Dealer Ford e GM in Usa, resistenze ad arrivo elettriche

Concessionari contrari a investimenti chiesti per certificazione

Redazione ANSA ROMA

Continua ad esserci 'maretta' negli Stati Uniti fra due delle grandi Case di Detroit (Ford e General Motors) e le loro vaste reti di dealer. L'elemento di criticità è rappresentato, come già si era evidenziato negli scorsi mesi, dagli investimenti che vengono richiesti dai costruttori per certificare come 'EV Dealer' il loro concessionari.

Nel caso di Ford secondo una lettera inviata lunedì alla rete, si chiede un investimento fino a 35.000 dollari (pari a 29.080 euro) per ottenere quella che la Casa dell'Ovale Blu chiama certificazione EV di Next Generation e poter vendere (e assistere) modelli molto attesi come la Mustang Mach-E. Ford tra circa un anno introdurrà la versione elettrica del pick.-up più popolare d'America, il modello F-150 cui seguiranno l'Escape PHEV - ritardato di 2 mesi a causa di problemi di produzione - e la variante 00% elettrica del furgone Transit.

Ford afferma che l'investimento iniziale è facoltativo per la maggior parte dei concessionari al momento ed è semplicemente una stima che copre i punti di ricarica, le attrezzature di servizio e l'installazione. Resta il fatto che per poter accettare prenotazioni di modelli elettrici Ford richiede la dimostrazione della capacità di ricarica a 240 V e l'ordinazione delle attrezzature di servizio necessarie entro il 30 aprile. Identici problemi per la rete GMC, che al momento potrà lavorare al 50% sul nuovo Hummer EV, il super pick-up supercar da 1.000 Cv e prezzo oltre i 100.000 dollari (83.000 euro).

Resta da vedere se General Motors sarà in grado o meno di far decidere gli investimenti alla sua rete completa per vendere e assistere la prossima generazione di Bev, che comprende anche la Cadillac Celestiq. 

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