Alfa Romeo Giulia all'esame di Räikkönen e Giovinazzi

Nel Centro Sperimentale di Balocco prove e migliorie a GTA-GTAm

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Chiudi Alfa Romeo Giulia GTA all’esame di Räikkönen e Giovinazzi (ANSA) Alfa Romeo Giulia GTA all’esame di Räikkönen e Giovinazzi

Nel Centro Sperimentale di Balocco, dove si trova Autodelta, il reparto corse di Alfa Romeo, Kimi Räikkönen e Antonio Giovinazzi, i due piloti del team di Formula 1 Alfa Romeo Racing - ORLEN, hanno partecipato a una giornata di test su Giulia GTA e GTAm.

Il campione del mondo e il giovane talento italiano hanno incontrato gli ingegneri Alfa Romeo per saggiare le migliorie introdotte in fase di sviluppo su Giulia GTA e Giulia GTAm. I due piloti si sono focalizzati in particolare sulle soluzioni specifiche adottate per aerodinamica e handling, analizzando da vicino tutti gli sviluppi apportati sulla vettura e riportando le sensazioni provate in pista per valutarne insieme agli ingegneri gli effetti sulla dinamica veicolo e finalizzarne la messa a punto.


Giovinazzi ha fornito indicazioni sull'assetto della vettura, prestando particolare attenzione anche alle nuove componenti in fibra di carbonio e alla nuova soluzione tecnica adottata per i mozzi monodado, accoppiati in questo caso a cerchi prototipali il cui stile definitivo ricalcherà il 5 fori classico Alfa Romeo, come già visto sulla GTAm concept. Per il giovane talento italiano, una grande giornata: "È stato bello vedere il miglioramento che abbiamo apportato oggi sulla vettura". Räikkönen, invece, ha lavorato con il reparto aerodinamico sulle nuove appendici introdotte sia all'anteriore, con il nuovo splitter regolabile integrato nel nuovo paraurti anteriore, sia al posteriore, con l'introduzione della nuova ala regolabile manualmente, e in generale sul bilanciamento complessivo fornito dall'interazione di queste all'estrattore e alla carenatura sottoscocca. Il risultato? "Le reputo il mix perfetto per un utilizzo quotidiano e in pista", ha dichiarato Kimi.

La nuova Giulia GTA si ispira tecnicamente e concettualmente alla Giulia GTA del 1965, la "Gran Turismo Alleggerita" sviluppata da Autodelta a partire dalla Giulia Sprint GT che collezionò successi sportivi in tutto il mondo. L'attuale serie limitata Alfa Romeo Giulia GTA deriva da Giulia Quadrifoglio ed è equipaggiata con una versione potenziata del motore Alfa Romeo 2.9 V6 Bi-Turbo, ora con 540 CV. Nella sua versione "estrema" GTAm, beneficia di una riduzione di peso pari a 100 kg, con un rapporto peso/potenza eccezionale di 2,82 kg/CV.

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Il Covid penalizza le donne, persi 470.000 posti di lavoro

Consulenti, arduo conciliare famiglia-impiego, allarmante incremento donne inattive (+8,8%)

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Chiudi Durante la pandemia le donne hanno perso il 4,7% di posti di lavoro secondo l'indagine della Fondazione studi dei consulenti del lavoro foto iStock. (ANSA) Durante la pandemia le donne hanno perso il 4,7% di posti di lavoro secondo l'indagine della Fondazione studi dei consulenti del lavoro foto iStock.

Parafrasando l'opera del Nobel per la Letteratura Svetlana Aleksievic, "il lavoro non ha un volto di donna", mentre avanza la pandemia: il primo bilancio, "ancora parziale", degli effetti del 'lockdown' primaverile sul mercato occupazionale conta, tra il secondo trimestre del 2019 e quello del 2020, 470.000 posti sfumati (-4,7%) per le donne. E, su 100 impieghi persi al tempo del Coronavirus (in tutto 841.000, secondo dati Istat), quelli femminili "sono il 55,9%", mentre il versante maschile "ha dato prova di maggior tenuta", registrando un decremento del 2,7%. A tirare le somme la Fondazione studi dei consulenti del lavoro, che ha realizzato un'indagine sulla condizione femminile in questa fase economica di grande difficoltà per il nostro Paese, sottolineando come a subire le penalizzazioni più forti siano state le addette inquadrate con contratti a termine (-327.000, con una discesa del 22,7%); non è andata bene neppure a coloro che esercitano una professione in forma autonoma, però, visto che è stato rilevato un decremento del 5,1%, mentre hanno 'retto' l'impatto con la crisi le depositarie di accordi a tempo indeterminato (-0,8%).
- Leggi anche l'inchiesta #ANSALifestyle sulla 'Shecession, la recessione delle donne per la pandemia'
    Occupate, dunque, svantaggiate nel periodo di affanno generale, anche perché, argomentano i professionisti, prevalentemente in forze nei settori più funestati dall'emergenza Covid-19: sono stati in larga misura "i servizi, tradizionale bacino di impiego femminile, a pagare il costo più caro", come avvenuto nel "sistema ricettivo e ristorativo, dove le donne rappresentano il 50,6%" dell'organico, e delle aree di assistenza domestica, nel quale la loro presenza arriva addirittura all'88,1%. Si tratta di comparti produttivi che "hanno contribuito in maniera decisiva al negativo saldo occupazionale, determinando il 44,2% delle perdite complessive dei posti di lavoro, e ben il 51%" se si puntano i riflettori sulla componente femminile. Va, poi, evidenziato come, comunque, sulle spalle di circa 3 milioni di madri impiegate con un figlio under15 si sia assemblato un carico di stress "elevatissimo" perché, a scuole chiuse, hanno dovuto garantire la presenza al lavoro e, nel contempo, assistere la prole impegnata nella didattica a distanza.

    Nell'arco di un anno, inoltre, è emerso un allarmante incremento di 707.000 donne inattive (+8,5%), soprattutto nelle fasce giovanili. Eppure, commenta il presidente dell'organismo dei consulenti del lavoro Rosario De Luca, non si può disperdere quel loro "contributo rilevante in termini di qualificazione e competenza".
   

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Perchè Sean Connery è stato il miglior James Bond di sempre

007 fu successo mondiale che gli andava stretto

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Chiudi Sean Connery, mito Highlander non solo 007 (ANSA) Sean Connery, mito Highlander non solo 007

 Lo hanno sfidato in cinque, qualcuno ne ha insidiato il trono, nessuno lo ha sconfitto: ancora oggi tutti i referendum sull'ideale Agente 007 incoronano Sean Connery come unico, insostituibile James Bond. L'aitante ex muratore scozzese appare sugli schermi il 5 ottobre 1962 con la prima di "A007: Licenza di uccidere" mentre il primo ciak all'aeroporto di Kingston (Giamaica) era stato battuto a fine gennaio dello stesso anno. Da quella sera in avanti, e per sette film campioni d'incasso in tutto il mondo, l'ideale maschile non sarebbe stato più lo stesso: Connery portava in dote al personaggio una sessualità e una forza animale che si sarebbe rivelata dirompente, nonostante il commento del creatore di James Bond, l'inglese Ian Fleming, al termine della "prima".
    "Terribile - avrebbe detto (e poi smentito) - assolutamente terribile". Non è un mistero che per lui Connery, coi suoi modi spicci, l'accento scozzese, l'eleganza ben poco simile a quella di un gentiluomo che si veste a Saville Row, facesse a pugni coi modelli cui si ispirava scrivendo i romanzi che tanto erano piaciuti a John Kennedy e che ormai spopolavano dalla fine degli anni '50. Fleming sognava l'affettato Hogey Carmichael per quella parte e, cedendo i diritti di "Dr.No", aveva poi suggerito Cary Grant reduce da "Intrigo internazionale". Fu il divo di Hollywood a rinunciare sentendosi troppo vecchio (a 58 anni) per impegnarsi in una serie di pellicole con 007. In favore dello sconosciuto Connery giocarono altri fattori: le contenute pretese economiche, il parere della moglie di Harry Saltzman (uno dei due produttori), la sua somiglianza con i disegni di John McLusky che aveva avuto grande successo con il fumetto di James Bond e il parere del regista scelto dall'altro produttore, Cubby Broccoli, ovvero Terence Young che aveva avuto Sean nel cast del suo "Il bandito dell'Epiro". A leggere la lista degli altri possibili 007 (David Niven, James Mason, il giovanissimo Roger Moore, il modello Peter Anthony che somigliava a Gregory Peck ma non articolava una battuta nemmeno sotto tortura) ci si rende conto di quanto causale e fortunata fu la scelta. Ma il successo arrivò immediato, contagioso, planetario: in una stagione in cui si incrinava il mito dell'uomo maturo e rassicurante così come quello del "macho" tutto muscoli, l'aitante Sean Connery che alternava lo smoking e il costume da bagno, che sparava e baciava con la stessa spudorata disinvoltura, fece ribollire il sangue a una generazione di ragazze in cerca di liberazione sessuale e a una di maschietti timidi che imparavano con 007 a miscelare il Martini a regola d'arte e con Connery ripassavano l'ABC della seduzione.
    L'identificazione con 007 gli stava stretta e per questo spuntò in contratto il diritto a lavorare con altri tra un Bond Movie e l'altro. Superò con baldanza alcuni insuccessi ("Marnie" per Hitchcock), l'incipiente calvizie (ai ritocchi dei truccatori in "Licenza di uccidere" dovette poi rimpiazzare un parrucchino vistoso dei film successivi), la voglia di lasciare (dopo "Si vive solo due volte" per poi tornare con lo stanco "Una cascata di diamanti") e le tentazioni di riprendere lo scettro (cedette solo un'altra volta con l'autoironico "Mai dire mai", accettato per sfida ai suoi vecchi produttori nel 1983). Con la maturità aveva finito per guardare con il sorriso alla sua icona immutabile. "Ho fatto più di 60 film - ha detto -, alcuni fantastici e tanti altri dimenticabili, ma so bene che se resterà un mio ricordo nella storia del cinema sarà per merito di James Bond e in fondo voglio bene a quel dannato figlio di...".
    Oggi che non c'è più siamo ancora a domandarci il segreto di un successo che è misterioso e affascinante come il più riuscito dei cocktail. Forse vale per lui l'analisi che Umberto Eco riservò al personaggio: in lui vive l'eroe che non è santo e irraggiungibile. Sopporta il dolore e conosce il brivido della morte a un passo e per questo vive e morde la vita come a noi mortali non accade. Attraversa ogni volta le stazioni della sua via crucis secondo un rituale immutabile che il lettore/spettatore conosce a memoria, porta nel corpo e nella mente ferite ben mascherate, ma alla fine ne esce purificato come un paladino della Tavola Rotonda. Anche oggi ci piace ricordare così Sean Connery: ha attraversato il portone della morte, ma noi sappiamo che ci aspetta al di là, col suo sorriso ironico e il ciuffo di sbieco sulla fronte, bello e immortale.
    (ANSA).
   

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Covid: Oltre 31mila casi, 297 morti. Cts: 'Lockdown provinciali, rivedere trasporto pubblico'

Rapporto casi positivi-tamponi al 14,7%, il più alto registrato nella seconda ondata

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Personale sanitario in un reparto Covid (ANSA) Personale sanitario in un reparto Covid

Aumentano ancora i contagi per Covid in Italia, sono 31.758, secondo il bollettino del ministero della Salute; l'incremento delle vittime è di 297 in 24 ore.

