Rapporto Difesa, nel 2021 Ue supera quota 200 miliardi nella spesa

Un dato record segnato da un 6% in più rispetto all'anno precedente

Redazione ANSA

BRUXELLES, - Nel 2021, i 26 Paesi dell'Unione Europea che fanno parte della European Defence Agency (EDA), l'Agenzia europea per la Difesa, hanno speso 214 miliardi di euro in difesa, con una crescita del 6% rispetto all'anno precedente e superando per la prima volta quota 200 miliardi. Lo si apprende dal rapporto annuale dell'agenzia, pubblicato oggi.

"In termini di Pil - ha però sottolineato l'Alto rappresentante per la politica estera e di difesa Ue Josep Borrell - siamo all'1,5%, con forti disparità tra gli Stati membri, perché c'è chi ha aumentato la spesa in difesa del 40%, chi del 20%, mentre la media è del 6%".

"All'Unione Europea mancano capacità critiche nel settore della Difesa", ha continuato Borrell. "Le capacità dipendono dal livello di minaccia e lo scenario è cambiato dopo la guerra in Ucraina", ha sottolineato.

"Stiamo affrontando vere minacce, che ci piaccia o no, e probabilmente peggioreranno: non voglio fare la Cassandra ma questa è la realtà", ha aggiunto, soffermandosi sulla necessità di evitare gli errori del passato, compensare anni di investimenti insufficienti e aumentare la quota di acquisti comuni a livello europeo.

Tra gli aspetti postivi registrati dal rapporta Eda, secondo Borrell, c'è il dato sugli investimenti in capacità reali nella Difesa - dunque "non le pensioni dei militari", ha sottolineato - che ammonta a 52 miliardi di euro, ovvero il 25% della spesa totale, il che sorpassa per il terzo anno di fila il target del 20% ed è il numero più alto mai registrato. Stessa cosa per la ricerca e tecnologia: l'Ue spende ora 3,6 miliardi l'anno, con un aumento del 40% in un anno.

Male invece sul fronte degli appalti in comune. Qui l'obiettivo, "modesto", sarebbe del 35% della spesa totale e invece nel 2021 l'Eda ha registrato solo il 18%. "Stiamo facendo meglio ma non abbastanza - sintetizza Borrell - specialmente nella cooperazione". "Dobbiamo aiutare l'industria della difesa a rafforzare la produzione e per questo abbiamo messo 500 milioni per incentivare gli acquisti comuni: non sarà molto ma è un inizio", ha detto Borrell.

"Le intenzioni devono ora tradursi in fretta in ordini di acquisto, l'Eda può fare da intermediario su questo fronte, abbiamo sia l'expertise che la base legale". La guerra in Ucraina ha infatti esposto tutte le falle nel sistema e i magazzini sono ormai "spaventosamente vuoti", dato che gli aiuti militari dati a Kiev provengono dallo stock esistente.

"Dopo la guerra fredda abbiamo ridotto i nostri 27 eserciti senza coordinamento, volevamo i dividendi della pace e li abbiamo avuti", ha aggiunto Borrell. Adesso però i magazzini vanno riempiti e senza coordinamento si rischia di alimentare il panorama frammentato tipico della difesa europea. La sfida ora è mettere bene a terra i 70 miliardi di euro in più che i 27 Paesi membri hanno deciso di spendere nei prossimi tre anni.

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