La famiglia secondo Altan

Esce per Gallucci il dissacrante Papi Mami Bebi

ROMA, DEC 2 - FRANCESCO TULLIO ALTAN, PAPI MAMI BEBI (Gallucci Editore, pp.96, 9.90 euro)

In quarant'anni di attività il grande illustratore Altan ci ha inchiodato con le sue creazioni alle nostre debolezze, raccontando con stile personalissimo e battute taglienti chi siamo e la società che abbiamo creato attorno a noi. Dal 2 dicembre l'artista torna in libreria con "Papi Mami Bebi", una raccolta di vignette edita da Gallucci in cui lo sguardo dissacrante dell'autore si posa sulla famiglia e sui suoi contorti ingranaggi.

Questa agile lettura, capace di strappare più di un sorriso, di certo non risparmia le riflessioni amare: nelle vignette, una per pagina, gli strali di Altan non risparmiano infatti nessuno. Le caratteristiche figure tondeggianti con poche incisive parole restituiscono al lettore l'essenza (mai banalizzata) di temi complessi. Altan capovolge i ruoli - i bambini che diventano grandi e gli adulti che tornano piccoli - e in modo fulmineo, con arguzia e la consueta, onesta intelligenza ci mette a nudo, mostrandoci a noi stessi per ciò che siamo diventati. In fondo, questo suo "colpire" la famiglia significa scandagliare quanto di più identitario abbiamo: per questo non possiamo non sentirci tutti chiamati in causa di fronte a questo suo ennesimo pungente lavoro.

"Noi italiani siamo razzisti babbo?", chiede il figlio. "Macché! - risponde il padre - Noi sfruttiamo chiunque a braccia aperte". O ancora, "Sei felice, mamma?", domanda la figlia, con la mamma che risponde laconicamente: "nei limiti del possibile, no".

E se è vero che di famiglia ce n'è una sola, e per questo basta e avanza, è altrettanto vero che è impossibile non sorridere di alcuni modelli familiari che continuano a ripetersi nonostante gli anni che passano e la profonda evoluzione dei costumi. Si tratta infatti di comportamenti inscritti nel nostro dna di italiani, che noi perpetuiamo nella famiglia, nucleo su cui si fonda la società italiana. In quelle figurine, in quelle battute al vetriolo, c'è tutto il nostro cinismo e la nostra ipocrisia, il perbenismo e il pregiudizio, ma anche quella superficialità che spesso ci porta a scrollare le spalle di fronte a questioni troppo grandi, che non riguardano il nostro piccolo orizzonte e che, se anche possono essere un problema per qualcuno, magari per noi lo sono un po' meno perché tanto non dobbiamo risolverlo in prima persona. I padri, le madri e i figli di quest'Italia impaurita e smarrita, spesso generosa ma altrettanto spesso meschina, sono dunque qui, serviti nelle pagine illuminanti del piccolo libro di un grande autore.

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