saviano, dove si cala nei panni della figlia ambiziosa e senza scrupoli di un armatore e trafficante internazionale di droga (Gabriel Byrne). Intanto arriva in sala, dal 12 dicembre con Mariposa Cinematografica, un'altra grande interpretazione dell'attrice, con Nancy, premiato al Sundance 2018 per la migliore sceneggiatura.
    E' il coinvolgente debutto alla regia di Christina Chloe, che ha nel cast anche Steve Buscemi, J. Smith-Cameron, Ann Dowd e John Leguizamo. Tra viaggio introspettivo e thriller intimo, Il film, che ha un team completamente al femminile di produttrici (tra le quali figura anche Andrea Riseborough), tecnici di produzione e finanziatrici. è costruito sulla capacità dell'attrice britannica di rendere enigmatica e a suo modo affascinante, la personalità della protagonista.
    La 35enne Nancy si è rinchiusa in un limbo, vivendo con una madre autoritaria e malata (Dowd) e non riuscendo a realizzare le proprie aspirazioni di scrittrice. La sua creatività la sfoga da bugiarda patologica tendente alla mitomania. propina, anche online, storie di avventure e battaglie personali inventate, spacciandole per reali (da un viaggio in Nord Corea al fingersi incinta). La verità rischia però di entrare in maniera prepotente nella sua vita, quando la donna, dopo aver visto un programma televisivo dedicato al caso, si convince, per una vaga somiglianza, di poter essere la figlia, scomparsa misteriosamente 30 anni prima, di Leo e Ellen Lynch (J.
    Smith-Cameron e Steve Buscemi) coppia che non si è mai ripresa dal trauma. Nancy chiama Ellen e riceve un invito a fare visita a quelli che potrebbero essere i suoi genitori. Inizia così un percorso reciproco di conoscenza, fra dubbi, diffidenze, domande e ricordi, cercando di arrivare alla verità.
    "In Nancy, nel bene e nel male c'è molta umanità ed è l'elemento che mi ha convinto a interpretarla - ha spiegato l'attrice a Motionpicture.org - Nei film le donne in genere vengono ipersessualizzate o presentate desessualizzate. Si rappresentano sempre gli stessi 3 o 4 tipi femminili. E' una visione molto limitata di come possano essere le donne ed è molto dannosa soprattutto per le ragazze. Hanno bisogno di vedere donne che vivano serenamente la propria sessualità, e donne con dei difetti o che commettono errori. Non cresciamo e non impariamo senza averne fatti". (ANSA).
   

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Cocktail senza tempo, dallo spritz al bitter ecco dove berli doc

Bar storici tra il Camparino in Galleria a Milano e il Bellini all'Harry's Bar

Lifestyle Food
Chiudi Camparino CAMPARINO - BAR DI PASSO (ANSA) Camparino CAMPARINO - BAR DI PASSO

La riapertura del Camparino in Galleria, casa natale dell’aperitivo ‘bitter’ milanese, vede la celebrazione dell’italianissimo rito cittadino del riunirsi prima di cena per bere qualcosa, con qualche stuzzichino o con mega buffet (aperi-cena). Con o senza snack l’aperitivo è un must che scatta dalle ore 18 in poi in tutta Italia, una pausa relax dopo il lavoro o nei giorni di festa che diventa cool e sa sempre più di status symbol se si frequentano bar e locande storici delle città che sanno mantenere alta la tradizione, la qualità dei cocktail e lo stupore per la bellezza dei luoghi.
Succede così che i locali frequentati una volta da intellettuali e artisti riuniscono folle di avventori e la riapertura dello storico locale milanese fa il pieno di frequentatori Vip e incontri d’affari, insieme a moltissimi curiosi che visitano antiche sale. Qui si ordinano cocktail senza tempo, come Campari Selz, il Negroni e il Milano-Torino, abbinandoli al pan’cot (pane arrostito) che lo Chef Davide Oldani ha rivisitato con farine integrali pregiate abbinandolo a carni, pesce, frutta e verdure. Il Bar di Passo del piano terra, patrimonio liberty, la sala Spiritello che si affaccia sulla Galleria Vittorio Emanuele II (Con l’originale Spiritello dell’artista Lenetto Campiello, affissione pubblicitaria originale del marchio di cui è divenuta l’icona, datata 1921) e la sala Gaspare Campari (gli ex magazzini, nel seminterrato) sono stati restaurati e ristrutturati dallo Studio Lissoni che ne ha preservato l’eredità storica e i dettagli d’epoca Art Nouveau ridefinendone al contempo una identità moderna e al passo con i tempi.
Il rito dell’aperitivo Vip piace e si consuma ovunque nei centri storici delle principali città italiane, ricche di bar e locande inaugurate secoli fa’. Sempre a Milano ci si meraviglia per la bellezza del bancone del centenario Bar Jamaica, a Brera, che ospita ancora i quadri degli artisti milanesi che si ritrovavano al suo interno e per l’atmosfera Liberty che si respira al Caffè Gilli col soffitto affrescato e un banco maestoso.
Lo Spritz, nato a Venezia come diluizione dei vini con una spruzzata di acqua frizzante, si serve fedele allo storico Florian (che risale al 1720), il Bellini originale al leggendario bar degli anni ’30, l’Harry's Bar di Cipriani e, a Trieste, nell’antico e lussuoso Caffè Tommaseo, attivo dal 1830. Il tajut (calice di vino) di bianchi autoctoni si sorseggia in compagnia nella storica locanda Al Cappello di Udine, affollatissima anche la domenica prima di pranzo. A Padova l’aperitivo d’autore si fa nello storico Caffè Pedrocchi. Nel cuore di Firenze è da sempre in auge il Caffè Paszkowski, dal 1903 palcoscenico del centro storico fiorentino, mentre il Caffè Meletti di Ascoli Piceno su una delle piazze più belled'Italia (Maselli ci girò i Delfini) è tra i 150 caffè storici d’Italia: fu inaugurato nel 1907 ad opera dell’industriale Silvio Meletti, celebre produttore del liquore Anisetta Meletti e rappresenta ancora oggi un raro e raffinato esempio di architettura liberty nelle Marche oltre ad essere un vivace polo culturale e cittadino. A Roma, al Caffè Greco, bar storico della città fondato nel 1760, vera istituzione della città (al netto delle beghe sul canone d’affitto fra la famiglia e la proprietà dei locali). Sempre a Roma è à la page sedersi anche in inverno ai tavolini all’aperto del Caffè Rosati in piazza del Popolo, magari dopo lo shopping natalizio. Per i cocktail d'autore più cool ed eleganti c’è anche Chorus, nel mezzanino dell'Auditorium Conciliazione, progettato dall’architetto Marcello Piacentini, che si affolla di giovani della Roma bene. Non manca all’appello dei bar più amati per l’aperitivo la città di Napoli: cocktail classici e incontri d’affari si consumano al Gambrinus , storico caffè del 1860 con arredi in stile liberty, oppure all’elegante Gran Caffè Cimmino, anche se i napoletani amano moltissimo i baretti di Chiaia che dalle sei del pomeriggio si affollano di avventori.

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La danza di otto donne al ritmo della quantistica

Spettacolo corale, flusso continuo di storie

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Chiudi Quantum Life 2.0 di Manipura. foto di Luigi Ieluzzo (ANSA) Quantum Life 2.0 di Manipura. foto di Luigi Ieluzzo

Otto danzatrici esplorano l’interiorità femminile e la complessità d'essere donna utilizzando la metafora quantistica della sovrapposizione. E' Quantum Life 2.0 di Manipura- Movimento Spontaneo Liberi Artisti, con la regia di Marika Vannuzzi, uno spettacolo corale e multimediale, in programma domenica 15 dicembre 2019 - ore 21:00 Auditorium Due Pini di Roma. Lo spettacolo racconta in un flusso continuo storie sempre nuove, in cui si incontrano diverse individualità. Percorsi di vita che si incrociano: desideri, domande, attrazioni, affinità che conducono verso un’intimità femminile condivisa con un accordo segreto, in cui i corpi diventano la voce silenziosa, filo narrante dell’intera performance. Uno spazio scenico intimo e onirico dove riconoscersi attraverso la danza, dando ascolto a emozioni, ricordi e paure, in una drammaturgia multimediale arricchita da videoproiezioni per un’interazione tra immagini e danzatori. Una colonna sonora con le musiche di alcuni dei compositori più significativi del panorama contemporaneo, come Ludovico Einaudi, Philip Glass, Giovanni Sollima e il trio napoletano Ashram. Le danzatrici sono Elena capponi, Carola Giusti, Marilisa Puppi, Jennifer Giurioli, Elisa Nardis, Isabela Grillo, Giulia Crucitti e la stessa Marika Vannuzzi.

