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Barilla, urgente intervenire su sistemi agroalimentare

Il Forum Internazionale per l'alimentazione guarda a Agenda 2030

Milano ANSAcom

Il valore di mercato dei sistemi agroalimentari globali è pari a 10 trilioni di dollari, ma il costo nascosto che il pianeta deve sostenere a livello mondiale sfiora i 12 triliardi creando così un deficit di 2 triliardi di dollari tra danni irreversibili agli ecosistemi e spesa pubblica crescente.

Le cifre emergono dal report 'Growing Better: Ten Critical Transitions to Transform Food and Land Use' illustrato al decimo Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione organizzato dalla Fondazione Barilla a Milano. Una "chiamata alle armi", come lo ha definito il presidente della fondazione Guido Barilla, per la tutela dell'ambiente perché "i problemi del pianeta sono problemi strutturali molto importanti che hanno nell'industria solo uno degli attori che può migliorare la situazione". "C'è bisogno di una coscienza comune delle persone e di un atteggiamento responsabile delle persone nelle scelte che fanno" perché "le persone costruiscono i mercati" e di conseguenza la domanda. Il cambiamento, anche delle politiche industriali "parte dalla coscienza delle persone".
E c'è bisogno anche della politica e dei legislatori di tutto il mondo, anche se ora "la politica non è così attenta ai moniti della scienza" che "ci sta spiegando che non c'è più tempo. Il legislatore è più attento a prendere consenso dall'elettorato, piuttosto che risolvere grandi tematiche che sono urgenti in questo momento", ha aggiunto Barilla. Un'idea condivisa anche da Carlo Petrini, patron di Slow Food, secondo cui "i governi e la politica devono rendersi conto della situazione drammatica che sta vivendo il nostro pianeta: si parla di Salva-Stati, ma noi dobbiamo salvare il pianeta" e la nuova "sfida del secolo" è cambiare il sistema economico. "Tutti parlano di sviluppo sostenibile - spiega Petrini - ma parlarne con questa economia è una menzogna. Dobbiamo lavorare dal basso per generare un nuovo tipo di economia che sia attenta alle comunità locali, al bene comune" e non alla logica "impietosa che ruota intorno al fatto che tutto deve rendere".
Secondo il report 'Growing Better', presentato da Jeremy Oppenheim di Systemiq, il cambiamento dei sistemi agroalimentari porterebbe benefici economici: un investimento nel processo di trasformazione dei sistemi agroalimentari, pari a 300-350 miliardi di dollari l'anno, meno dello 0,3% del Pil globale, genererebbe un ritorno di circa 5,7 trilioni di dollari creando nuove opportunità commerciali fino a 4,5 trilioni di dollari anno entro il 2030.

"A 10 anni dal raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU l'urgenza di intervenire sugli attuali sistemi agroalimentari appare evidente, perché quell'idea di sviluppo e progresso, basata sulla convinzione che le risorse del pianeta fossero illimitate, non è più perseguibile. Serve guardare al cibo nella sua dimensione economica, sociale e ambientale, ponendo al centro dell'Agenda di sviluppo tutti gli attori interessati, dal settore privato ai cittadini, per gettare le basi verso un futuro inclusivo, duraturo e prospero", ha concluso Guido Barilla.
Al forum, tra gli altri, anche Hilal Elver, relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo, Donatella Bianchi, presidente WWF Italia e anche l'ex presidente del Consiglio e senatore a vita Mario Monti secondo cui "la sfida più bella che abbiamo è quella di assicurare alimentazione agli abitanti del pianeta in modo equilibrato dal punto di vista distribuzione e che consenta anche di preservare la nostra madre terra".

In collaborazione con:
Bcfn Fondazione Barilla

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