Anoressia e bulimia, i segnali si leggono anche dal sorriso

Nastri (Sidp),dentista può aiutare a prevenire danni e ripararli

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 14 FEB - Anoressia e bulimia sono in continuo aumento e riguardano anche l'universo maschile. Molti ne soffrono per anni senza chiedere aiuto al medico o in famiglia, ma si rivolgono all'odontoiatra per risolvere i problemi estetici collegati: le conseguenze del mangiare compulsivo o del rifiuto del cibo, infatti, si riflettono anche sulla salute dei denti e delle gengive. Per questo l'odontoiatra ha un ruolo importante, sia nel riconoscerne i primi segni che nel cercare di attutirne gli effetti dannosi. E, proprio questa figura, potrebbe aiutare a far emergere problemi spesso tenuti nascosti.
    I disturbi alimentari, a cui è dedicata la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla che si celebra il 15 marzo, sono spesso accompagnati dall'abitudine a rimettere, ma questa, col tempo, rovina lo smalto dei denti e non solo. "Il vomito contiene succhi gastrici molto acidi che, a lungo andare, provocano una distruzione dello smalto, in particolare sul versante interno dei denti, con una loro progressiva erosione", spiega Livia Nastri, professore associato di malattie odontostomatologiche, presso l'Università della Campania Luigi Vanvitelli, e membro della Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp).
    Inoltre, prosegue, "chi soffre di questi disordini, spesso, subito dopo aver rimesso, ha l'abitudine di eseguire uno spazzolamento molto energico, per 'lavarne via' le tracce. Ma proprio questo, soprattutto se fatto nell'immediato, e quindi unito all'effetto aggressivo dei succhi gastrici, peggiora la situazione, favorendo l'erosione dello smalto e portando anche le gengive alla recessione, con il tipico effetto delle radici scoperte". Nel momento in cui lo smalto inizia a consumarsi, può aumentare la sensibilità al caldo e al freddo e possono insorgere più facilmente carie, perché i batteri penetrano negli strati sottostanti, aggredendo la dentina. "I denti inoltre - prosegue - usurandosi, si accorciano, diventando più sottili e trasparenti. La masticazione si contrae con possibili fastidi anche alle articolazioni. Le gengive e il palato possono andare incontro a vere e proprie ulcerazioni. Anoressia e bulimia, inoltre, sono spesso associate al rischio di carenze vitamine e minerali, e anche questo ha un impatto sulla salute delle gengive.
    Il primo studio clinico sul tema è stato pubblicato più di 40 anni fa e ha riportato un'elevata prevalenza di erosione dentale e carie in donne con anoressia. Da allora, si sono accumulate evidenze scientifiche. Da una revisione della letteratura in materia, pubblicata a agosto 2021 sulla rivista Periodontology 2000 e condotta da ricercatori dell'Università di Parigi e della Sorbona, è emersa "la necessità di migliorare la conoscenza dei problemi orali tra chi soffre di disturbi alimentari", promuovere studi sui danni al parodonto associati a questi disturbi e sensibilizzare maggiormente i dentisti sul tema.
    L'odontoiatra, infatti, può accorgersi di tutto questo solo guardando la bocca. "E' spesso il primo a osservare alterazioni nella bocca e, oltre che aiutare il paziente a rivelare il disagio, potrà indirizzarlo verso la richiesta di aiuto specialistico. Inoltre, può dare dei consigli per limitare i danni", prosegue Nastri. Ad esempio, "va bene sciacquare la bocca dopo il vomito, magari anche con bicarbonato o sostanze che bilanciano l'acidità e fanno rialzare il pH, ma non è corretto spazzolare subito i denti, meglio aspettare un'oretta.
    Possono essere utili le applicazioni di desensibilizzanti e l'impiego di dentifrici rimineralizzanti, con fluoro, per contrastare l'ipersensibilità e bilanciare gli acidi. E va spazzolata anche la lingua, per eliminare i residui acidi che vi si nascondono. I piccoli danni da erosione - conclude l'esperta - possono essere facilmente restaurati e la situazione può migliorare molto se intercettata quanto prima". (ANSA).
   

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