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Virginia Raffaele, torno in teatro, presto tv e cinema

'Monologhi a Sanremo non sono da tutti e non è show personale'

(ANSA) - MILANO, 07 FEB -Nonostante il lockdown, durante il quale ha scoperto la passione per il disegno, questi sono stati due anni molto intensi per l'attrice Virginia Raffaele, in questi giorni in tournée con il suo spettacolo teatrale Samusà. Dal 24 febbraio torna con Lol 2 su Amazon e sta per essere riprogrammato il film, girato nei mesi scorsi, Tre di troppo, in cui debutta come protagonista accanto a Fabio De Luigi. "E' una commedia, ma c'è anche una parte di romanticismo e soprattutto c'è nel mio personaggio una evoluzione emotiva che mi è piaciuto molto interpretare - ha raccontato - E' la storia di una coppia che non vuole figli, poi succede qualcosa che cambia tutto, è un film per famiglie, anche molto sarcastico sul mondo dei bambini". Samusà, invece è il racconto basato sui ricordi dell'attrice nel mondo fantastico in cui è ambientata la sua infanzia reale, un luna park, per la regia di Federico Tiezzi. Bruscamente interrotto all'inizio del 2020 per la pandemia, ha ripreso in questi giorni il tour. "E tutti quei disegni che ho fatto durante il lockdown, disegnavo anche 5 ore al giorno, soprattutto pennuti, pappagalli ovunque, e poi le giostre, sono serviti anche come scenografia dello spettacolo - ha raccontato - E' uno spettacolo che ci fa anche un po' uscire dalla realtà e questa è una cosa di cui vado fiera, due ore di luna park, passi da una giostra all'altra e forse stacchi anche un po' la spina". Girerà per i teatri con date previste fino a maggio. Dal 9 sarà a Milano al Lirico Giorgio Gaber, dall'inizio di maggio al Brancaccio di Roma, dopo aver toccato atre città. Tanti impegni che non le lasciano al momento tempo per altri progetti in televisione. "Certo che ci tornerò ma intanto perché non venirmi a vedere live in teatro?, magari questa è un'occasione anche per chi non c'è mai stato e credo sia molto importante andarci, soprattutto in questo momento" - ha detto riferendosi al difficile periodo per gli artisti legato alla pandemia. A causa dei suoi impegni teatrali serali non ha potuto vedere il Festival di Sanremo ma non non si è sottratta ad un commento sui cosiddetti monologhi, anche forte della sua esperienza di 5 partecipazioni, 3 da ospite, 2 da co-conduttrice . "Dipende se uno ha qualcosa da dire, non è che per forza deve arrivare a Sanremo e fare un monologo - ha spiegato - Se non lo fa non deve essere discriminatorio. C'è chi ha qualcosa da dire e ben venga e c'è l'artista che non se la sente, perché Sanremo mette paura e non dimentichiamo che è una gara canora non il luogo dove uno per forza deve performare, stupire". "E rivalutiamo anche il ruolo di chi deve solo entrare per annunciare un titolo, un codice, il direttore di orchestra, perché questo non è poco: è Sanremo - ha concluso - Altrimenti uno si aspetta di vedere arrivare qualcuno che fa uno show personale ma quella è un'altra cosa".

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