E' pari al 14,7% il rapporto fra casi positivi e tmponi, calcolato sulla base dei dati epidemiologici diffusi il 31 ottobre dal ministero della Salute. E' il valore massimo finora registarto in questa seconda ondata della pandemia di Covid-19.

Nessun lockdown nazionale né regionale ma chiusure provinciali laddove è necessario. Sarebbe questa una delle indicazioni emersa nella riunione in serata del Comitato tecnico scientifico. Gli esperti avrebbero comunque sottolineato la necessità di attendere ancora qualche giorno per vedere gli effetti del dpcm del 24 ottobre e anche ribadito la necessità di rivedere le modalità del trasporto pubblico.

Una stretta a livello locale nelle zone del territorio nazionale dove l'indice Rt è più alto: è questa l'ipotesi a cui sta lavorando il governo in queste ore prima di decidere se arrivare a misure restrittive di portata nazionale. Del tema si sarebbe parlato nella riunione pomeridiana a palazzo Chigi tra Giuseppe Conte, i capi delegazione ed il Cts. Conte e la maggioranza dovrebbero tornate a riunirsi domani, domenica.

Il governo starebbe valutando di imprimere una stretta anche agli spostamenti tra le Regioni. Il tema - a quanto si apprende da fonti della maggioranza - sarebbe stato discusso nel corso della riunione a palazzo Chigi ma ancora non sarebbe stata presa nessuno una decisione. Inoltre l'esecutivo starebbe valutando anche di predisporre degli Hotel Covid dove ospitare persone che non avendo spazio a casa per isolarsi rischiano di contagiare i familiari.

"Dobbiamo fermare la curva dei contagi che in questo momento, purtroppo, continua a crescere. Se necessario, valuteremo chiusure di due o tre settimane per quelle zone che in questi giorni presentano numeri più preoccupanti". Lo afferma in una nota il viceministro dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri.

Aumentano i decessi che passano da 48 a 73 per un totale di 17.535 morti in regione ma per il resto sono molto simili a ieri i dati della pandemia in Lombardia: 8.919 i nuovi positivi con 46.781 tamponi effettuati, per una percentuale pari al 19%, in linea con quella di ieri (19,1%). Crescono i ricoveri sia in terapia intensiva (+22, 392 in totale) che negli altri reparti (+335, 4.033). La città metropolitana di Milano resta la zona più colpita con 3.730 nuovi positivi, di cui 1.553 a Milano città, ma continuano a crescere i contagi nelle province di Monza e Brianza (1.207) e Varese (1.202).

Il Piemonte converte 16 ospedali alla cura del Covid. "È una scelta difficile, ma inevitabile, per riuscire a fronteggiare la necessità crescente di posti Covid e dare una risposta immediata che decongestioni i nostri pronto soccorso", spiega l'assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi. "La conversione di questi presidi ci consente di destinare ai pazienti Covid dei percorsi ospedalieri completamente dedicati e separati da quelli dei pazienti non Covid - aggiunge -. Il sistema sanitario piemontese sta facendo lo sforzo massimo per potenziare il più possibile l'intera rete ospedaliera e territoriale, che l'evoluzione della pandemia sta mettendo a dura prova in tutto il nostro Paese".


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Auto Europa 2021, Uiga premia la Peugeot 2008

Riconoscimenti anche a Ferrari SF90 e Lamborghini Huracán Evo RW

Motori Attualità
Chiudi Auto Europa 2021, Uiga premia la Peugeot 2008 (ANSA) Auto Europa 2021, Uiga premia la Peugeot 2008

Con oltre 7.000 voti a favore espressi dall'Unione Italiana Giornalisti dell'Automotive, dagli Opinion Leader e dalla Giuria Popolare la Peugeot 2008 è stata proclamata migliore vettura prodotta e commercializzata in Europa.

In questa edizione è stato introdotto un nuovo metodo di votazione (diverse le percentuali di riferimento), che, in affiancamento alla Giuria Tecnica composta dai Soci UIGA, ha coinvolto una Giuria di 100 Opinion Leader e una Giuria Popolare.
Le preferenze, espresse mediante votazione elettronica, hanno visto al primo posto per gli Opinion Leader la Ford Puma e per la Giuria Popolare la Renault Captur.
Le 7 vetture, che possono fregiarsi di essere state finaliste al Premio Auto Europa 2021, sono in ordine alfabetico: Bmw Serie 1, Ford Puma, Hyundai i20, Kia XCeed, Peugeot 2008, Renault Captur e Volkswagen Golf.

È la sesta Peugeot a vincere questo prestigioso premio, dopo 207, 3008, 208, 2008 e 308.


Nella speciale classifica "Vetture Sportive", che assegna riconoscimenti in base a design, prestazioni e originalità da parte della Giuria Tecnica e quella degli Opinion Leader, la FERRARI SF90 si è aggiudicata la Coccarda Gialla per lo stile creato da Flavio Manzoni, ma anche per l'esclusivo "Assetto Fiorano" - ammortizzatori specifici, impiego di elementi in titanio per l'impianto di scarico e per la fibra di carbonio usata per i pannelli porta e la zona inferiore del corpo vettura. La Lamborhini Huracán Evo RWD la Coccarda Rossa per le prestazioni, che con l'adozione della trazione posteriore è diventata la sport car ideale per quei clienti che cercano in una supersportiva una vettura 'tutta da domare'. La McLaren GT la coccarda Blu perché il marchio di Woking ha deciso di lanciare una granturismo sport car più adatta ai lunghi viaggi grazie al notevole vano di carico da 419 litri, ma con prestazioni invariate.
In occasione della premiazione dell'Auto Europa 2021 è stata, anche, conferita la "Tartaruga d'Argento", (simbolo della UIGA), a tre manager del settore automotive che, quest'anno, si sono distinti per impegno e professionalità, raggiungendo importanti risultati e contribuendo in maniera determinante all'immagine del nostro Paese. L'animale più lento è stato assegnato a Stefano Domenicali, con la motivazione 'che governerà l'azienda più veloce del mondo, la Formula 1', ad Andrea Levy, (Mi-Mo, Milano Monza Open-Air Motor Show), 'che sposta al 2021 l'appuntamento con la storia' e a Paolo Scudieri, (Gruppo Adler), 'il manager che da sempre investe sul futuro'.


"Abbiamo scelto di celebrare il Premio Auto Europa 2021 malgrado tante difficoltà organizzative, compreso lo slittamento alla prossima primavera della 1 edizione della manifestazione Milano Monza Open-Air Motor Show - ha dichiarato Gaetano Cesarano, presidente della UIGA - e ci siamo adeguati alle sopraggiunte esigenze, (tutte le votazioni si sono svolte esclusivamente in via telematica e la cerimonia di premiazione in diretta streaming), ma ce l'abbiamo fatta! Un piccolo segnale di rivincita e di speranza per il settore automotive".(ANSA).

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Tumore polmone, speranze da nuovo farmaco a bersaglio molecolare

Studio, 80% pazienti con alterazione gene Ret risponde a cura

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Un nuovo farmaco per combattere il tumore del polmone e non solo, una molecola molto attiva e ben tollerata contro quelle neoplasie che presentano l'alterazione dell'oncogene 'Ret' responsabile della crescita tumorale non solo al polmone ma anche alla tiroide e in altre neoplasie. Lo dimostra uno studio clinico di fase 1/2, sul Selpercatinib, un inibitore specifico di Ret, in sviluppo clinico e finora approvato solo negli Stati Uniti. I dati sono stati presentati per la prima volta in Italia al Congresso degli oncologi medici italiani (Aiom) - in corso in questi giorni in modalità virtuale - da Federico Cappuzzo, direttore dell'Oncologia Medica 2 dell'Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE).

Il lavoro ha coinvolto pazienti con tumore al polmone che presentavano tale alterazione biologica e mostra come il farmaco sia in grado di indurre, in un'alta percentuale di casi, la regressione di malattia per un tempo prolungato. "Lo studio su Selpercatinib - spiega Cappuzzo - mostra che il tasso di risposta al farmaco è di oltre l'80% per i pazienti 'naive', cioè che non avevano precedentemente ricevuto alcun tipo di trattamento.

Nei pazienti precedentemente trattati con terapia standard, invece, il tasso di risposta è del 64%. Risultati di grande importanza, che dimostrano come vi sia un impatto importante nel controllo del cancro da parte di questo inibitore molecolare".

"Alla diagnosi di neoplasia polmonare è importante procedere immediatamente con la caratterizzazione molecolare", aggiunge Gennaro Ciliberto, direttore scientifico Ire. Il farmaco non è ancora disponibile in commercio in Italia se non nell'ambito di sperimentazione clinica, ma si sono fatti passi in avanti importantissimi in questo ultimo anno. Il primo riguarda l'approvazione del Fda, l'agenzia del farmaco statunitense, per i tumori avanzati del polmone e della tiroide. Via libera che viene concesso solo quando un farmaco in corso di sviluppo offre benefici superiori rispetto alle terapie già in uso.
   

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Appuntamento con la Luna Blu di Halloween

E' la seconda Luna piena di ottobre 2020

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi La Luna Blu di Halloween è la seconda Luna piena dell'ottobre 2020 (fonte: Bessi/Pixabay) (ANSA) La Luna Blu di Halloween è la seconda Luna piena dell'ottobre 2020 (fonte: Bessi/Pixabay)

Arriva puntuale nella notte di Halloween la Luna Blu: nulla a che vedere con il colore del nostro satellite, che resta quello di sempre, ma viene chiamata così la seconda Luna piena che avviene in un mese. Brillante e spettacolare, sarà luminosa nel cielo, nuvole permettendo.

“In media abbiamo una Luna piena al mese in quanto il nostro satellite impiega 29,5 giorni per completare il suo ciclo, ossia poco meno di un mese. Per questo motivo accade che, di tanto in tanto, abbiamo 13 volte la Luna piena in un anno”, spiega l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope.

“A volte – prosegue - accade che la Luna blu sia la seconda Luna piena in un mese, in altri casi è la quarta di una stagione”. Ed è qui che entra in gioco il nome “Luna Blu”: per alcuni p la seconda luna piena di un dato mese, per altri persone la terza luna piena di una stagione che ne ha quattro. Per quanto riguarda questo ottobre 2020, la Luna blu è la seconda del mese.

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Addio a Sean Connery, aveva 90 anni

Leggenda del cinema, indimenticabile James Bond

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Chiudi Sean Connery (ANSA) Sean Connery

E' morto Sean Connery. All'età di 90 anni, addio al grande attore scozzese. Lo annuncia sul proprio sito la Bbc citando fonti della famiglia. Primo e iconico interprete di James Bond, ha poi dimostrato nella lunga carriera la sua versatilità conquistando un Oscar nel 1988 come miglior attore protagonista per gli Intoccabili, due Bafta e tre Golden Globes.

SEAN CONNERY, IL PROFILO

L'attore scozzese è diventato celebre in tutto il mondo per la sua interpretazione di James Bond, comparendo in sette dei film della saga nata nel 1953 dalla penna dello scrittore britannico Ian Fleming. La sua carriera di attore ha attraversato decenni e i suoi numerosi premi includevano un Oscar, due premi Bafta e tre Golden Globe. Nominato 'Sir' dalla regina nel 2000, l'attore ha interpretato diversi altri film di successo tra cui 'Caccia a ottobre rosso', 'Indiana Jones e l'ultima crociata' e 'The Rock'. Ottenne l'oscar nel 1988 come attore non protagonista di 'Gli intoccabili', a fianco di Robert De Niro e Kevin Costner. Ad agosto aveva compiuto 90 anni.