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Nike si tuffa nella "modest fashion"

linea per nuoto oltre il burkina coincide con mostra a NY

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Mentre da San Francisco la grande mostra sulla "modest fashion" si prepara a volare a New York, la Nike si tuffa in piscina con una nuova collezione dedicata alle donne di fede islamica e ai loro comportamenti "pudici" quando si trovano in pubblico. Al di là del puro stimolo fisico, ciò che rende speciale il nuoto e gli sport acquatici è la sensazione di connessione con l'acqua: la libertà dell'assenza di gravità, la pace della fluidità intorno a tutto il corpo. È con questo spirito che questa settimana Nike ha presentato la sua nuova linea Victory Swim Collection disponibile dal primo febbraio su nike.com e presso rivenditori selezionati in tutto il mondo. L'ispirazione iniziale e' venuta dal feedback delle atlete al Nike Pro Hijab, il primo hijab sportivo professionale introdotto due anni fa. "Più ascoltavamo, più vedevamo possibilità di aiutare le atlete in nuove dimensioni, progettando in modo inclusivo e per far si' che sempre piu' donne si sentano a proprio agio a praticare sport", spiega Martha Moore, vicepresidente e direttore creativo Nike. Il nuoto era stato finora uno degli sport in cui le donne islamiche si sono storicamente trovate in difficolta': vedi il bando del burkina in spiaggia imposto tre anni fa da molte municipalita' francesi tra cui Cannes e Nizza. Molte variazioni del burkina, termine inventato dalla designer australiana-libanese Aheda Zanetti, sono venduti in paesi islamici e altrove ma sono fatti piu' per camminare nell'acqua che per nuotare. Diversa la linea Victory: "Quando lo indosso mi sento super leggera e tranquilla", afferma Zahra Lari, pattinatrice degli Emirati: "Non appesantisce e mi aiuta a nuotare meglio. È diverso da qualsiasi costume da bagno che abbia mai visto e so che posso indossarlo e sentirmi sicura". La collezione, che comprende il costume da bagno premium Nike Victory Full-Coverage completato da capi accessori per il nuoto quali Nike Victory Swim Hijab, Nike Victory Swim Tunic Top e Nike Victory Swim Leggings, introduce performance innovative nella linea di costumi da bagno pensate per le atlete che desiderano potersi muovere liberamente in acqua pur restando completamente coperte. Tra le tecnologie adottate, una e' ispirata a come gli squali aprono la bocca mentre nuotano per contrastare la resistenza opposta dagli strati di tessuto al libero movimento nell'acqua. Il lancio della linea Victory precede di poche settimane l'arrivo il 28 febbraio al Cooper Hewitt di New York dei una nuova edizione della mostra sulla "modest fashion" dei Fine Arts Museum di San Francisco: uno spaccato di diverse interpretazioni del lusso, della streetwear e della haute couture nel mondo islamico che l'anno scorso aveva messo in catalogo anche il Pro Hijab della Nike.

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Venere in fur riciclata e rimessa a modello

Doppia vita per la pelliccia da The Attico

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La nuova Venere in pelliccia di TheAttico, in linea con il concetto di upcycled, indossa pellicce vintage ricondizionate, a cui è stata data nuova vita dalle designers del marchio di abbigliamento, attraverso l'utilizzo di nuovi bottoni e di una nuova fodera, così come i cristalli Swarovski utilizzati sono di fatto delle rimanenze. Tutto ha un'aria retrò come le immagini e il video di Kinoproby, dove la modella sembra rivivere in un flashback. Call me back sussurra al telefono la ragazza pettinata in stile anni Quaranta, mentre sembra uscire da un vortice rosso e ipnotico.
    Le scene notturne che abita sono ricordi di momenti che ha già vissuto o premonizioni di situazioni che sta per vivere. Eccola davanti ad una macchina, nel bosco, oppure intenta a camminare sulla moquette rossa dello stretto corridoio di un albergo.
    Eccola di nuovo davanti ad un jukebox, indecisa sulla canzone da suonare. Venus in furs è la sua scelta, insolente. Infatti, indossa una pelliccia: un pezzo unico, parte di una selezione di sei oggetti unici, scelti personalmente dalle stiliste Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini e rivisti in chiave The Attico: forme, fodere, bottoni. In piedi su tacchi a spillo ricamati, la donna è un tripudio di allure. Qualcosa, però, è diverso. Il cappotto che indossa, come i cristalli Swarovski leftover che adornano le sue scarpe, hanno avuto una vita precedente, proprio come i suoi ricordi. La filosofia di The Attico in questa speciale capsule collection rappresenta il secondo capitolo dedicato all' esplorazione di materiali e tessuti upcycled, dopo la collaborazione con il brand di denim Re/Done. Sigilla il messaggio in Lipsynch matt, cherry pink: una speciale tonalità di rossetto sviluppata con il marchio eco-conscious La Bouche Rouge, contenuta in una custodia in pelle vegana. 
   

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Niente antipasti nè primi e secondi, il menù diventa orizzontale

Tendenze food, riscoperta del quinto carto e selezione di produttori 'resistenti'

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Chiudi Rost a Milano, la chef Lucia Gaspari (ANSA) Rost a Milano, la chef Lucia Gaspari

Via il menu classico: niente antipasti, primi, secondi, dolci. L'ordine è orizzontale, il piatto magari si condivide. Già oggi andando al ristorante c'è chi chiede l'antipasto al posto del primo, il doppio primo al posto del secondo e sottolinea di portare tutto insieme agli altri commensali per una tavola aperta, libera e senza schemi tradizionali. La consuetudine in atto, già di fatto una tendenza, comincia a condizionare le scelte dei ristoratori. Ecco così che il nuovo indirizzo milanese, Røst a Porta Venezia, con tre soci giovani ma di esperienza internazionale punta, tra l'altro, proprio a questo: un menù composto principalmente da verdura e carne, con una presenza di pesce e carboidrati ma con la carta che abolisce le categorie di ordine prediligendo il racconto orizzontale tra piatti da condividere liberamente. Famiglie di pietanze proposte in piccoli piatti che possono popolare la tavola in ordine libero per favorire l’assaggio e la convivialità. Le proposte si alternano di frequente, per valorizzare il disponibile, evitare sprechi di materie e perchè così si può tornare e provare altre 'famiglie' di piatti. Rost riassume anche altre tendenze food in atto: la grande riscoperta dei cosiddetti “tagli poveri”, tagli dimenticati ma che appartengono alla tradizione culinaria italiana, come le polpette con il lesso avanzato del brodo (a Milano i mondighili, ma si trovano in tutte le cucine regionali con altri nomi e ingredienti simili). Il quinto quarto nella cucina impiega frattaglie, diaframma, cervella, lingua, testa proposti in modo delicato (la coppa di testa 'smorzata' sulla patata bollita e schiacciata e profumata di arancia) secondo un concetto di cucina circolare in cui in sostanza si usa tutto e non si scarta nulla amato dalla cuoca Lucia Gaspari, con la sua peculiare visione di cucina sostenibile, consapevole dei territori e delle persone. I fornitori sono tutti piccoli produttori, nomi resistenti del territorio - anche qui un'altra tendenza -  sia per i vegetali che per gli animali, selezionati per trovare le eccellenze e puntare ad un prodotto etico che esalta il lavoro di coltivatori, allevatori, trasformatori, in un rapporto diretto che evita gli intermediari. Le galline, per raccontarne una, sono felici: razzolano all'aperto in decine di ettari e per rintracciare le uova deposte si fa una specie di caccia al tesoro. Sono le uova di Selva di Morbegno in Valtellina. Le verdure vengono dalla cascina Fraschina di Abbiategrasso e Podere Pereto, la carne dal veronese Carlo Alberto e Martini di Cuneo. In omaggio al nome, che evoca una storia del 1400 alle isole Lofoten, da Rost c'è spazio anche per il baccalà. Quanto ai vini, scelti da Enrico Murru, anche qui si punta a scelte affatto casuali:  una carta di oltre 170 etichette e 12 vignaioli di cui è disponibile tutta la produzione. I vini sono tutti prodotti artigianalmente e provenienti da agricoltura biologica, biodinamica, naturale, 60% italiani, 40% francesi 

