Ducati Monster,esemplare numero 350mila è un 1200 S

Il modello è il più venduto di sempre nella storia di Ducati

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Chiudi Ducati Monster,esemplare numero 350mila è un 1200 S (ANSA) Ducati Monster,esemplare numero 350mila è un 1200 S

Ducati Monster è arrivato al traguardo delle 350 mila unità vendute. Il modello, che è il più venduto della storia della casa di Borgo Panigale, ha raggiunto la prestigiosa cifra con un Monster 1200 S 'Black on Black', che il CEO Ducati Claudio Domenicali e il Direttore del Centro Stile Ducati Andrea Ferraresi hanno personalmente consegnato al suo nuovo proprietario, il ducatista Sebastien Francois Yves Hervé De Rose, che ha ordinato il Monster 1200 S presso il concessionario di Ducati Milano e che è stato invitato a Borgo Panigale per l'occasione. La moto è stata personalizzata con una targhetta che riporta l'indicazione del numero 350.000 ed è stata consegnata al proprietario corredata del certificato di autenticità siglato da Claudio Domenicali e di un bozzetto del Monster firmato dal designer Angelo Amato. Il Monster è il modello Ducati più venduto di sempre, nonché il più longevo presente all'interno della gamma. La sua avventura su due ruote ha preso il via nel 1992 dall'intuizione di mettere su strada una Ducati con ciclistica da Superbike, ma spogliata delle carene e di tutti gli elementi non strettamente necessari. Con il lancio del modello M900, il primo Monster di sempre, Ducati ha creato di fatto un vero e proprio segmento del mercato motociclistico, quello delle naked sportive. Nel corso di quasi trent'anni il Monster è cambiato e si è evoluto dal punto di vista tecnico ed estetico, senza mai perdere di vista il suo obiettivo principale, ovvero divertire i motociclisti. Dal leggendario Monster 600, che ha aperto il mondo Ducati a tanti giovani motociclisti, alla seconda generazione con i modelli 696 e 1100, passando per le versioni a 4 valvole, fino ai più recenti 797, 821 e 1200, Monster rappresenta un caposaldo per il brand e per l'azienda Ducati. Lo scorso dicembre la Casa di Borgo Panigale ha presentato al pubblico la nuova generazione del Monster, che arriverà nei concessionari nel mese di aprile 2021. 

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Blue Monday, tutto quello che devi sapere sul giorno più triste

Curiosità e storia sul 18 gennaio

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Il giorno più deprimente dell’anno sembra avere delle coordinate ben precise: si chiama Blue Monday e cade ogni anno il terzo lunedì di gennaio. L’origine risale a un’idea della compagnia di viaggi Sky Travel, che nel 2005 lanciò una campagna per “convincere” i propri clienti che l’eventuale tristezza provata potesse avere un fondamento scientifico e che per combatterla la scelta migliore sarebbe stata prenotare una bella vacanza. Ci sono però anche altre ragioni che spingerebbero le persone ad essere più tristi a gennaio come la fine del periodo natalizio e il conseguente ritorno al lavoro. O ancora il sentire di avere una forma fisica non impeccabile e una lista di buoni propositi ancora da sfogliare. Se a questo si aggiungono il rigido clima invernale e le giornate più corte, si può capire rapidamente come mai la campagna di marketing abbia avuto successo e trovare anche oggi dei possibili riscontri. Ecco una serie di curiosità e termini usati nel mondo per indicare il generale senso di stanchezza e demotivazione che si prova il lunedì stilata da Babbel. 

Perché il blu?
L’utilizzo del colore blu per indicare tristezza risale al XIV secolo, quando lo scrittore inglese Geoffrey Chaucer inserì all’interno del poema The Complaint of Mars il verso “with tears of blue and a wounded heart”, ovvero “con lacrime blu e un cuore tormentato”. Non è noto se quella di Sky Travel sia stata una scelta consapevole, ma anche nel film del 2015 Inside Out il colore blu viene utilizzato per caratterizzare il personaggio che rappresenta la tristezza, consolidandone il ruolo nell’immaginario collettivo. Anche le lingue hanno assimilato tale convenzione: ad esempio, in inglese si dice “feeling blue”, ovvero “sentirsi blu”, mentre in francese l’espressione equivalente è “avoir le blues”, letteralmente “avere i blu”.

Il Blue Monday nel mondo
Essendo il lunedì spesso un giorno difficile da affrontare, nel mondo sono molte le espressioni usate per descrivere lo sconforto che si prova durante questo giorno della settimana. In Turchia esiste la “pazartesi sendromu”, ovvero la “sindrome del lunedì”, la stessa che colpisce i lavoratori francesi i quali sono soliti rispondere “Comme un lundi” quando gli viene chiesto come si sentono al rientro dal fine settimana. Analogamente, nei paesi anglosassoni per descrivere il cattivo umore di chi si presenta in ufficio con la luna storta si dice “have a case of the Mondays”, ovvero “avere un problema con il lunedì”. C’è chi inizia a sentirne gli effetti fin dal weekend: dalla fusione di Sunday (domenica) e Monday, in rete è nato Smonday, termine con cui si indica quella malinconia domenicale dovuta all’avvicinarsi della nuova settimana. Un detto molto popolare nelle case automobilistiche tedesche recita invece “montags-auto”, ovvero “auto del lunedì”, così si indicano quei prodotti difettosi le cui imperfezioni sono attribuiti alla carenza di sonno che si prova il lunedì mattina. Infine, in Spagna l’inizio della settimana è il “día de bajón”, vale a dire il “giorno del crollo”, mentre in Portogallo è “el dia cinzento”, il “giorno grigio”.

 Non è come sembra
Curiosamente, ci sono due paesi in cui il termine Blue Monday ha un significato completamente diverso. In Olanda “blauwe maandag” significa “per un breve periodo di tempo” e viene utilizzata per indicare un impegno a cui non si è dato continuità. Anche in Germania “der Blauer Montag” non ha niente a che fare con la tristezza: al contrario, fin dal XIII secolo viene usata per indicare i lunedì in cui non si lavora. Una teoria racconta che l’espressione derivi dalla frase “blau zu sein”, che significa “essere ubriachi”, a sottintendere un assenteismo dovuto alla sbornia. Rimanendo in Germania, anche il sabato si tinge di blu: “Samstags-Blues” è però l’antitesi del Blue Monday e si usa per descrivere la sensazione di inutilità che si prova il sabato senza lavorare.

Il fratello buono del Blue Monday
Cliff Arnall, lo stesso psicologo che ideò la formula del Blue Monday, pensò anche di individuare il giorno più felice dell’anno. L’Happiest Day of the Year cade sempre nel solstizio d’estate, tra il 21 e il 24 giugno. La formula include sei parametri: il trascorrere del tempo all’aria aperta (O), la natura (N), l’interazione sociale (S), i ricordi d’infanzia delle vacanze estive (Cpm), la temperatura (T) e il desiderio di andare in vacanza (He), arrivando a questo risultato: O+(NxS)+Cpm/T+He.

 

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Peugeot 5008, con 'hands free' è più facile caricare bagagli

Consente di non utilizzare le mani per una maggiore praticità

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Chiudi Peugeot 5008, con 'hands free' è più facile caricare bagagli (ANSA) Peugeot 5008, con 'hands free' è più facile caricare bagagli

Riempire il vano bagagli può finire per gravare sulla schiena: portare zaini, valigie, borse da viaggio, per poi posarli a terra per aprire il bagagliaio e riprenderli di nuovo in mano per posizionarli nel vano di carico aggiunge lavoro extra per le braccia e la parte bassa della schiena. Peugeot allevia la fatica associata a questi compiti grazie a un'altezza di carico tra le più comode della sua categoria e alla possibilità di avere un portellone con tecnologia hands free, ovvero a mani libere, su diversi modelli della sua gamma, tra cui il large suv 5008.

Questo equipaggiamento è uno dei fiori all'occhiello della vocazione tecnologica di questi modelli: con un semplice movimento del piede sotto il paraurti posteriore, il portellone motorizzato si apre e si chiude rapidamente e senza alcuno sforzo. In alternativa, su tutti i modelli in cui è presente tale dotazione, può essere azionato agendo sul telecomando del veicolo o sull'apposito pulsante posizionato alla sinistra del volante.

Le caratteristiche innovative dei più recenti modelli Peugeot non si limitano a offrire agli occupanti i migliori livelli di comfort e sicurezza disponibili sul mercato.

Il suv 5008 offre anche spazio e modularità: con 7 posti offerti di serie, è in grado di offrire una vasta gamma di possibilità sia per il trasporto di persone che di bagagli. Ha un vano di carico al vertice della sua categoria quanto a capacità, grazie a 780 litri VDA (nella configurazione a 5 posti) cui si può accedere anche con il sistema motorizzato di apertura del portellone, senza dover agire su alcun pulsante (del telecomando o del portellone), ma semplicemente muovendo un piede sotto il paraurti. Grazie alla sua modularità, poi, il vano di carico può raggiungere una capacità fino a 1.940 litri, misurati dal portellone alla prima fila. Lo schienale del sedile del passeggero anteriore, inoltre, può essere ripiegato orizzontalmente, consentendo di trasportare oggetti lunghi fino a 3,20 metri, come una tavola da surf.

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Covid: anestesisti, l'età non è un criterio per l'accesso alle cure

Documento Siaarti-Simla,da considerare in una valutazione globale

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Il reparto di terapia intensiva dello Spallanzani (ANSA) Il reparto di terapia intensiva dello Spallanzani

L'età non è un criterio con cui si può decidere se far accedere o meno un malato di Covid-19 alle cure in terapia intensiva, ma deve essere considerata nel contesto di una valutazione clinica globale del paziente. Lo precisa il documento 'Decisioni per le cure intensive in caso di sproporzione tra necessità assistenziali e risorse disponibili in corso di pandemia di Covid-19' della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti) e Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (Simla), pubblicato sul sito dell'Istituto superiore di sanità.

 La valutazione del caso, si spiega, "dovrà procedere basandosi sulla valutazione globale di ogni singola persona malata valutando come parametri il numero e tipo di altre patologie presenti, lo stato funzionale pregresso e fragilità rilevanti rispetto alla risposta alle cure, la gravità del quadro clinico attuale, il presumibile impatto dei trattamenti intensivi, anche in considerazione dell'età del paziente, e infine la volontà della persona malata riguardo alle cure intensive, che dovrebbe essere indagata prima possibile nella fase iniziale del triage". Dai criteri di triage sono esclusi l'ordine di arrivo e il sorteggio in quanto non eticamente sostenibili. L'età va "considerata nel contesto della valutazione globale della persona malata" e non sulla base di soglie predefinite. Solo a parità di altre condizioni, conclude il documento, "il dato anagrafico può avere un ruolo nella valutazione globale della persona malata, in quanto con l'aumentare dell'età si riducono le probabilità di risposta alle cure intensive".
   

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Mercedes punta su In-Car Coding Community

Obiettivo migliorare l'esperienza di guida digitale

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Mercedes-Benz prosegue il processo di digitalizzazione dell'abitacolo nella flotta di veicoli della Stella con l'obiettivo di diventare leader nel software per auto. In questo contesto verrà lanciata la In-Car Coding Community.

Nel corso di una competizione internazionale, rivolta sia alle start-up che alle aziende affermate, vengono ricercati i concept software più innovativi attraverso una procedura di selezione che dura diversi mesi. Mercedes-Benz AG persegue l'obiettivo di aumentare l'esperienza di guida digitale in tandem con la Community. I concept migliori verranno implementati come app per consentire successivamente la loro integrazione diretta nella flotta di veicoli Mercedes-Benz.

La In-Car Coding Community è una piattaforma internazionale annunciata da Mercedes-Benz, con il supporto dei dipendenti di Group Research. ''Con la In-Car Coding Community, offriamo un intero ecosistema attorno al tema del software, nonché uno scambio continuo e una stretta cooperazione durante il processo di sviluppo, tra sviluppatori esterni e i nostri esperti interni'', ha dichiarato Jasmin Eichler, Diretore di Future Technologies in Group Research. ''Il focus della nuova community è interamente sull'applicazione. Per noi di Mercedes, questa è una grande opportunità per sviluppare software insieme a partner esterni e lavorare insieme a nuovi servizi''.

La In-Car Coding Community è specificatamente orientata.

''Questo non è un hackathon, né una sessione di brainstorming, piuttosto la community in-car è un business - ha dichiarato Georges Massing, Vice President Digital Vehicle & Mobility -.

Stiamo offrendo accesso diretto a uno dei marchi più esclusivi al mondo e ai suoi milioni di clienti''. I partecipanti con concept convincenti possono aspettarsi una cooperazione a lungo termine con Mercedes-Benz AG. ''Non stiamo cercando soltanto nuove sorprendenti idee - ha dichiarato Massing. Stiamo cercando partner per il futuro''.

Il sistema di infotainment intelligente MBUX (Mercedes-Benz User Experience) offre già ai suoi utenti un'ampia gamma di servizi.

Dallo streaming musicale, al diario di bordo digitale, alla funzione In-Car Office, che ad esempio permette di connettersi a conferenze telefoniche tramite comando vocale e può leggere, scrivere e inviare messaggi di testo. Nei veicoli elettrici, MBUX aiuta anche a trovare le stazioni di ricarica, compreso il consumo di energia necessario per raggiungere la stazione, lo stato di carica attuale della batteria e il pagamento della ricarica. Queste funzioni sono controllate tramite un display touch ad alta risoluzione o l'assistente vocale integrato Hey Mercedes.

Un componente importante dell'MBUX è la nuova generazione di app Mercedes me. Disponibili sulla piattaforma Mercedes me, in esclusiva per Mercedes-Benz e i suoi partner di cooperazione. Le app assicurano il collegamento in rete intelligente ed emotivo di conducente e veicolo e raggruppano prodotti e servizi che possono essere richiamati tramite MBUX o smartphone. 

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DS 7 Crossback, aggiornata gamma motori con ultima normativa

Motori rivisti in base alle regole stringenti Euro 6.2 D ISC FCM

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DS Automobiles continua ad essere protagonista di un futuro più sostenibile, come testimoniano i modelli 100% elettrici ed ibridi plug-in che compongono la gamma E-Tense, già disponibile nei DS Store. Ma l'evoluzione verso una mobilità più amica dell'ambiente riguarda anche i tradizionali motori endotermici, con DS 7 Crossback che ora aggiorna tutta la gamma 2020 alla normativa EURO 6.2 D ISC FCM.

Si tratta della più recente Norma Euro, e rientra nel severo protocollo WLTP con cui dal 2018 vengono misurate in fase di omologazione le emissioni delle vetture, non più in laboratorio ma su strada simulando l'utilizzo reale.

Le differenti sigle che compongono la definizione Euro 6.2 D ISC FCM, indicano specifiche misurazioni. Ad iniziare da ISC, che valuta le emissioni nell'intero ciclo di vita della vettura, quindi anche dopo anni di utilizzo. Test a campione vengono effettuati su vetture che abbiano percorso fino a 100.000 chilometri, seguendo lo standard WLTP.

La sigla FCM indica invece la presenza a bordo vettura, di un nuovo sistema di monitoraggio dei consumi di carburante.

DS Automobiles ha fatto ulteriori passi in avanti quindi, per migliorare la qualità delle emissioni dei differenti motori endotermici che compongono la gamma di DS 7 Crossback.

Che si tratti di benzina PureTech da 130, 180 e 225 CV, piuttosto che di diesel BlueHDi da 130 e 180 CV, il suv DS Automobiles offre la certezza di tecnologie in linea con il suo posizionamento premium.

Unica eccezione il motore BlueHDI 180 per cui continua a rimanere in vigore la normativa EURO 6.2D ISC, comunque in linea con lo standard che valuta le emissioni di lunga durata nel ciclo di vita del modello.

Se puntate su emissioni ulteriormente ridotte, nella gamma DS 7 Crossback le varianti ibride plug-in E-Tense ed E-Tense 4X4 propongono emissioni di particolato ed ossidi di azoto sostanzialmente dimezzati rispetto ai tradizionali motori endotermici.

Per non parlare delle emissioni di CO2, i cui valori (tra 28 e 41 g/Km), risultano inferiori di circa l'80% nello stesso confronto, dimostrando come la raffinatezza di DS Automobiles possa andare di pari passo con la sostenibilità ambientale.