LA FILMOGRAFIA

Sean Connery è morto nel sonno dopo aver combattuto una lunga malattia mentre si trovava alle Bahamas, riferisce Variety News che cita la famiglia. L'attore è stato sposato all'attrice Diane Cilento dal 1962-1973. La coppia ha divorziato nel 1973 e Cilento morì nel 2011. Connery lascia la seconda moglie, la pittrice Micheline Roquebrune, con la quale era sposato dal 1975; il figlio Jason, pure attore, figlio della prima moglie, e un nipote, figlio di Jason.

"La Scozia è in lutto", scrive la premier scozzese, Nicola Sturgeon, su Twitter. "Mi si è spezzato il cuore dopo aver saputo della morte di Sir Sean Connery. Il nostro Paese piange uno dei suoi figli più amati", continua. "Sean è nato in una famiglia operaia di Edimburgo e grazie al talento e al duro lavoro è diventato un'icona del cinema internazionale e uno degli attori più affermati al mondo".

 

LE IMMAGINI

"Un mito che se ne va", commenta il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni su Twitter.

 

Addio a Sean Connery

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Sisma e tsunami nell'Egeo , la ricostruzione dell'Ingv

Amato, 'zona con tante faglie attive, onde alte'

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Chiudi Mappa dei tempi di arrivo teorici delle onde di tsunami. I triangoli rappresentano i mareografi nella regione, il colore il livello di allerta associato (fonte: CAT-INGV) (ANSA) Mappa dei tempi di arrivo teorici delle onde di tsunami. I triangoli rappresentano i mareografi nella regione, il colore il livello di allerta associato (fonte: CAT-INGV)

Un terremoto molto forte, seguito da uno tsunami con correnti forti, onde alte un metro e inondazioni che si sono estese per circa 200 metri in città e nelle case: queste le conseguenze del sisma di magnitudo 7.0 avvenuto alle 12.51 italiane con epicentro in mare nel Dodecaneso, a Nord dell'isola greca di Samos e vicino alle coste turche. Una zona non nuova a eventi del genere, visto che sono numerose le faglie lì attive.

Pochi chilometri più a nord infatti nel 2017 ci fu il terremoto di magnitudo 6.7 che colpì l'isola greca di Kos e la città turca di Bodrum a luglio, e un mese prima nella provincia di Smirne, città anche oggi duramente danneggiata dal sisma. "E' una zona molto sismica sia sulla costa che in mare, perché ci sono parecchie faglie attive. Il sisma di oggi è avvenuto su una faglia orientata a est-ovest, ed è dovuto al movimento di estensione della crosta del mar Egeo da nord a sud", spiega il sismologo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

Si tratta di faglie "grandi, lunghe almeno 40 chilometri per 10 chilometri di profondità, che interessano un'area ampia vicino alla costa e l'energia si propaga anche a distanza". In quell'area c'è il blocco turco-anatolico, che si muove abbastanza rapidamente verso ovest, in direzione dell'Egeo, sotto la spinta dell'Arabia, mentre in tutto l'Egeo, con Creta e le altre isole, ci sono deformazioni con faglie attive, che riaccomodano questi movimenti.

Indubbiamente quello è stato "un sisma molto forte, che ha provocato parecchi danni anche a Smirne. Sicuramente ci saranno delle scosse successive di assestamento", aggiunge Carlo Doglioni, presidente dell'Ingv. La più forte di quelle finora registrata è stata di magnitudo 5.1. E proprio a causa della magnitudo elevata, già dopo 8 minuti dal terremoto il Centro Allerta Tsunami (Cat) dell'Ingv ha diramato un'allerta tsunami di livello rosso per alcune regioni costiere della Grecia e della Turchia, e arancione per altre regioni della Grecia e della Turchia. Il messaggio di conferma dello tsunami, osservato dal mareografo di Syros, in Grecia, è stato diramato alle 14:14.

Per quanto riguarda il maremoto, in base ai dati rilevati dai mareografi, "sono state registrate oscillazioni che sono andate da 10-15 centimetri fino a 1 metro di altezza. Ci è stato segnalato, ma non abbiamo conferme finora, anche di una donna morta per il maremoto - conclude Amato - Le correnti sono infatti molto forti, trascinano tavoli e sedie, come un fiume in piena che trascina via".

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Antartide, partita la spedizione italiana 2020-2021

Attività scientifiche e logistiche limitate dalla pandemia

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Chiudi La base italiana in Antartide 'Mario Zucchelli', a Baia Terra Nova (fonte: ENEA) (ANSA) La base italiana in Antartide 'Mario Zucchelli', a Baia Terra Nova (fonte: ENEA)

Con l'apertura della base italiana Mario Zucchelli, a Baia Terra Nova, è iniziata la 36/a Spedizione italiana in Antartide 2020-2021, in 'modalità emergenziale', a causa della pandemia che ha imposto forti limitazioni delle attività scientifiche e logistiche, con una riduzione del personale al minimo indispensabile per poter aprire in sicurezza le stazioni e consentire la manutenzione della strumentazione scientifica. La spedizione è finanziata dal Ministero dell'Università e Ricerca (Mur) nell'ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra) e gestita dall'Enea per la pianificazione e l'organizzazione logistica e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) per la programmazione e il coordinamento scientifico.

Oltre a riattivare i servizi dopo la chiusura del marzo scorso, il primo gruppo giunto nella base Zucchelli dovrà preparare sul pack la pista di atterraggio lunga tre chilometri per l'aereo che porterà altri uomini e rifornimenti. Per mantenere l'Antartide unico continente Covid free, è stata stabilita una quarantena di almeno 14 giorni per il personale destinato a lavorare nella base. Le precauzioni imposte dall'emergenza sanitaria hanno reso impossibile, quest'anno, i corsi di preparazione per chi affromta l'Antartide per la prima volta. Di conseguenza, tutto il personale è di soli veterani.

Per chi è destinatoa trascorrere i mesi invernali nella base italo-francese Concordia, sul plateau antartico, sono stati organizzati brevi corsi di formazione sia in Italia, sia durante la quarantena in Australia, con corsi a distanza curati dall'Enea e dall'Istituto polare francese 'Paul-Emile Victor' (Ipev).

La spedizione 2020-2021 preve anche una breve campagna oceanografica condotta dalla nave da ricerca "Laura Bassi", la cui partenza dal porto neozelandese di Lyttelton per Baia Terra Nova è prevista  il 24 dicembre; la permanenza prevista è di un mese e il 24 gennaio è in programma la partenza, con il personale rimasto presso la base Zucchelli. Il 9 novembre è previsto invece l'arrivo del personale destinato a Concordia. Anche quest'anno nella spedizione sono impegnati militari italiani delle tre Forze Armate, mentre l'Aeronautica Militare cura le previsioni meteo.

 

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Il Sole di Halloween

Come una zucca, nella foto pubblicata dalla Nasa

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Il Sole in attività, nell'immagine ripresa dal Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa (fonte: NASA/GSFC/SDO) (ANSA) Il Sole in attività, nell'immagine ripresa dal Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa (fonte: NASA/GSFC/SDO)

Il Sole come la zucca di Halloween nella foto pubblicata dalla Nasa in occasione del 31 ottobre. L'immagine è stata catturata dal Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa l'8 ottobre 2014: in essa le regioni attive del Sole sono disposte in modo da somigliare alla faccia intagliata sulla zucca di Halloween. Le regioni attive appaiono più luminose perché sono aree che emettono più luce ed energia e sono indicatori di un insieme intenso e complesso di campi magnetici nella parte più esterna dell'atmosfera del Sole, la corona.

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Audi RS4 Avant: famiglia, pista e tanto divertimento

Sportiva travestita da familiare, perfetta anche per casa-lavoro

Motori Prove e Novità
Chiudi Audi RS4 Avant (ANSA) Audi RS4 Avant

Adatta a un utilizzo casa-ufficio, perfetta per divertirsi nei viaggi, a suo agio in pista, la Audi RS4 Avant è da 21 anni una delle wagon sportive 'all around' di riferimento a livello mondiale. Nell'ultima variante, la famigliare di Ingolstadt esalta ancor più quelle doti di fruibilità e poliedricità che ne hanno decretato il successo, come emerso nel test di una decina di giorni a cui ANSA Motori l'ha sottoposta.

Ancora più godibile nel traffico rispetto al passato, l'attuale modello, in vendita da dicembre 2019 (da 95.150 euro, prezzo dell'esemplare provato 127.295 euro), si fa condurre senza stress nelle grandi metropoli. Le buche vengono ammortizzate a dovere dalle sospensioni a controllo elettronico e anche due passeggeri posteriori (il terzo posto meglio considerarlo di fortuna) viaggiano davvero bene: le sedute sono accoglienti, riscaldabili e la climatizzazione è efficace. Caricarne il generoso vano bagagli (495 litri) sino all'eccesso con una maxi spesa da 'lockdown' non è affatto un sacrilegio. I ganci e le retine ben distribuite permettono di stivare al meglio casse di lattine, borsoni e sacchetti. Con l'adozione nel 2017 del V6 biturbo di 2,9 litri al posto del generoso V8 di 4,2 litri, i consumi sono calati in maniera importante rispetto al passato (in città si viaggia intorno ai 9-10 km/l), senza sacrifici di potenza (invariati i 450 Cv). Il suo utilizzo quotidiano è, quindi, oggi quanto mai un must. I I viaggi scorrono con un comfort di rilievo e, se si riesce a tenere freno il piede destro dallo sgasare, le percorrenze autostradali si avvicinano molto a quelle di una tranquilla wagon a benzina. Dalla nebbia di Milano al sole di La Spezia il tempo vola che, quasi, non ce ne si accorge.

Non tanto per la velocità di spostamento, rigorosamente nei limiti, quanto per l'atmosfera da business class garantita dalla vettura. Ascoltare buona musica, chiacchierare con i passeggeri è più rilassante con gli ausili di guida che, se si vuole, aiutano a sterzare l'auto per mantenerla in corsia o la frenano e l'accelerano nelle code stop&go. Un toccasana per i trasferimenti da weekend. Al Golfo dei Poeti si arriva, così, freschi e riposati, nonostante le solite code. Una volta a destinazione aprire il tetto panoramico per ammirare le bellezze che incantarono Byron e Shelley amplifica la goduria da RS4. Al volante di questa famigliare 'tutto pepe' c'è di che divertirsi. Precisa in inserimento di curva, più leggera e agile rispetto alla sorella maggiore RS6 Avant, fa sentire sicuro qualsiasi pilota. Anche chi ama la guida rialzata tipica da Suv non potrà che compiacersi del baricentro basso e dell'efficace meccanica che assicurano una gran reattività. La stabilità è di altissimo livello come apprezzato sulle tortuose traiettorie dell'autocamionale della Cisa. Farla accelerare in curva per uscire a cannone è a dir poco adrenalinico.