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Capelli, tagli e colori, freddo e glow lo chic parigino è cool

Frangetta lunga alla Hunziker, vade retro rosso, a tutto biondo (cenere)

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Chiudi Kristen Stewart a novembre 2019 alla premiere di  Charlie's Angels a Los Angeles (ANSA) Kristen Stewart a novembre 2019 alla premiere di Charlie's Angels a Los Angeles

La frangetta lunga aperta 'alla Michelle Hunziker', il balayage ossia le schiariture sfumate a diverse lunghezze eseguito in modo più o meno creativo, il pixie cut ossia l'ultracorto femminile amato dalle star come Kristen Stewart e Jennifer Lawrence, il lungo estremo e il biondo "alla Ferragni", in profonda crisi il rosso, le mezze lunghezze (ma resiste il long bob 'di passaggio' per chi decide di tagliare il lungo ma non è pronto al corto). Sono le tendenze capelli, taglio e colore, dell'inverno 2020 che ad ANSA Lifestyle ha raccontato Alessandra Moio di Moha a Milano. Ma la macro tendenza sono i colori freddi, le tinte sabbia, beige, biondo cenere e nocciola, chiari fino al platino o scuri ma con un po' di blu tra i pigmenti. La richiesta di freddo, all'opposto dei caldi (bandito il rosso), chiesta dalle consumatrici e vista nelle passerelle di moda ha dato origine persino ad una linea di colore, Parisian Cool, che da due stagioni impazza e viene aggiornata nelle sfumature e con le testimonial (tra cui Morgan Polanski, la figlia del regista e di Emmanuele Seigner) biondo cenere, castagna, nero 'icy' tra queste. Altra tendenza, mutuata in questo caso più dal make up che dalla moda è il glow: collezioni di colorazione permanente che puntano alla brillantezza estrema, a specchio e danno un nuovo gusto colore cool, freddo, luminoso e dall'effetto naturale. Majirel Glow utilizza una nuova tecnologia, composta da più riflesso e meno base. In pratica c'è il 50% in + di riflessi leggeri e 4 volte più trasparenza, grazie a uno specifico equilibrio di pigmenti, studiato per dare più riflesso e meno profondità al colore.
Arrivare in salone con le idee chiare non è di tutti, il più delle volte ci sono esempi da far vedere al parrucchiere: star del cinema ma molto di più influencer, "per quanto - ci racconta Moio - sono le gallery di pinterest e di instagram con le persone comuni gli esempi che più spesso mi portano". Il salone si converte al digitale, con totem interattivi, analisi del capello, personalizzazione con le app che mostrano con la realtà aumentata come provare in anteprima (e dunque cambiandolo a piacere)  un nuovo colore, simulando in 3D. "E' sempre più una beauty destination il nuovo salone - spiega Paolo Roati direttore dell'Oreal Professionnel - dove si vive un'esperienza di benessere, piacevole ed emozionale. Il progetto Salon Emotion riguarda già 1700 saloni e punta al massimo del rapporto tra cliente e parrucchiere con il supporto dell'intelligenza artificiale e della nuova tecnologia". La personalizzazione, anche in questo contesto, è però il plus che viene richiesto, come emerge dalla ricerca Giemmelike che ha mappato le millennial italiane nel rapporto con il parrucchiere, unita all'importanza dell'analisi dello stato di salute del capello in un contesto in cui agli strumenti viene dato sempre maggior valore. "Con i clienti giochiamo con la armocromia - prosegue Alessandra Moi - che al di là di scelte divertenti su colori preferiti per i capelli e per gli abiti ci avvicina alla naturalità, a cosa ci sta meglio veramente senza i condizionamenti. Il risultato è una palette di colori che ci veste dalla testa ai piedi e che si abbina al nostro incarnato e alle nostre attitudini".

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Burnout da ufficio, contro lo stress lavorativo la cura è la meditazione

Aumenta la concentrazione, riduce la negatività

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Chiudi In ufficio yoga e meditazione anti stress foto iStock. (ANSA) In ufficio yoga e meditazione anti stress foto iStock.

Lo stress lavorativo è un grande problema di massa: carichi di lavoro aumentati, la precarietà nell'aria vissuta anche da chi ha un contratto a tempo indeterminato figuriamoci da chi non ce lo ha affatto. Secondo una ricerca pubblicata dalla Caba sul portale britannico The Sun, nove adulti su dieci affermano di essere vicini al burnout mentale e di sentirsi stressati per quasi un terzo dell’intera giornata lavorativa, oltre a perdere cinque ore di sonno alla settimana per via delle pressioni derivate dalla routine. E ancora, secondo una ricerca dell’American Institute of Stress pubblicata su USA Today, l’80% degli americani ha citato lo stress lavorativo come causa principale di comportamenti errati. Per questo motivo gli esperti consigliano di ricorrere alla meditazione: secondo una ricerca pubblicata su Reuters Health basta mezz’ora di meditazione al giorno per ridurre i livelli di stress e aumentare il tasso di concentrazione. Ma non è tutto, perché stando a una ricerca pubblicata su Business Insider la meditazione contribuisce a migliorare la produttività generale nelle aziende di qualsiasi dimensione e settore e, secondo un report dell’American Heart Association, contribuisce a ridurre i processi biologici che portano al decesso cardiovascolare. Una pratica che ha accompagnato quotidianamente alcuni dei più grandi imprenditori della storia: da Jeff Weiner, CEO di Linkedin, a Bill Ford, presidente esecutivo di Ford Motor Company, fino ad arrivare a Jack Dorsey, co-fondatore e CEO di Twitter e Steve Jobs, co-fondatore di Apple. Oltre a molte persone dello spettacolo da David Lynch a Jennifer Aniston.
“Cercare ogni giorno uno spazio di silenzio e immobilità è fondamentale per uscire dal tritacarne delle cose da fare che finisce per paralizzarci. Dalla meditazione proviene la calma che rende lucida la mente e porta equilibro nelle emozioni – spiega Andrea Di Terlizzi, fondatore della casa editrice Inner Innovation Project nonché uno dei massimi esperti di Yoga e Scienze Antiche in Italia e coautore del libro “7 Punti per vivere meglio” assieme ad Antonella Spotti – Lo stress continuativo uccide, nel vero senso della parola, ed è per questo che per essere performanti mentalmente occorre avere una mente sempre lucida e concentrata, calma e ricettiva, acuta e osservatrice. Così come il corpo ha bisogno di riposo, anche la mente trae giovamento da una pausa, ma per farlo bisogna attivare una funzione della coscienza ovvero la consapevolezza. Bastano 15 minuti al giorno di meditazione per calmare il flusso di pensieri e sentirsi più rilassati. Ovviamente si tratta di un approccio elementare alla disciplina, ma iniziare in questo modo può dare risultati importanti sotto il profilo psicologico e psicofisico. Facendolo, ognuno potrà stabilire se cercare un insegnante per approfondire”.
Secondo una ricerca della National Center for Health Statistics e pubblicata su Psychology Today, la meditazione regola il funzionamento della corteccia prefrontale, facendoci sentire in controllo dei nostri pensieri in ogni momento e regolando le emozioni negative. E ancora, secondo uno studio pubblicato sulla rivista britannica The Lancet lo yoga - anche questa una pratica salutare contro lo stress - permette di ridurre la pressione sanguigna e migliorare la funzione polmonare. Secondo una ricerca dell’Organisational Behaviour and Human Decision Processes e pubblicata su USA Today, infine, la meditazione migliora anche i rapporti sociali con i colleghi e riduce la negatività. Dice Willem Kuyken, professore di psicologia alla Oxford University, in un’intervista pubblicata su USA Today: “Numerose ricerche dimostrano come imparando a calmare il corpo e la mente si possa gestire in maniera accurata lo stress fisico e psicologico, affrontando i problemi della routine quotidiana, soprattutto a livello lavorativo. Ovviamente la meditazione non rappresenta la cura a tutti i mali, ma bastano pochi minuti al giorno per sentire i suoi effetti benefici e migliorare la produttività sul posto di lavoro". Dello stesso avviso è David Creswell, professore di psicologia alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in un’intervista pubblicata sulla medesima rivista: “La meditazione agisce direttamente sulla corteccia cerebrale migliorando la creatività e la gestione dei problemi, oltre ad agire in modo positivo sullo stato d’animo per tutta la giornata. Per questo motivo sono sempre più numerose le aziende che hanno implementato la meditazione all’interno del programma di benessere generale per i loro dipendenti”.