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Juergen Hubbert, morto a 81 anni 'padre' Mercedes Classe A

Negli Anni '90 da membro board Daimler ha fatto grande la Stella

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Chiudi Juergen Hubbert, morto a 81 anni 'padre' Mercedes Classe A (ANSA) Juergen Hubbert, morto a 81 anni 'padre' Mercedes Classe A

Juergen Hubbert, ex membro del consiglio di amministrazione di Daimler e 'padre' di modelli Mercedes d successo come la Classe A e la Classe M, è scomparso all'età di 81 anni a Sindelfingen. Conosciuto per le sue capacità e la sua visione, Hubbert durante il suo mandato ha permesso alla Stella a Tre Punte di sviluppare con successo il marchio Mercedes-Benz nei segmenti premium e lusso. Hubbert è stato ricordato da Ola Kaellenius, presidente del consiglio di amministrazione di Daimler AG e Mercedes-Benz AG: ''Juergen Hubbert era il signor Mercedes - ha detto - Con integrità, spirito innovativo e grande successo, ha plasmato per sempre Mercedes-Benz. Sotto la sua responsabilità, è stata lanciata un'offensiva di prodotto storica con veicoli innovativi come la Classe A e la Classe M. In qualità di leader, è stato in grado di integrare e motivare i suoi team con la passione per la tecnologia e gli standard più elevati per se stesso''.Entrato a far parte dell'allora Daimler-Benz AG come ingegnere meccanico nel 1965 Hubbert dopo varie posizioni dirigenziali è stato responsabile del settore automobilistico dall'inizio degli Anni '90 in poi e ha ampliato il portafoglio con modelli come Classe A, Classe M, CLK e Smart. Oltre al suo lavoro di dirigente, Hubbert è stato coinvolto in una serie di attività esterne all'azienda e dall'inizio degli Anni '90 ha anche ricoperto un incarico di insegnamento presso la Facoltà di Ingegneria Meccanica dell'Università Tecnica di Karlsruhe. 

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Vaccini: Aifa, come segnalare reazioni

Febbre, nausea e stanchezze tra effetti più frequenti

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Le eventuali reazioni avverse al vaccino anti-Covid possono essere segnalate al medico di famiglia, al centro vaccinale, al farmacista di fiducia o alla Asl di appartenenza, oltre che direttamente sul sito Vigifarmaco dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Lo precisa la stessa agenzia nelle Faq sulla 'Farmacovigilanza su vaccini Covid-19' appena aggiornate sul suo sito. Tra gli effetti collaterali al vaccino più spesso osservati finora ci sono reazioni locali nel sito di iniezione, stanchezza, mal di testa e dolori muscolari o articolari, insieme a febbre, nausea o più raramente gonfiore dei linfonodi.
    Circa la segnalazione, l'Aifa ricorda che "può essere effettuata anche direttamente da chiunque osservi o ne venga a conoscenza, sia esso operatore sanitario o cittadino, compilando la scheda disponibile sul portale dell'Aifa e inviandola al responsabile locale di farmacovigilanza della propria struttura di appartenenza". Inoltre, è possibile fare la segnalazione direttamente online tramite il sito VigiFarmaco seguendo la procedura guidata. 
   

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Volkswagen, traghetti green con biofuel da scarti alimentari

Trasportate 250mila auto risparmiando in un anno 52mila ton CO2

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Chiudi Volkswagen, traghetti green con biofuel da scarti alimentari (ANSA) Volkswagen, traghetti green con biofuel da scarti alimentari

Cinquantaduemila tonnellate in meno immesse nell'atmosfera ogni anno: questo importante risultato è stato ottenuto dal Gruppo Volkswagen per ridurre l'impatto della filiera produttiva intervenendo sul sistema di trasporto delle auto via nave all'interno dell'Europa.

Affidandosi a carburante MR1-100 a base di olio vegetale esausto (proveniente dalle industrie alimentari e della ristorazione) la Casa di Wolfsburg è intervenuta sulle grandi navi traghetto - con capacità di 3.500 veicoli a viaggio - rendendo molto più 'verdi' le consegne di 250mila auto, tra i porti di Emden in Grmania, Setubal in Portogallo, Santander in Spagna e Dublino in Irlanda.

Volkswagen è la prima Casa automobilistica a utilizzare questo perfezionato biocarburante (simile all'E10 impiegato per le auto) nelle sue navi per alcune rotte marittime europee. "In questo modo - ha detto Thomas Zernechel, responsabile della logistica del Gruppo Volkswagen - sfruttiamo i vecchi oli a un successivo utilizzo rispettoso del clima. Con l'85% in meno di emissioni di CO2 rispetto ai combustibili fossili convenzionali, il contributo alla protezione del clima è enorme".

Il carburante è prodotto dalla società olandese GoodFuels di Rotterdam e la compagnia di navigazione F. Laeisz di Amburgo - che opera per Volkswagen - può utilizzare l'MR1-100 senza modifiche al motore, in questo caso un MAN da circa 20.000 Cv di potenza. L'iniziativa va oltre quanto già deciso dai legislatori che da quest'anno impongono alle compagnie di navigazione di usare per le loro flotte di navi combustibili con un limite di zolfo dello 0,5%, ben al di sotto del precedente 2,5%. Inoltre nelle zone costiere si applica ora lo 0,1%.

Questo - si legge nella nota di Volkswagen - non è un problema per le navi che utilizzando l'MR1-100, in quanto il nuovo biocarburante non emette ossidi di zolfo. Rappresentando il 90% del commercio globale, il trasporto marittimo è la spina dorsale del commercio mondiale. Per il Gruppo Volkswagen, diverse centinaia di servizi di linea e undici navi per il trasporto di automobili si muovono ogni giorno negli oceani del mondo. Ogni anno vengono spedite 2,8 milioni di nuove auto.

Il Gruppo Volkswagen, un pioniere nella mobilità rispettosa del clima, mira a ridurre le proprie emissioni totali di CO2 del 30% per ogni veicolo prodtto, per essere CO2 neutrale nel 2050. In questo ambito rientra anche l'iniziativa di Volkswagen Group Logistics che ha iniziato a utilizzare bisarche alimentate con metano liquefatto (GNL) per trasportare veicoli nell'Europa del Nord e in Centro America. Dotati di motori DualFuel di MAN Energy Solutions, in futuro potranno anche utilizzare GNL generato da fonti rinnovabili, rendendoli compleramente rispettosi del clima. Inoltre, il Gruppo Volkswagen intende passare completamente all'elettricità verde per i movimenti di trasporto ferroviario con DB Cargo in Germania entro l'inizio del 2021.

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Le prime immagini dai satelliti Cosmo SkyMed di seconda generazione

Sono di Parigi e Genova. Asi, l'Italia si rafforza nell'osservazione della Terra

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Parigi e il Louvre nell'immagine dei satelliti Cosmo SkyMed di nuova generazione (ASI/e-Geos) (ANSA) Parigi e il Louvre nell'immagine dei satelliti Cosmo SkyMed di nuova generazione (ASI/e-Geos)

Una panoramica di Parigi, con il dettaglio del museo del Louvre nel quale spicca la piramide, e l'aeroporto di Genova: sono le immagini con cui debutta la nuova generazione di satelliti del programma italiano Cosmo SkyMed (Cosmo-SkyMed Seconda Generazione, CSG) nato dalla collaborazione fra Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e Ministero della Difesa.

"Si è conclusa con successo la complessa fase di test e qualifica in volo del sistema Cosmo-SkyMed Seconda Generazione", rileva l'Asi. Si è così aperta la strada "al pieno funzionamento operativo del primo satellite Csg". Un risultato, prosegue l'Asi, che "conferma anche le eccezionali competenze dell'industria italiana che, con Leonardo e le sue joint venture Thales Alenia Space e Telespazio, ha realizzato il sistema" e che "consentirà di assicurare la piena continuità operativa dell'intera missione Cosmo-SkyMed in orbita da più di dieci anni e ne incrementerà le capacità complessive".


Immagine dell'aeroporto di Genova ripresa dai satelliti Cosmo SkyMed di nuova generazione (ASI/e-Geos)

 Come quelli della prima generazione, i nuovi satelliti utilizzano radar ad apertura sintetica (Sar) in grado di funzionare giorno e notte e di rilevate dati attraverso le nubi, ma innovazioni tecnologiche permettono loro di "garantire miglioramenti significativi in termini di prestazioni, qualità delle immagini, efficienza dei servizi forniti agli utenti civili e governativi e maggiore vita operativa", rileva l'Asi. Qyesto rende possibili "nuove applicazioni nel settore della sicurezza e la sorveglianza di territori e la prevenzione e analisi di eventi calamitosi".

Fondamentale il contributo dell'industria nazionale, con il Gruppo Leonardo, allo sviluppo di questa eccellenza del Paese. In particolare, Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%) è responsabile della realizzazione dei quattro satelliti radar e del sistema End to End, mentre Telespazio, joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%) è responsabile del segmento di Terra, della logistica e delle operazioni. Leonardo contribuisce inoltre al programma fornendo i sensori di assetto stellare per l'orientamento del satellite, i pannelli fotovoltaici e unità elettroniche per la gestione della potenza elettrica. e-GEOS, società costituita da Telespazio (80%) e Asi (20%), è concessionaria esclusiva di Asi per la commercializzazione dei prodotti e servizi Cosmo-SkyMed di prima e seconda generazione in tutto il mondo.

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Ford lancia nuovo sistema che evita appannamento parabrezza

Si chiama Windscreen Weather Station e rileva umidità nell'aria

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Chiudi Ford lancia nuovo sistema che evita appannamento parabrezza (ANSA) Ford lancia nuovo sistema che evita appannamento parabrezza

Ford presenta la nuova tecnologia Windscreen Weather Station, che evita l'appannamento del parabrezza dell'auto. Questo sistema è in grado di rilevare l'umidità nell'aria e le variazioni di temperatura del vetro, attivando automaticamente l'aria condizionata, se necessario, e selezionando l'impostazione del flusso d'aria adatto per prevenire l'appannarsi del parabrezza.

Con la limitazione delle attività di fitness al coperto, a causa della pandemia Covid-19, sempre più spesso le persone non hanno la possibilità di fare la doccia dopo la sessione di allenamento. L'anno scorso, da marzo a giugno, Sport England ha segnalato 731.000 runner e 1,2 milioni di ciclisti in più rispetto, mentre la Germania ha visto un aumento del 42% di runner, poiché la gente ha cercato di mantenersi in attività durante il lockdown.

La tecnologia Windscreen Weather Station è collocata sul vetro, vicino allo specchietto retrovisore. Il sistema, dalle dimensioni di 5 centimetri per 3 è composto da diversi sensori.

L'ultima versione, già introdotta sui suv Kuga ed Explorer, contribuisce anche a migliorare l'efficienza dei consumi e ad abbassare le emissioni di CO2, riducendo l'utilizzo del compressore dell'aria condizionata.

Lo status del parabrezza viene gestito, su alcuni veicoli, anche attraverso l'app Fordpass, da remoto, per impostare la temperatura all'interno dell'abitacolo prima di partire. Per l'esterno, la tecnologia Quickclear sbrina il parabrezza in pochi secondi, con la semplice pressione di un pulsante. 

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Coronavirus, verso un vaccino jolly contro future pandemie

Basato su nanoparticelle a mosaico, bene primi test su topi

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi In arancione le particelle virali di SarsCoV2 che emergono da cellule coltivate in laboratorio (fonte: NIAID-RML)  (ANSA) In arancione le particelle virali di SarsCoV2 che emergono da cellule coltivate in laboratorio (fonte: NIAID-RML)

In via di sviluppo un vaccino 'jolly' che funziona non solo contro SarsCoV2, ma anche contro altri coronavirus che dagli animali potrebbero fare il salto di specie all'uomo causando future pandemie. Questa nuova tecnologia prevede l'uso di nanoparticelle a mosaico, che una volta iniettate nell'organismo presentano al sistema immunitario pezzi di proteine di otto diversi coronavirus: sperimentate sui topi, hanno indotto la produzione di anticorpi ad ampio spettro, capaci di riconoscere e attaccare SarsCoV2 e altri virus simili non presenti nel vaccino. Il risultato e' pubblicato su Science dai ricercatori del California Institute of Technology (Caltech).

La nanoparticella a mosaico, inizialmente ideata all'Universita' di Oxford, e' strutturata come una gabbia composta da 60 proteine identiche fra loro, ciascuna delle quali presenta in superficie una piccola 'etichetta' che agisce come un velcro. I ricercatori californiani guidati da Alexander Cohen hanno pensato di attaccarci i frammenti delle proteine Spike di otto diversi coronavirus che circolano nel mondo animale, in particolare tra pipistrelli e pangolini.

Queste nanoparticelle a mosaico, iniettate nei topi con una sola somministrazione, hanno addestrato il sistema immunitario a riconoscere i tratti tipici che accomunano i vari coronavirus, determinando la produzione di anticorpi capaci di attaccare non solo SarsCoV2, ma anche nuovi coronavirus emergenti che potrebbero causare una pandemia. Il prossimo passo sara' quello di verificare nel modello animale se questo tipo di immunizzazione previene l'infezione e l'insorgenza di sintomi.

"Se riuscissimo a dimostrare che la risposta indotta dalle nanoparticelle protegge dalla malattia che deriva dall'infezione, allora potremmo sperare di portare avanti questa tecnologia per testarla sull'uomo, anche se la strada sarebbe comunque molto lunga", spiega Cohen. "Non pensiamo che questa metodologia possa rimpiazzare i vaccini esistenti, ma e' bene avere piu' strumenti per affrontare future minacce virali emergenti".

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Stellantis: nominato cda, Elkan presidente, Tavares Ceo

Domani quotazione a Milano e Parigi

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Chiudi Tavares (ANSA) Tavares

Entrano in vigore il nome Stellantis e la governance della società nata dalla fusione di Fca e Psa, che da domani sarà quotata a Parigi e a Milano. E' stato quindi nominato il consiglio di amministrazione, composto da due amministratori esecutivi - John Elkann presidente e Carlos Tavares chief executive officer - e da nove amministratori non esecutivi: Robert Peugeot (vice presidente), Henri de Castries (senior independent director, in qualità di Voorzitter ai sensi della legge olandese), Andrea Agnelli, Fiona Clare Cicconi, Nicolas Dufourcq, Ann Frances Godbehere, Wan Ling Martello, Jacques de Saint-Exupéry e Kevin Scott. 

Il consiglio di amministrazione di Stellantis - informa una nota della società - ha inoltre nominato un Audit Committee, un Remuneration Committee e un Governance Committee. L'Audit Committee è composta da Ann Godbehere (chairperson), Wan Ling Martello and Henri De Castries; il Remuneration Committee da Wan Ling Martello (chairperson), Andrea Agnelli, Henri De Castries, Fiona Cicconi and Robert Peugeo; il Governance and Sustainability Committee da Henri De Castries (chairperson), Andrea Agnelli, Fiona Cicconi, Nicolas Dufourcq and Kevin Scott.

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Prada e il ritorno al corpo, fisico è intimo - VIDEO

'Long john' per ogni look, tra virilità e romanticismo

Lifestyle Moda
Chiudi Sfilata Prada Uomo AI21 (ANSA) Sfilata Prada Uomo AI21

 Abbiamo tutti bisogno di tornare al contatto umano: nasce da questa consapevolezza la sfilata Prada per il prossimo inverno, che traduce l'insopprimibile esigenza di scambio fisico in un capo passepartout che accompagna ogni look, la 'long john', la tuta intera dell'intimo maschile di una volta, proposta in versione jacquard e portata da sola o sotto il completo da uomo. Se a Miuccia Prada ricorda proprio l'underwear e la vede un po' sexy e un po' romantica, con richiami al mondo del bambino ma anche all'allure delle rockstar, per il condirettore creativo Raf Simons evoca maggiormente la virilità del cowboy, ma la necessità cui risponde è sempre la stessa: tornare al tatto, a un feeling fisico di morbidezza e protezione, come quello che sentiamo tutti in questi tempi di pandemia. Questo perché - riflette Miuccia Prada in un colloquio con gli studenti delle scuole di moda di ogni parte del mondo, trasmesso online subito dopo la sfilata - "la ragione degli abiti è esprimere al meglio le tue idee e la tua personalità, soprattutto in un momento come questo. Le persone sono l'unica cosa che conta, gli abiti sono al loro servizio".
Ed ecco che questa collezione - aggiunge Simons - "parla di comfort, protezione, bellezza, di morbidezza e durezza, di tattilità e sensualità, per esprimere la realtà del mondo e le varie sensazioni che ci prova".

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Una duplicità che emerge subito dal set dello show, uno spazio astratto ideato da Rem Koolhaas e AMO, sospeso tra esterno e interno, tra marmi e pellicce, dove i modelli non solo sfilano, ma si lasciano anche andare a una danza liberatoria. In moda questo duplice movimento si traduce in pantaloni dalla silhouette asciutta e in giubbini e cappotti - mono o doppiopetto - dai volumi più importanti, ma soprattutto in tessuti tattili, dalla maglieria jacquard a motivi geometrici ai pellami, dal re-nylon al tweed bouclé, dai classici gessati in lana alla pelle dei bomber dai colori forti. Un contrasto tra pezzi intimi e sartoriali pensato - sottolineano entrambi - non per costruire un racconto ma per trasmettere una sensazione, anche senza una sfilata vera, con il pubblico in sala. "E' un grande cambiamento - chiosa Miuccia Prada - stiamo cercando relazioni umane attraverso la tecnologia, provando a non essere al suo servizio ma a usarla per trasmettere le nostre idee". E così il set, l'architettura dello show, ci parlano della "bolla" in cui stiamo vivendo, mentre i capi sono la diretta espressione "dei nostri sentimenti rispetto a questo momento, a come ci comportiamo - conclude Simons - rispetto alla situazione che stiamo vivendo".
   

