Moda

Scenari moda da post pandemia, che fine farà l'abito giacca e cravatta?

Da Milano le tendenze sul cambiamento dell'abbigliamento maschile

ERMENEGILDO ZEGNA XXX - INVERNO 2021 - Milano DIGITAL FASHION WEEK - Venerd� 15 Gennaio 2021 H 15.00 © ANSA
  • di Gioia Giudici
  • MILANO
  • 19 gennaio 2021
  • 17:28

 Torneremo a viaggiare, ad abbracciarci, a lavorare fuori casa, ma non saremo come prima, e non ci vestiremo come prima: quello che abbiamo vissuto in questo ultimo anno avrà effetti permanenti sul nostro stile di vita e sulle nostre individualità, che si esprimono anche nella scelta di cosa indossare ogni giorno. E' questa la riflessione che accomuna le proposte viste in questi giorni, quasi solo in digitale, a Milano Moda Uomo.
    Da una parte saranno le nuove abitudini a condizionarci - chi avrà mai voglia di tornare a mettere giacca sartoriale e completo classico per un meeting dopo mesi e mesi in tuta? - dall'altra sarà la riscoperta di ciò che è davvero importante per tutti noi - il calore umano, il contatto - a portarci a scegliere un capo piuttosto che un altro.
    Chiusi da troppo tempo in una bolla virtuale, da un lato sentiremo il bisogno di tessuti e materiali tattili e calorosi, dall'altro, quando saremo di nuovo per le strade, ci porteremo dietro anche le nostre paure, perché la sindrome della tana ci accompagnerà a lungo. Ed ecco spiegate le tendenze della moda che verrà tra un anno esatto, mai così tanto figlia del periodo che stiamo vivendo: l'interno sarà confortevole, protettivo, domestico, l'esterno ampio, over, a tratti esasperato.
    In questa duplice spinta, la consapevolezza nata dal reset del proprio guardaroba: lavorando da casa abbiamo tolto le camicie classiche e i completi sartoriali, abbiamo aggiunto dolcevita, maglioni, pantaloni comodi come joggers. E da qui non si torna indietro: ne è convinto Alessandro Sartori, direttore creativo di Zegna, per il quale la pandemia ha accelerato un processo che sarebbe avvenuto in 10 anni.
    Andremo - è la convinzione di Silvia Venturini Fendi e Kean Etro - verso una definizione del vestire più personale, meno schiava dei diktat della moda e più figlia dell'espressione individuale. A casa abbiamo mescolato il giorno e la sera, abbiamo ribaltato gli armadi scoprendo tesori nascosti o approfittandone per fare decluttering. E quando usciremo a vedere una nuova alba, tema tra i più gettonati di queste presentazioni milanesi, saremo eredi di questa esperienza che ci ha reso tutti più fragili e, per questo, più veri.
    Nel frattempo, nulla ci vieta di sognare di tornare a viaggiare, magari con gli accessori Fendi che riproducono trolley e valigie in versione mini, o di accoccolarci nel tepore di un capo intimo come la Long John, che Prada propone come passepartout invernale, una carezza in lana a fior di pelle con cui ricreare quel contatto umano che tanto ci manca. E infine, per esorcizzare le paure, ampie dose di cromoterapia, con giubbini e cappotti in toni saturi e squillanti, utili per immaginare un futuro a colori post pandemia. 
   

  • di Gioia Giudici
  • MILANO
  • 19 gennaio 2021
  • 17:28

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