Raggiungerne i limiti (anche sul bagnato) su strade aperte al pubblico è però da scriteriati. Per questo, per chi pensasse di ordinarla, il consiglio è di ritagliarsi in agenda almeno un weekend al mese per andare a divertirsi in pista. Per ascoltarne l'eccitante sound del motore ruggire in modalità di guida 'RS' (cui corrisponde anche una grafica specifica del cruscotto). Per farla accelerare da 0 a 100 km/h in 4,1 secondi e farla avvicinare quanto più possibile ai 280 km/h di velocità massima, raggiungibili con il pacchetto opzionale dynamic (la versione standard è autolimitata a 250 km/h). Per sentire la frustata del suo V6 biturbo arrivare praticamente a qualsiasi andatura. Insomma, per goderne a sazietà, prima di tornare alla tranquillità della vita di tutti i giorni.

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Anche i procuratori calcistici sbarcano negli esports

Accordo siglato tra World Soccer Agency e Mkers

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Chiudi Mkers-WSA (ANSA) Mkers-WSA

Anche i procuratori calcistici sbarcano nel mondo degli esports, ossia le competizioni videoludiche. World Soccer Agency di Alessandro Lucci, leader mondiale nella gestione di calciatori professionisti come Leonardo Bonucci, Alessandro Florenzi, Juan Cuadrado, Joaquín Correa, Aleksandar Kolarov e Daniele De Rossi, aprirà una divisione completamente proiettata sul mondo degli esports, in collaborazione con Mkers, una tra le più importanti aziende nel ramo del gaming competitivo. "Gli esports rappresentano il futuro dell'intrattenimento digitale - ha detto Alessandro Lucci -, per questo crediamo sia fondamentale compiere un importante passo verso questo settore con l'ausilio di Mkers, la realtà più competente e strutturata nel panorama del gaming competitivo, con l'ambizioso obiettivo di costruire un sistema di management capace di scovare e lanciare giovani talenti in grado di competere nei principali campionati mondiali". "Come già da alcuni anni accade nei mercati esteri - le parole del co-fondatore dei Mkers, Paolo Cisaria -, finalmente anche in Italia la procura sportiva apre al mondo esports. La figura del pro player, centrale all'interno dell'ecosistema e-sportivo, necessita sempre di più di una gestione manageriale professionalmente strutturata. È un passo importante per il nostro settore che sono certo crescerà ulteriormente grazie alla professionalità ed alla competenza di una agenzia prestigiosa come la WSA".

La forte volontà di Mkers di espandersi e rendersi appetibile in campo internazionale è evidente anche nella scrupolosa attenzione posta nella costruzione del proprio roster di FIFA 21, composto da ben tre giocatori situati nella top sedici della classifica mondiale del 2020. Il team, infatti, vanterà la presenza di Prinsipe, campione europeo nel torneo di FIFA Ultimate Team del 2017, Oliboli7, vincitore della eAllsvenskan 2020 e al vertice della prima classifica settimanale di FIFA 21, EthxnH, collocatosi dodicesimo nella classifica mondiale del 2020, ed il giovane emergente di grandi prospettive Hartixel.

Tutta la squadra, allenandosi secondo i principi cardine dell’azienda e nel rispetto imprescindibile della salute, avrà l’obiettivo di competere nei grandi campionati europei, come la ePremier League, la Liga eSport, la eSerie A, tentando di raggiungere prestigiosi traguardi.

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Samhain, alle origini irlandesi della festa di Halloween /video

La ritualità celtica precristiana arrivata ai giorni nostri

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Chiudi Derry Halloween foto turismo irlandese (ANSA) Derry Halloween foto turismo irlandese

La festa di Halloween, la notte del 31 ottobre, è antichissima per quanto in Italia la conosciamo e la festeggiamo da relativamente pochi anni. Ha origini irlandesi nella festa di Samhain, le cui tradizioni sono arrivate fino ai giorni nostri. Samhain nacque per celebrare il fuoco con una festa che simboleggiava la transizione tra la stagione della luce e quella del buio invernale. In questo momento di passaggio, i Celti credevano che si attivasse un'interazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti e che gli spiriti potessero aprire un passaggio tra uno e l’altro. Temendo di essere trascinati nell'aldilà, iniziarono ad adottare particolari travestimenti per confondere i fantasmi, le fate e i demoni.

L’attuale usanza di travestirsi ad Halloween affonda, quindi, le sue radici nella ritualità celtica precristiana, così come la tradizione di far ardere giganteschi falò, inaugurata da clan e comunità che si riunivano, sulle sommità delle colline irlandesi per accendere i fuochi cerimoniali di Samhain.
Una delle più grandi feste celtiche dedicate al fuoco era quella della Hill of Ward, nella contea di Meath, e recenti scavi archeologici suggeriscono che la collina venisse utilizzata già oltre 2.000 anni fa per dare vita a festeggiamenti e celebrazioni rituali. Alcuni antichi manoscritti rivelano, inoltre, che i Celti l’avessero scelta per accendere un fuoco utilizzato per alimentare gli altri fuochi rituali di tutta l’isola. Ancora oggi i territori della Hill of Ward e della vicina Hill of Tara, dove regnavano gli Alti Re d'Irlanda, sono aree in cui la tradizione irlandese di Halloween è particolarmente sentita. Ed è proprio qui, infatti, tra la contea di Meath e quella di Louth, che ha preso vita il Púca Festival, innovativo evento pensato per rendere omaggio all’antica festa di Samhain nei luoghi simbolo delle sue affascinanti origini. Oltre all’accensione dei fuochi, il ricco programma dello scorso anno, per il debutto della manifestazione, ha emozionato migliaia di visitatori con musica dal vivo, performance, sorprendenti installazioni luminose e molto altro ancora. Quest'anno si svolge on line per le norme anti Covid. Merita una menzione anche una delle immagini per eccellenza di Halloween, le cui origini sono tutte irlandesi: la zucca illuminata che assomiglia a un volto con un macabro sorriso. L’usanza di intagliare un ortaggio si diffuse proprio in Irlanda, dove grandi rape e patate venivano scavate in ricordo della storia di Jack-o’-lantern, leggendario personaggio che aveva stretto un patto con il diavolo e che per farsi luce nel suo eterno vagare dopo la morte, brandiva una lanterna ricavata da una rapa. La divertente creazione di questi vegetali illuminati venne diffusa dagli immigrati irlandesi in America che iniziarono ad utilizzare le zucche, molto diffuse nel loro territorio di origine, facendole diventare in tutto il mondo uno degli elementi più rappresentativi di Halloween.

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Touring Club Italia, - 70 mld turismo 2020 anno horribilis

Digitalizzazione, sostenibilità e aree interne chiave per futuro

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 Il 2020 annus horribilis per il turismo, con una debacle che in Italia, tra mancati arrivi dall'estero e paralisi dei flussi interni, potrebbe arrivare a toccare i 70 miliardi di perdite. E' l'allarme lanciato oggi dal Touring Club Italiano, che ha analizzato i nuovi scenari alla luce delle ultime restrizioni inserite nel DPCM del 24 ottobre scorso, per ipotizzare come le nuove misure (e un eventuale nuovo lockdown) incideranno sul settore turistico, già così fortemente colpito dalla pandemia, e quali potrebbero essere eventuali strategie forti per il futuro. "È chiaramente essenziale dare ristoro a tutti quei settori che sono stati chiusi per garantire a professionisti e aziende la sopravvivenza nelle prossime settimane - dice subito Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano - Ma occorre parallelamente guardare oltre e costruire già oggi la nuova normalità che ci attenderà nel medio periodo". Se le misure di contenimento non dovessero essere sufficienti a rallentare il contagio e fosse necessario un nuovo lockdown generalizzato, dicono i dati del TCI, il turismo incoming in Italia potrebbe arrivare a fine anno con una riduzione di circa il 70%, perdendo oltre 40 milioni di viaggiatori e 30 miliardi di euro di spesa nel 2020. Non meglio sono i numeri dei flussi domestici, quelli su cui si era basata la timida ripresa estiva. Se ora dovesse bloccarsi la "macchina" invernale, l'andamento di fine anno sarebbe ugualmente drammatico: i dati provvisori gennaio-giugno segnalano già -58% e il 2020 potrebbe chiudere con 125 milioni di presenze in meno e un calo della spesa domestica stimata in circa 40 miliardi di euro rispetto al 2019. Cosa fare? "Pensare al futuro - dice Iseppi - vuol dire prima di tutto avere chiara la visione da assegnare al Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, occupandosi non solo dei singoli progetti, ma dell'immagine complessiva che da quel mosaico potrà uscire. Dal nostro punto di vista, anche sulla base delle rilevazioni condotte, crediamo che la strategia di rilancio del settore debba far leva su alcuni aspetti principali". Innanzitutto, spiega, una sempre più forte "spinta verso la digitalizzazione dell'offerta, perché sia più attrattiva e nota a livello internazionale.". E poi "un approccio sempre più sostenibile e responsabile per rispondere in modo contemporaneo alle sfide dello sviluppo puntando sui valori dell'accoglienza, che connota ancora il viaggio in Italia". Infine, obbiettivo sul quale si puntava già prima della pandemia, per un'idea dell'Italian way of life, del museo diffuso e in risposta anche al problema dell'eccessiva concentrazione dei grandi flussi in poche mete, serve, conclude Iseppi, anche "una maggiore centralità delle aree interne che possono diventare attrattori fondamentali per il nuovo corso del turismo". (ANSA).
   

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GM Defense Infantry Squad Vehicle, via a consegne ad Us Army

Mezzo per 9 militari spinto da 2.8 Duramax sviluppato a Torino

Motori Industria
Chiudi GM Defense Infantry Squad Vehicle, via a consegne ad Us Army (ANSA) GM Defense Infantry Squad Vehicle, via a consegne ad Us Army

GM Defense LLC, divisione di General Motors, ha consegnato all'esercito degli Stati Uniti il primo esemplare dell'Infantry Squad Vehicle (ISV) cioè il mezzo leggero fuoristrada progettato per trasportare una squadra di Fanteria composta da nove soldati con relativo equipaggiamento. Questa fornitura fa parte di un contratto da 214,3 milioni di dollari che GM Defense si aggiudicato a giugno che prevede la produzione iniziale di 649 unità ISV fino ad arrivare in otto anni ad un massimo di 2.065 veicoli con contratto aggiuntivo.

L'ISV per la Fanteria è basato sulla architettura dello Chevrolet Colorado ZR2 e utilizza componenti forniti anche da Chevrolet Performance. Inoltre GM Defense ha siglato per il nuovo Infantry Squad Vehicle un accordo di collaborazione con Ricardo Defense, società che guiderà il supporto integrato del prodotto, compresi sviluppo del manuale tecnico, addestramento per le nuove apparecchiature, provisioning, fielding totale e supporto sul campo. Il mezzo leggero di GM Defense è stato progettato per soddisfare i requisiti militari, per fornire una rapida mobilità a terra e per poter essere agganciato da un elicottero UH-60 Blackhawk oppure entrare all'interno di un elicottero CH-47 Chinook.''Aver realizzato l'ISV a 120 giorni dall'aggiudicazione del contratto - ha commentato David Albritton, presidente di GM Defense - è una pietra miliare significativa e sono molto orgoglioso del team che ha permetto di ottenere questo risultato. Abbiamo sfruttato l'abilità ingegneristica di General Motors e le sue capacità di produzione per portare soluzioni rivoluzionarie nel settore dei veicoli militari''. Una delle caratteristiche salienti del nuovo ISV, così come richiesto dall'Esercito, è la presenza di un quattro cilindri turbodiesel 2.8 General Motors LWN Duramax che genera 186 CV e che è stato inizialmente sviluppato a Torino quando GM Powetrain era di proprietà della GM, mentre ora fa parte del Punch Group.