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Con Joe e Jill Biden è cambio di stile alla Casa Bianca - FOTO

Addio a cravattoni e Loboutin dei Trump, arrivano gli Aviators e i cani

Lifestyle Moda
Chiudi US President Donald J. Trump and First lady Melania Trump depart the White House for Georgia (ANSA) US President Donald J. Trump and First lady Melania Trump depart the White House for Georgia

Addio al cravattone rosso lungo oltre la cintura, red carpet per gli iconici Aviators. Joe e Jill Biden il 20 gennaio prendono il posto dei Trump ed ecco una guida a cosa è 'in' e cosa è 'out' in fatto di stile  alla Casa Bianca.
    Via le Loboutin col tacco 12 di Melania, benvenute le Converse declinate in decine di versioni dalla numero due Kamala Harris. Brioni, il sarto di Donald, cederà il campo a Ralph Lauren, lo stilista all american che dovrebbe vestire Biden il giorno dell'insediamento. Via anche Dolce e Gabbana, la griffe più amata dalla  ex First Lady. Tutto si può dire di Jill Biden tranne che sia una fashion victim: tra i suoi stilisti preferiti ci sono Michael Kors e il suo allievo Christian Siriano, eleganza classica mai sfoggiata, in linea con il messaggio di un'amministrazione con i piedi per terra.
    Trump non aveva voluto animali domestici alla Casa Bianca, con Biden entrano due cani a cui presto si aggiungerà un gattino. Via il golf, viva la bicicletta: il nuovo presidente è un partito delle due ruote e in casa si allena su una smart bike. Via anche Mar-a-Lago, la sontuosa reggia del 'Trumpworld' in Florida. Biden ha una seconda casa ben più modesta a Rehoboth Beach, il paesino sull'Atlantico del Delaware dove va in vacanza da sempre.
    Via l'auto-abbronzante a cui i maligni attribuiscono l'incarnato arancione del tycoon, con i pallidi Biden i filtri over 50 sono di rigore, così come le mascherine anti-Covid.
    Basta anche con 'Macho Man', adottato come inno dell'ultima campagna di Trump nonostante le diffide dei Village People. Al centro della playlist dell'Inauguration, il team Biden/Harris ha messo 'Higher love' nella cover di Whitney Houston.
    La presidenza Biden si preannuncia più sul modello West Wing che su quello di Veep. In fatto di media, con Joe torna in auge la stampa scritta (legge New York Times, Washington Post, Wall Street Journal, un po' di Economist e di New Yorker) mentre Donald si abbeverava di notizie solo in tv.
    Out gli hamburger e patatine trumpiani, in i capellini in salsa di pomodoro serviti sulla tavola di Biden, la cui debolezza è il gelato mentre per Jill, come del resto per Michelle Obama, lo strappo alla regola è il Martini serale con le patatine. Stili agli antipodi in un'America più polarizzata che mai. C'è però un aspetto su cui Joe e Donald vanno d'accordo: sono entrambi astemi. "Troppi alcolizzati in famiglia", ha spiegato Biden, in questo in linea con Trump, il cui fratello Fred è morto di alcol. 

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Prima collezione sportiva con filato anti-batterico

Poliammide con agente virale incorporato e permanente

Lifestyle Moda
Chiudi La linea Warp-Mask  con filato Q-Skin anti-batterico e anti-virale (ANSA) La linea Warp-Mask con filato Q-Skin anti-batterico e anti-virale

Il mondo della moda, sempre più tecnologico, lavora da tempo a materiali speciali. Tra i nuovi brevetti c'è un anti-batterico, il filato Q-Skin di Amni Virus Bac Off, che rappresenta una protezione dai rischi di contaminazione. Con questo brevetto sono realizzati capi e accessori indemagliabili, WarpMask e la novità del filato di poliammide è che l'agente antivirale e antibatterico incorporato è permanente (dunque al di là dei lavaggi) nella sua matrice polimerica. E' stata lanciata una prima collezione sportiva, la linea Warp-Mask, con leggings, top, maglie, guanti e sotto caschi.Secondo studi qualificati, i virus possono sopravvivere fino ad almeno due giorni sulle superfici tessili. L’affinità elettronica con le proteine presenti nella struttura esterna del virus, fa sì che questo agente impedisca ai tessuti di diventare una superficie ospite per virus e batteri, contribuendo a ridurre il rischio di contaminazione. Le proprietà antivirali del filato sono state testate da un laboratorio indipendente, seguendo i protocolli tessili internazionali contenuti nella norma ISO 18184 (norma per la determinazione dell'attività antivirale dei prodotti tessili). La tecnologia di questo nuovo filato garantisce che l’agente antivirale e antibatterico non migri sulla pelle o nell’ambiente. A differenza dei capi trattati con finiture tintoriali che hanno una funzionalità limitata e che perdono la loro funzione con i lavaggi, le proprietà antivirali e antibatteriche della poliammide Q-Skin sono infatti permanenti e si traducono in benefit per i capi di abbigliamento che rimangono inalterati nel tempo, a conferma della sostenibilità del processo. La fibra Amni, soffice e facile da lavare, garantisce inoltre freschezza e confort, contribuendo al benessere termico di chi la indossa. Questa speciale fibra, soffice e facile da lavare, garantisce inoltre freschezza e confort, contribuendo al benessere termico di chi la indossa. 

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Covid: 12.415 i casi, 377 le vittime. Tasso positivi in calo a 5,9%

I nuovi dati del ministero della Salute, 211.778 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in Italia nelle ultime 24 ore

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Il centro di Milano quasi deserto, 17 gennaio 2021 (ANSA) Il centro di Milano quasi deserto, 17 gennaio 2021

Sono 12.415 i test (molecolari e antigenici) positivi al coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 377. Sabato i positivi erano stati 16.310 e i morti 475.
In totale i casi da inizio epidemia sono 2.381.277, le vittime 82.177. Gli attualmente positivi sono 553.374 (-4.343), i guariti e i dimessi 1.745.726 (+16.510), in isolamento domiciliare ci sono 528.114 persone (-4.299).

Sono 211.778 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Sabato erano stati 260.704. Il tasso di positività è al 5,9%, in calo rispetto al 6,3% di ieri (-0.4%).

Sono in calo di 17 unità i pazienti in terapia intensiva, nel saldo giornaliero tra ingressi e uscite. Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva sono 124. In totale i ricoverati in rianimazione sono 2.503. I pazienti in area medica - reparti ordinari - sono in calo di 27 unità rispetto a ieri, portando il totale a 22.757.

Lieve riduzione dell'occupazione dei posti letto da parte dei malati di Covid nelle terapie intensive e nei reparti di medicina. L'ultimo aggiornamento dei dati elaborati dall'Agenas, l'agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, calcolati al 16 gennaio, vedono per le terapie intensive un passaggio, a livello di dato medio nazionale, dal 31% dello scorso 13 gennaio, al 29% a livello nazionale, scendendo quindi sotto la soglia critica fissata al 30%. Scende un punto percentuale, sempre rispetto al 13 gennaio, l'occupazione dei posti definiti in area non critica, arrivati a quota 36% (la soglia per questi reparti e' il 40%).

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Arcuri: 'Pfizer ha tagliato 165 mila dosi'. Solo sei regioni non penalizzate

Arcuri aspetta AstraZeneca. Tornatore firma gli spot pro vaccini

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Al via i richiami del vaccino allo Spallanzani (ANSA) Al via i richiami del vaccino allo Spallanzani

Ci sono due date cerchiate in rosso sulla road map della campagna vaccinale italiana contro il Covid. Lunedì 25 gennaio, quando dovrebbero tornare regolari le consegne di Pfizer-BioNTech. E venerdì 29, quando l'Agenzia europea del farmaco deciderà sul via libera all'antidoto di AstraZeneca: ha costi di sviluppo inferiori e non richiede temperature eccessivamente basse per conservazione e trasporto, ma sono state condotte poche sperimentazioni sugli anziani, quindi il timore è che possa essere autorizzato solo per la popolazione under 55.

Se AstraZeneca sarà disponibile "senza condizioni particolari, avremo altri 40 milioni di vaccini, 16 milioni nel primo trimestre del 2021 - ha calcolato il commissario per l'emergenza, Domenico Arcuri, ospite di Domenica In -, e potremo accelerare la campagna vaccinale, anticipando ad esempio i soggetti fragili tra i 60-70 anni e altre categorie a rischio". Intanto lo scenario è reso incerto anche dal rallentamento nelle consegne di Pfizer-BioNTech, che promettono all'Ue di limitare a una settimana il ritardo. All'Italia domani arrivano 397.800 dosi (calcolandone 6 per ogni fiala, anziché 5), 164.970 in meno di quelle pattuite (-29%). Di fronte al sospetto che quelle mancanti finiscano a Stati del Golfo pronti a pagare di più, Arcuri evita ogni commento: "Posso fare un sorriso...".

Contro la decisione unilaterale di Pfizer, il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure di tutta Italia e domani ne invierà uno all'Antitrust europeo, per abuso di posizione dominante. La situazione preoccupa in particolare i governatori delle Regioni con i tagli più significativi. "E' inaccettabile" il -53,8% del Friuli Venezia Giulia, secondo il suo presidente, Massimiliano Fedriga: "Penso serva un riequilibrio, che il taglio venga spartito in modo equanime nel Paese". Le Province di Trento e Bolzano ne avranno rispettivamente il 60% e il 57,1% in meno, il Veneto il 52,5%, la Sardegna la metà, la Puglia e la Calabria il 38,4% in meno, la Toscana il 36%, Lombardia il 26,8% e il Lazio il 25%. Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d'Aosta sono le uniche senza tagli nella distribuzione. In pratica, fino al prossimo rifornimento, l'Italia avrà disposizione circa 700mila dosi. Le fiale in arrivo oggi, salvo imprevisti, permetteranno di non dover cambiare vaccino per il richiamo ricorrendo a Moderna, l'altro tipo di profilassi ora disponibile. Una soluzione "davvero sconsigliabile" per Arcuri, secondo cui "è bene" anche rispettare "l'intervallo di tre settimane fra prima e seconda dose".

Finora si è marciato a 54mila vaccinazioni al giorno (oltre 1,1 milione totali) e domenica in vari ospedali del Paese ci sono stati i primi richiami per chi ha partecipato il 27 dicembre al V-Day, a partire dallo Spallanzani di Roma (130 persone), dove è iniziata anche in via sperimentale la vaccinazione degli ultraottantenni. Per garantire il richiamo, in Toscana le vaccinazioni programmate sono slittate di qualche giorno, come in Emilia Romagna e Puglia. E anche il Lazio ha espresso timori: "Siamo un po' preoccupati - ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato -. Questo rallentamento non aiuta perché eravamo pronti a fare il salto di qualità con 10mila vaccinazioni al giorno. Con queste dosi potremo farne la metà". Nel suo piano per vaccinare 42 milioni di italiani, Arcuri ha 'assoldato' pro bono un altro grande nome, dopo l'architetto Stefano Boeri: è il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, autore di tre spot della campagna, con le musiche di un altro premio Oscar, Nicola Piovani. "Le persone ancora incerte, che dicono di non volersi sottoporre al vaccino, non vanno colpevolizzate ma comprese e aiutate", è l'idea che ha ispirato il regista di Nuovo Cinema Paradiso, ringraziato del ministro della Salute, Roberto Speranza, con un tweet in cui ha ripreso la battuta chiave del primo spot: "Dobbiamo volerci bene".

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Idrogeno nuova frontiera, tutto quello che c'è da sapere

Se ne è parlato al #FORUMAutoMotive

Motori Sotto la Lente
Chiudi Idrogeno nuova frontiera, tutto quello che c'è da sapere al #FORUMautomotive (ANSA) Idrogeno nuova frontiera, tutto quello che c'è da sapere al #FORUMautomotive

Veicoli fuel cell alimentati a idrogeno: cosa c'è da aspettarsi dal futuro?

Se ne è parlato nell'ambito di #FORUMAutoMotive, con uno speciale webinar legato a questa tecnologia. In prima linea, per passare dai sogni alla realtà, c’è il settore del trasporto su gomma, già pronto ad affrontare una vera rivoluzione epocale per un comparto che rimane altamente strategico.

La filiera del trasporto si sente "pronta" ad affrontare la sfida, ma chiede una strategia mirata e infrastrutture adeguate.
“L’elettrico è un mantra al centro dell’attenzione da anni e l’idrogeno può rappresentare un notevole passo in avanti - ha sottolineato Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive -. Il trasporto pesante è il candidato numero uno per passare dalle parole ai fatti, ma ancora una volta infrastrutture e distribuzione latitano. Ci sono soltanto le linee guida. Ma resta da chiarire un elemento sottovalutato della transizione: se lo Stato dovesse rinunciare alle tasse che gravano sui carburanti convenzionali, dove andrà a recuperare i fondi che oggi sono assicurati dalle accise?”

“Il settore - ha sottolineato Raffaella Paita, presidente della Commissione Trasporti della Camera - ha bisogno di innovazione per ricerca e strategia, quindi è giusto continuare a confrontars. In questa fase - sostiene - il recovery plan svolgerà un ruolo molto importante; possiamo ottenere finanziamenti e dobbiamo convogliarli in progetti che coinvolgano l'intera filiera.

“Siamo tutti convinti sul fatto che il futuro sarà a emissioni zero - il commento di Paolo Starace, presidente di Unrae Veicoli Industriali - ma serve una coerenza d’azione perché le problematiche e i colli di bottiglia che ostacolano l’elettrico potrebbero ripresentarsi anche con l’idrogeno”.

Per Giuseppe Marotta, ad di BeMobility, componente della Euopean Clean Hydrogen Alliance “L’Italia si candida come hub internazionale, come già lo è per il gas; la sfida si gioca sull’abbattimento dei costi, con l’obiettivo di arrivare a 2 dollari/kg per l’idrogeno verde. Sarà importante - sottolonea - sincronizzare i progetti e realizzarli in modo razionale per utilizzare i sussidi efficacemente: Lo stanziamento di risorse legate all’idrogeno in Europa è di circa 2.000 miliardi di euro in fase di distribuzione dei singoli Paesi membri. Oggi l’idrogeno è diviso in tre fasce: grigio, ottenuto da un processo da gas naturale che prevede uno scarto di CO2, che costa circa 2 dollari il kg; blu, con residuo di CO2 stoccato; e verde. Quest’ultimo è quello oggi più interessante, prodotto con un totale abbattimento di CO2 e per questo è anche il più costoso, tra i 5 e i 6 dollari/kg”.

Un mix di alimentazioni è lo scenario più probabile per Gianandrea Ferrajoli, presidente di Federauto Trucks: “Non credo che nel 2030 il gasolio sparirà e l’elettrico sarà l’unica alimentazione. Lo scenario più verosimile per il settore dei trasporti, a quella data, potrebbe essere questo: diesel pulito ancora oltre il 50 per cento, idrogeno 10 per cento, Lng 15 per cento, il resto elettrico per un uso cittadino”.

“Non basta essere innovativi - conclude Domenico De Rosa, ad del Gruppo Smet -  serve accessibilità, con i costruttori che devono essere garanti di accessibilità. Ma la sostenibilità non deve essere solo ambientale, deve essere anche economica per le aziende”.

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Rubano auto a malata ma la restituiscono con scuse

A Bari, ritrovata dai carabinieri dopo appello social

Motori Attualità
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 "Anche noi abbiamo un cuore.
    Scusateci, non sapevamo della vostra patologia. Scusateci ancora", firmato "i ladri". E' il biglietto lasciato da ladri di buon cuore sul sedile di un'auto speciale per disabili rubata nei giorni scorsi nel parcheggio dell'ospedale Di Venere di Carbonara (Bari) e oggi è stata ritrovata dai carabinieri a Valenzano. L'auto appartiene alla famiglia di una donna barese affetta da sclerosi multipla, il suo unico mezzo, attrezzato con carrozzina e pedana per il trasporto disabili. L'appello lanciato dopo il furto sui social è diventato virale arrivando fino ai ladri.
    A dare notizia del ritrovamento dell'auto e del bigliettino è stata la figlia della donna che ieri nel suo appello sui social aveva scritto: "Mettetevi una mano sul cuore e ridatecela".
    "Grazie a tutti per averci aiutati" scrive oggi, allegando la foto del biglietto scritto dai ladri e trovato sul sedile.