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Prima sudafricana di colore ad essere incoronata Miss Universo

E' Zozibini Tunzi, 26 anni, impegnata nella lotta contro la violenza di genere

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Chiudi Miss Universo 2019 (ANSA) Miss Universo 2019

Ventisei anni, laureanda in relazioni pubbliche, impegnata nella lotta contro la violenza di genere. E' Zozibini Tunzi, la prima sudafricana di colore ad essere incoronata Miss Universo. Sul podio, insieme a lei, Miss Puerto Rico, Madison Anderson, e Miss Messico, Sofia Aragon, seconda e terza classificata. 

"Ha dedicato la sua campagna sui social media a cambiare la narrativa sugli stereotipi di genere. È orgogliosa sostenitrice della bellezza naturale e incoraggia le donne ad amarsi così come sono", è scritto nella sua biografia online. 

Durante le fasi del concorso, Tunzi ha sostenuto che la cosa più importante che le ragazze hanno bisogno di imparare è la leadership: "Si tratta di qualcosa che è mancato alle ragazze e alle donne per molto tempo, e non perché non la vogliamo, ma per quello che la società ha deciso che le donne devono essere. Io penso che siamo gli esseri più potenti del mondo", ha affermato.

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L'uomo N21 torna in passerella a Milano

Abbandonato formato coed adottato a settembre

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N21 ha deciso di riportare l'uomo in passerella a gennaio 2020 durante Milano Moda Uomo, abbandonando il format co-ed adottato a settembre 2019 per la sfilata delle collezioni Primavera/ Estate 2020.
    "La scelta di tornare ad avere una sfilata dedicata - spiega Alessandro Dell'Acqua, fondatore e direttore creativo del marchio - rispecchia la volontà di dare più spazio e sostegno al segmento dell'uomo che al momento sta dando importanti segnali di crescita, rappresentando un grande potenziale per la crescita del brand. La scelta rispecchia anche la volontà di fare sistema con Camera della Moda e contribuire a dare rilevanza alle sfilate maschili di Milano insieme ai marchi che stanno perseguendo la stessa strada". (ANSA).
   

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Barba e pizzetto, i look più trendy e come rifarli

Dan Gregory racconta le nuove tendenze

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Chiudi Brad Pitt a Cannes sfoggia il suo pizzetto incolto (ANSA) Brad Pitt a Cannes sfoggia il suo pizzetto incolto

Barba si ma come? Accennata o lunga? Sicuramente curata. E il pizzetto? Incolto o disegnato? Il pluripremiato barbiere inglese Dan Gregory (a Londra tre settimane di attesa per un appuntamento al The Hunter Collective a Farringdon Road) global grooming ambassador di Braun racconta le ultime tendenze per l'inverno e come rifarle.
Guance ben definite e sfumatura sul collo
Questo look è particolarmente indicato a chi ha una barba molto folta. Bisogna tagliarla a 3mm di lunghezza dando forma alla barba sulle guance, creando una linea molto ben definita dalla basetta fino al labbro superiore. Poi si passa all’utilizzo del trimmer, partendo da una lunghezza di 5mm da sotto il mento fino a raggiungere gli 0mm alla base del collo. Questo crea un contrasto tra i bordi molto ben definiti e la sfumatura sul collo, aggiungendo un tocco creativo alla barba.
Pizzetto incolto
Questo look ha una star d'eccezione come 'testimonial': Brad Pitt. Per realizzarlo bisogna prima di tutto scegliere la lunghezza desiderata per il pizzetto e tagliarlo di conseguenza. Poi, piuttosto  realizzare una rasatura pulita, usare il trimmer sull’impostazione più bassa senza protezione e radere i peli rimasti, lasciando il pizzetto. In questo modo si crea un look molto casual adatto per qualsiasi occasione.
Barba di design
C’è un ritorno di questo look e penso che sarà sicuramente quello scelto dalla maggior parte degli uomini. Richiede poca cura ed è facile da creare; inoltre può essere realizzato con barbe più o meno folte. Prima di tutto, bisogna radere la barba di tutto il viso a una lunghezza tra 1,5mm e 3mm. Poi basta modellare il bordo sul labbro superiore in modo da tenerlo pulito. Un look davvero semplice, ma di grande effetto, ideale per tutti i giorni

 

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Lurex, broccato, velluto e paillettes ed è subito party time

Le proposte delle griffe per le feste

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Lurex, broccato in seta, raso e velluto liscio, ed è subito party time. L'atmosfera festosa dei giorni di Natale è il momento migliore per scegliere di brillare sotto le luci, magari con un abito in broccato dai bagliori dorati, oppure con una gonna in lurex da indossare con una maglia soft dalle tinte neutre come da Max Mara che veste anche l'iconica Pasticcino Bag, in una versione micro beads in damasco. E in tempi di serie tv e film sulle grandi regine, perchè non farsi tentare dall'indossare un abito principesco, lungo, in velluto liscio, dal taglia minimal, ma sfarzoso nei colori delle pietre preziose, blu zaffiro, verde smeraldo o rosso rubino?
    Tutto è prezioso da Chanel Métiers d'Art che a Parigi ha presentato una collezione di abiti in tessuti sontuosi, tweed laminati e vellutio, esaltati da ricami di perle e paillettes realizzati negli atelier della maison a Lesage su disegno del direttore creativo della maison Chanel Virginie Viard.
    Elegante e trendy la gonna color oro di EllemenTi marchio disegnato da Lisa Tigano, una giovane designer che crea collezioni di capi interamente realizzati a mano e made in Italy, è realizzata interamente in 100% cotone color lingotto.
    Le nuance e i riflessi dati dal colore metallico creano giochi di luce e la rendono un indumento ideale per il Natale o per brindare all'ultimo dell'anno. Semplice da abbinare e molto versatile, la gonna d'oro regala un tocco di stile in più a qualsiasi outfit pensato per le prossime festività. Dopo la scorpacciata di rosso della capsule disegnata per H&M da Giambattista Valli, controtendenza il colosso svedese dei piccoli prezzi, punta sul bianco e sui luccichii delle paillettes: dal morbido velluto e dal jacquard, ai mini abiti con paillettes verde scintillante, il tutto servito con strass abbaglianti ed eleganti perle. Poi in collaborazione con la designer colombiana Johanna Ortiz, propone una tavolozza di colori sgargianti, stampe floreali esotiche e silhouette glamour che sono diventate sinonimi con il marchio di vestiario femminile di Ortiz, per una collezione adatta ad un Natale in crociera ai Caraibi.
    Genny accende invece i parties natalizi con il suo punto di rosso, passionale e inebriante, un colore di carattere e ultra femminile. "Red is the new black" per la stilista di Genny, Sara Cavazzi Facchini, una tonalità iconica e irriverente, una nuance magnetica per eccellenza, conforme allo stile della maison.
    L'abito proposto da Genny ha un taglio asimmetrico ed è formato da un corpetto simile a una giacca senza maniche rifinita da revers in seta lucida. Il corpetto viene abbinato a una gonna in seta che divide idealmente il corpo: per metà è lunga e avvolgente e si ferma alle caviglie, nell' altra metà è come una micro skirt, avvolge la vita e scopre la gamba. Sull'abito si abbina una cappa, sempre in tono rosso incandescente. Infine è rossa anche l'Angelica Bag di Genny, la pochette che non passa inosservata nonostante le sue misure da pin up in miniatura: interamente realizzata in visone in uno squillante rosso, ha la forma di una mezzaluna definita dalla pelle specchiata con applicazioni di strass. 