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Renault Captur E-TECH, plug in più accessibile del mercato

Parte sempre in elettrico, autonomia fino a 65 km

Motori Prove e Novità
Chiudi Renault Captur E-TECH, plug in più accessibile del mercato (ANSA) Renault Captur E-TECH, plug in più accessibile del mercato

L'ibrido plug-in rappresenta la mobilità virtuosa più accessibile e alla portata di tutti, sia per praticità di utilizzo che per il portafogli, anche grazie agli incentivi statali. Basti pensare che dall'inizio dell'anno ad oggi, la doppia alimentazione benzina-elettrica in Italia ha registrato un incremento del 63%, ma se passiamo alla 'nicchia' specifica del plug-in il rialzo raggiunge addirittura il 210%.


Cifre importanti che hanno consentito alle alimentazioni elettrificate di passare, in un solo anno, da una quota del 6% ad una del 15%. La proposta ibrida di Renault approda su Captur, modello che fino all'anno scorso deteneva il primato in Italia di B-suv straniero pi venduto. Compatto e cittadino, il nuovo Captur arriva sul mercato con la tecnologia E-TECH plug-in hybrid, frutto del lavoro certosino che ha combinato l'esperienza decennale nel campo dell'elettrico con la piccola Zoe, e quella più che quarantennale della Formula 1 (sono oltre 150 i brevetti depositati dagli ingegneri della Losanga). Non solo tecnologia di ultima generazione, ma tutto ad un prezzo più che accessibile, il più contenuto della sua categoria: 32.950 euro, il prezzo d'ingresso per la versione Intens, con la possibilità di usufruire degli incentivi statali (2.500 euro o 4.500 euro in caso di rottamazione, esclusi i bonus a livello regionale). Il sistema è stato pensato e sviluppato per la modalità elettrica, grazie anche alla CMF-B, nuova piattaforma modulare che è stata progettata fin dall'inizio per essere elettrificata.

La tecnologia E-TECH di nuovo Captur plug-in hybrid permette di ottimizzare al meglio l'energia nelle fasi di decelerazione e frenata. Il sistema lavora autonomamente senza necessità di supporto effettuando la rigenerazione della batteria in fase di decelerazione: quando il conducente solleva il piede dal pedale dell'acceleratore e la leva del cambio è posizionata su Drive, il motore elettrico principale funge da generatore e recupera l'energia cinetica prodotta dalla decelerazione per trasformarla in energia elettrica e rimandarla alla batteria. La frenata rigenerativa funziona in modo che quando il conducente schiaccia il pedale del freno il motore elettrico contribuisce alla frenata e può recuperare l'energia in eccedenza per rimandarla alla batteria, entro i limiti di stoccaggio di quest'ultima.

Sviluppata e brevettata dall'ingegneria Renault, la motorizzazione plug-in del B-Suv deriva da quella della concept car Eolab, svelata dalla casa francese in occasione del salone di Parigi 2014. L'architettura del gruppo motopropulsore prevededue motori elettrici- un "e-Motor" per la trazione puramente elettrica e uno starter ad alta tensione di tipo HSG (High-Voltage Starter Generator)- una batteria agli ioni di litio da 9,8 kWh e la trasmissione Multi-mode con innesto a denti priva di frizione associata ad un motore benzina da 1,6 litri di nuova generazione, appositamente rivisitato per l'occasione.

Il motore elettrico principale e-Motor, sviluppa 49 KW (68cv) a 205 Nm e fornisce trazione alle ruote muovendo la vettura.

L'HSG è il secondo motore elettrico e funziona prima di tutto da sincronizzatore. Il motore termico è un 1.6 benzina aspirato di nuova generazione completamente riprogettato con tecnologie innovative come il doppio iniettore, bore spray coating, filtro antiparticolato ed è omologato euro 6dfull.

Nuovo Captur E-TECH plug-in hybrid parte sempre in elettrico, "pensa" sempre in elettrico e beneficia della spinta immediata della motorizzazione elettrica. Il motore termico, quindi, svolge solo funzioni semplici: offre supporto al motore elettrico nei momenti di accelerazione più forti, produce energia elettrica per la batteria e, girando solo nelle curve di coppia migliori e più efficienti (2000-4000 giri) offre il rendimento migliore possibile.

La motorizzazione 160 cv e la batteria a grande capacità di cui è dotata, offrono un'autonomia che gli consente di circolare in modalità full electric per 50 chilometri fino a 135 km/h in ciclo misto (WLTP) e fino a 65 chilometri in ciclo urbano.

È possibile ricaricare la batteria della vettura collegandola alla rete, con tempi di ricarica da 3 a 5 ore, a seconda del tipo di presa, ivi comprese quelle per uso domestico e con una potenza di ricarica massima di 3,7 KW.

Quando la batteria è scarica, l'auto funziona come un modello E-TECH full hybrid, con tutti i vantaggi di questa motorizzazione.

Un'altra funzione denominata E-Save, a sua volta accessibile da Multi-Sense, limita l'utilizzo del motore elettrico e privilegia il motore termico per poter mantenere la riserva di ricarica.

All'interno, l'abitabilità per i passeggeri non cambia, il comfort è assicurato da una silenziosità dell'abitacolo che non ha paragoni.

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Le più belle passeggiate autunnali nel foliage

Dal Piemonte alla Calabria, dove la natura dà spettacolo

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COURMAYEUR - I mesi di ottobre e di novembre sono perfetti per passeggiare e ammirare il foliage di boschi, foreste e giardini dove gli alberi si tingono di mille colori e infinite sfumature di giallo, rosso e viola. Mappe, guide e persino app ci aiutano a scoprire i luoghi e i tempi giusti dove lasciarsi coinvolgere dalla bellezza di larici, faggi, castagni e betulle che cambiano colore, diventando autentiche opere d'arte. Ecco alcune tra le più belle passeggiate nella natura, da Nord a Sud del Paese che in queste settimane d'autunno si trasforma in un quadro suggestivo e pieno di bellezza, uno spettacolo per gli occhi e per lo spirito.
    Courmayeur, la famosa località valdostana ai piedi del Monte Bianco, è la cornice ideale per fare escursioni lungo i sentieri che si inoltrano nei boschi colorati di rosso, arancione e giallo. A nord della conca di Courmayeur si apre la Val Ferret, che regala passeggiate emozionanti come quella che si lascia alle spalle Lavachey e prosegue fino al rifugio Bonatti, passando per un bosco di larici. A ovest si trova la Val Veny, anch'essa ricca di sentieri per chi vuole immergersi nel foliage, da Entrèves fino al Col de La Seigne al confine con la Francia. Sempre dal centro di Courmayeur si raggiunge a piedi la Val Sapin, luogo perfetto per passeggiate accessibili a tutti.
    Info: courmayeurmontblanc.it Nel vicino Piemonte merita di essere scoperta l'Alpe Veglia, nell'area dell'Ossola. Si parte da san Domenico, frazione di Varzo, e si segue la strada fino a Ponte Campo; si attraversa il torrente Cairasca e si imbocca il sentiero per l'Alpe Veglia tra fitti boschi che si incendiano di mille colori. Lungo la strada si incrocia la Cappella del Groppallo, a 1723 metri d'altezza, edificio religioso realizzato nel XVI secolo. Da qui il percorso prosegue in falsopiano fino a un pianoro circondato da boschi.
    Info: valdivedro.it In Liguria, tra Genova e Savona, è il parco regionale del Monte Beigua, sito Unesco dal 2015, a regalare incantevoli passeggiate; tra le più belle ci sono la foresta della Deiva a Sassello, anello circolare di 4 ore di trekking lungo una facile strada sterrata; il sentiero archeologico che parte sempre da Sassello e la foresta regionale Tiglieto che si estende tra Tiglieto, Campo Ligure e Masone. Info: parcobeigua.it Nella Lombardia settentrionale, a ridosso delle Alpi di Sondrio, si estende la Val Masino, che si raggiunge imboccando la strada da Ardenno, in Valtellina. Prima di arrivare a Bagni di Masino c'è una faggeta di 23 ettari che in alcuni tratti ospita alberi monumentali di oltre 200 anni, un luogo affascinante soprattutto in autunno quando i rami sono multicolori.
    Info: valmasino.info A Cortina, nel parco naturale delle Dolomiti, si possono fare escursioni bellissime come quelle al lago di Federa e al bosco di larici di Larieto, arrivando fino al rifugio Mietres. Dal parcheggio di Rio Gere si imbocca il sentiero 211 che in pochi minuti arriva alla tradizionale malga El Brite de Larieto; da qui il sentiero si immerge nel lariceto più grande d'Europa, e uno dei più belli delle Dolomiti, con scorci sul monte Faloria.
    Al bivio si prende il sentiero di sinistra e in pochi minuti la foresta di larici si apre su una vallata circondata dal bosco e dalle cime dolomitiche.
    Info: dolomiti.org Sui colli dell'Appennino emiliano, la Val Nure è la più boschiva tra le alture piacentine, incastonata tra Val d'Arda e Val Trebbia. Ospita numerosi boschi di faggi, castagni, frassini, noccioli, abeti e, tra Albarola e Vigolzone, anche di vigneti che si colorano di rosso e giallo. Durante le escursioni sono tanti i luoghi da visitare, come i borghi di Grazzano Visconti, il castello di Paderna e il santuario gotico della Madonna della Quercia a Bettola. Info: valnure.info Più a sud, sulle pendici dell'Appennino tosco-romagnolo, il Parco nazionale delle foreste casentinesi è considerato il più variopinto d'Italia: ospita, infatti, più di 40 specie di alberi che, in autunno, regalano una vera esplosione di colori e di sfumature giallo-rosse, trasformando il paesaggio in uno spettacolo. Numerose sono le passeggiate nella natura che si possono fare alla scoperta di piccoli gioielli medievali - chiese, eremi, pievi e casolari - che ricoprono il territorio in provincia di Arezzo. Due sono i percorsi più famosi, il Cammino di Francesco e la Via Romea, che si addentrano nei boschi e che consentono di visitare l'eremo di Camaldoli e la valle del Casentino con le sue testimonianze spirituali e culturali. Info: parcoforestecasentinesi.it Canfaito, nelle Marche, è un altopiano protetto a mille metri d'altezza sulle pendici del monte San Vicino, nell'omonima riserva naturale regionale, dove si passeggia tra faggi secolari. Il nome stesso, Canfaito, significa "campo di faggi" e ospita l'esemplare più antico delle Marche, inserito tra i 300 alberi monumentali d'Italia. Si raggiunge da San Severino Marche, in provincia di Macerata, passando per la strada che porta al castello di Elcito e a un bosco di faggi. All'uscita il sentiero prosegue lungo il Viale dei Giganti, un cammino delimitato da faggi secolari. La passeggiata sull'altopiano prosegue verso il belvedere roccioso sulla valle di Matelica da dove lo sguardo spazia fino ai monti Sibillini.
    Info: riservamontesanvicino.it Uno dei punti migliore dove ammirare il foliage nel parco nazionale della Majella, in Abruzzo, è il fitto bosco di faggi della riserva naturale Lama Bianca, a pochi chilometri da Sant'Eufemia in provincia di Pescara. Si può percorrere il facile sentiero in terra battuta da Fonte Lama Bianca a Fonte della Fratta oppure avventurarsi su un anello un po' più impegnativo da Grotta Zappano a Fonte della Chiesa che raggiunge un affaccio panoramico proprio sotto la Majella con la vista che spazia fino al Gran Sasso e al mare. Altrettanto magico in questo periodo è il bosco di sant'Antonio nei pressi di Pescocostanzo con i faggi secolari a forma a candelabro. Info: parcomajella.it In autunno nel parco nazionale della Sila, in Calabria, aceri, pioppi, faggi e castagni si colorano come la tavolozza di un pittore e offrono infinte passeggiate suggestive nella natura.
    Tra i tanti itinerari del più grande altopiano d'Europa c'è un percorso ad anello nella Sila Piccola che parte da Tirivolo, vicino a Zagarise in provincia di Catanzaro, e attraversa sentieri costeggiati da boschi di faggi secolari. Info: parcosila.it (ANSA).
   