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Blue Monday vai via, 5 proposte per scacciare la tristezza del giorno più triste dell'anno (e anche per gli altri)

Metodo infallibile? Il decluttering, il riordino è pratica terapeutica

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Chiudi Il 18 gennaio, il terzo lunedì dell'anno, è considerato il giorno più triste. Si chiama Blue Monday . foto iStock. (ANSA) Il 18 gennaio, il terzo lunedì dell'anno, è considerato il giorno più triste. Si chiama Blue Monday . foto iStock.

Maltempo, bassi livelli motivazionali, possibilità di fallimento dei buoni propositi per l’anno nuovo e giorni trascorsi dal Natale: ecco la ricetta perfetta per considerare il terzo lunedì di gennaio il giorno più triste dell’anno. Anche se non confermato scientificamente, è indiscutibile che freddo, ricordi delle recenti vacanze natalizie e il pensiero che va a quelle ancora troppo lontane, per non parlare della emergenza sanitaria e della crisi economica, ci facciano pensare che durante il Blue Monday, che quest’anno ricorre il 18 gennaio, la vita non ci stia esattamente sorridendo. Ecco dunque qualche proposta per contrastare la tristezza del Blue Monday, ma anche quella di un qualsiasi altro giorno dell'anno non propriamente felice, che Fabiana Pavone, psicologa e psicoterapeuta, ha elaborato:

1. Via allo sport. Anche una semplice camminata può essere un antidoto alla tristezza

2. Persone negative? No, grazie. Circondati di persone positive che ti facciano sorridere.

3. La solitudine può essere una risorsa: iniziamo a dedicare del tempo alla persona più importante della nostra vita: noi stessi.

4. Mai abbandonare i buoni propositi. Se gli obiettivi fissati a inizio anno iniziano a tentennare, allora, perché no, riformuliamoli.

5. Largo al cambiamento. Eliminiamo dalla nostra quello che non ci piace e impegniamoci per ottenere un nuovo obiettivo.

Il decluttering è un ottimo punto di partenza per dare il via alla nostra fase di cambiamento. Fare spazio nell’ambiente circostante è sinonimo di riordinare la propria vita, per questo il decluttering diventa una vera e propria pratica terapeutica. Si inizia con il liberare camera dopo camera, togliendo tutto il superfluo che non serve: oggetti, vestiti e persino mobili che non sono indispensabili, che ci permettono di lasciare libero spazio a pensieri freschi, nuove idee, progetti e nuovi inizi. Curiosità: analizzando la top ten dei prodotti di seconda mano più venduti nel 2020 su eBay, è emerso che lo scorso anno gli italiani hanno deciso di rivendere per la maggior parte libri: quasi 113.000 i volumi di narrativa di seconda mano a disposizione sul marketplace nel 2020 e oltre 100.000 i saggi. Seguono giochi, fumetti e graphic novel (quasi 88.000) e cellulari (quasi 56.500). E orologi – oltre 56.000 - e articoli di abbigliamento (oltre 50.000), senza tralasciare i pezzi da collezionismo: Pokémon (48.600), cartoline di paesaggi italiani (oltre 47.000) e vinili (41.600). In testa alla classifica delle regioni dove si è rivenduto di più su eBay la Lombardia, con oltre 7 milioni di articoli, davanti a Lazio (quasi 5 milioni e 200 mila) e Emilia-Romagna, con quasi 4 milioni di prodotti rivenduti.
Rivendere gli oggetti che decidiamo di dismettere incentiva un approccio sostenibile e circolare: l’acquisto di un oggetto di seconda mano impatta sull’ambiente fino a 2,5 volte in meno rispetto a un oggetto nuovo. La piattaforma si è impegnata per ridurre di 3 milioni di tonnellate le emissioni di carbonio entro il 2025, anche attraverso la promozione della rivendita di oggetti tra privati sul sito, che rappresenta un’opportunità non solo per guadagnare, ma soprattutto per dare una nuova vita a qualcosa che non ci è più utile e che può invece rendere felici altre persone.

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Milano diventa apripista delle città italiane smoke free

Calo di interesse per il tabacco, ma sigarette elettroniche sempre più di moda per i giovani

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Dal 19 gennaio Milano è smoke free, verso lo stop totale dal fumo nelle aree pubbliche all'aperto (ANSA) Dal 19 gennaio Milano è smoke free, verso lo stop totale dal fumo nelle aree pubbliche all'aperto

Dal 19 gennaio Milano diventa apripista alle città italiane smoke free, iniziando un percorso verso lo stop totale dal fumo anche nell’aree pubbliche all’aperto. Numerosi Paesi - la Svezia tra i più rigorosi in Europa - hanno da tempo intrapreso una serie di azioni volte a migliorare la qualità dell’aria vietando il fumo, a partire proprio dai luoghi più affollati come le fermate degli autobus e i parchi giochi. Sono trascorsi ormai 18 anni da quando, il 16 gennaio del 2003, il Parlamento italiano varava la legge antifumo che bandiva il consumo di sigarette nei locali chiusi. L’applicazione arrivò due anni più tardi liberando così bar, cinema, ristoranti e uffici da perenni nuvole di fumo.
Gli italiani sono quindi pronti a questa svolta green? Per capire il loro rapporto con il fumo Trovaprezzi.it ha analizzato le ricerche effettuate tra aprile e dicembre 2020 confrontandoli con i dati registrati l’anno precedente. In generale il 2020 ha portato un calo di interesse nel comparto (-3,8% rispetto al 2019) seppur con un totale di oltre 165mila ricerche nella macro categoria dedicata agli articoli per fumatori. Agosto e dicembre sono stati i due mesi in cui si è percepito un netto calo: - 40% a dicembre rispetto allo stesso mese del 2019 e -27% nel mese di agosto (2020 vs 2019).
Un capitolo a parte meritano le sigarette elettroniche. Mentre il mondo si interroga sugli effetti di questi dispositivi sulla salute umana (esistono già molti Stati che ne hanno vietato o limitato l’uso), i milanesi si stanno chiedendo se i provvedimenti imminenti riguarderanno anche le e-cigarette.
Dall’analisi delle ricerche online di Trovaprezzi.it emerge che gli over65 non sono interessati all’acquisto online di articoli per fumatori, mentre le sigarette elettroniche sono sempre più di moda tra i giovani (18-44 anni) che totalizzano il 100% delle ricerche. Gli utenti tra i 45 e i 64 anni hanno ricercato sul web accessori e prodotti esclusivamente dedicati ai fumatori “tradizionali”. Nella differenza di genere, gli uomini sorpassano ampiamente le donne per quanto riguarda il vizio del fumo: 76% contro 24% per le sigarette elettroniche e 74% contro 26% per i “tradizionali” accessori per fumatori.

Quali sono i prodotti online che hanno attirato maggiormente l’attenzione degli italiani? Analizzando le 30 top ricerche del 2020 emergono tra i modelli di sigarette elettroniche più desiderati quelle dei brand GLO (oltre 2mila ricerche) e IQOS (circa 1,5mila). Anche coloro che utilizzano dispositivi moderni come le sigarette elettroniche preferiscono sapori tradizionali: accanto alle basi neutre (con o senza nicotina) i liquidi più cercati hanno aromi e retrogusto di tabacco (tra i più desiderati il Mexico e il Calliope di DEA). Tra gli accessori “classici” per fumatori l’attenzione si è concentrata sui prodotti fai da te: cartine (circa 12mila ricerche) e filtri (oltre 5mila) di varie dimensioni.

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21 nuove pietre d'inciampo a Roma in memoria delle vittime del nazismo

Nuova installazione 19-20 gennaio in rispetto misure anti-Covid

Legalità & Scuola Altre News
Chiudi Shoah: ricollocate a Roma pietre inciampo trafugate (ANSA) Shoah: ricollocate a Roma pietre inciampo trafugate

Dopo undici edizioni in cui sono state posizionate 336 pietre d'inciampo, per la dodicesima volta, martedì 19 gennaio e mercoledì 20 gennaio 2021 saranno installate a Roma 21 'Stolpersteine' in memoria di deportati razziali e politici. Quest'anno, rendono noto gli organizzatori dell'iniziativa Arteinmemoria sotto l'alto Patronato del Presidente della Repubblica, l'appuntamento avverrà nel rispetto delle regole stabilite dall'ultimo Dpcm, per cui le persone presenti alle installazioni avranno l'obbligo di indossare le mascherine e di mantenere le debite distanze.
    Curato da Adachiara Zevi, il progetto si avvale di un Comitato scientifico composto da Anna Maria Casavola, Annabella Gioia, Elisa Guida, Antonio Parisella, Liliana Picciotto, Micaela Procaccia e Michele Sarfatti; e di un Comitato organizzativo composto da Bice Migliau e Sandra Terracina.
    L'idea di Gunter Demnig risale al 1993 quando l'artista è invitato a Colonia per una installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. Sceglie il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto i deportati e vi installa altrettante "pietre d'inciampo", sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (10x10 cm.). Li distingue solo la superficie superiore, perché di ottone lucente. Su questa sono incisi: nome e cognome età, data e luogo di deportazione e, quando nota, la data di morte. I primi Stolpersteine sono stati installati a Colonia nel 1995; da allora questa straordinaria mappa della memoria europea si è estesa sino a includere oltre 50.000 pietre.
    Tra le pietre d'inciampo quest'anno quella dedicata alla memoria di Amelia Coen (Via Caserta, 4) una anziana signora portata via dalla sua casa durante il rastrellamento degli ebrei romani il 16 ottobre come Grazia Ajò, Mario ed Emma Di Veroli (Via Portico d'Ottavia, 9) quest'ultima una bambina di solo due anni assassinata il giorno dell'arrivo ad Auschwitz con sua madre, che avvertita dell'arresto della sua famiglia l'aveva raggiunta salendo sul camion dei deportati. Tra i martiri ricordati anche Mario Carucci (Vicolo del Gelsomino) militare paracadutista, Camilla Pavoncello, Clelia Pavoncello, Letizia Terracina (Via di S. Ambrogio, 30), e poi Domenico Ricci (Via Tor de' Schiavi, 50) impiegato Eiar, di famiglia antifascista, in contatto con i membri del Partito d'Azione e protagonista di atti di sabotaggio e di requisizione di armi presso l'aeroporto di Centocelle, il Forte Casilino e lo stabilimento di armi Breda, fucilato con i suoi compagni alle Fosse Ardeatine.
    Antonio Risi, (Via Malachite, 22) preso dai tedeschi e dai fascisti nel rastrellamento di Pietralata, Alberto Spizzichino, Costanza Di Porto, Norina Spizzichino, Armando Pace che saranno ricordati in Piazza San Cosimato, 63. (ANSA).
   

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Ralph Lauren e gli altri big della moda Usa in pista per l'insediamento Biden/Harris

Non e' business abituale in era Covid e dopo Capitol Hill

Lifestyle Moda
Chiudi US House of Representatives impeach US President Donald J. Trump for the second time (ANSA) US House of Representatives impeach US President Donald J. Trump for the second time

Fresco di polemiche per la copertina "troppo casual" di Kamala Harris su "Vogue", il mondo della moda torna in pista per l'Inauguration Day. Ma in un 20 gennaio diverso dagli altri - il centro di Washington blindato per timore di disordini, oltre 400 mila vittime dall'inizio del Covid - il fashion system e' stato al gioco, tenendosi in disparte per non suonare una nota stonata nel cerimoniale sottotono dell'insediamento. Non e' piu' business as usual: non ci sara' pubblico alle cerimonie, niente parata da Capitol Hill alla Casa Bianca e neanche, la sera, i balli inaugurali che per la capitale della politica rappresentavano l'equivalente del red carpet degli Oscar.
I vip della moda, cio' nonostante, sono al lavoro. La segretezza e' di rigore ma Joe Biden dovrebbe vestire Ralph Lauren, ha appreso il quotidiano di settore "Women's Wear Daily": l'abito del 20 gennaio sarebbe un esempio di "made in Usa", confezionato nella storica fabbrica Hickey Freeman a Rochester nello stato di New York. Quattro anni fa, nella stessa occasione, Melania Trump si presento' con un Ralph Lauren di panno double azzurro polvere che fu criticato da molti come "Jackie Kennedy vorrei, ma non posso". Ed ecco dunque che Jill Biden, spesso vestita da Lauren in passato (da ultimo alla Convention Democratica), per il suo primo giorno da First Lady starebbe guardando altrove. 
Tra gli stilisti che potrebbero vestire sia lei che la vicepresidente Kamala Harris, in pole c'e' Gabriela Hearst, nominata un mese fa direttrice artistica di Chloe, ma anche Wes Gordon designer di Carolina Herrera e poi Donald Deal, Christian Siriano, Prabal Gurung, LaQuan Smith, Oscar de la Renta e Brandon Maxwell. Per non sbagliare, Wwd cita anche Joseph Altuzarra, Vera Wang, Tory Burch, Tom Ford, Michael Kors, Christopher John Rogers e Victor Glemaud come i papabili per le "mise" della "prima" e della "seconda" famiglia.
Se sara' dunque un insediamento "all american", sara' anche, dal punto di vista della moda, un'occasione all'insegna dell'inclusione. "Fortunata" per aver avuto l'onore di disegnare una felpa Biden-Harris in vendita in questi giorni nel negozio virtuale del Comitato per l'Insediamento, l'uruguayana di nascita Hearst ha gia' vestito Jill per uno dei dibattiti presidenziali: "La ammiro perche' ha dedicato la vita al pubblico servizio". Mentre per LaQuan Smith, 32enne afro-americano di Queens, che ha presentato opzioni sia per la Biden che per la Harris, "con questo presidente ci sara' un cambiamento. Dunque e' un momento per celebrare, a dispetto dell'anno orribile che abbiamo passato"

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Studenti Erasmus puliscono un fiordo della Costiera amalfitana FOTO e VIDEO

A causa delle forti mareggiate, sulla battigia si erano accumulati diversi rifiuti

Ambiente & Energia Rifiuti & Riciclo
Chiudi Volontari stranieri ripuliscono il Fiordo di Crapolla (ANSA) Volontari stranieri ripuliscono il Fiordo di Crapolla

L'Area marina proteta di Punta Campanella, in penisola sorrentina e amalfitana, grazie a Project mare Erasmus, un gruppo di studenti stranieri ha ripulito il Fiordo di Crapolla, a Massa Lubrense. A causa delle forti mareggiate, sulla battigia si erano accumulati plastica, polistirolo, scarpe, vetro, barattoli e quant'altro. Gli studenti sono due tunisini, due lettoni, un portoghese, uno spagnolo, un francese e un croato. La spiaggia è sul versante della costiera amalfitana ed è raggiungibile solo via mare o attraverso un sentiero che insiste ai margini di una piccola cascata che arriva fino al mare.

Gli studenti resteranno nell’area marina fino al 6 aprile. Tante le attività che svolgono coordinati dall’Amp: presidio e monitoraggio nella Baia di Ieranto a bordo di canoe, progetti di educazione ambientale nelle scuole con il Cea (Centro Educazione Ambientale) Punta Campanella, la Pro Loco di Massa e la Capitaneria di Porto, forniscono informazioni sulle regole del parco a diportisti e turisti. Contemporaneamente gli studenti studiano la lingua e la cultura italiana, oltre a praticare kayak e snorkeling osservando le bellezze dei fondali del mare di Punta Campanella.

Studenti Erasmus puliscono un fiordo della Costiera amalfitana

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Covid: I casi 16.310, 475 le vittime, il tasso di positività sale al 6,3%

I nuovi dati del ministero della Salute, in calo di 2 unità i pazienti in terapia intensiva in Italia nelle ultime 24 ore

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Gente in strada a Torino, archivio (ANSA) Gente in strada a Torino, archivio

 Sono 16.310 i tamponi (compresi i test antigenici, conteggiati da venerdì) positivi al coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 475. Venerdì si erano registrati 16.146 nuovi casi e 477 vittime.

Sono 260.704 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in Italia nelle ultime 24 ore. Venerdì erano stati 273.506. Il tasso di positività è al 6,3%, in aumento rispetto al 5,9% di venerdì (+0,4%).

Sono in calo di 2 unità i pazienti in terapia intensiva in Italia nelle ultime 24 ore, nel saldo giornaliero tra ingressi e uscite, secondo i dati del ministero della Salute. Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva sono 170. In totale i ricoverati in rianimazione sono 2.520. I pazienti in area medica sono invece in diminuzione di 57 unità rispetto a venerdì, portando il totale a 22.784.

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Tornano i fine settimana senz'auto a Perugia

Dal 23 gennaio fino al 31 marzo

Motori Attualità
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Dal 23 e 24 gennaio fino al 31 marzo prossimo torna, come ogni anno, la chiusura al traffico all'interno del centro abitato di Perugia e di Ponte San Giovanni nei fine settimana, in attuazione di quanto richiesto dal Piano regionale della qualità dell'aria. I veicoli non potranno circolare dalle 8 alle 16, a meno che non siano vetture elettriche e ibride, alimentate a gas metano e Gpl, veicoli oggetto di deroga specifica (forze armate, polizia, pronto soccorso, vigili del fuoco, protezione civile, trasporto pubblico, trasporto disabili, auto mediche, pronto intervento, turnisti, trasporto merci deperibili e stampa, e altri), o non vi siano almeno tre persone a bordo. Solo in questi casi, infatti, è autorizzata la circolazione. È previsto, invece, il divieto permanente di accesso e circolazione per i veicoli Euro 0. 
   

