Copagri, crisi uva da tavola serve cabina regia

Prezzi di vendita scesi sino a 25 centesimi

Redazione ANSA CATANIA

 "Siamo preoccupati per la crisi dimercato che sta colpendo produttori e braccianti impegnati nella coltivazione dell'uva da tavola, investendo intere comunità come quella di Mazzarrone. Negli ultimi cinque anni, malgrado la nostra continua sollecitazione a interventi concreti, la situazione è precipitata. I prezzi di vendita, scesi sino a 25 centesimi, non bastano neppure a coprire i costi e inducono quindi all'abbandono delle coltivazioni".

Lo scrivono il presidente di Copagri Catania Angelo Oliveri ed il responsabile di settore Salvatore Secolo in una lettera aperta inviata alle istituzioni politiche nazionali e regionali alle quali sollecitano la convocazione dei rappresentanti della Grande distribuzione Organizzata "per ridurre la forbice tra prezzi alla pianta e prezzi al consumatore", la rimozione dei vincoli di commercializzazione per le uve senza semi e l'erogazione di fondi a sostegno della conversione dei vigneti con le nuove varietà più richieste sul mercato. Chiedono anche di prevedere un indennizzo per il caro-carburante e per i costi energetici che copra almeno il 50 per cento del fabbisogno, la rideterminazione del contributo di coltivazione con fondi della Politica Agricola Comune, attualmente inferiore a 200 euro a ettaro.Tra le richieste di Copagri anche il congelamento dei versamenti di contributi previdenziali per un anno assieme alla proroga dei prestiti e dei mutui aziendali che in atto non possono essere comprensibilmente onorati e l'attivazione di una politica di promozione sulle esportazioni". "Rivendichiamo, infine - concludono Oliveri e Secolo - la creazione di una cabina di regia composta da rappresentanti istituzionali e dei produttori per affrontare la situazione attuale e impedire nuove crisi future".

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