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Capossela a Expo Dubai,necessario reclamare diritto alla cultura

All'esposizione con il concerto dantesco 'Bestiale Comedia'

Redazione ANSA DUBAI

(ANSA) - DUBAI, 28 NOV - "Sicuramente chi lavora nel campo della cultura, musica e spettacolo ha sentito molto della crisi" della pandemia, e quella dei lavoratori "è una situazione da tenere sempre molto presente, anche perché l'Italia non ha mai ancora elaborato una legislazione che tuteli chi lavora nello spettacolo. Ma aldilà di questo, credo che per ogni cittadino reclamare il diritto alla cultura sia importante e necessario, anche in una situazione di eccezione". E' questo il messaggio lanciato da Vinicio Capossela parlando a Expo 2020 Dubai, dove sarà in concerto domani sera al Jubilee Stage. "Durante l'assedio di Sarajevo si è continuato a suonare, così come a Leningrado, e in prove durissime. La musica, le arti, la cultura, tutto ciò che è condivisione non dovrebbe lasciare posto alla sostituzione dell'esperienza comunitaria con quella immunitaria", dice il cantautore, sottolineando che "si tratta di una situazione estremamente complessa", ma "le normative sono fatte soprattutto per tutelare la produzione e il consumo, e la cultura spesso viene trattata diversamente: non si capisce perché mai debba essere più pericoloso frequentare una sala da concerto che un centro commerciale".
    Quello di Capossela a Dubai sarà un concerto per celebrare i 700 anni della morte di Dante Alighieri, una "Bestiale Comedia" che riprende alcuni degli innumerevoli temi dell'opera del Sommo Poeta. "In un luogo come questo viene un po' da pensare al Dante politico, che nella fine dell'epoca precedente e nell'inizio della società mercantile esprimeva il suo 'giudizio universale', questa 'lupa' che mai si sazia e che potrebbe essere benissimo l'allegoria del capitalismo fine a se stesso, che come Lucifero maciulla meccanicamente gli uomini. Ci sono tanti temi che rendono sempre attuale Dante, e forse questo è quello che mi viene in mente di più in un contesto come questo", racconta il cantautore. Ma nella Commedia "non c'è solo l'inferno, c'è anche il purgatorio e il paradiso. C'è questo viaggio per perdere l'attaccamento ai beni materiali e arrivare a un affrancamento da questa forma di bestialità. Un viaggio verso la luce, l'intelletto che muove le cose" per "arrivare a un'esperienza di grazia, che non è solo spirituale ma civile".
    Nello slogan di Expo Dubai c'è la parola 'connettere', e "Dante ha messo in connessione tutta la lingua del suo tempo, fondendola in una prima esperienza condivisibile", sottolinea Capossela. "La musica è una delle forme di connessione più straordinarie e di maggiore potenzialità, perché va oltre le lingue" e "viaggia attraverso le frontiere. Spesso, chi passa le frontiere e non può portare nulla, se non l'eco della propria musica".
    Per Capossela, il Padiglione Italia a Expo racconta come il nostro Paese abbia "espressioni che vengono da storie particolarissime. Siamo al centro del Mediterraneo" e "personalmente vedo l'Italia come un Paese non esteso geograficamente ma esteso in profondità. Abbiamo radici che vengono dalle culture più antiche" e "l'ultima parte del padiglione", dedicata alla memoria, "esprime bene questo tesoro e vincolo. Quando vieni in un Paese come questo, che sulla memoria non fonda nulla, si vede anche una estrema libertà di fare qualsiasi cosa, che a volte segna la fortuna di nuove civiltà. Noi abbiamo un'ancora solida che a volte può essere un peso, ma io continuo a sentirla come una solida base sulla quale alzarsi".
    Legato al tema della memoria, "ho pubblicato un libro che si chiama Eclissica, che raccoglie questi 15 anni, dal 2005 al 2020", ricorda. "Il titolo fa riferimento in maniera allegorica a questo oscuramento, a questa sospensione del tempo per l'emergenza sanitaria. Ma l'eclissi a volte non è solo spegnimento della luce, ma un momento di rivelazione: quando si spegne la luce facciamo caso alle cose più luminose che abbiamo messo da parte e sulle cose sulle quali dobbiamo puntare. Per il momento ho fatto una grande chiamata all'appello della memoria".
    E sui prossimi progetti, "il futuro non è scritto, come diceva Joe Strummer". (ANSA).
   

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