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Fendi, c'è luce in fondo al tunnel

L'ottimismo del colore nella ricerca della nuova normalità

Lifestyle Moda
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'What is normal today?' si chiede Silvia Venturini Fendi nel brano creato da Alessio Natalizia - Not Waving che fa da colonna sonora al videoclip diretto da Nico Vascellari con cui Fendi presenta a Milano la collezione per il prossimo inverno. Una proposta che da una parte "riflette il momento in cui viviamo - racconta la designer - dall'altra vuole essere uno sguardo ottimista sul futuro". "Speriamo di poter tornare a essere insieme il prossimo inverno, con più gioia e buon umore" si augura la stilista, guardando al giorno in cui "avremo voglia di camminare per le strade con un cappotto o un piumino colorato, che ci facciano sentire protetti ma con una dose di colore terapeutica". E sono giubbini imbottiti, piumini, pantaloni in giallo, fucsia, azzurro quelli che chiudono lo show, a rappresentare un po' "la luce in fondo al tunnel". La collezione parte da toni neutri come l'avorio e il cammello, declinati in quelle proposte confortevoli e adatte allo smart working, diventate ormai quotidiane: giacche-camicia, maglie componibili, camicie pigiama, pantaloni di maglia, bermuda trapuntati, giacche e cappotti che occasionalmente rivelano la costruzione attraverso lampi e aperture o sono completamente reversibili. Poi arrivano cappotti e maglioni ricamati, montoni e pellicce intarsiate con le stampe-scarabocchio create dall'artista inglese Noel Fielding, abbinate a vestaglie e pigiama di seta con il piping, come se fossero abiti da notte e, infine, gli imbottiti trapuntati e coloratissimi, in un passaggio ideale tra presente e futuro, ma anche tra gli stati d'animo che "viviamo ogni giorno, passando dall'ottimismo al pessimismo in base alle notizie che ci arrivano. Il vaccino - dice Silvia Venturini - ci fa ben sperare e poi, se sei madre, nonna, devi vedere per forza la fine di questo incubo". In attesa di tempi migliori, "ognuno di noi - riflette la designer - per non perdere la ragione deve trovare la sua normalità". Per lei lo è stato recuperare il tempo, cimentarsi in cose nuove come la fotografia, e soprattutto rendersi conto che "si può vivere in maniera più semplice, senza isterismi, perché non siamo gli scienziati che studiano il vaccino". Per la moda, "la nuova normalità forse sarà non avere diktat, mantenere - conclude - l'individualità". Pensando a quando si tornerà a viaggiare, accessori che si rifanno al mondo del travel, proposti in miniatura: mini-bauli, zainetti come mini trolley, borse a mano come packaging. Un giro del mondo intorno a casa con stivaletti che si scompongono, diventando pantofole nel passaggio da fuori a dentro.

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Marisa Rodano, 100 anni di lotta per le donne, a lei si deve la mimosa dell'8 marzo

Militante antifascista e femminista, alle ragazzi di oggi dice 'non date per scontati i diritti'

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Un secolo di militanza antifascista e femminista. E’ la testimonianza di vita di Marisa Rodano, 100 anni il  21 gennaio, simbolo di lotta tenace e costante per le libertà di uomini e donne. Le donne, soprattutto. Per le quali non si è risparmiata sia nelle aule parlamentari sia nelle piazze, e alle quali ha donato un regalo prezioso, diventato emblema della Giornata internazionale della Donna: la mimosa. A lei si deve infatti questa fortunata scelta, ben 75 anni fa. Era l’8 marzo 1946.

“Era il primo 8 marzo che si celebrava nell’Italia ormai libera e la scelta della mimosa come fiore della Giornata Internazionale della donna venne da sé”. Tutto è avvenuto a Palazzo Giustiniani in una riunione del Comitato direttivo dell’Udi dove si discuteva della necessità di scegliere un fiore-simbolo: “Rammento che passammo in rassegna diverse possibilità: scartato il garofano, già legato al Primo maggio, esclusi gli anemoni perché troppo costosi, la mimosa sembrava convincente, perché, almeno nei dintorni di Roma, fioriva abbondante e poteva esser raccolta senza costi sulle piante che crescevano selvatiche. Fu così — è questo il fotogramma che rivedo — che disegnai un approssimativo rametto di mimosa con l'apposito punteruolo che incideva la cera, sul cliché, con il quale sarebbe stata ciclostilata la circolare per i comitati provinciali”. Lo racconta la stessa Marisa Rodano in un’intervista a Vittoria Tola, già Responsabile nazionale dell’Udi, in un libro prossima uscita (‘Mimosa in fuga’, ed. Carthusia), dove però non ama ostentare questa maternità: “Nel Lazio e nel Sud, dove la pianta cresce spontanea, spesso fiorisce assai prima dell'8 marzo. Quando ero dirigente dell’Udi di Roma, ne facevamo venire quintali e trascorrevamo intere giornate a dividerla e a farne mazzetti, era duro. Certo in quei giorni mi sarei ben guardata dal rivendicare con le mie compagne la maternità di quella scelta”.
La mimosa allora era anche il simbolo di lotta delle donne, mobilitate per i propri diritti, primo fra tutti il voto, e questo fiore gioioso veniva diffuso dalle donne, insieme ai volantini e al giornale ‘Noi Donne’, che a volte venivano fermate dalla polizia. “Mi ricordo che venivano sequestrati i mazzetti di mimosa, venivano fermate le donne. Ci organizzammo – afferma ancora Rodano - anche perché Giuseppe Di Vittorio, che allora era Segretario Generale della CGIL, facesse un giro per il comune di Roma ad offrire la mimosa alle donne”. 
Nata a Roma - per una curiosa coincidenza lo stesso giorno e lo stesso anno in cui Antonio Gramsci diede vita al Pci (partito in cui ha militato, insieme al marito, Franco Rodano) - Marisa Cinciari Rodano ha cominciato il suo attivismo come partigiana e antifascista (fu anche arrestata nel maggio 1943 e detenuta nel carcere delle Mantellate fino al 25 luglio), ha militato nel Movimento dei Cattolici Comunisti e nei Gruppi di difesa della donna (GDD). E’ stata fra le fondatrici dell’Udi (Unione donne Italiane, ora Unione donne in Italia) di cui è stata anche presidente. E, fra le tante cariche e partecipazioni, deputata (è stata la prima vicepresidente donna di Montecitorio), senatrice e europarlamentare. Ma è il suo sguardo al mondo femminile, all’emancipazione delle donne, il tratto distintivo della sua vita sociale. Un mondo che si sta organizzando per festeggiarla, come merita, in questo compleanno eccezionale.

Un mondo a cui lei ancora guarda con tanta attenzione: “Oggi le giovani pensano che i loro diritti ci siano sempre stati, ignorano completamente che c’è stata un’epoca nella quale bisognava lottare per conquistarli. Il meccanismo di dimenticanza negli ultimi 25 anni è troppo forte. La memoria è corta e resa anche più corta dai media e dal modo in cui si pensa e si comunica”. Poi, “non è un fiore che determina le lotte ma sono le lotte che determinano il significato del fiore”. Quando le si chiede come vede il futuro? Risponde: “Lottando come sempre”.

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Tra Ischia e Procida al via censimento dei cetacei

Le uscite di monitoraggio si svolgeranno da gennaio ad aprile a bordo di Jean Gab, il cutter di Oceanomare Delphis

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Chiudi Al via il monitoraggio invernale dei cetacei nell'Amp Regno di Nettuno (ANSA) Al via il monitoraggio invernale dei cetacei nell'Amp Regno di Nettuno

Scatta tra Ischia e Procida il monitoraggio invernale dei cetacei nell'Area marina protetta (Amp) "Regno di Nettuno". L'obiettivo è quello distudiare la distribuzione dei cetacei durante i mesi freddi e assicurare una conoscenza sistematica delle specie presenti nelle acque dell'area protetta. Il progetto è promosso dall'Amp con Oceanomare Delphis. Nell'area di studio sono presenti sette specie di cetacei; tra queste, capodoglio (Physeter macrocephalus) e delfino comune (Delphinus delphis) descritte come "minacciate" dalla Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

"Come in tutto il Mediterraneo - spiegano dall'Amp - le specie presenti in queste acque, sono soggette a pressioni di natura antropica che impatta questi animali sia a livello di singoli individui che di popolazioni. Per gli individui, i pericoli sono rappresentati principalmente dalle catture incidentali negli attrezzi da pesca e dalle collisioni accidentali con imbarcazioni. L'impatto sulle popolazioni è invece principalmente causato dalla degradazione dell'ambiente.

Inoltre, l'area di studio è soggetta ad una elevata concentrazione di traffico marittimo mercantile e da diporto che, oltre ad incrementare in maniera esponenziale il rischio di collisioni con i singoli individui, causa disturbo acustico al sofisticato apparato di produzione e ricezione dei suoni di cui sono dotati i cetacei".

Le uscite di monitoraggio si svolgeranno da gennaio ad aprile a bordo di Jean Gab, il cutter di Oceanomare Delphis attrezzato per la ricerca sui cetacei. Oltre al monitoraggio visivo e alla foto-identificazione degli animali, i ricercatori imbarcati utilizzeranno un sistema di idrofoni trainato in grado di captare le vocalizzazioni degli animali presenti nell'area.

"Avere nelle nostre acque mammiferi così carismatici ed importanti dal punto di vista ambientale è un vero e proprio privilegio. - sottolinea Antonino Miccio, direttore dell'Amp Regno di Nettuno - tutelarli e divulgare questa biodiversità, che costituisce un innegabile valore aggiunto per i nostri territori, sono precise due priorità per la nostra area marina protetta".

"La campagna di monitoraggio invernale dei cetacei nel Regno di Nettuno aggiungerà importanti e fondamentali informazioni utili alla migliore tutela e salvaguardia delle specie presenti", aggiunge Barbara Mussi, presidente di Oceanomare Delphis. Oceanomare Delphis Onlus svolge da 30 anni rilievi e censimenti sui cetacei nelle acque delle isole Flegree nel periodo primavera-autunno; grazie ai dati raccolti e poi pubblicati, nel 2017 la Marine mammal protected areas (Imma) task force dell'Iunc ha riconosciuto le acque di Ischia e Ventotene come Important Imma con delfino comune, tursiope, Tursiops truncatus, e balenottera comune, Balaenopteraphysalus, come specie chiave. La stessa designazione è stata conferita agli Arcipelaghi Campano e Pontino con capodoglio, Physetermacrocephalus, come specie chiave. Nel corso dei monitoraggi svolti da Oceanomare Delphis Onlus nell'area oggetto di studio sono stati fotoidentificati sinora 94 delfini comuni (Delphinus delphis), 97 capodogli (Physeter macrocephalus), 207 tursiopi (Tursiops truncatus) e 48 grampi (Grampus griseus).

Naturalmente gli individui presenti nelle acque del Regno di Nettuno sono molti di più: vanno considerati anche gli avvistamenti segnalati dai diportisti e di cui non si è in possesso di materiale fotografico. Inoltre è stata documentata la presenza di altre specie tra cui stenella striata (Stenella coeruleoalba), globicefalo (Globicephala melas), balenottera comune (Balaenoptera phisalus) e zifio (Ziphius cavirostris), megattera e pseudorca.   

( martino.iannone@ansa.it )

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Speranza, a Pfizer chiediamo il rispetto dei patti

L'azienda, piano per limitare ritardi vaccino a una settimana

Salute & Benessere Sanità
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"La campagna vaccinale italiana e' partita con il piede giusto, siamo a 1 milione 100mila dosi e il numero crescera' ancora, siamo il primo paese dell'Unione europea. Le cose si sono messe nel modo giusto, ma chiediamo a Pfizer di rispettare i patti, chiediamo serieta' e rigore": lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, durante un suo intervento a "Stasera Italia Weekend" su Rete 4. "Ci dicono che dalla prossima settimana si tornera' alla normalita' - ha aggiunto - ma siamo rigorosi e chiediamo che venga rispettato tutto nel dettaglio. La macchina ha bisogno di assoluta puntualita'".

Pfizer e BioNTech hanno annunciato "un piano" che dovrebbe ridurre a una settimana i ritardi nelle consegne del vaccino anti-Covid, che l'Europa temeva si prolungassero per 3-4 settimane. Il piano "permetterà di aumentare la capacità di produzione in Europa e di fornire molte più dosi nel secondo trimestre", si legge in un comunicato congiunto. "Torneremo al calendario iniziale di distribuzione all'Ue a partire dalla settimana del 25 gennaio, con un aumento delle consegne dalla settimana del 15 febbraio - prosegue la nota -. Per farlo, alcune modifiche al processo di produzione sono ormai necessarie".

 

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Dpcm, cosa si può fare fino al 5 marzo

Ok recarsi nelle seconde case anche fuori dalla propria Regione

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Chiudi Dpcm, cosa si può fare fino al 5 marzo (ANSA) Dpcm, cosa si può fare fino al 5 marzo

Per addolcire un po' il lockdown morbido che dal 17 gennaio vige di nuovo in quasi tutta Italia - con 2 regioni rosse e 12 arancioni - c'è il permesso di andare nelle seconde case. Palazzo Chigi ha chiarito che in base al nuovo Decreto del presidente del Consiglio (Dpcm) saranno raggiungibili anche fuori della propria regione. Lombardia e Sicilia, rispettivamente epicentro della pandemia nella prima ondata e nuovo scenario di diffusione del virus, si avviano al 'rosso' con spirito opposto.

Rosse la Lombardia, la Sicilia e  la Provincia autonoma di Bolzano. Cinque le regioni che restano in fascia gialla: Campania, Sardegna, Basilicata, Toscana e Molise, così come la Provincia autonoma di Trento. Tutte le altre saranno arancioni, per un Paese che in gran parte manterrà le restrizioni del periodo natalizio di fronte a una circolazione sempre molto minacciosa del virus. "Le ordinanze sono costruite sulla base di dati oggettivi e indirizzi scientifici - ricorda il ministro della Salute Roberto Speranza -. Hanno la finalità di contenere il contagio in una fase espansiva dell'epidemia. Per questo rispettarle è decisivo se non si vuol perdere il controllo del contagio".

E così fino al 5 marzo diffuse chiusure di attività commerciali, piscine e palestre, autocertificazioni per gli spostamenti, coprifuoco dalle 22 alle 5, asporto dai bar solo fino alle 18. Nelle zone gialle invece nei giorni feriali riapriranno i musei con accessi contingentati. Il divieto di spostamento tra regioni durerà fino al 15 febbraio, mentre un miraggio rimane al momento la zona bianca - con tutto riaperto -, nuova invenzione cromatica per la quale bisognerà aspettare un calo drastico della curva. Fanno eccezione le seconde case. Come anticipato dal Corriere della Sera, fonti di Palazzo Chigi hanno confermato che "è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione" e, diversamente dal decreto di Natale, non è specificato il divieto degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione, che si trovi in una regione in fascia gialla, arancione o rossa. L'unico limite riguarda il fatto che potrà spostarsi soltanto il nucleo familiare.

In Valle d'Aosta spostamenti consentiti dalle 5 alle 22 su tutto il territorio regionale, capoluogo compreso: è quanto prevede un'ordinanza del presidente della Regione Erik Lavevaz, dopo la collocazione in zona arancione. Intanto nell'ultimo giorno, giallo per tutti, prima della nuova stretta, nelle grandi città molta gente in strada, specie nelle regioni che da domani saranno arancioni o rosse. A Roma vigilia spensierata con gruppetti di turisti e sul litorale famiglie in gita. A Torino vie del centro affollate e calca sotto i portici, code fuori dai negozi e dehors dei bar al completo. Per Lazio e Piemonte arriva la zona arancione. In aumento i controlli delle forze dell'ordine. Sono 1.364 le persone sanzionate e 19 quelle denunciate ieri - in salita rispetto alla media del periodo -, secondo il ministero degli Interni. Sono stati controllati 16.274 attività o esercizi commerciali, 106 titolari sono stati sanzionati, 29 locali sono stati chiusi. Cifre sulle quali probabilmente incide la protesta dei ristoratori #ioapro. 

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Mercedes CLA 250e Shooting Brake, la SW sportiva e ibrida

Linea filante, tecnologia al top con MBUX e Energizing pack

Motori Prove e Novità
Chiudi Mercedes CLA 250e Shooting Brake (ANSA) Mercedes CLA 250e Shooting Brake

Le station wagon non sono di certo le preferite dal mercato ma nonostante ciò continuano ad avere ancora un certo appeal per chi è alla ricerca di spazio e versatilità. Se poi a tutto questo si aggiunge il lusso Mercedes e la sportività che da sempre contraddistingue del brand di Stoccarda, allora il divertimento è davvero assicurato.
La nuova CLA Shooting Brake strizza leggermente l'occhio alla sorella maggiore CLS, ma con prezzi decisamente più contenuti (si parte da circa 34mila euro) e con la possibilità di una declinazione ibrida plug in.