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L’atmosfera di Giove scossa da lampi di luce blu

Visti per la prima volta fuori dalla Terra dalla sonda della Nasa Juno

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi La Stazione Spaziale cattura lampi di luce nell’atmosfera della Terra, dove, a differenza di Giove, assumono un colore rosso. (fonte: NASA) (ANSA) La Stazione Spaziale cattura lampi di luce nell’atmosfera della Terra, dove, a differenza di Giove, assumono un colore rosso. (fonte: NASA)

Lampi di luce blu danzano nell’atmosfera di Giove. L’insolito fenomeno, illustrato sulla rivista Journal of Geophysical Research: Planets, è stato catturato per la prima volta in un pianeta diverso dalla Terra dalla sonda della Nasa, Juno (Jupiter near-polar orbiter), che dal 2016 studia Giove da vicino.

Si tratta, sottolineano gli esperti, di lampi di luce transitoria, simili a colorate meduse, molto brillanti e di brevissima durata, come un battito di ciglia. Il fenomeno è stato catturato grazie a uno degli strumenti di Juno per osservare Giove nell’ultravioletto, (Uvs), disegnato per studiare le aurore polari create dalla turbolenta atmosfera del gigante gassoso.

A innescare questi lampi nell’atmosfera superiore, spiega Rohini Giles, tra i responsabili di Juno, “sono scariche di fulmini dovute a temporali negli strati sottostanti. Il colore blu - aggiunge - è legato all’idrogeno, gas di cui l’atmosfera gioviana è ricca”. Anche sulla Terra si possono osservare questi turbolenti fenomeni atmosferici, ma la prevalenza di azoto nell’atmosfera terrestre fa assumere loro una colorazione rossastra.

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Motori termici 'virtuosi', conferma da test Mercedes-Bosch

Prove RDE a Milano, Torino e Roma. Diesel meglio del benzina

Motori Eco Mobilità
Chiudi Motori termici 'virtuosi', conferma da test Mercedes-Bosch (ANSA) Motori termici 'virtuosi', conferma da test Mercedes-Bosch

La mobilità vira verso una flotta circolante sempre più elettrificata. Elettrico, full hybrid, plug-in: ce ne è davvero per tutti i gusti. Motorizzazioni virtuose che presto scalzeranno quelle tradizionali. Anche se, forse, non tutti sanno che i motori termici di ultima generazione sono puliti e virtuosi. E - soprattutto - che quelli diesel, tanto demonizzati negli ultimi anni dopo lo scandalo Dieselgate, sono ancora più ecologici di quelli a benzina.

Parola di Mercedes Benz e Bosch che insieme hanno condotto test sulle emissioni in condizioni di guida reale sulle strade di Milano, Torino e Roma. Le verifiche, condotte da CSI, società del Gruppo IMQ per la verifica di conformità, sono state eseguite utilizzando le procedure RDE (Real Driving Emissions), ovvero su strade aperte al traffico, dove il veicolo si trova a circolare in condizioni non facilmente prevedibili, come code, traffico e semafori, come previsto dagli standard di omologazione WLTP, e anche le stesse attrezzature, costituite da un'apparecchiatura portatile denominata PEMS (Portable Emission Measurement System). Il PEMS è un analizzatore portatile, compatto e leggero montato al posteriore, che permette la misurazione dei principali inquinanti (Ossidi di Azoto - NOx, numero particelle di Particolato - PN) emessi dalle automobili registrando le particelle in uscita dal tubo di scarico e le reazioni dell'elettronica di bordo per il controllo delle emissioni. Sotto la lente vetture con tre diversi tipi di alimentazione: una Classe A 200 d, equipaggiata con un propulsore diesel 2.0 da 150 CV; una Classe B 160, con motore 1.3 benzina da 109 CV e una Classe C 300 de EQ-Power, alimentata da 2.0 diesel Plug-In con una potenza di sistema di 194 + 122 CV (quest'ultima vanta le emissioni di CO2 più basse, 41-38 g/km, ed è l'unica Euro6d temp del gruppo mentre le altre due sono Euro6d "final"). I test RDE portati a termine hanno affrontato tre diverse tipologie di scenario: il primo, a Torino, in condizioni equivalenti a quelle omologative, con oltre 200 parametri e un percorso di circa 90 minuti su strade urbane, extraurbane e autostrade. Il secondo test, a Milano, su percorrenze esclusivamente urbane, ha anche comparato la concentrazione della massa di particolato (PM) in aspirazione con quella allo scarico. Il test nella Capitale ha, per grandi linee, ricalcato modalità e rilevazioni di quello effettuato a Milano.Tra gli elementi più interessanti emersi nel corso dei test è risultato che, i valori medi delle emissioni di ossido di azoto e del numero di particelle allo scarico del motore diesel Euro 6d preso in oggetto, sono inferiori rispetto a quelli della vettura con alimentazione a benzina a iniezione diretta, pur rimanendo entrambe in una fascia decisamente al di sotto dei limiti. Un riscontro ben diverso rispetto a quanto si registrava con le vecchie motorizzazioni diesel, sviluppate prima dell'avvento dei test RDE e del PEMS. In questi casi, le vetture testate su strada, facevano registrare valori reali di emissioni degli NOX molto più elevati rispetto a quelli emersi in laboratorio. In particolare, per quanto riguarda le emissioni di ossidi di azoto (NOx) e polveri sottili (PN) si registrano valori nettamente inferiori ai limiti consentiti. Il valore di NOx su percorso urbano è rimasto sotto i 5 mg/km (20 volte inferiore al limite) mentre il valore di PN si è avvicinato al massimo ad un numero di particelle al chilometro che risulta essere meno della metà di quello previsto sui rulli (durante le prove au banco). I test hanno dato tutti più o meglio gli stessi risultati e, in particolare, a Milano, in presenza di un'alta concentrazione di particolato, come nel caso in cui ci preceda un veicolo particolarmente inquinante, la concentrazione delle polveri allo scarico è risultata fino a 2.000 volte inferiore rispetto a quella dispersa nell'aria dell'ambiente circostante. Nel corso di tutte le sessioni di test non è mai avvenuta alcuna rigenerazione del filtro antiparticolato, che prevede la periodica combustione delle polveri accumulate al suo interno. Questo processo è erroneamente indicato come un importante picco di emissioni, ma recenti studi hanno, invece, dimostrato che, pur considerando la rigenerazione, i livelli di emissione di particolato sono inferiori, pari ad un quinto, della soglia consentita.

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Renault, anomalo boicottaggio chiesto in Turchia da Erdogan

Casa francese socia di Oyak, proprietà fondo pensioni Esercito

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Nubi di tempesta sulla regione turca di Marmara e più precisamente sopra a Bursa, l'ex capitale ottomana a due ore di traghetto da Istanbul. La tensione fra il presidente Tayyip Erdogan e la Francia - anche a seguito della richiesta fatta al popolo turco di boicottare i prodotti francesi - potrebbe infatti impattare sulle attività industriali che la Losanga ha avviato a Bursa fin dal 1969 una importante attività produttiva destinata non solo al mercato locale ma, dagli ultimi anni, anche all'esportazione in Europa. Posseduto al 51% da Renault e al 49% dalla turca Oyak Automotive Logistics Group - che fa capo al fondo pensioni dell'Esercito Turco, del comando generale della Gendarmerie e al comando generale della Guardia Costiera - lo stabilimento di Bursa occupa 6.296 persone ed è uno dei più grandi impianti Renault con una capacità annua di 360mila auto e 750mila motori. In particolare nel 2019 vi sono state costruite 122.451 Renault Clio 5, 152.599 Clio 4, 29.342 Clio 4 Sporter e 137.749 unità di Renault Megane Sedan, nota in alcuni mercati come Fluence. Oltre alla contraddizione di chiedere il boicottaggio di prodotti che sono fabbricati (e quindi creano reddito) da un'azienda partecipata da un settore del proprio apparato militare, il 'caso Renault Oyak' sollevato da Erdogan impatta sulla stessa economia interna del Paese, dato che da Bursa escono i modelli Renault e Dacia che rappresentano oltre il 17% della quota del mercato interno. Quarto partner commerciale della Ue dopo Stati Uniti, Cina e Russia la Turchia è da tempo una roccaforte strategica per le Case automobilistiche e per i produttori di componentistica ad esse collegate.

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Uffizi, dall'1 novembre biglietti scontati

Scattano tariffe bassa stagione, in vigore fino 28 febbraio

ViaggiArt Agenda
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FIRENZE -  Entrano in vigore le tariffe di bassa stagione alle Gallerie degli Uffizi di Firenze valide dal 1 novembre fino al 28 febbraio: per gli Uffizi si pagheranno 12 euro anziché 20, per Palazzo Pitti 10 euro anziché 16.
    A Palazzo Pitti, spiega una nota, è inoltre già attiva una ulteriore agevolazione: chi entra prima delle 9,25 paga la metà del prezzo (dal 1 novembre 5 euro). Nel biglietto è inclusa anche la possibilità di accedere gratis per i successivi cinque giorni al museo Archeologico e al museo dell'Opificio delle Pietre dure, secondo gli accordi validi già da qualche anno.
    Sempre disponibili i PassePartout annuali ad accesso completo di tutto il complesso museale. "In questo momento così particolare - commenta il direttore delle Gallerie Eike Schmidt - ci sono, comprensibilmente e giustamente, poche persone in giro, e questo vale anche per i musei. Dunque è il momento migliore per visitare Uffizi e Palazzo Pitti in totale quiete e relax, godendo appieno di una esperienza contemplativa e di immersione totale nell'arte e da novembre tutto questo sarà possibile farlo praticamente a metà prezzo. È un'occasione da non perdere".
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Sanità: Sant'Orsola laboratorio nazionale produzione Car-T

Zinzani, guarito 30-35% di parte pazienti con linfomi aggressivi

Salute & Benessere Medicina
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(ANSA) - BOLOGNA, 30 OTT - L'Irccs Policlinico Sant'Orsola potrebbe diventare "factory" nazionale, con il supporto ministeriale, per la produzione in ambito sperimentale di terapie cellulari Car-t, "per creare nuovi prodotti partendo dai linfomi ed esplorando poi altre patologie ematologiche e, perché no, oncologiche". Lo ha annunciato, specificando che "la risposta definitiva arriverà tra alcuni mesi", Luigi Zinzani, professore dell'Istituto di Ematologia 'Seragnoli' dell'Irccs Policlinico Sant'Orsola di Bologna.
    Questa mattina, durante una conferenza stampa organizzata per fare il punto su ricerca e trattamento dei linfomi, si è soffermato su questa "efficace" terapia cellulare": "Vengono prelevati dal paziente i linfociti e in laboratorio vengono ingegnerizzati nei confronti del linfoma di quel paziente - ha spiegato - grazie a questa terapia riusciamo a guarire un 30-35% del setting dei pazienti con linfomi aggressivi che sono all'ultima spiaggia. Oggi abbiamo le Car-T in commercio, come 'Seragnoli', tra gennaio e marzo, partiremo con tre trial clinici di Car-T sperimentali nell'ambito dei linfomi. Uno di questo è le Car-T da donatore: ci avviciniamo al discorso del trapianto allogenico. Se per quelle standard oggi dobbiamo aspettare 3-4 settimane, per ricevere dalla factory i linfociti ingegnerizzati, usando le Car-T da donatori si può avere questo preparato in 4-5 giorni. Di questo studio con le Car-T allogeniche saremo unico centro in Italia".
    Per quanto riguarda i linfomi, ha sottolineato il professore, le possibilità di guarigione "dagli anni Ottanta a oggi, sono passate dal 30-35% all'80%. Una percentuale - ha spiegato - raddoppiata". La struttura bolognese, che accoglie 500 nuovi pazienti ogni anno e al momento conta oltre a 80 studi attivi di nuovi farmaci, "non si è mai fermata durante l'emergenza coronavirus - ha concluso - garantendo assistenza ai pazienti".
    (ANSA).
   