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Milano e Roma, peggiori città per gli expat

In Europa Lisbona, Barcellona al top Expat City Ranking 2019

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Milano (80esima) e Roma (81esima) si classificano fra le 3 città peggiori nell’Expat City Ranking 2019 che si basa sul sondaggio annuale Expat Insider realizzato da InterNations, la più grande comunità globale e sito d'informazione per le persone che vivono e lavorano all'estero. Con più di 20.000 intervistati nel 2019 è uno dei sondaggi più ampi sulla vita e il lavoro all’estero. Nel 2019 sono state analizzate 82 città nel mondo, offrendo informazioni dettagliate su cinque aree della vita di un expat: la qualità della vita urbana, lo facilità di ambientamento, la vita lavorativa urbana, situazione finanziaria e abitativa, costo della vita locale. Nel loro insieme, le prime quattro aree compongono la classifica dell’Expat City Ranking, che rivela le migliori e le peggiori città in cui trasferirsi nel 2020.
La performance di Milano e Roma non è positiva, soprattutto nell’Urban Work Life Index (vita lavorativa urbana).
Secondo la classifica: Taipei, Kuala Lumpur, Ho Chi Minh City, Singapore, Montréal, Lisbona, Barcellona, Zugo, l’Aia e Basilea sono le città migliori in cui trasferirsi nel 2020
• Kuwait City (82esima), Roma, Milano, Lagos (Nigeria), Parigi, San Francisco, Los Angeles, Lima, New York City e Yangon (73esima) sono le città peggiori al mondo.

Nel dettaglio: Milano si posiziona terzultima, all’ 80esimo posto su 82 città, classificandosi generalmente in basso nell’Expat City Ranking 2019. La città mostra risultati poco brillanti nell’ Urban Work Life Index (77esima), posizionandosi fra le ultime 10 in tutte le sue sottocategorie. Inoltre, è anche la città con il peggior punteggio in termini di soddisfazione sul lavoro, con solo il 47% degli expat a Milano soddisfatti in generale del proprio lavoro (a differenza del 64% su scala globale). In aggiunta, circa tre su dieci sono scontenti della sicurezza del proprio lavoro (29% contro il 21% nel resto del mondo), le proprie ore di lavoro (30% contro il 19% a livello globale) e il proprio equilibrio fra vita lavorativa e vita privata (29% contro il 21% su scala globale). Il duro lavoro non sembra ripagare, dal momento che quasi quattro expat su dieci (39%) sono anche insoddisfatti della propria situazione finanziaria (a differenza del 26% nel resto del mondo). Un expat tedesco si lamenta del “cattivo equilibrio tra reddito e costo della vita” e la maggior parte degli expat sembra essere d’accordo: meno di un quarto (23%) è soddisfatto del costo della vita locale (contro il 43% su scala globale). Mentre il numero di expat soddisfatti per quanto riguarda le reti di trasporto locali a Milano (74% contro il 70% nel resto del mondo) e le opinioni sul clima locale (61% contro il 59% su scala globale) è leggermente al di sopra della media globale, la città si classifica solamente 60esima nell’Urban Living Index. Una delle principali ragioni della sua mediocre performance è il basso grado di stabilità politica (75esima), dato che solamente il 25% valuta questo fattore positivamente. Questo risultato non è solamente al di sotto della media globale (61%) ma è anche più basso rispetto all’anno scorso (44%). “La situazione politica sta cambiando,” osserva un expat polacco. “Gli stranieri adesso hanno più difficoltà a registrarsi, usare l’assistenza sanitaria e compare una casa!” Forse questa è una delle ragioni per cui gli expat si sentono meno a casa a Milano, con la città che si classifica fra le ultime 10 (75esima) per questo fattore. Circa la metà degli expat a Milano (53%) afferma di sentirsi a casa in questa città, a differenza del 64% su scala globale.

Roma è nuovamente votata come la peggiore città europea per gli expat, posizionandosi 81esima su 82 città nell’Expat City Ranking 2019, solo davanti a Kuwait City su scala globale. Come Milano, la più grande debolezza di Roma è l’Urban Work Life Index, in cui si classifica ultima al mondo per la seconda volta consecutiva. Un expat su tre a Roma (33%) è insoddisfatto del proprio lavoro attuale (contro il 19% su scala globale) e due terzi (67%) sono infelici delle opportunità di carriera locali (contro il 27% su scala globale). Più della metà degli expat a Roma (54%) non giudica favorevolmente la propria stabilità lavorativa (a differenza del 21% su scala globale) e il 62% valuta lo stato dell’economia locale in modo negativo, più di quattro volte la media globale (15%). “È difficile trovare un lavoro,” spiega un expat turco. Infatti, solo poco più di un terzo degli expat (36%) ritiene che il proprio reddito sia più di ciò di cui hanno bisogno per ricoprire le spese di tutti i giorni (contro il 49% a livello globale) e meno della metà (44%) è soddisfatto della propria situazione finanziaria (contro il 57% su scala mondiale). Un expat spagnolo commenta che “il costo della vità è troppo alto e i salari sono generalmente bassi”.
Similmente a Roma è criticata dagli expat per la instabilità politica, con meno di un quarto (24%) soddisfatto della situazione attuale (contro il 61% a livello globale). Mentre i trasporti pubblici a Milano riscontrano risultati abbastanza positivi, quasi due expat su tre a Roma (63%) sono insoddisfatti dei servizi disponibili (contro il 19% su scala globale). Tuttavia, Roma batte Miano in termini di clima locale: il 92% degli expat apprezzano il clima (a differenza del 59% nel resto del mondo) e oltre la metà (55%) dà a questo fattore il miglior punteggio possibile. “É un posto bellissimo, la vita è piacevole, il clima è bello e il cibo è delizioso,” è l’opinione di un expat spagnolo.

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La cena della Prima alla Scala, i piatti di chef Bartolini

Risotto 'Cavarodossi' e Albero di arance nel menù del tre stelle Michelin

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Chiudi Risotto Omaggio a Cavaradossi Bartolini Riso Gallo Gran Riserva (ANSA) Risotto Omaggio a Cavaradossi Bartolini Riso Gallo Gran Riserva

La cena di gala al termine della Prima alla Scala il 7 dicembre - la Tosca pucciniana diretta da Riccardo Chailly con la regia di David Livermore e la star della lirica Anna Nebreko protagonista, vedrà il nuovo tre stelle italiano Enrico Bartolini firmare la cucina per 500 invitati, scelto da Caffè Scala che organizza la cena. Quattro piatti tutti italiani. L’antipasto della tradizione toscana è una Minestra di cavolo nero e piccione e ceci, seppioline e cacciucco. Poi un risotto “Omaggio a Cavaradossi”, un grande "classico" dello Chef che per l'occasione è stato intitolato al noto personaggio maschile dell'opera pucciniana innamorato di Tosca. Si tratta di un riso Gallo Gran Riserva (maturato un anno) mantecato con rape rosse e salsa al gorgonzola. Il secondo è Tenerezza di Vitello, con sapori speziati come la curcuma, accompagnato da una millefoglie di funghi e patate. E per finire l'Albero di arance con gelato al cioccolato ai 3 fondenti Amedei e zabaione al rum, con i cioccolati della maison di Pontedera, che oltre alle origini toscane condivide con lo chef la valorizzazione e l’esaltazione delle materie prime.
Enrico Bartolini, da Pescia, classe 1979, è lo chef più stellato d’Italia della Guida Michelin, oltre che super premiato. Otto le stelle in tutto per i suoi ristoranti. Oltre a essere l’undicesimo tre stelle con il suo Mudec di Milano, 2 stelle le ha al Glam di Venezia con lo chef Donato Ascani, una al Casual a Bergamo, una alla Locanda del Sant'Uffizio in Monferrato e una alla La Trattoria di Castiglione della Pescaia.
La cena di gala è allestita nelle lussuose sale della Società del Giardino, l’elitario circolo milanese tra i più antichi al mondo a due passi dal Duomo e da piazza della Scala nato alla fine del ‘700. I cinque saloni per l'occasione sono allestiti come fossero il palcoscenico della Tosca, con velluti colorati, carta da zucchero indaco, rosso.