Rispetto alla versione precedente cambiano le proporzioni: 48 millimetri più lunga di prima, 53 più larga, ma 2 più bassa. .
L’abitacolo è caratterizzato da un'interfaccia utente intelligente e da un design decisamente accattivante. Dal frontale con il tipico “sharknose” alla fiancata ampia e pulita, il design presenta linee atletiche ma eleganti, mentre la coda è scolpita in modo discreto e offre alla CLA Shooting Brake un vantaggio importante in termini di funzionalità.


Con il suo stile raffinato ed esclusivo, la nuova CLA Shooting Brake, ora disponibile anche con la tecnologia EQ power ibrida plug in, è declinabile in quattro versioni: Executive, Business, Sport e Premium.
CLA Shooting Brake ha una presenza imponente sulla strada e un aspetto atletico da ogni prospettiva (grazie anche al coefficiente aerodinamico Cx 0,26) . Con i suoi 871 millimetri l'apertura di carico è nettamente più larga del modello precedente (che era di 635 mm). Inoltre il portellone posteriore può essere aperto anche senza mani, grazie alle funzioni Easy-Pack e Hands-Free Access.
Negli interni la nuova CLA Shooting Brake preserva l'atmosfera moderna, fresca e raffinata della Coupé, offrendo più spazio agli occupanti. Le funzionalità digitali di questo modello tecnicamente affine alla CLA sono integrate negli interni in modo innovativo, sia dal punto di vista tecnico che formale.
Grazie all’ MBUX (Mercedes-Benz User Experience) con sistema intelligente di assistenza per gli interni e riconoscimento vocale perfezionato, gestire un numero sempre maggiore di funzioni diventa più semplice e naturale.
A livello tecnologico, è possibile disporre dell'Energizing pack per un viaggio all'insegna del benessere, per un'interfaccia auto-utente ancora più diretta e immediata.


CLA Shooting Brake ha una presenza imponente sulla strada e un aspetto atletico da ogni prospettiva.
Questa versione vanta un consumo di carburante combinato di 1,6-1,4 l/100 km ed emissioni di CO2 combinate 37-33 g/km, con un consumo di energia elettrica combinato 15,5-14,8 kWh/100 km.
Al piacere di guida (elettrica) si combina l'idoneità all'uso quotidiano, con un’autonomia elettrica di 71-79 km (NEDC) ed una potenza elettrica di 75 kW. Insieme al motore a quattro cilindri da 1,33 litri garantisce una potenza complessiva di 160 kW (218 CV) e una coppia complessiva di 450 Nm.
Per la prima volta in Mercedes-Benz, il motore a combustione interna è avviato esclusivamente dal motore elettrico.
I nuovi modelli possono essere ricaricati con corrente alternata o continua. La ricarica in corrente continua da 24 kW richiede circa 25 minuti per portare il livello di carica dal 10 all'80%.
Insomma, con CLA Shooting Brake ibrida plug anche i lunghi viaggi diventano un’esperienza rilassante all’insegna del comfort e dello stile lounge che un brand come quello della Stella è sempre in grado di offrire ai suoi clienti.

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In auto con specchietto rotto per truffare automobilisti

A Caserta bloccato da Polizia dopo 'colpo' ai danni di anziano

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Girava per le strade di Caserta in auto con lo specchietto esterno lato passeggero rotto, per poter così truffare ignari automobilisti. Ma è stato sorpreso dai poliziotti proprio mentre trattava il risarcimento con una vittima; ed è finito in manette. Protagonista un napoletano di 40 anni, in trasferta a Caserta con un'auto con lo specchietto rotto; la vettura è stata segnalata più volte al 113, così un'auto del Reparto Volanti della Questura di Caserta si è messa sulle tracce dell'Audi, fino a rintracciarla in viale Lincoln.

Qui un poliziotto si è avvicinato al 40enne che aveva appena messo in atto la truffa dello specchietto ai danni di un anziano di 70 anni. "Mi hai rotto lo specchietto, mi devi pagare" diceva il truffatore al 70enne, piuttosto impaurito ma disposto a risarcirlo. Un testimone ha confermato che tra l'Audi e l'auto dell'anziano non c'era però stato alcun impatto, così è scattato l'arresto per il 40enne, accusato di truffa aggravata. 

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A Roma tornano attivi i varchi Ztl dal 16 gennaio

Centro Storico, Tridente, Trastevere, Testaccio e San Lorenzo

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Da sabato 16 gennaio 2021, i varchi della Zona a traffico limitato (Ztl) del Centro Storico, Tridente, Trastevere, Testaccio e San Lorenzo torneranno attivi secondo gli orari consueti. Lo rende noto il Campidoglio. Tutti i dettagli sono disponibili sul sito di Roma servizi per la mobilità: romamobilita.it.

L'Amministrazione capitolina ha, altresì, deciso che i varchi della Ztl potranno essere sospesi ogni qualvolta il Lazio entrerà in zona rossa per l'emergenza Covid-19. 

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Giornata Mondiale della Pizza: perché mangiarla ci rende… felici

Contribuisce a migliorare il nostro umore (a patto di non eccedere!)

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Dalla classica margherita alle versioni di fantasia (fichi e pecorino, scarola cruda e bufala, pesto e ricotta, baccalà e datterini, per citare alcune varianti moda): la pizza si ama. Il più iconico piatto della tradizione gastronomica italiana, ampiamente esportato nel mondo, è così trasversalmente apprezzato da meritare persino una ricorrenza ad hoc. La Giornata Mondiale della Pizza si celebra infatti ogni anno il 17 gennaio (data scelta in onore di Sant’Antonio Abate, patrono dei pizzaioli), a partire da quando, nel 2017, l’Arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano è stata riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale dell’umanità.

Bontà e semplicità: questi i “segreti” alla base del successo di questo prodotto simbolo della cucina del Bel Paese. Del resto, la pizza altro non è che un impasto di farina, acqua, sale e lievito, insaporito nella sua versione più classica da olio, pomodoro, mozzarella e basilico. Un piatto veloce, economico, gustoso e relativamente facile da riprodurre – come molti hanno sperimentato negli ultimi mesi, loro malgrado, improvvisandosi con alterni successi “pizzaioli” nei duri periodi di lockdown. Infatti, anche se impossibilitati a recarsi in pizzeria, la maggior parte degli italiani non ha voluto rinunciare al proprio appuntamento settimanale con questo gustoso piatto. Per abitudine, o perché rappresenta un alleato importante per la nostra serenità? La pizza, se consumata con moderazione, può in effetti contribuire a migliorare notevolmente il nostro umore. Non solo per la sua bontà o perché viene generalmente associata a momenti di convivialità in famiglia e con gli amici: il mix di nutrienti che la compongono, come i carboidrati complessi e le vitamine del gruppo B, oltre a regalare energia influenzano infatti la produzione dei neurotrasmettitori legati al benessere, regalandoci una sensazione di positività diffusa.

“La pizza è un alimento che può dirsi completo dal punto di vista nutrizionale, in quanto contiene carboidrati, la base della pizza, proteine, fornite per esempio dalla mozzarella, e lipidi, olio extra vergine. Quindi possiamo definirlo un buon alimento per fornirci i macro e micronutrienti importanti” commenta la Prof.ssa Silvia Migliaccio, endocrinologa di Top Doctors. Un ruolo cruciale è giocato dai carboidrati che, prosegue l’esperta, sono “macronutrienti importanti per fornire una quota di sostanze in grado di attivare una serie di meccanismi nel nostro organismo, inducendo un senso di benessere. In particolare, la presenza di triptofano nell’impasto della pizza, può svolgere un ruolo chiave nell’incrementare i livelli di serotonina, migliorando quindi il tono dell’umore”.

Insomma, la pizza fa bene alla nostra felicità. A patto, però, di non eccedere. “Nelle abitudini di molti italiani la pizza settimanale è un appuntamento fisso e quindi possiamo sostituirla ad un pasto senza problemi una volta alla settimana. Rischiamo di eccedere quando per esempio siamo in un regime ipocalorico per una situazione di sovrappeso o di obesità oppure quando si prende la pizza più frequentemente durante la settimana. È un alimento buono, completo, gratificante ma può anche essere molto ricco in calorie e quindi se assunto frequentemente ed in quantità superiori a quelle suggerite, può, se non compensato da un’attività fisica adeguata, aumentare il rischio di sviluppare obesità e patologie metaboliche” conclude l’endocrinologa. La parola d’ordine, quindi, come sempre, è non esagerare: restando nelle giuste quantità, e in assenza di patologie o intolleranze, la pizza è davvero adatta a tutti!

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L'uomo sempre più green riscopre la maglieria

Le tendenze da Pitti Uomo da Cucinelli a Herno nella stessa direzione

Lifestyle Moda
Chiudi Cucinelli FW 2021 2022 (ANSA) Cucinelli FW 2021 2022

Le tendenze dello stile che verrà, della nuova eleganza maschile per la stagione autunno/inverno 2021-22,  emerse da Pitti Uomo, forse a causa, o per merito della pandemia che ci ha costretti tutti a stare più a casa, fanno emergere un uomo nuovo dall'anima più green, più rispettoso dell'ambiente, attento alla qualità, alla provenienza e alla lavorazione dei capi che indossa. Ma anche alla eco-sostenibilità delle sue scelte, che in fatto di eleganza, privilegiano uno stile meno formale e ingessato, anzi decisamente più morbido, tendente all'homewear, vista la grande quantità di maglieria delle proposte del salone fiorentino.
Esempi di guardaroba centrati su questi temi sono le nuove collezioni di Cucinelli, che privilegia il cachemire e i colori naturali per giacche e piumini e sostituisce camicia e cravatta con il maglione dolcevita. Ma, anche Herno Globe che propone capi in materiali di ricerca decomponibili totalmente in discarica nell'arco di 5 anni. Lardini che presenterà la sua collezione in digitale su Pitti Connect il 21 gennaio, fa sapere che è in totale connessione con la natura: colori caldi (legno, verde foglia, arancio, zucca) e un desiderio di vivere più slow, cotoni naturali e nylon per i capi tecnici. Un riferimento all'arte di Giuliano Mauri. La linea Lardini by Yosuke Aizawa ha un mood classico e un design inovativo tipico dello stilista giapponese. Gabriele Pasini rende omaggio alla città di Modena, dove vive e lavora e dove aprì il suo primo negozio 25 anni fa. La collezione racconta la città in un viaggio cromatico interpretato da un mix di tessuti, colori e fantasie che rispecchiano il suo concetto di eleganza, in continuo dialogo con lo streetwear. Con il marchio Gran Sasso focus sulla maglieria. L'iconico Air Wool è proposto in lavorazioni a intarsio zig-zag, con rombi e trecce a contrasto. Morbidezza e volume intervengono sul nuovo tessuto in lana cotta a effetto rasato utilizzato per la giacca camicia e il bomber zip. La giacca in maglia si conferma capo must-have del guardaroba del nuovo maschio. Nelle versioni tinta unita e fantasia, è realizzata in Felted Cashmere, Rain Wool e Travel Wool. Filati all'avanguardia, dalle proprietà idrorepellenti, easy care e antimacchia. Lo stile leisure punta sul lato urban chic della tuta in cashmere e della felpa in Travel Wool. Atmosfere dei Mari del Nord da Paul & Shark con la serie Fisherman a base di maglioni ispirati a quelli di chi ogni giorno si misura con il freddo e la forza del mare. Realizzati con materie prime trattate per resistere a condizioni meteo estreme, questi capi assicurano allo stesso tempo comfort e durata nel tempo. Novità assoluta il pull Air, morbido e ultraleggero, proposto in lana riciclata. Da Pal Zileri la mission è coniugare tradizione e innovazione in un consolidato immaginario menswear. L'evoluzione dello stile e lo sviluppo delle collezioni prendono le mosse, a ogni stagione, da un'estetica basata sul perfetto equilibrio tra tendenze moda e i tradizionali canoni della moda maschile. Il green vince anche da Clarks Originals: realizzato in Portogallo, il Vegan Pack declina uno dei modelli più amati del brand anglosassone in un'ottica ecosostenibile. Basato sul classico mocassino Wallabee, si veste di una microfibra innovativa, vegan-friendly. Novità, il Tor Match interpreta atmosfere tennis retrò e cita l'anno 1825 sulla linguetta del tallone, una dedica alla storia della calzatura britannica. Costruite su una suola in crêpe certificata FSC, le tomaie sono in pelle lavorata in concerie dal ridotto impatto ambientale, mentre numerosi dettagli provengono da materiali di riciclo.

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Ecobonus 2021 auto e moto, dal 18 gennaio via a prenotazioni concessionari

Disponibili oltre 700 milioni di euro per l'acquisto di veicoli a basse emissioni

Motori Norme e Istituzioni
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Dal 1 gennaio 2021 sono disponibili oltre 700 milioni di euro per i cittadini per l'acquisto di veicoli a basse emissioni relativi sia alle categorie dei motocicli L1 (in pratica i motorini con cilindrata non superiore ai 50 cc) e delle auto M1 (con al massimo 8 posti a sedere) sia alla nuova categoria dei veicoli commerciali 'leggeri' di categoria N1. I concessionari, annuncia il ministero dello Sviluppo economico in una nota, potranno, a partire dalle ore 10 di lunedì 18 gennaio, accedere sulla piattaforma ecobonus.mise.gov.it per inserire le prenotazioni del contributo per veicoli M1, mentre è già possibile prenotare i contributi per la categoria L.

Ai contributi già previsti dalla legge di Bilancio 2019 e dai successivi dl Rilancio 2020 e dl Agosto 2020, spiega ancora il Mise, si aggiungono ulteriori risorse stanziate per il fondo automotive con la legge di Bilancio 2021. In particolare, i contributi concessi per le fasce di emissioni 0-20 g/km e 21-60 g/km sono rifinanziati con ulteriori 120 milioni di euro per tutto il 2021, portando l'ammontare odierno a 390 milioni di euro, essendo 270 milioni già stanziati. A queste risorse potranno aggiungersi i residui degli anni precedenti. Questa la suddivisione degli incentivi: 0-20 g/km: 6.000 euro con rottamazione e 4.000 senza rottamazione; 21-60 g/km: 2.500 euro con rottamazione e 1.500 senza rottamazione. Alle stesse due fasce potranno aggiungersi 2.000 euro con rottamazione e 1.000 senza rottamazione fino al 31 dicembre 2021, ed in tal caso è anche previsto uno sconto praticato dal venditore pari ad almeno 2.000 euro o 1.000 euro a seconda che sia presente o meno la rottamazione. Le due fasce di emissioni 61-90 g/km e 91-110 g/km sono state rimodulate in un'unica fascia 61-135 g/km (dal primo gennaio ci sarà infatti un nuovo ciclo di rilevazione delle emissioni), finanziata con 250 milioni di euro. Il precedente finanziamento è andato esaurito. La durata dell'incentivo pari a 1.500 euro è di sei mesi e sarà possibile usufruirne solo con rottamazione. Anche in questo caso all'incentivo si aggiunge uno sconto praticato dal venditore pari ad almeno 2.000 euro. Infine, è stato introdotto un nuovo incentivo sui veicoli commerciali leggeri N1 e M1 speciali, proporzionale alle emissioni e finanziato con 50 milioni di euro. La prenotazione di questi contributi da parte dei concessionari sulla piattaforma ecobonus sarà possibile nei prossimi giorni.

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Ristoratori protestano. Associazioni, per noi prima la legalità

Confesercenti, mai infrangere la legge. Fipe, non strumentalizzare la disperazione

Terra & Gusto In breve
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PESARO - "Finalmente si ricomincia, sono 4 mesi che non lavoriamo. Da stasera si ritorna nei nostri ristoranti, nei nostri bar, dentro le nostre attività. Lottiamo per questo". A dirlo all'ANSA è Umberto Carriera, il ristoratore di Pesaro che, sfidando tutti i Dpcm anti covid, ha lanciato l'iniziativa #ioapro, decidendo di riaprire "La Grande Bellezza", ristorante arroccato nel borgo di Mombaroccio, ormai diventato parte del Comune di Pesaro. "Non stiamo violando la legge - sostiene Carriera - ma stiamo obbedendo alla Costituzione". "Il nostro Paese è fondato sul lavoro, sulla libertà di impresa, sul rispetto per le persone e per gli altri.