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Citroën Berlingo vince premio 'Best Large Car' di Autocar

Riconoscimento durante i Britain's Best Cars Awards 2020

Motori Attualità
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Citroën Berlingo è stato premiato con il riconoscimento 'Best Large Car' nella cerimonia inaugurale Autocar 'Britain's Best Cars Awards' per il 2020. L'iniziativa Autocar's all-new 'Britain's Best Cars' mette in evidenza le migliori autovetture, nella fascia centrale del mercato, in vendita in questo momento in UK. Il multispazio Citroën Berlingo è stato premiato dalla giuria per il suo comfort, il suo spazio al vertice del segmento e la versatilità degli interni.

Il multispazio Citroën Berlingo ha aggiunto il titolo di 'Best Large Car' alla sua lista di riconoscimenti in continua crescita, tra i 'Britain's Best Cars Awards' di Autocar. Citroën Berlingo è stata descritta dalla giuria di esperti come la "vettura più pratica e desiderabile a cui possiamo pensare", elogiata per la sua eccezionale versatilità e spazio a bordo - i criteri chiave per questa categoria di premio.

Quest'ultimo riconoscimento per Citroën Berlingo è ancora più sorprendente se si considera che Best Large Car è una delle sole dieci categorie di veicoli all'interno dei Britain's Best Cars Awards di Autocar.

Dal suo lancio nel 2018, la terza generazione di Berlingo ha vinto numerosi premi, tra cui What Car? "MPV of the Year" 2020 e "Best Medium Family Car" ai Parkers "New Car Awards" 2020.

I " Britain's Best Cars Awards " di Autocar sono nati per mettere in evidenza i migliori veicoli nella fascia centrale del mercato. Quest'anno, la cerimonia di premiazione si è svolta sotto forma di un evento online a sé stante, ma la volontà è quella di farla diventare parte dei principali Autocar Awards che ripartiranno a maggio 2021.

''Un gran numero di acquirenti amerà la funzionalità e l'estrema praticità di Berlingo. Nella sua ultima versione, Berlingo è migliorato grazie alla disponibilità dell'eccellente motore a benzina della Marca a tre cilindri da 1,2 litri o alla scelta di motori Diesel molto rispettosi dell'ambiente. In alcune combinazioni è possibile avere anche il cambio automatico a otto rapporti'' ha dichiarato il direttore di Autocar, Mark Tisshaw. ''Citroën ha preso la saggia decisione di dotare le versioni top di gamma di tutti quegli equipaggiamenti che migliorano la vita a bordo: sistema di frenata di emergenza, head-up display, climatizzatore, telecamera di retromarcia e molto altro. Un Berlingo ben equipaggiato è una delle auto più comode (sia per quanto riguarda i sedili che per la qualità delle sospensioni)'' ha aggiunto.

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Mercedes Benz Cars, Maurizio Zaccaria direttore Vendite

Gianluigi Riccioni sarà direttore Customer Services

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Chiudi Maurizio Zaccaria (ANSA) Maurizio Zaccaria

Dal primo gennaio 2021 Maurizio Zaccaria sarà il nuovo direttore Vendite Mercedes-Benz Cars. Un passaggio di testimone con Gianluigi Riccioni che assumerà, l'incarico di direttore Customer Services. Romano, 49 anni, laureato in Business and Administration, Maurizio Zaccaria andrà a ricoprire il ruolo direttore Vendite Mercedes-Benz Cars dopo lungo percorso professionale in Mercedes-Benz Italia, iniziato nel 1997 e caratterizzato da incarichi di crescente responsabilità nelle aree Marketing e Sales dei Commercial Vehicles. Dopo un'importante esperienza internazionale in Daimler Middle East and Levant nel ruolo di Head of Sales and Marketing Daimler Trucks North America, nel 2013 torna in Italia in Mercedes-Benz Roma, prima in qualità di Responsabile Sales Commercial Vehicles e in seguito in qualità di Head of Sales smart. A luglio 2018, entra a far parte della squadra MB Cars Italia, assumendo la responsabilità della direzione smart e Innovative Sales collaborando al disegno dell'organizzazione del futuro con il suo approccio innovativo e decisamente 'smart'. Dopo aver guidato le vendite MB Cars negli ultimi 16 anni, con oltre un milione di vetture vendute, Gianluigi Riccioni, assumerà la responsabilità della direzione Customer Services MBC. Cinquantatrè anni di Fabriano, ma adottato dalla Capitale, dopo un'esperienza in FCA (allora Gruppo Fiat), con crescenti responsabilità nei diversi brand, Riccioni entra a far parte del Gruppo Daimler nel 2004, come Direttore Vendite Vetture. Nel 2008 assume anche la responsabilità delle flotte e successivamente dell'usato. Riccioni, sostituirà Udo Herbert, che dal prossimo 31 dicembre lascerà l'azienda per dedicarsi a nuove sfide professionali.

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Suzuki GSX-R, nel 2021 parte Racing Academy su pista

In pista con istruttori per imparare 'segreti' della velocità

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(ANSA) - MILANO, OCT 30 - Arriva la GSX-R Racing Academy di Suzuki per gli amanti della pista. Sull'onda del successo della V-Strom Academy, la casa giapponese ha infatti deciso di dare vita a una nuova scuola, dedicata questa volta alla guida sportiva in pista. L'iniziativa, che partirà nel 2021, offrirà agli appassionati di guida sportiva e agli amanti della GSX-R l'opportunità di vivere giornate tra i cordoli dei più celebri circuiti italiani e di perfezionare la loro tecnica di guida.

Gli appuntamenti della GSX-R Racing Academy si svolgeranno su piste prestigiose come il Misano World Circuit e l'Autodromo del Mugello e i motociclisti potranno scegliere se frequentare i corsi con la propria GSX-R oppure noleggiare una GSX-R1000R tra quelle messe a disposizione dell'Academy. La scelta è caduta sulla GSX-R perché è la moto di Suzuki che incarna da oltre 35 anni l'essenza della sportività del marchio. Il corso è indicato a chi ha già una buona confidenza nella guida su strada ma vuole trasformare le nozioni di guida sicura in chiave sportiva, quindi a quel pilota che vuole conoscere GSX-R1000R nell'aspetto più racing, prima di finalizzarne l'acquisto. Il corso è inoltre rivolto ai proprietari di GSX-R desiderosi di testare le doti della moto in totale sicurezza. La GSX-R Academy offrirà all'amatore l'opportunità di passare una giornata in pista alla guida di una supersportiva sotto la supervisione di qualificati istruttori. I corsi avranno l'obiettivo di migliorare la comprensione e la padronanza delle traiettorie, familiarizzare con le curve nell'ottica di guida sportiva, imparare i limiti e gestire le reazioni di una moto, prevenderanno un programma didattico che alternerà brevi sessioni teoriche a test di guida in pista. I briefing riguarderanno argomenti come la sicurezza in pista, la posizione di guida ideale, le traiettorie corrette, il funzionamento dei dispositivi tecnologici presenti sulla GSX-R1000R (come Traction control, Abs cornering e Launch control) e la messa a punto delle sospensioni. Il calendario 2021 della GSX-R Racing Academy è ancora in via di definizione.

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118, aumento esponenziale emergenza in tutte le regioni

"Cresciuto vertiginosamente il numero dei contagiati con sintomi"

Salute & Benessere Sanità
Chiudi 118: aumento esponenziale emergenza in tutte le regioni (ANSA) 118: aumento esponenziale emergenza in tutte le regioni

"In questi giorni stiamo registrando in tutte le regioni un aumento esponenziale della pressione sull'emergenza territoriale 118, così come sui reparti ospedalieri di area critica. E' in crescita l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva e sub-intensiva: le nostre ambulanze trovano difficoltà sempre maggiori nella presa in carico da parte dei presidi ospedalieri dei pazienti, sospetti o positivi al virus, o affetti da altre patologie. Sono enormemente rallentati anche i percorsi dell'emergenza-urgenza ordinaria". Lo ha detto il presidente nazionale del 118 Mario Balzanelli. 

Più contagiati con sintomi rispetto a prima fase

"Rispetto alla prima fase dell'epidemia, è cresciuto vertiginosamente il numero dei contagiati con sintomi. Sia con insufficienza respiratoria acuta di gravità intermedia, che con polmoniti interstiziali e saturazione bassissima. E' questo il motivo che manda in crisi i reparti di terapia subintensiva e di medicina d'urgenza ospedaliera. E siamo solo all'inizio della stagione invernale: abbiamo un disperato bisogno che la prima linea di intervento venga rafforzata subito". Lo ha detto il presidente nazionale della Sis 118 Mario Balzanelli.

l presidente del 118 sottolinea inoltre: "Non è vero che in ospedale ci stanno andando le persone con situazioni acute minori (i cosiddetti codici verdi). La gente ha il terrore di contrarre il virus in ospedale e non chiama il 118 se ha sintomi che non siano gravi".

 

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Elmar Degenhart Ceo Continental AG lascia per ragioni salute

Nominato undici anni fa doveva restare in carica fino al 2024

Motori I protagonisti
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Elmar Degenhart, che negli ultimi 11 anni ha guidato come Ceo il colosso tedesco delle forniture auto Continental AG, ha comunicato che si dimetterà dal prossimo 30 novembre a causa di problemi di salute. Degenhart, che ha 61 anni, ha chiesto all'azienda di anticipare la risoluzione del suo contratto, prima della scadenza naturale nel 2024, per poter seguire cure sanitarie preventive immediatamente necessarie. L'uscita di Degenhart - che secondo fonti di stampa dovrebbe essere sostituito da Nikolai Setzer, a capo del settore forniture automotive - verrà confermata in una riunione del consiglio secondo quanto stabilito dal presidente Wolfgang Reitzle.