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Daniele Duca, la fotografia lascia spazio al pensiero

A Milano la personale dell'artista nella galleria d’arte Still dal 13 dicembre 2019 al 2 febbraio 2020

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Chiudi Mostra a Milano del fotografo Daniele Duca (ANSA) Mostra a Milano del fotografo Daniele Duca

Si chiama "Da Vicino" la mostra di opere fotografiche in bianco e nero di Daniele Duca  che inaugura il 13 dicembre nella galleria d’arte Still di Milano dal 13 dicembre 2019. 

“Gli oggetti di Daniele Duca - spiega in una nota il curatore Denis Curti - vivono di una sintesi assoluta, persi in uno spazio indefinito e privi della loro dimensione letterale, in funzione di un processo in cui la luce tutto sembra trasformare sul piano fotografico. La sua è un’opera silente che prevede l’uso di elementi capaci di diventare nature morte contemporanee”. 

In mostra ci saranno soggetti freddi e inanimati che diventano protagonisti di una nuova figurazione, perché raccolti all’interno di una precisa traiettoria che, non solo prende le distanze dalle classiche rappresentazioni dello still–life, ma che riporta tutto ad una dimensione poetica. Grazie a una Ferrania gialla e celeste della nonna materna, Duca scopre la passione per la fotografia a 12 anni. Classe 1967, si dedica da sempre ad immagini e advertising, da oltre 25 anni Daniele Duca si occupa di fotografia per una delle più importanti case farmaceutiche italiane, senza mai mancare all’appuntamento con le sue ricerche personali, oggi raccolte in cinque sezioni: Estensione, Moto Contrario, Proximity, Pasta e Amanti Piccanti, già pubblicati come monografie da Alinari.

"L’idea di Daniele Duca - spiegano gli organizzatori della mostra - contiene una grande portata di intimità e accompagna l’osservatore in un modo silente in cui la consistenza, i riflessi e i passaggi tonali del bianco e nero sono i veri interpreti di una storia interiore capace di far dimenticare l’ossessione del riconoscimento a favore della libera interpretazione. Dalle cose a ciò che fa accadere le cose. Attenzione alle domande e non alle risposte. Sono questi gli ingredienti di una nuova sintassi della fotografia ideate dall’artista anconetano. Il racconto di Daniele Duca è una provocazione per l’epoca che stiamo vivendo, in cui siamo abituati a guardare immagini elaborate, didascaliche, talvolta così contorte visivamente da non lasciare spazio al pensiero. In un mondo tecnologico e multimediale, dove la visibilità eccessiva porta lo spettatore a estraniarsi in un’osservazione passiva, Duca ci propone uno sguardo che, grazie alla passione per il bianco e nero, cerca di farci riflettere, proponendo la fascinazione del dubbio e dell’ambiguità. Daniele Duca permette ai nostri occhi di riconoscere facilmente le sue immagini, ma subito dopo semina incertezza e la trasforma in curiosità permettendoci così di tornare protagonisti e non più meri spettatori".

La mostra sarà aperta fino al 2 febbraio 2020.

(martino.iannone@ansa.it

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Non più Fido, i nomi dei cani si ispirano a serie tv e influencer

Joyce di Stranger Things, Tokyo della Casa di Carta. Strani ma in uso: Spritz, Mojito e il grande classico Brandy

Lifestyle Pets
Chiudi Cane e bambino guardano la tv foto iStock. (ANSA) Cane e bambino guardano la tv foto iStock.

Altro che Fido, i nomi dei cani ora si ispirano alle serie più amate alla Joyce di Stranger Things (Wynona Rider) o alla Tokyo della Casa di Carta (Ursula Carbero). Persone famose o personaggi di fantasia provenienti dal piccolo e dal grande schermo: ecco a chi si ispirano gli italiani quando devono scegliere il nome del loro cane. Lo afferma il report sui nomi di cani più diffusi realizzato da Rover.com, la più grande rete mondiale di pet sitter e dog walker a cinque stelle, sulla base dei dati di oltre due milioni di cani in tutto il mondo.
Secondo quanto rilevato dal report, gli italiani hanno abbandonato Fido in favore di nomi più accattivanti ed evocativi provenienti soprattutto dalla loro serie tv preferita. In particolare hanno registrato un forte incremento rispetto allo scorso anno i nomi dei protagonisti di Stranger Things come Joyce (+400%), Mike (+111%) e Dustin (+100%). Una certa influenza l’ha avuta anche l’uscita della terza stagione de La casa di carta. Tokyo, infatti, ha registrato una crescita del 167% mentre i personaggi di Trono di Spade, invece, forse per la fine della serie, hanno ispirato gli italiani, ma più timidamente: Khaleesi è cresciuto del 75% e Brienne del 50% mentre Lady, il nome della fedele compagna a quattro zampe di Sansa, del 63%.
Stelle a quattro zampe
Anche le star proiettano la loro sfavillante luce sui nostri amici a quattro zampe. Nomi di personaggi famosi, di figli d’arte e persino gli influencers hanno giocato un certo fascino sulle scelte degli italiani quando si tratta di scegliere un nome e si sono imposti accanto a grandi classici. Se diamo uno sguardo alla classifica dei nomi canini più diffusi in Italia, infatti, troviamo al primo posto Mia, la figlia di Alessia Marcuzzi e Francesco Facchinetti, seguita al secondo posto da Luna, il nome di una delle figlie di Raoul Bova e Rocio Morales. Restano stabili nella top 10, invece, alcuni grandi classici come Zoe, Lucky e Jack. Rientrano invece nella 10 dopo l’assenza del 2018, Lola e Oliver. In particolare, quest’ultimo è una vera celebrità tra i cani perché si tratta del famoso labrador della conduttrice tv Antonella Clerici.
I 10 nomi più comuni tra i cani italiani nel 2019:
1. Mia
2. Luna
3. Kira
4. Maya
5. Zoe
6. Jack
7. Lucky
8. Leo
9. Lola
10. Oliver

Restando sempre in tema celebrities, i nostri connazionali si sono affezionati a tal punto alle vicessitudini delle sorelle Kardashian, tornate da poco su Sky, da far crescere in popolarità rispetto al 2018 il nome Kylie, con un incremento del 600% e quello di Kim (+296%). Spostandoci, invece, all’interno della famiglia reale, la duchessa del Sussex ha sorpassato in popolarità la cognata Kate. Meghan si è diffuso il 100% in più rispetto al 2018 mentre Kate solo l’84%. Tra le celebrità non possono mancare poi le sorelle Ferragni. Le due influencer hanno, infatti, due cani, Matilda e Pablo, che in Italia hanno diversi omonimi. Si registra per questi due nomi un trend di crescita rispettivamente del 66% e del 36%.
E vissero per sempre canini e contenti
Anche la Disney è entrata prepotentemente nell’immaginario collettivo con la sua schiera di principi, principesse e amici animali. L’affezione degli abitanti del Bel Paese per Topolino&Friends spiega la presenza di nomi ispirati a personaggi dei cartoni tra il popolo canino. In particolare il lancio di live action come Dumbo o Il Re Leone o di film come Mary Poppins hanno dato il via a una maggiore diffusione del nome Dumbo (+100% sul 2018) e Mary (+75% sul 2018) mentre Simba e Nala sono stabili tra i primi 50 nomi più diffusi in assoluto e ai primi due posti della classifica dedicata al mondo di Walt Disney. Chiude il podio Pongo della Carica dei 101.
La felicità è un cucciolo caldo…come una cioccolata con panna. Gli italiani amano parlare di cibo, è cosa nota, ma questa evidenza che ruolo gioca quando parliamo di nomi di amici a quattro zampe? In Italia Miele, Mela e Muffin sono i nomi più diffusi se guardiamo la classifica di nomi ispirati ad alimenti. Se guardiamo il dettaglio della classifica, quest’anno hanno registrato una maggiore crescita rispetto al 2018, Cacao (+160%), Menta (+234%) e soprattutto Panna (+700%), rispettivamente al settimo, ottavo e decimo posto. Il ranking dei nomi “alcolici” vede ai primi tre posti, invece, Spritz, Mojito e Gin. Quest’ultimo conquista la medaglia di bronzo con un incremento nella diffusione rispetto all’anno precedente del 267%. Sempre nei primi dieci ritroviamo alcuni grandi classici come Brandy, Rum, Birra, Whiskey e Scotch. Champagne chiude al 10 posto, a dimostrazione dell’amore degli italiani per le bollicine.

