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Festival letterature migranti s'interroga su 'La città futura'

Edizione raddoppia le date e apre ad arti visive e teatro

(ANSA) - PALERMO, 03 OTT - "La Città Futura", titolo che richiama il numero unico della rivista di Antonio Gramsci del 1917, è il tema dell'ottava edizione del Festival delle Letterature migranti, ideato da Davide Camarrone e diretto da un comitato di cui, insieme a lui, fanno parte Dario Oliveri, Simone Arcagni, Giuseppe Cutino, Domenica Perrone, Agata Polizzi, Eva Valvo. Si svolgerà a Palermo dal 12 al 16 ottobre (la sezione letteraria) e dal 25 al 27 novembre (teatro e arti visive) ai Cantieri culturali alla Zisa.
    "Migrazione e condivisione sono le due parole chiave di questa fase del nostro Antropocene", sottolinea Davide Camarrone. Che, non a caso, ha scelto il 3 ottobre - giornata della memoria del naufragio a largo di Lampedusa in cui, nel 2013, persero la vita 368 migranti - per la presentazione del programma. "La scelta di intitolare questa nuova edizione a 'La città futura', nasce da una riflessione sulla polis, in continuità con quella condotta nelle edizioni precedenti", spiega Camarrone.
    La selezione dei testi, una trentina, e degli autori che compongono questa edizione danno ampio spazio alla saggistica.
    Annalisa Camilli, ("Un giorno senza fine. Storie dall'Ucraina in guerra"; Elena Kostioukovitch, "Nella mente di Vladimir Putin"; Valentina Furlanetto, "Noi schiavisti. Come siamo diventati complici dello sfruttamento di massa"; Simona Colarizi, "Passatopresente. Alle origini dell'oggi 1989-1994".
    Per la sezione letteraria, partecipano, tra gli altri, Andrea Tarabbia, Giorgio Montefoschi, Patrick Fogli, Maurizio Maggi.
    Come sempre grande spazio sarà dedicato alla traduzione non solo con il tradizionale format del Translation Slam curato da Eva Valvo ma con un focus speciale della sezione Lost (and Found) in Translation su George Orwell e il suo "1984",con una lectio su Orwell di Tommaso Pincio. Interessante anche la tavola rotonda moderata da Eva Valvo, "Letteratura come memoria. Uno sguardo rivolto a est", con i traduttori Sergio Rapetti, Rosa Mauro e Margherita Carbonaro. (ANSA).
   

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