A due passi dal Quirinale la nuova sede della Biblioteca d'arte

Mattarella, luogo straordinario Roma. Franceschini, spazio vivo

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Un patrimonio librario di circa 400mila volumi, tra cui incunaboli, cinquecentine e seicentine, 3.500 testate di periodici, 20.700 unità di materiale grafico come incisioni, disegni, fotografie, circa 2000 manifesti teatrali, 66.000 microfiche, 400 cd-rom, circa 1.600 opere manoscritte e oltre 100mila carte di fondi archivistici: è il tesoro custodito nella Biblioteca pubblica statale di archeologia e storia dell'arte, storicamente ospitata nella sede di Palazzo Venezia a Roma, che troverà ora casa in uno spazio più funzionale a Palazzo San Felice, in via della Dataria, a due passi dal Quirinale. Un luogo che diventerà un polo di attrazione per l'intera città, grazie all'offerta integrata di servizi e attività (mostre, concerti, letture, eventi, ecc.), e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico e archeologico e di quello bibliografico.

Proprio il Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ospitato la cerimonia di avvio dei lavori della nuova Biblioteca Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte (BiASA), con gli interventi del ministro della Cultura, Dario Franceschini, in videocollegamento, dell'architetto Mario Botta, del segretario generale della Fondazione 'Giorgio Cini', Renata Codello, e della direttrice dell'Agenzia del Demanio, Alessandra Dal Verme. "Sono molto lieto che si possa dare inizio a questi lavori prima della fine del mio settennato. E' una grande operazione culturale che donerà a Roma, in un contesto centrale, un luogo dinamico di studio che guarda al futuro", ha sottolineato Mattarella.

"Abbiamo creduto subito in questo progetto: il ministero si è impegnato a reperire le risorse e affiancare il Quirinale", ha rilevato Franceschini - in quarantena preventiva per un contatto con un positivo - parlando di "grande messaggio al Paese: Palazzo San Felice diventerà un luogo stupendo, non solo di conservazione o di consultazione per gli studiosi, ma di vita, attività, incontri, eventi di studio e di ricerca, aperto alla città. E' una grandissima operazione", ha concluso il ministro, ringraziando Mattarella "per il gesto nei confronti di Roma e di tutto il Paese". Il progetto è nato nel 2016, quando il presidente della Repubblica, valutato prevalente l'interesse alla fruizione pubblica del Palazzo San Felice, in dotazione alla Presidenza e usato come alloggio di servizio per il personale del Segretariato Generale, ha deciso di disporne il cambio di destinazione d'uso e di trasformarlo in un sito culturale di interesse generale. Il 16 gennaio 2017 la presidenza della Repubblica e il ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo hanno sottoscritto un Protocollo di intesa per la verifica della fattibilità del progetto di trasferimento, a Palazzo San Felice, dei fondi librari della Biblioteca - nata nel 1875 come raccolta di libri annessa alla Direzione degli scavi e dei musei, l'unica fra le 46 biblioteche pubbliche statali specializzata in storia dell'arte e archeologia - in modo da assicurare a tale patrimonio, cresciuto nei decenni, spazi più adeguati.

Il progetto di trasformazione di Palazzo San Felice è stato firmato dall'architetto Mario Botta e donato alla presidenza della Repubblica e prevede un impegno finanziario, tutto a carico del MiC, di 20 milioni di euro. Si sviluppa complessivamente in 8000 mq. fra spazi interni ed esterni e punta a creare non soltanto una Biblioteca, ma un polo culturale: nei piani di Palazzo San Felice e nei vari corpi annessi si ricaveranno sale lettura, uffici, depositi, locali tecnici, zone espositive, uno spazio esterno per eventi, accoglienza, servizio bar e ristoro. Ci saranno ben 14 chilometri di sviluppo di scaffali per sistemare 400.000 volumi.

Fra gli elementi del progetto dello studio "Mario Botta Architetti", il cortile principale progettato come una "piazza pubblica" sulla quale si affacciano i servizi aggiuntivi come il bar e il bookshop e al quale si accede da Via della Dataria; la corte adiacente quello principale che, trasformato in spazio coperto con una copertura trasparente, diventa un'aula polifunzionale a servizio delle attività culturali da svolgersi nell'intero complesso; l'allestimento di uffici, depositi, sale letture e un'area dedicata a mostre ed esposizioni. E' prevista, inoltre, la valorizzazione storico-artistica e archeologica del complesso monumentale e delle sue evidenze antiche. Il Complesso di Palazzo San Felice, è infatti un luogo storico fortemente stratificato che conserva preesistenze che vanno dal II-I secolo avanti Cristo fino all'epoca moderna.

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