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Censis: smartphone, il vero amore degli italiani

Controllarlo è il primo gesto al mattino e l'ultimo prima di dormire

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Lo smartphone amico del cuore (fonte: Pixabay) (ANSA) Lo smartphone amico del cuore (fonte: Pixabay)

Non c'è partner che regga la concorrenza con il nuovo vero amore degli italiani (ma ovunque per la verità): lo smartphone. E se non è proprio un fidanzato/a, marito/moglie è certamente il nostro migliore amico. Guardato, coccolato, controllato, aggiornato: è così fondamentale nelle nostre vite da aver superato la dimensione dell'oggetto: è il primo gesto al mattino, l'ultimo prima di andare a dormire, altro che buongiorno e buonanotte amore. Lo avete mai perso? Una tragedia. Si è mai spento improvvisamente? Roba da attacchi di panico. Gli vogliamo così bene che lo vestiamo con cura (il mercato delle cover non conosce crisi). L'ultimo Rapporto Censis, il 53/mo sulla situazione sociale del Paese, certifica nero su bianco l'impatto nelle nostre vite della iper connessione. Oltre la metà, il 50.9% si comporta così, mentre il 25,8% di chi possiede uno smartphone non esce di casa senza il caricabatteria al seguito, non sia mai si scaricasse e ci lasciasse senza contatti con il mondo. La diffusione su larga scala dei telefonini 'intelligenti' nell'arco di dieci anni ha finito con il plasmare i nostri desideri e le nostri abitudini. Nel 2018 il numero dei cellulari ha superato quello delle tv. Per i ragazzi, uno studio recente, lo ha sottolineato è una dipendenza, come una droga: e perchè per gli adulti no? E infatti, proprio come una malattia provoca insonnia e fastidi. Essere disconnessi è considerato da tempo il vero lusso dei nostri tempi e infatti, chi se lo può permettere ossia una piccola minoranza, lo fa gestire da assistenti e beatamente ne è privo. Molti sono  gli hotel e i resort a cinque stelle che tra le esperienze per i clienti propongono il soggiorno detox: ossia il relax totale, tra riposo, food e spa, senza alcun tipo di connessione e con lo smartphone 'sequestrato' all'ingresso.
Vero driver dell'innovazione digitale nel nostro Paese e responsabile del superamento del digital divide da parte di un'ampia fetta della società, lo smartphone - sottolinea il Censis - ha giocato un ruolo da protagonista nella rivoluzione compiuta dal sistema dei media nell'ultima decina d'anni. Oggi rappresenta un oggetto di culto: l'icona della disintermediazione digitale. La percentuale degli utenti in Italia è passata da un timido 15% nel 2009 all'attuale 73,8%. Sono stati i giovani under 30 i pionieri del consumo, passati da un'utenza pari al 26,5% nel 2009 all'86,3% dell'ultimo anno. A partire dal 2016 si registra una impennata anche tra i giovani adulti (30-44 anni), fino ad attestarsi oggi al 90,3%. Il 2018 sarà ricordato anche come l'anno in cui gli smartphone hanno superato i televisori. Nelle case degli italiani sono presenti 111,8 milioni di device, lo 0,5% in più rispetto al 2017 (600.000 in più). In ogni famiglia ci sono in media 4,6 device. In particolare, nelle case degli italiani ci sono 43,6 milioni di smartphone e 42,3 milioni di televisori. Ma soprattutto sono 6,5 milioni le smart tv e i dispositivi esterni effettivamente collegati a internet per guardare programmi televisivi (+20,6% in un anno). Il 47,8% delle famiglie in cui vive almeno un minore ha in casa una smart tv o dispositivi esterni che consentono di collegarsi al web. Ma crescono anche le famiglie di longevi over 65 anni che sfruttano gli schermi al pieno delle loro potenzialità collegandosi a internet: l'8% dispone di una smart tv connessa.

   

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Profumi, questione di famiglia

Fragranze inno agli affetti no gender e essenze amate da genitori ora in versione bebè

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Familia-Familia (ANSA) Familia-Familia

Si parla ancora di famiglia? Eccome, e se ne sente il profumo perché a celebrarla ci pensano ora nuove fragranze create non solo senza più distinzione di genere ma a misura emozioni, ora del giorno e momenti di ‘casa’ come il weekend e l’amore in tutte le sue forme. Che il nucleo familiare stia evolvendo lo si vede dalle scelte dei Millennials e, dopo di loro, della generazione Z per la quale la carriera non è tutto mentre gli affetti sono una priorità (dall’ultimo report di StepStone Group). Senza più distinzione di genere, sono famiglia le persone che ami e con cui decidi di condividere la vita.
Questo bel presupposto di nuovi rapporti affettivi, con meno costrizioni, buoni sentimenti e una buona dose di senso di appartenenza, è alla base di nuove idee creative delle case essenziere. Come i rossetti sono da sempre la cartina di tornasole dei momenti di incertezza economica (ad ogni recessione pare coincidere una impennata nelle vendite globali di lipstick), le fragranze si intrecciano con i cambiamenti della vita affettiva più intima, meno appariscente di una passata di gloss. Nella società classica c’erano i profumi da donna e le colonie da uomo con una netta demarcazione fra scelte olfattive femminili e maschili. E le donne (e gli uomini) usavano sempre il proprio unico profumo, rimanendogli fedeli negli anni. La distinzione ha retto fino agli anni Novanta, decennio in cui sono nati i profumi ‘unisex’. Da questi primi passi alle fragranze ‘no-gender’ il passo è stato breve e ora le note profumate vanno dritte alle emozioni e ai ricordi, che non hanno sesso. Piuttosto ora i profumi si cambiano, come gli abiti, in base alle ore del giorno e a come ci si sente felici.

Il trend è capitanato da nasi e creativi giovani, loro stessi porta voce del cambiamento. Si chiamano ad esempio ‘Enjoy the weekend’ , ‘Wake me up’, ‘Family in love’ e ‘Deal’ le quattro fragranze ideate da Claudia Ranieri, agente delle star col fiuto per i trend e fondatrice della casa profumiera Familia-Familia che ha messo a punto insieme al marito, l’attore Alessandro Roja. Create del naso italiano Luca Maffei, puntano ai ricordi e ai bei momenti affettuosi passati con chi si ama, bambini inclusi tanto che le stesse identiche fragranze di mamma o papà sono state realizzate anche per i bambini, in una versione con le stesse note odorose meno alcoliche e quindi più affini alle pelle delicata dei piccoli.