Rispetto che da parte del Governo c'è poco", sottolinea. "È arrivata la seconda ondata, arriverà la terza, i ristoranti e le attività sono al collasso, i cittadini non ne possono più e il Governo è stato incapace di ogni programmazione", dice ancora Carriera. "Per questa sera siamo al completo, abbiamo ridotto i posti da 60 a 40, distanziando i tavoli di 2 metri", tiene a precisare. E aggiunge: "Indosseremo tutti le mascherine e c'è gel sanificante ovunque, rispetteremo tutte le regole, compreso il coprifuoco". Spiega che si attende controlli da parte delle forze dell'ordine: "Fanno il loro mestiere - dice - lo accoglieremo con gentilezza e potranno fare tutti i controlli che vogliono". Ma sulle eventuali sanzioni: "Faremo ricorso", conclude il ristoratore. 

Don Lisander Milano da sabato 16 gennaio aperto a clienti 
La protesta dei ristoratori italiani arriva anche al Don Lisander di Milano, storico ristorante nella centralissima via Manzoni aperto dal 1947. "Io apro" si legge in un cartello esposto all'entrata dell'esercizio, ma per oggi è un'apertura simbolica con luci accese, tavoli preparati, ma cucina chiusa, mentre invece da sabato 16 gennaio il locale sarà aperto ai clienti a pranzo e a cena e si registrano già delle prenotazioni. "La gente non ne può più, vuole uscire - ha detto Stefano Marazzato, proprietario del locale -. Mi devono spiegare perché all'autogrill si può andare e al ristorante no. Siamo ammassati alle poste o al supermercato, ma i locali devono rimanere chiusi". La richiesta del ristoratore è quella di capire il motivo per cui "alcune categorie devono essere massacrate e considerate responsabili di una pandemia, quando poi vengono create delle sacche di privilegio che possono continuare a percepire lo stipendio". Da domani, dunque, il Don Lisander sarà aperto: "Ho aderito con piacere all'iniziativa "io apro". È arrivato il momento di far vedere che l'intero settore dell'ospitalità deve essere preso in considerazione in maniera corretta. Non siamo il settore da penalizzare per arginare il virus, perché i fatti smentiscono le decisioni prese dal governo", ha continuato Marazzato. "Aprendo posso garantire un compenso ai miei dipendenti e anche ai fornitori. Bloccare il settore dell'ospitalità significa fermare un quarto del Pil italiano". Al proprietario del Don Lisander si sono uniti anche Monica Brioschi e Marco Fuzier, del ristorante Boeucc: "Noi non apriamo perché la nostra struttura è molto grande ed è una spesa impegnativa, ma appoggiamo Stefano al 100%" hanno raccontato. "Siamo vincolati alla nostra clientela che è molto business e con lo smart working il parco utenti è diminuito dell'80%: è difficile fare numeri così. Andiamo in appoggio dei colleghi e vedremo cosa accadrà nelle prossime ore.

Confesercenti, comprendiamo il disagio ma mai infrangere legge 
"Sicuramente comprendiamo il disagio della categoria perchè siamo tutti operatori ma le cose si cambiano rispettando la legge: non è infrangendola che si ottengono risultati" Così all'ANSA il presidente di Fiepet Confesercenti, Giancarlo Banchieri commenta la protesta di alcuni ristoratori che hanno deciso di tenere i locali aperti in serata. "Lunedì vedremo il ministro Patuanelli e chiederemo 3 cose: un cronoprogramma preciso per le riaperture, ristori consistenti e veloci e una riduzione dei costi strutturali, anche dopo almeno per un periodo: in particolare per abbassare un po'il costo del lavoro, sotto il profilo contributivo"

Fipe, non strumentalizzare disperazione
"Non rispettare la legge è la cosa più semplice ma che porta meno risultati, va bene per chi vuole, strumentalizzare la disperazione della categoria, disperazione che capiamo benissimo e condividiamo". Così Robeto Calugi, direttore generale di Fipe Confcommercio commenta con l'ANSA l'annunciata protesta dei ristoratori di stasera. Si tratta di un errore per 2 motivi, spiega" perchè espone gli operatori a rischi importanti con denunce penali e perchè è un boomerang con qualcuno che potrebbe farne facile uso per imputare qualcosa alla categoria"
Lunedi nell'incontro delle associazioni di settore con il ministro Patuanelli, presenteremo "un piano per la ripartenza", annuncia Calugi. Si tratta, spiega di "un documento condiviso con Confesercenti nel quale chiederemo di intervenire seriamente sul tema degli affitti; sui ristori che devono essere calcolati su base annuale; sul problema della liquidità : proposte concrete, operative e tecniche con una dignità normativa che possono trovare immediato accoglimento nel dl Ristori 5. E chiederemo anche di essere certi che alla voce turismo il Recovery comprenda tutto il settore dei pubblici esercizi, della ristorazione e dell'intrattenimento".

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Kia, diventa fornitore di servizi e mobilità sostenibile

Song, Ceo:'800mila EV nel 2030 senza dimenticare motori termici'

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Chiudi Kia, diventa fornitore di servizi e mobilità sostenibile (ANSA) Kia, diventa fornitore di servizi e mobilità sostenibile

Dopo la spettacolare presentazione con centinaia di piro-droni che trasportando fuochi artificiali 'intelligenti' hanno disegnato il nuovo logo di Kia, la Casa coreana ha rivelato oggi nuovi particolari della propria strategia che la porterà ad evolversi dal ruolo di tradizionale car maker verso la sua nuova missione di ideatore e fornitore di nuove soluzioni di mobilità sostenibile. Come ribadisce il nuovo slogan del marchio 'Movement that inspires' e dalla scomparsa della parola Motors dalla precedente ragione sociale, Kia si allontana dal modello di business basato esclusivamente sulla produzione tradizionale.

''In Kia crediamo che il trasporto, la mobilità e il movimento siano un diritto umano - ha detto Sung Song, presidente e Ceo di Kia Corporation - La nostra visione è creare soluzioni di mobilità sostenibile per i consumatori, la comunità e la società a livello globale. Oggi iniziamo a mettere in atto questa visione con il lancio del nostro nuovo brand e della nuova strategia per il futuro''.

Come ben descrive il video di presentazione di 'Kia New Brand Showcase' sul canale Youtube di Kia Worldwide (https://youtu.be/U67RlX9ibfo) la nuova missione di Kia si concentra sul voler ispirare e stimolare i consumatori attraverso l'esperienza di prodotti e servizi forniti dal brand.

Una strategia che pone al centro 'il movimento', fattore alla base dello sviluppo umano. Kia punta dunque a consentire il progresso umano fornendo spazi in auto innovativi, nuovi entusiasmanti prodotti, nonché servizi utili e convenienti, che soddisfino ed ispirino i clienti e consentano loro di avere più tempo da dedicare alle attività che amano di più.

''Il movimento è sempre stato al centro dell'attenzione del nostro marchio - ha sottolineato Artur Martins, senior vice president, head of global brand & customer - e la mobilità delle persone al centro della nostra attività. Il movimento aiuta l'umanità a progredire, migliorare e ad evolversi costantemente.

Ecco perché in Kia crediamo che il movimento ispiri anche la genesi delle idee''.

Oggi i consumatori sono sempre più alla ricerca di forme di trasporto flessibili, rispettose dell'ambiente e integrate. E Kia oggi e domani - è stato ribadito - è e sarà pronta nel soddisfarli. La nuova strategia del marchio Kia vuole rispondere e dare forma a queste mutevoli aspettative, sviluppando una gamma di prodotti e di servizi finalizzati a rispondere alle esigenze dei clienti sui mercati di tutto il mondo. Le azioni di Kia sono racchiuse nella strategia a lungo termine, denominata Plan S, annunciato nel 2020.

Tra gli obiettivi vi è la diffusione dei modelli elettrici a batteria (BEV) con la previsione di rafforzare la gamma di con l'introduzione di sette nuove auto entro il 2027, tutte sviluppate sulla nuova piattaforma modulare elettrica globale (E-GMP) sviluppata da Hyundai Motor Group. Come ha specificato Sung Song, presidente e Ceo di Kia Corporation, le previsioni sono di produrre 500mila BEV all'anno nel 2027 e salire a 800mila nel 2030.

Questi nuovi modelli includeranno una gamma di veicoli, suv e monovolume in diversi segmenti, tutti equipaggiati con una tecnologia di riferimento volta a garantire la massima autonomia possibile con ricarica ad alta velocità. Kia sta inoltre sviluppando una gamma di nuovi veicoli commerciali basati su piattaforme flessibili denominate 'skateboard' e caratterizzate da strutture modulari progettate per soddisfare le richieste specifiche di clienti aziendali e flotte.

Sung Song ha però anche confermato che Kia continuerà a sviluppare i motori benzina e diesel, questo perché é presente in 190 mercati in tutto il mondo e l'obiettivo dell'azienda è soddisfare le specifiche esigenze di ogni cliente con soluzioni ad alta tecnologia.

La prima delle elettriche di nuova generazione di Kia verrà presentata nel primo trimestre del 2021. Basata sulla rivoluzionaria piattaforma E-GMP, questo crossover - primo modello a livello mondiale ad adottare il nuovo logo Kia - offrirà un'autonomia elettrica di oltre 500 chilometri.

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Xylella: Nano-vettori hi-tech riducono la carica batterica

Primi risultati positivi dal progetto "Demetra"

Terra & Gusto Mondo Agricolo
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BARI - Nano vettori hi-tech per traghettare fertilizzanti e formulati capaci di contenere il batterio che ha fatto strage di milioni di ulivi in Puglia. Sono i promettenti risultati (illustrati in un webinar) del progetto "Demetra", dedicato al design e alla sperimentazione di tecnologie innovative per contrastare l'avanzata di Xylella, durato due anni (si concluderà a febbraio) e che ha coinvolto 4 enti di ricerca e 4 aziende.

Ricercatori ed agronomi - riferisce una nota - hanno fatto il punto dello stato dell'arte del progetto. Un dato incoraggiante su tutti: i nano-vettori hi-tech sembrano avere un ruolo importante nel contenimento o addirittura nella riduzione di xylella fastidiosa.

In particolare, Enza Dongiovanni del Centro di Ricerca, Sperimentazione e Sperimentazione in Agricoltura (CRSFA) "Basile Caramia", ha illustrato i risultati riguardanti la sperimentazione in campo (a Surbo e a Gallipoli) delle nanoparticelle di carbonato di calcio sulle quali è stato adsorbito un prodotto naturale, selezionato per la sua nota attività antimicrobica. Le prove sono state condotte confrontando alberi infetti non trattati, con alberi infetti trattati con nanoparticelle di carbonato di calcio "nude" ed alberi infetti trattati con nanoparticelle col prodotto. I primi risultati hanno dunque rilevato una riduzione della carica batterica nelle piante trattate, per questo si proseguirà con la sperimentazione per avere maggiori dati empirici.

Ed ancora, la riduzione della carica batterica grazie all'uso di fertilizzanti organici su un oliveto di Surbo colpito da Xylella è stata rilevata dalla sperimentazione di cui hanno parlato gli agronomi Filippo Piacente e Carlo Alberto Antoniazzi di "Ebf".

Parallelamente alle prove in pieno campo, prove sperimentali sono state eseguita presso il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell'Università della Tuscia, in provincia di Viterbo, area indenne da xylella, dove il professor Giorgio Mariano Balestra di "Dafne" ha coordinato prove in vaso anche esse dai risultati incoraggianti.

Della produzione industriale dei vettori-hi tech per traghettare nelle piante bio molecole anti xylella ha infine parlato la dottoressa Alessandra Truppi dell'azienda Tct Nanotech.

L'incontro on-line è stato moderato dal professor Giuseppe Ciccarella, del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali e UdR INSTN di Unisalento, coordinatore tecnico-scientifico di "Demetra".

"Il grande valore del progetto, al di là dei risultati delle sperimentazioni, è stato quello di mettere insieme vari enti di ricerca - commenta Ciccarella - un grande sforzo sinergico per una battaglia comune che è la lotta a xylella. I risultati sono incoraggianti: le prove con nano-formulati hanno rilevato una batteriostasi, se non proprio una diminuzione della carica batterica ma dobbiamo essere cauti perché occorrono ulteriori sperimentazioni che porteremo avanti nei prossimi anni". 

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Suzuki Katana, una spada senza tempo

La casa giapponese rilancia in chiave heritage uno dei suoi classici. A confronto la versione 2018 con quella del 1980

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Katana, come si sa, era la spada dei Samurai. Nel 1980 la Suzuki sceglie questo nome per lanciare la sua ultima novità, la Katana 1100-750, una moto dal design avveniristico, fin troppo in anticipo sui tempi.

Nel 2017 da un progetto della Engines Engineering su disegno dell’italiano Rodolfo Frascoli, anche con la collaborazione della rivista Motociclismo, nasce una sorta di proposta-revival, esposta in anteprima a EICMA 2017. Il successo dell’idea ha indotto la Suzuki a lanciare la nuova Katana, qui provata nella versione Jindachi (dotata di alcuni accessori speciali come lo scarico Yoshimura e il cupolino maggiorato).
Operazione riuscita? Finora per la verità il mercato italiano ha reagito in maniera tiepida, forse perché la nuova motocicletta appare meno “di rottura” rispetto all’antenata. La linea del modello 1980, infatti, era avanti dieci anni rispetto alla concorrenza (frutto della matita del designer tedesco Hans Muth), e se avesse avuto anche il monoammortizzatore posteriore avrebbe fatto invecchiare le concorrenti di altri dieci anni. Inoltre appariva come una maxi estrema da 250 all’ora.

SUZUKI KATANA A CONFRONTO


L’attuale Katana invece si presenta più come una naked originale che come una vera superbike. Scelta certamente voluta dal marketing Suzuki ma che annacqua un po’ le potenzialità del progetto. Bisogna riconoscere infatti che, sistemi elettronici di controllo del telaio e del motore a parte, la filosofia del quattro cilindri di Hamamatsu resta la stessa: potenza esplosiva in alto, ottima coppia, erogazione vellutata e costante. Certo, nel 1980 queste doti erano un’esclusiva importante, oggi un po’ tutte le maxi offrono questo tipo di comportamento ai piloti.
Tuttavia il motore della nuova Katana, derivato dal modello 1000 K5 che equipaggiava la GSX-R 1000 del 2005, si rivela particolarmente adatto all’uso turistico-sportivo: sorvegliato da un efficiente controllo di trazione, consente un andamento aggressivo in curva, grazie alle ottime doti del telaio e dei pneumatici di primo equipaggiamento. Un’altra dote importante è la posizione di guida, molto comoda per una naked sportiva: offre sempre gran controllo e nello stesso tempo non affatica. Solo discreta invece l’ospitalità per il passeggero. Diverso il discorso negli spostamenti autostradali: in questo caso il riparo aerodinamico è ridotto, un po’ come accadeva per l’antenata, una delle prime moto ad adottare un’unghia aerodinamica sul faro anteriore e il dispositivo anti-dive alla forcella.
Naturalmente la scelta tra queste due moto, l’attuale o la progenitrice, dipende molto dall’uso che se ne intende fare. Stabilito che nessuna delle due appare adatta ai lunghi viaggi, per innati limiti strutturali soprattutto legati al trasporto dei bagagli, si può dire questo: la nuova Katana consente sempre andature di tutto rispetto e soprattutto quella dolcezza e fluidità propria delle moderne motociclette; inoltre ha una tenuta di strada da vera maxisportiva e risponde alle ultime normative antiinquinamento. La Katana d’epoca ha invece altre frecce al suo arco: innanzitutto - se in ottime condizioni - è destinata a rivalutarsi nel tempo; inoltre permette di presentarsi con un oggetto esclusivo alla varie rievocazioni e nei club di moto d’epoca; ma soprattutto è ancora perfettamente adatta a gite e spostamenti amatoriali, senza far rimpiangere più di tanto le moto attuali (Abs a parte). E la differenza di prezzo tra una moto nuova e una d’epoca non è poi così enorme: una bella Katana d’epoca si trova tra i 5.000 e gli 8.000 euro, quella moderna parte da un listino di 14.000 euro, ma cercando presso i concessionari si possono trovare buone occasioni a km zero ben più economiche.

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Mobilize braccio operativo di Renault per soluzioni mobilità

Presentata nuova mini vettura elettrica a 2 posti EZ-1 Prototype

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Nel corso della conferenza tenuta ieri da Luca de Meo, Ceo del Gruppo Renault, per presentare l'ampia strategia di rilancio e razionalizzazione definita 'Renaulution', è stato dato ampio risalto a Mobilize, una delle quattro nuove business unit create dal Gruppo e destinata a proporre servizi di mobilità, energia e dati anche ad altre marche e partner, avvalendosi dei migliori ecosistemi aperti.


Mobilize - che riunisce le attività del Gruppo Renault in questi ambiti sfruttando le competenze di RCI Bank and Services a livello di finanziamenti e strumenti di gestione ed ottimizzazione delle flotte - risponde alle nuove esigenze degli utenti e fa emergere ecosistemi energetici sostenibili, in conformità con l'obiettivo del Gruppo Renault di raggiungere zero emissioni e con la sua ambizione di accrescere il valore dell'economia circolare.

