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Pnrr:Tesei,Fondo complementare aree sisma grande opportunità

"Lavorare tutti insieme per la rinascita di queste aree"

(ANSA) - SPOLETO (PERUGIA), 20 MAG - "Un nuovo tassello verso la ricostruzione e la rigenerazione dei territori colpiti dal sisma. Un ulteriore passo in avanti, dopo i molteplici fatti negli ultimi tre anni che hanno visto nei giorni scorsi, ad esempio, partire a Castelluccio anche la ricostruzione privata, e che riguarderà non solo la ricostruzione degli edifici, ma coinvolgerà anche la mobilità, la digitalizzazione, la rigenerazione urbana e il rilancio economico del territorio". Lo ha detto la presidente della Regione, Donatella Tesei, concludendo i lavori del convegno che si è svolto a Spoleto, al Complesso Monumentale di San Nicolò, promosso da Regione, Sviluppumbria e dal Commissario straordinario ricostruzione sisma, sul tema "Ripartire oggi: opportunità di sviluppo per le aree del sisma. Attuazione Fondo Complementare Pnrr Aree Sisma 2009-2016". Al convegno hanno partecipato, fra gli altri, l'assessore regionale Paola Agabiti, l'amministratore unico di Sviluppumbria, Michela Sciurpa, Giovanni Legnini, Commissario straordinario ricostruzione sisma e Fausto Cardella, coordinatore legalità del Commissario straordinario. I lavori sono stati coordinati dal giornalista de Il Messaggero, Italo Carmignani. Obiettivo dell'incontro - è detto in un comunicato della Regione - era quello di presentare alle imprese e alle istituzioni del territorio le opportunità di sviluppo offerte dall'attuazione del Fondo Complementare Pnrr Aree Sisma 2009-2016, la cui importanza è stata richiamata dalla stessa presidente della Regione: "All'accelerazione della ricostruzione materiale si affianca, dunque, il successo di avere ottenuto questo Fondo speciale nel Pnrr al fine di una vera e propria rinascita dell'intero tessuto sociale. Una sfida che ci vede tutti coinvolti - ha concluso la Presidente - che dovrà portare ad utilizzare al meglio le enormi potenzialità che questi territori hanno". Nel corso dei lavori, è stato sottolineato che il Fondo è dotato di risorse per 1,78 miliardi di euro ed è articolato in due macromisure. La macromisura A, "Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi", che assegna 1 miliardo e 80 milioni di euro a investimenti infrastrutturali e di rigenerazione territoriale, e più in particolare si occupa di innovazione digitale, finanziamento di comunità energetiche, recupero e rifunzionalizzazione di edifici pubblici, produzione di energia e calore da fonti rinnovabili, rigenerazione urbana e territoriale, infrastrutture e mobilità. La macromisura B, "Rilancio economico e sociale", ha risorse complessive di 700 milioni di euro che finanziano per gran parte misure per la nascita di nuove imprese, per il turismo, la cultura, lo sport e l'inclusione, per la valorizzazione ambientale, l'economia circolare e il ciclo delle macerie oltre che la prima rete integrata per l'innovazione e la ricerca che coinvolge tutte le Università delle quattro Regioni (Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio) e i principali Istituti di ricerca. In Umbria è previsto il Centro per la digitalizzazione, valorizzazione, conservazione e fruizione dei beni culturali e ambientali. Mentre per la maggior parte dei progetti della misura A è già partito l'iter per la progettazione e realizzazione, e sono stati assegnati i Codici unici di progetto (Cup), la gran parte delle misure B, tranne la rete dei centri di ricerca, è pensata per articolarsi in bandi. I primi due, per un valore di 180 milioni di euro, sono al vaglio della Commissione europea per le valutazioni che riguardano l'intensità degli aiuti di Stato previsti a favore delle imprese, e dovrebbero essere pubblicati entro il mese di maggio. Le risorse di questi primi bandi sono destinate ai Contratti di sviluppo di carattere industriale, delle attività turistiche o per la tutela ambientale nelle aree colpite dal sisma, compresi investimenti per il riuso delle macerie in un'ottica di economia circolare. Il Commissario Legnini ha affermato che "con il Piano nazionale complementare sisma, alla ricostruzione fisica del patrimonio edilizio e infrastrutturale, si aggiunge una vera e propria strategia di rigenerazione e sviluppo dei territori dell'Appennino centrale colpiti dai terremoti del 2009 e 2016 e dalla crisi legata alla pandemia. I programmi varati dalla Cabina di coordinamento integrata, dove sono rappresentati il Governo centrale, le Regioni e i Comuni, sono ambiziosi e riguardano infrastrutturazione digitale, ferroviaria e stradale, la rigenerazione urbana e le strutture turistiche, il sostegno agli investimenti produttivi e all'imprenditorialità diffusa. Si tratta - ha detto - di un Piano con il quale i territori del Centro Italia potranno invertire la tendenza all'abbandono e allo spopolamento che preesisteva ai terremoti". L'Assessore regionale alla Programmazione Europea, Turismo e Cultura ha richiamato le notevoli risorse previste dal Fondo Complementare del PNRR e dedicate alle Aree Sisma 2009 e 2016 (oltre 1 miliardo e 700 milioni di euro) che "ci offrono l'occasione per attivare e coordinare una serie ben dettagliata di interventi, finalizzati a dare uno slancio supplementare ai territori interessati, coinvolgendo il tessuto produttivo, le attività economiche e sociali e generando un ambiente fertile ed attrattivo che dia la possibilità a quest'area di avere nuove opportunità che vadano oltre la mera ricostruzione dell'edificato e delle infrastrutture esistenti prima degli eventi sismici". Secondo l'Assessore regionale, "si tratterà di azioni da indirizzare, da un lato - per un valore di 1 miliardo e 80 milioni di euro - verso opere pubbliche aventi riguardo alla ricostruzione, alla digitalizzazione, all'efficientamento energetico, alla mobilità ed alla rigenerazione urbana; dall'altro saranno disponibili risorse per 700 milioni di euro relative a interventi destinati al rilancio economico e sociale del territorio, al fine di promuovere e sostenere investimenti in grado di far emergere e rafforzare le potenzialità economiche dei comuni colpiti dal sisma". "Abbiamo il fondamentale dovere, come ente pubblico e come amministratori, di ricostruire un tessuto produttivo e sociale che ha in sé le potenzialità e le eccellenze per risorgere a nuova vita, che ha le capacità e il know how per affrontare le sfide più difficili - ha concluso l'assessore - sia in tema di ricerca, che in tema di innovazione, che in tema di ricollocazione su mercati più vasti". (ANSA).
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