Si va dalle note frizzanti che fanno pensare all'inizio della giornata in casa, con la luce che irrompe sul letto in disordine, la colazione pronta in cucina, l’odore di pulito delle lenzuola, una spremuta di agrumi (nelle note di ‘Wake me up’) alle fragranze verdi e legnose corrispondenti alle gite fuori città e quindi all'odore del prato, alla rugiada, al miele e ai fiori selvatici, ad una partita a ping pong, una corsa in bici o una passeggiata al mare (nelle note di ‘Enjoy the weekend’). Fino agli odori dolci e frizzanti associati al posto del cuore, alla felicità trascorsa con i propri cari, al tempo libero e ai ricordi di infanzia (note del profumo ‘Family in love’).

Il gioco delle essenze alla base di questo inno agli affetti sinceri e alle neo famiglia piace soprattutto sui social tanto da essere concepita anche come strumento d’ispirazione e approvazione. Il profilo instagram @familiafamilia_world unisce sentimenti, senso di appartenenza, radici ed emozioni no gender, per adulti e bambini uniti in un network di ‘affinità’ a suon di hashtag #peoplewholove #curiosity #lovelovers che cubano un grande traffico di visualizzazioni, condivisioni e cuoricini.

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Natale senza stress, 10 consigli per un perfetto Slow Christmas

La cosa più importante è godersi le feste con i propri cari

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi Immagine di un Natale senza stress , sul divano e con Fido foto iStock. (ANSA) Immagine di un Natale senza stress , sul divano e con Fido foto iStock.

Natale: l'acquisto dei regali e l'ansia che siano graditi, lo stress dell'organizzazione delle giornate, quello di recuperare le decorazioni in fondo alla cantina per addobbare casa, quello di cucinare per tante persone...Il Grinch voleva cancellarlo, oggi invece il Natale c’è chi prova a rallentarlo: è il periodo più magico e allo stesso tempo più stressante dell’anno ma quest’anno si fa largo la tendenza dello Slow Christmas. Niente inutili affanni o regali acquistati distrattamente in negozi sovraffollati, il Natale si fa più lento in linea con la necessità di ritagliarsi più tempo. Dagli addobbi ai doni, passando per il cibo, l’imperativo è mettere l’amore e l’importanza di vivere una suggestiva esperienza, compiendo scelte ragionate, sostenibili e prendendosi il giusto tempo per ogni cosa, sostituendo all'idea del Natale perfetto quello più rilassato e raccolto. Secondo una ricerca pubblicata sul New York Post, infatti, l’ansia da “perfect Christmas” colpisce 4 persone su 10; lo stress compare al principio di dicembre per poi esplodere il 13, trasformando l’ultimo mese dell’anno in un vortice da incubo. Per sfuggire alla tensione, quindi, let it slow: l’esperienza d’acquisto dei doni si fa lenta, personale e suggestiva, la casa si riempie di piccoli addobbi creati a mano magari coinvolgendo i più piccoli, in cucina si riduce lo spreco e si opta per materie prime di stagione, si riscopre il valore dei bigliettini di auguri scritti a penna e si dedica più tempo alle persone care concedendosi momenti di relax sul divano.
E' quanto emerge da uno studio condotto da Espresso Communication per scoprire quali saranno le tendenze del periodo natalizio.
Per vivere un impeccabile Slow Christmas occorre cambiare il modo in cui si fanno gli acquisti, lasciandosi guidare da valori quali la sostenibilità e l’artigianalità, scegliendo con più cura i regali e preferendo prodotti confezionati a mano ad oggetti impersonali. Il vero valore aggiunto dello slow commerce è la possibilità di confrontarsi con esperti artigiani capaci di trasmettere il loro sapere e di creare prodotti frutto di un accurato lavoro e di una meticolosa attenzione ai dettagli. Fra i sostenitori di questa filosofia anche Stefano Bigi, amministratore unico di Bigi Cravatte Milano e ideatore del primo slow shop del marchio: “Regalare una cravatta sartoriale torna ad essere un gesto originale e inaspettato. Si tratta di un accessorio che, se scelto con cura, è perfetto per ogni uomo, da quello più casual all’amante della tradizione. Ad aiutare i clienti nella ricerca della cravatta perfetta per la persona che la riceverà sono gli shopping teller, esperti che mettono a disposizione la loro conoscenza per interpretare gusti ed esigenze e offrire un servizio unico”.

Parallelo all’ansia da regalo è poi il timore di spendere troppi soldi durante le festività. Come ricorda The Guardian, spinti dal desiderio di non sfigurare, si tende ad acquistare una quantità eccessiva di regali e addobbi. Sul fronte dei doni il segreto per raggiungere la tranquillità è acquistare meno con l’idea che un solo regalo fatto col cuore sia sufficiente per far felice una persona. 
Per quanto riguarda gli addobbi, invece, non occorrono luminarie a forma di renna a grandezza naturale, ma basta un pizzico di creatività per rendere magico l’ambiente domestico. Realizzare a mano, con l’aiuto di tutta la famiglia, una corona natalizia o altre piccole decorazioni permette di risparmiare, ma soprattutto di trascorrere tempo insieme e dare alla casa un tocco caldo e personale. E per un’esperienza ancora più coinvolgente, il consiglio è quello di realizzarli con elementi di riciclo o naturali. Secondo la blogger Sabina Petrazzuolo (uptowngirl.it) il segreto per allontanare l’ansia da perfect Christmas è pianificare: “Nonostante gli impegni, è fondamentale ritagliarsi del tempo per respirare il Natale attraverso lo shopping, la cucina, le passeggiate tra le luci della città. Per ridurre stress e costi il consiglio è usare la fantasia, dal cibo alle decorazioni: per la preparazione della casa e della tavola, ad esempio, si possono creare dei centrotavola con elementi naturali come rami di pino o comprare dei confetti di cioccolato, metterli in una bustina trasparente e usarli come segnaposto”.
E che dire dello stress stando ai fornelli? Anche qui il suggerimento è quello di non esagerare, non è necessario preparare enormi quantità di tantissime pietanze diverse. Così facendo non solo si ridurranno corse tra pentole e padelle, ma soprattutto si eviteranno gli sprechi: secondo una ricerca condotta dal Codacons, infatti, a Natale quasi il 20% degli acquisti alimentari viene gettato senza essere consumato. Per un pranzo slow è importante inoltre scegliere prodotti del territorio e di stagione, nonché cucinare con calma, prendendosi il tempo di godersi i profumi degli ingredienti. Un’altra attenzione slow è trovare qualche istante per preparare un messaggio di auguri personalizzato, scrivendo un paio di frasi in grado di rendere ancor più speciale il dono. La scrittura a mano rappresenta una piccola attenzione in più e scegliendo una penna o una carta particolare il messaggio sarà ancor più apprezzato. È poi fondamentale mettere da parte smartphone e computer: alle mail e alle foto da postare, sono da preferire i momenti di condivisione. L’ultimo ingrediente per uno Slow Christmas in piena regola è ritagliarsi un momento per la più classica delle attività dicembrine: godersi un film seduti sul divano in compagnia delle persone a cui si tiene di più, magari con in mano una dolce tazza di cioccolata e avvolti da una morbida coperta. Ma quale film scegliere? Secondo una ricerca pubblicata da NBC News quelli natalizi sarebbero un vero e proprio toccasana: le loro trame semplici, cariche di emozioni e il loro lieto fine rappresenterebbero, infatti, il perfetto antidoto contro lo stress natalizio.

Infine, ecco il decalogo degli esperti per un perfetto Slow Christmas:
1) preferire i regali sostenibili e confezionati artigianalmente a quelli seriali e anonimi;
2) acquistare meno con l’idea che un solo dono fatto col cuore sia sufficiente;
3) optare per doni personalizzati, una piccolo gesto sinonimo di amore e attenzione;
4) addobbare la casa con decorazioni fatte a mano con materiali naturali o di riciclo;
5) evitare gli sprechi in cucina riducendo le quantità;
6) selezionare prodotti del territorio e di stagione per il pranzo natalizio;
7) non ascoltare le canzoni di Natale mentre si svolgono altre attività: minano la concentrazione;
8) dedicare qualche minuto alla scrittura a mano di biglietti d’auguri personalizzati;
9) guardare i film natalizi sul divano, avvolti da una calda coperta;
10) infine, la regola più importante resta passare più tempo possibile con le persone care.

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