Anche se con il brand Mobilize è stato mostrato ieri un veicolo elettrico (la microvettura EZ-1 Prototype per 2 persone) le attività di questa business unit non si fermano all'automobile.

La Marca proporrà nuove soluzioni di trasporto di passeggeri e beni dal punto A al punto B, con o senza auto, realizzando partnership e nuovi ecosistemi aperti per ottenere un significativo vantaggio in termini di tempi ed economie di scala. Ciò aiutera, al tempo stesso, il settore automotive a raccogliere e risolvere le principali sfide, come ridurre la differenza tra l'utilizzo e il costo del veicolo quando le auto restano inutilizzati per il 90% del tempo o, ancora, migliorare il valore residuo per evitare che un'auto di deprezzi del 50% dopo tre anni.

''Siamo entusiasti all'idea di accompagnare la trasformazione del mondo automotive che passa dalla proprietà all'utilizzo, quando e dove se ne ha bisogno - ha dichiarato Clotilde Delbos, direttore generale di Mobilize - Oltre al settore automotive, Mobilize proporrà un'ampia gamma di servizi innovativi nei settori della mobilità, dell'energia e dei dati. Grazie a tanti partner, cerchiamo sempre di massimizzare l'utilizzo dell'auto per percorsi semplificati, più sostenibili e accessibili per i passeggeri e i beni, riducendo, al tempo stesso, l'impatto ambientale''.

In particolare Mobilize EZ-1 Prototype anticipa quella che sarà una nuova soluzione di mobilità urbana progettata per un utilizzo condiviso. Persino la sua commercializzazione sarà innovativa, in quanto gli utenti pagheranno solo per l'utilizzo che ne faranno, in base a criteri di tempo o chilometraggio.

Questo veicolo connesso propone un accesso senza chiavi e interagisce con gli utenti tramite il loro smartphone. Minivettura elettrica compatta e agile per 2 persone Mobilize EZ-1 Prototype è lunga solo 2,3 metri e ha un ingombro complessivo minimo. E' dotata di un innovativo sistema di cambio della batteria, e quest'alternativa alle infrastrutture di ricarica tradizionali consente l'utilizzo non stop del veicolo.

Mobilize EZ-1 Prototype è realizzata nel rispetto dei principi dell'economia circolare. È prodotta al 50% con materiali riciclati e, a fine vita, sarà riciclabile al 95% grazie agli impianti della Re-Factory del Gruppo Renault a Flins.

Questo primo veicolo è la conferma dei grandi vantaggi competitivi di cui Mobilize dispone per entrare nel mercato della mobilità. Fa leva sulle competenze del Gruppo Renault nella progettazione e produzione di veicoli e sulla sua leadership in Europa in materia di auto elettriche. Potrà quindi proporre diversi modelli ad hoc, modulari, robusti, 100% elettrici e progettati per un uso intensivo, che risponderanno alle nuove esigenze della mobilità per essere utilizzati su percorsi con conducente, col car sharing, per le consegne dell'ultimo miglio e ancora per trasporti on demand.

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Pesce a tavola senza ristoranti, app e chat per cucinarlo

Fedagripesca, acquisti più ragionati anti-spreco

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ROMA - Impazzano sul web tutorial e app per imparare a cucinare il pesce a casa scoprendo nuove ricette, come anche le chat tra amici e parenti per confrontarsi su cotture e fumetti. Cresce, infatti, la voglia degli italiani di cimentarsi ai fornelli stimolata dalla prolungata chiusura dei ristoranti in buona parte dell'Italia. Già durante le feste di fine anno del resto, 5 italiani su 6 hanno consumato a casa più prodotto ittico rispetto al passato, come rivela all'ANSA un'indagine di Fedagripesca-Confcooperative. E questo grazie anche a prodotti semi-preparati, semplici da cucinare, proposti dalle pescherie e dalle consegne a domicilio organizzate spesso anche dagli stessi pescatori.

A cambiare è anche il modo di fare acquisti, sottolinea l'associazione, più ragionati per evitare sprechi economici ed alimentari. Il numero ridotto dei commensali impone pezzature più piccole di pesce, cotture in padella e al forno ideali anche per i meno esperti. La pandemia, fa notare l'associazione, ha messo in evidenza come produzione e consumo dipendano eccessivamente dal canale della ristorazione. Da qui l'impegno di consentire al consumatore di trovare pesce italiano sui banchi delle pescherie e della grande distribuzione. E c'è chi come l'Organizzazione dei produttori di Viareggio si è messa in moto da tempo per portare a casa il pescato del giorno, ma su richiesta anche basi di sughi e preparati. Mentre ad Anzio il ristorante 'Bottega Capolei' che stila il menu in base a quello che offre il mare giorno per giorno, ha scelto di mantenere la formula solo del servizio al tavolo, negli orari e nei tempi stabiliti senza delivery, perché "siamo una sorta di bottega didattica, ci piace far conoscere quello che portiamo nel piatto, per fare questo il rapporto diretto con il cliente è fondamentale". 

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Zegna, con la pandemia reset del guardaroba maschile

Per Sartori 'uomini non vorranno più essere costretti'

Lifestyle Moda
Chiudi Zegna basckstage (ANSA) Zegna basckstage

"Non è questione di se, ma di quando" dice Alessandro Sartori, direttore artistico di Zegna, per raccontare come la pandemia che ha stravolto le nostre abitudini abbia dato il via a un cambiamento radicale del guardaroba maschile che, inevitabilmente, non sarà più come prima, nemmeno quando torneremo a girare senza mascherina. "Alcune cose sarebbero successe in 10 anni, ci siamo arrivati ora" riflette il designer, spiegando che questo momento storico "è uno step che ti proietta in un'altra dimensione". Ormai abituati a fare meeting da casa, "gli uomini non vorranno più essere costretti, cosa che succede già adesso".
La rivoluzione forzata dei ritmi è arrivata negli armadi, dando vita a un totale reset, parola chiave della collezione Zegna per il prossimo inverno, che ha aperto la breve edizione di sfilate (solo online) milanesi dedicate alla moda maschile. Lo stesso Sartori, di fronte al suo guardaroba, si è accorto, come tanti, che quello che offriva non era più adatto alle esigenze di oggi: "ho un sacco di camicie classiche e non so che farmene, invece - racconta - mi sono accorto di non avere abbastanza maglieria". Dalla consapevolezza che, dopo la pandemia, "non tornerà il tailoring di prima", è nata la necessità di "reinventare qualcosa di più utile al domani". E lui lo ha fatto puntando tutto sul tessuto, un jersey di puro cashmere infeltrito e reso elastico che, proposto in diversi pesi, dà vita a short jacket, pantaloni stile jogging, giacche a 2 bottoni, tutti fluidi e morbidi, senza interni, spalline, cuciture ingombranti. Un guardaroba modulare che mette al centro la maglieria e si declina anche in taglie piccole, pensate per essere indossate da lei, come avviene nel video di lancio della collezione, girato tra i grattacieli di Assago e l'università Bocconi, tra interno ed esterno, a rappresentare l'anima della collezione, che trasporta lo sportivo nel formale. Ed ecco le giacche da lavoro in cashmere annodate come accappatoi, le maglie indossate al posto delle camicie, le pantofole in jersey con la suola delle sneakers, i pull di pelle da mettere come giacconi, i blazer con collo a scialle, i capispalla tagliati a kimono, i completi confortevoli come un pigiama. Uno sguardo al futuro, come quello di Gildo Zegna: "abbiamo finito l'anno meglio di come pensavamo, riuscendo a difendere il miliardo di fatturato, che era il mio obiettivo, e - dice l'ad del gruppo - siamo pronti al riscatto, che sicuramente arriverà nel 2022. Il nostro motto per il 2021 è che non sarà peggio del 2020. Intanto affrontiamo un cambio di 'business model' epocale di cui Alessandro è un antesignano. Vestiremo stile Silicon Valley, con lui come lei e il dentro come il fuori, ma intanto partiamo con la serenità di essere sopravvissuti, anche grazie al nostro essere specialisti nel tessile di alto livello, che è un modo di proteggere il made in Italy". Zegna è convinto che "grazie alla crisi di Londra, Milano diventerà un epicentro economico sempre più importante, come italiani vediamo sempre le cose in modo negativo, ma c'è gente che sta peggio di noi. Abbiamo la capacità e le risorse - conclude - per venirne fuori".
   

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Mercedes-AMG GT 73 Hybrid, 800 Cv e 0-100 in meno 3 secondi

Collaudi finali per nuova versione hot con 1000 Nm di coppia

Motori Prove e Novità
Chiudi Mercedes-AMG GT 73 Hybrid, 800 Cv e 0-100 in meno 3 secondi (ANSA) Mercedes-AMG GT 73 Hybrid, 800 Cv e 0-100 in meno 3 secondi

La Stella a Tre Punte si appresta a sferrare un colpo 'decisivo' alle rivali nel segmento delle coupé quattro porte di lusso ad altissime prestazioni, che vede in questo momento il predominio della Porsche Panamera Turbo S E-Hybrid. Secondo quanto anticipa il magazine specializzato Autoevolution, sarebbero in una fase finali i collaudi della Mercedes-AMG GT 73 Hybrid, una poderosa plug-in che riprende stile e architettura della attuale AMG GT 63 Coupé. Quest'ultimo modello, va ricordato, è nato nel 2018 ispirandosi alla GT Concept mostrata al Salone di Ginevra del 2017. Il passaggio dalla attuale sigla 63 al 73 del prossimo modello, anche se apparentemente irrilevante, s'identifica con un deciso balzo in avanti rispetto alla GT Coupé, soprattutto in funzione della 'lotta' con la Panamera Turbo S E-Hybrid. Mentre la coupé 4 posti di Porsche mette a disposizione 680 Cv e 850 Nm di coppia, la nuova Mercedes-AMG GT 73 Hybrid dovrebbe montare una versione aggiornata del V8 biturbo da 4,0 litri (accoppiato alla 'macchina' elettrica del sistema ibrido) capace di far salire l'erogazione di potenza a 800 Cv e di assicurare una coppia massima di ben 1.000 Nm. Autoevolution aggiunge, sulla base di informazioni non ufficiali provenienti dalla Casa tedesca, che la grande novità dello schema tecnico della Mercedes-AMG GT 73 Hybrid dovrebbe essere l'integrazione del motore elettrico nell'asse posteriore. Ciò permetterebbe di inviare la sua potenza direttamente alle ruote (come avviene nei modelli 100% elettrici) anziché il lungo albero di trasmissione, soluzione utilizzata quando il motore elettrico è integrato nel cambio. La batteria agli ioni di litio dovrebbe fornire un'autonomia completamente elettrica di circa 50 km, ma questa prerogativa sembra avere una relativa importanza visto che l'elettrificazione in questo caso è finalizzata a far scattare l'auto come una vettura da competizione, con una accelerazione 0-100 che potrebbe essere inferiore a 3 secondi.

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Jaguar C-Type, torna in scena grazie a Ecurie Ecosse

Scuderia scozzese utilizza telai originali con motore Jaguar XK

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Torna in scena la leggendaria Jaguar C-Type, ma è firmata Ecurie Ecosse. Per gli appassionati di auto sportive anni '50, ci sono pochi veicoli più ricercati dell Jaguar C-Type, oggi nuovamente protagonista grazie alla scuderia scozzese di Ian Stewart che ha deciso di ridare vita a sette telai gemelli di C-Type. I modelli saranno realizzati a Coventry, nello stesso edificio che all'epoca ospitava la produzione Jaguar. Il telaio e la carrozzeria saranno costruiti a mano da artigiani e sotto al cofano prenderà posto il motore della Jaguar XK. La carrozzeria, proprio come l'originale C-Types, sarà realizzata in alluminio sottile montato su un telaio che consentirà di fare fede alle forme originali. Ecurie Ecosse ha però apportato alcuni miglioramenti, a partire dall'alimentazione potenza del motore che è stata aumentata a 4,2 litri, con 300 cv. Più grandi anche i freni, per gestire la potenza extra. Ecurie Ecosse ha completato la prima auto, ma non è dato sapere quando arriveranno le altre gemelle. 

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Ford aumenta le vendite in Cina del 6,1%

Venduti 602.627 veicoli nel 2020

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La Ford ha venduto 602.627 veicoli nell'area della grande Cina nel 2020, con un aumento del 6,1% su base annua, secondo le fonti di Ford citate mercoledì scorso dal quotidiano Detroit News.
    La casa automobilistica statunitense, con i suoi partner cinesi in joint venture, ha venduto 190.916 veicoli nel quarto trimestre del 2020, con un aumento del 30,3% su base annua e il terzo trimestre consecutivo di crescita delle vendite.
    I marchi Ford, Lincoln e Jiangling Motors Company (JMC) della casa automobilistica hanno tutti raggiunto una crescita a due cifre anno su anno nel quarto trimestre, pari rispettivamente al 24,7%, 74,9% e 28,2%.
    Le vendite di veicoli commerciali sono aumentate del 31,4% nel quarto trimestre e del 15,4% nell'intero 2020, trainate dalla forte domanda del popolare furgone Ford Transit e dalla crescita delle vendite e dei pick-up di veicoli commerciali a marchio JMC.
    "I risultati positivi riflettono il mix di prodotti favorevole della società che si allinea più fortemente con le preferenze dei consumatori cinesi per SUV e veicoli di lusso", ha dichiarato Ford nel rendere noti i risultati.
    La società intende "rafforzare questo slancio con una strategia vincente che ottimizzi il nostro mix di prodotti e localizzi la produzione di veicoli Ford e Lincoln di classe mondiale per soddisfare la crescente domanda dei clienti cinesi", ha affermato in un comunicato Anning Chen, presidente e amministratore delegato di Ford China.
    Negli ultimi anni, le vendite di Ford nell'area della grande Cina sono state frenate dalla mancanza di domanda a causa di una proposta non al passo con i tempi. In risposta, la casa automobilistica con sede a Dearborn ha lanciato la sua strategia Ford China 2.0 per accelerare il passaggio alla sua gamma e creare un numero maggiore di veicoli di produzione locale con maggiore risonanza per i clienti nella regione.
    In confronto, le vendite di veicoli Ford negli Stati Uniti sono diminuite del 15,6% nel 2020. Nel frattempo, General Motors ha venduto 2,9 milioni di veicoli in Cina nel 2020, in calo del 6,2% rispetto al 2019, secondo quanto riportato dal Detroit News. (ANSA-XINHUA).
   

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Aprilia Tuono V4, dalla strada alla pista come una superbike

La più estrema è Factory con sospensioni semiattive Öhlins

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Chiudi Aprilia Tuono V4, dalla strada alla pista come una superbike (ANSA) Aprilia Tuono V4, dalla strada alla pista come una superbike

Anteprima mondiale per la nuova Aprilia Tuono V4 che è sbarcata sui canali online della casa di Noale. Protagonista della categoria Hypernaked da strada e da pista, la Tuono V4 si è rinnovata grazie alle competenze di Aprilia acquisito in anni di competizioni. La prima grande novità della nuova famiglia Tuono V4, è costituita dalla nuova e marcata caratterizzazione dei due modelli in gamma. Tuono V4 (disponibile nelle colorazioni Tarmac Grey e Glacier White) adotta le caratteristiche di una moto sportiva stradale che guarda anche alle percorrenze più lunghe. È nuovo e maggiore il comfort concesso dal manubrio rialzato e dal cupolino più protettivo. Il passeggero ora si avvantaggia di una porzione di sella ampia e confortevole e di pedane più basse. Tuono V4 Factory (nella colorazione Aprilia Black) è votata all'adrenalina e al divertimento puro, con una componentistica sportiva che prevede di serie il sistema di sospensioni semiattive Öhlins Smart EC 2.0. Lo stile generale delle Tuono V4 è completamente nuovo e ispirato a quello introdotto da RS 660, dalla quale eredita il concetto della doppia carenatura con funzione di appendice aerodinamica.

Come nella tradizione di Tuono V4, il design è caratterizzato da superfici ridotte e dal tipico cupolino che presenta il nuovo gruppo ottico triplo a LED dotato di luci diurne DRL con funzione 'bending lights'. Essendo Tuono V4 strettamente derivata da RSV4, anch'essa beneficia della nuova ergonomia della superbike Aprilia che regala più spazio e consente un miglior inserimento del pilota a bordo, grazie alle nuove forme di serbatoio e codino. I comandi elettrici sono più funzionali e intuitivi ed è nuova la strumentazione TFT a colori più grande e completa. La ciclistica si evolve decisamente grazie all'arrivo di un nuovo e più leggero forcellone in alluminio che adotta una geometria già vista sulle Aprilia dominatrici nel Mondiale SBK, e poi sviluppata in chiave MotoGP. Il motore di 1.077 cc rimane invariato nelle prestazioni, con 175 CV e 121 nm. Anche con l'omologazione Euro 5 e un nuovo impianto di scarico, sono confermati il sound e il carattere del V4.

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