Pierdante Piccioni, Colpevole di Amnesia

Un giallo con Sapegno per medico che ha ispirato fiction Doc

PIERDANTE PICCIONI CON PIERANGELO SAPEGNO, COLPEVOLE DI AMNESIA, (MONDADORI, EURO 19, PP 347). "L'ascensore, quando si apriva al terzo piano del Palazzo di Giustizia di Rimini, faceva uno strano cigolio. Pierdante non ha ancora capito adesso se quel rumore se l'è inventato in un sogno o se fosse vero". Cosa accade quando un uomo che ha perso la memoria deve difendersi da un'accusa che arriva dal passato, per un fatto che non è in grado di ricordare? Pierdante Piccioni è il dottor Amnesia, il primario di pronto soccorso che nel 2013, dopo un incidente d'auto e il coma, si è risvegliato con un buco nero di memoria che gli ha inghiottito dodici anni di vita, riportandolo al 2001. La sua storia è nota alle cronache anche grazie alla fiction 'DOC - Nelle Tue Mani targata Luxvide la cui prima parte è stata trasmessa durante il lockdown e ora i nuovi episodi in onda il giovedì' in prima serata stanno raccogliendo di nuovo numeri da capogiro (è ispirata alla sua storia - a prestargli il volto l'attore Luca Argentero). Tratta dai suoi precedenti libri (Meno Dodici e Pronto Soccorso editi da Mondadori, scritti insieme a Pierangelo Sapegno).
    Ora il professor Piccioni sempre in coppia con Sapegno, ha deciso di mettersi alla prova con un giallo con la stessa casa editrice 'Colpevole di Amnesia' che convince nella narrazione e nella scrittura, cattura l'attenzione del lettore, senza mai scoprire le carte, confonde. Con abilità crea il personaggio letterario Piccioni e rendendolo "autonomo" da quello reale. Non a caso il protagonista ha il suo nome e cognome e fa ovviamente il medico. Un gioco letterario in cui realtà e fantasia s'intrecciano fino a confondersi l'una nell'altra..
    Piccioni nel romanzo racconta la sua storia ma con una venatura crime, mettendosi in gioco in prima persona. Pierdante viene convocato come testimone per un'inchiesta su un duplice omicidio avvenuto nel pieno del suo vuoto di memoria, scopre di essere in realtà il principale indagato: c'è un video che lo ritrae con le due vittime - una giovane dottoressa che aveva assunto come assistente e un fornitore di apparecchiature mediche con cui aveva trattato per una gara d'appalto - mentre litigano animatamente poco prima che i due scompaiano. Peccato che Pierdante non solo non ricorda di averli conosciuti, ma non è neppure in grado di ribattere alle accuse. Il suo diventa un incubo senza fine: per trovare le risposte che cerca deve affidarsi ai ricordi degli altri, che possono essere non solo confusi o parziali, ma anche molto interessati. E mentre la verità giudiziaria sembra prendere forma, il dottor Amnesia è chiamato a condurre la propria personale indagine, alla ricerca della persona che è stata e di cui non serba memoria. Troverà attorno a sé altri personaggi, pronti a dargli una mano o ad approfittarsi della situazione. Ognuno con un proprio archivio di memorie, ognuno chiamato a definire una piccola parte della verità. Perché in realtà è la memoria la protagonista principale di questa folle storia: la memoria del tempo, la memoria parziale e dolente del cuore, la memoria arida e cinica degli altri. E quel che resta del ricordo è la sola verità possibile.
    Pierdante Piccioni, prima dell'incidente che gli ha cancellato dodici anni di vita, era direttore dell'Unità operativa di pronto soccorso dell'ospedale di Lodi, membro del direttivo dell'Academy of Emergency Medicine and Care, consulente del ministero della Salute oltre che coautore in quarantacinque lavori pubblicati su riviste scientifiche internazionali. Da febbraio 2015 a settembre 2016 è stato primario del pronto soccorso dell'ospedale di Codogno. Attualmente, all'interno del Dipartimento socio-sanitario dell'Asst di Lodi, ricopre l'incarico di responsabile del servizio 'Integrazione ospedale-strutture sanitarie territoriali e appropriatezza della cronicità'.La parte della sua storia che coincide cronologicamente con la serie Tv è raccontata nel libro Meno dodici. Anche se la fiction in parte è romanzata non ha perso un figlio ma la madre, non gli hanno sparato ma ha avuto un grave incidente stradale. Al risveglio non riconosce i figli che ritrova adulti e credeva bambini. "I 12 anni non li ho mai recuperati, sono costretto a vivere dei ricordi degli altri, di quello che mi hanno raccontato. Ho imparato ad ascoltare, per questo ho seguito un master in pazientologia. Dico sempre quello che penso. Tantissime persone hanno detto una cosa: 'La serie è stata per molti terapeutica'. Questa cosa per un medico è fantastica". Pierangelo Sapegno, giornalista e scrittore, dopo esser stato inviato speciale, oggi è un commentatore de 'La Stampa'. (ANSA).
   

        RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

        Video ANSA




        Modifica consenso Cookie