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Programmi Mini, non ci sono solo inediti modelli elettrici

Una City Car EV e Countryman SE ma anche sviluppo motori termici

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Chiudi Programmi Mini, non ci sono solo inediti modelli elettrici (ANSA) Programmi Mini, non ci sono solo inediti modelli elettrici

Mini ha annunciato un programma di ridefinizione della propria gamma con un preciso focus sullo sviluppo della mobilità elettrica, un maggior impegno nei segmenti compact e crossover premium e il rafforzamento della presenza nel mercato cinese. ''Mini ha sempre fornito la risposta a sfide molto speciali in relazione alla mobilità individuale - ha detto Bernd Korber, head of Mini - e ancora oggi la volontà di reinventare lo status quo continua a caratterizzare il nostro marchio. Oltre alla mobilità elettrica, sarà cruciale per il futuro di Mini la possibilità di raggiungere nuovi clienti e nuovi mercati''.Oggi l'offerta del modelli elettrificati (con la sola Mini Countryman Plug-in Hybrid) ed elettrici (Mini Cooper SE) costituisce il 10% di tutte le nuove immatricolazioni del marchio, ma in futuro - si legge nella nota dell'azienda del Gruppo Bmw - Mini garantirà ai clienti di tutto il mondo una guida a zero emissioni grazie a una gamma completamente elettrificata. Tuttavia, nel rispetto della strategia varata dal Gruppo di Monaco, Mini continuerà a offrire motori termici altamente efficienti, soluzione ideale per quei clienti e mercati i cui bisogni di mobilità non possono essere ancora soddisfatti da modelli completamente elettrici. ''Stiamo portando avanti l'approccio Power of Choice perseguito da Bmw Group - ha sottolineato Korber - attraverso una vasta gamma di motori a benzina e diesel, sistemi ibridi plug-in e guida completamente elettrica, per soddisfare le esigenze e le aspirazioni dei nostri clienti in tutto il mondo. Questo ci consente di creare le condizioni ideali per una futura crescita del marchio sui mercati globali''. Mini ha anticipato al riguardo che in futuro la gamma 100% a batteria comprenderà, oltre alla Mini 3 porte Hatch, anche un nuovo crossover nel segmento delle city car e un nuovo crossover compatto (la versione SE della Countryman). E resterà possibile la scelta fra motori a combustione interna convenzionali per le city car e i crossover compatti. Infatti - spiega l'azienda - alla Countryman, modello di successo, si affiancherà un altro crossover per il segmento più piccolo, dotato esclusivamente di motorizzazione elettrica mentre la prossima generazione di Mini Countryman sarà disponibile sia con motori a combustione sia elettrici, per andare incontro alle differenti richieste dei clienti in tutto il mondo. Il periodico britannico Auto Express ha ricostruito quello che potrebbe essere l'aspetto ella 'piccola' Mini urbana 100% elettrica (potenziale rivale in Cina per la Smart che sarà egualmente costruita al 100% in quel Paese) e della Countryman SE anch'essa spinta solo dall'energia della batteria. Ma non è tutto: lo sviluppo della gamma Mini punterà ad intercettare la crescente richiesta di molti clienti in termini di spazio e versatilità, con l'introduzione di un ulteriore modello nel segmento delle compatte premium che, viene sottolineato, resterà fedele al principio dell'utilizzo creativo dell'abitabilità interna tipico di ogni Mini. ''Preservare lo stile unico delle Mini è parte della nostra responsabilità nei confronti del marchio e dei nostri clienti - ha detto Korber - affinché ogni nuovo modello non possa che essere una Mini''.

Altro punto 'forte' della nuova strategia della marca del Gruppo Bmw sarà una maggiore presenza sul mercato cinese. Mini lo farà sfruttando a breve il passaggio dal suo status di marchio di importazione a produttore locale automotive. Basati su una nuova architettura sviluppata da zero per la e-mobility, i nuovi modelli elettrici Mini saranno prodotti in Cina a partire dal 2023, in collaborazione con il produttore locale Great Wall Motor.

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Peugeot 3008, per GT c'è anche Black Pack

Particolari di design tra colorazione scura, cerchi e altro

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Per il restyling di Peugeot 3008 c'è anche la nuova opzione Black Pack. Per il prossimo arrivo in Italia del restyling del modello della casa del leone, con un design rinnovato e nuove tinte di carrozzeria, ci sarà infatti anche la possibilità di renderlo ancor più distintivo con la nuova opzione. Disponibile a richiesta sugli allestimenti GT e GT pack, questa nuova personalizzazione attribuisce una colorazione scura a diversi elementi di Nuovo SUV 3008, quali la griglia della calandra ed il leone presente al centro di essa, i monogrammi 3008, GT e Peugeot che assumono un colore nero satinato, le cornici dei finestrini nere e tanti altri particolari estetici che, assieme ai cerchi in lega da 19'' Washington di colore nero Onyx, contribuiscono darle ad una personalità ancor più marcata. In quanto a design, il nuovo 3008 ha numerose novità, a cominciare dal frontale totalmente rivisto, con la presenza di una calandra senza cornice, con una trama che si fonde con il resto del paraurti in cui è inserita.

Disponibile come optional a 500 euro sull'allestimento GT e a 300 euro su GT Pack, il pacchetto Black Pack attribuisce una colorazione scura alla griglia anteriore ed il logo del leone presente al suo interno adottano un effetto dark chrome, mentre i monogrammi 3008, GT e Peugeot assumono una colorazione dark chrome ma satinata, elemento che li fa risaltare sulle superfici lucide della carrozzeria. Il profilo anteriore sotto la griglia paraurti si presenta di colore nero brillante, così come la soglia del paraurti posteriore ed anche il profilo laterale presente tra i parafanghi anteriori ed il cofano. Stessa tinta e tonalità adottata anche dal padiglione, ma non dalle barre al tetto, perché queste ultime hanno una superficie nera satinata.Infine, gli inserti alla base delle portiere sono in grigio tugstene.

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Covid: al via l'accordo per i tamponi rapidi da medici e pediatri

Aumento esponenziale della pressione sull'emergenza territoriale 118

Salute & Benessere Medicina
Chiudi Test rapido sierologico per il Covid-19 (ANSA) Test rapido sierologico per il Covid-19

 "Con la ratifica in sede di Conferenza Stato-Regioni di oggi, ora possiamo dare il via alla fase operativa dell'Accordo per l'esecuzione dei test rapidi di accertamento del Covid da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri": lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. Un passaggio fondamentale, prosegue Bonaccini, "per far partire il rafforzamento e il potenziamento delle attività di prevenzione e controllo del contagio in modo più capillare sul territorio". Il presidente ha assicurato che "stiamo già verificando i quantitativi e le modalità di distribuzione dei test. Infatti in collaborazione con il Ministero della Salute e l'Agenas sono già stati avviati in contemporanea i Tavoli tecnici che si occuperanno della quantificazione dei fabbisogni e della distribuzione dei test antigenici".

118: cresce l'emergenza - "Rispetto alla prima fase dell'epidemia, è cresciuto vertiginosamente il numero dei contagiati con sintomi. Sia con insufficienza respiratoria acuta di gravità intermedia, che con polmoniti interstiziali e saturazione bassissima. E' questo il motivo che manda in crisi i reparti di terapia subintensiva e di medicina d'urgenza ospedaliera. E siamo solo all'inizio della stagione invernale: abbiamo un disperato bisogno che la prima linea di intervento venga rafforzata subito". Lo ha detto il presidente nazionale della Sis 118 Mario Balzanelli sottolinenado come in questi giorni si stia registrando 'in tutte le regioni un aumento esponenziale della pressione sull'emergenza territoriale 118, così come sui reparti ospedalieri di area critica. E' in crescita l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva e sub-intensiva: le nostre ambulanze trovano difficoltà sempre maggiori nella presa in carico da parte dei presidi ospedalieri dei pazienti, sospetti o positivi al virus, o affetti da altre patologie. Sono enormemente rallentati anche i percorsi dell'emergenza-urgenza ordinaria".  Il presidente del 118 aggiunge inoltre: "Non è vero che in ospedale ci stanno andando le persone con situazioni acute minori (i cosiddetti codici verdi). La gente ha il terrore di contrarre il virus in ospedale e non chiama il 118 se ha sintomi che non siano gravi"

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'Robottizzati', esperimenti di moda con robot in mostra

A Roma da un'idea e a cura di Dominella e Mariotto

Lifestyle Moda
Chiudi Robottizzati. Esperimenti di moda in mostra a Palazzo WeGil a Roma (ANSA) Robottizzati. Esperimenti di moda in mostra a Palazzo WeGil a Roma

 "Poteva sembrare una follia mettere i robot a posto dei manichini con addosso abiti di Armani e di Moschino, pensando di fare una mostra dove la robotica incontra la moda e la cultura mecha, in un momento difficile come questo tra l'altro. Invece eccoci qui, siamo fieri di aver creato un evento del genere a Roma".   Parola di Stefano Dominella, presidente della Gattinoni, che ha ideato e curato, con la direzione artistica di Guillermo Mariotto, che disegna la stessa maison, la mostra "Robottizzati. Esperimenti di moda" presentata con l'assessore della Regione Lazio, Alessandra Troncarelli e a Rosalinda Celentano. La mostra, realizzata da Laziocrea con il patrocinio di Unindustria Lazio, è ospitata dal 31 ottobre al 24 gennaio 2021, a Palazzo WeGil, hub culturale a Trastevere della Regione Lazio, promotrice dell'evento, spazio aperto per la prima volta alla moda.
In mostra, abiti griffati su manichini tecnologici e robot: i capi iconici di grandi stilisti (da Courrèges a Pierre Cardin, da Paco Rabanne a Thierry Mugler, da Yamamoto a McQueen, passando per Armani, Moschino, Prada, Ferrè) e le creazioni di designer giovani allevati da Dominella, dialogano idealmente in un gioco di suggestioni e rimandi, con i robot in metallo della collezione privata di Roberto Pesucci di 40 chogokin, robot in metallo pensati per collezionisti adulti. "Ho vissuto per cinque mesi a Nagoya in Giappone - rivela Dominella- e ho capito il significato dei robot per i giapponesi. I mecha, robot di dimensioni straordinarie comandati da un pilota all'interno, come Mazinga Z, Gundam, i Transformers, rappresentano per loro la fusione tra uomo e macchina, sono robot col cuore che incarnano l'idea del samurai, eroi contemporanei, i nuovi dèi, ì supereroi dell'Oriente". Dopo tre anni ha preso forma la mostra con cui Dominella ha ricercato l'influenza della cultura dei mecha sulla moda e viceversa.
La mostra parte dall'allunaggio - racconta Dominella - visto che il primo uomo sulla Luna nel 1969, avvolto nella sua tuta spaziale, assomiglia a un robot, a un mecha. La tuta spaziale esposta è quella realizzata dalla Sartoria Nori per Harrison Ford in Apollo 3. Ma la prima missione, quella dell'Apollo 11 ha suggestionato tutta la moda e il costume a seguire. Addirittura ben prima del 1969 gli stilisti hanno iniziato a ispirarsi all'evento epocale utilizzando tessuti metallici, lurex, alluminio, paillettes e plexiglass. André Courrège è stato il primo nel 1964 con la collezione Space age. E proprio alcuni pezzi iconici di Courrèges, precursore della Sputnik couture, ispirata ai romanzi di Isaac Asimov e di Philip K. Dick, sono protagonisti della mostra". Sempre intorno al potere attrattivo della Luna, ruota il brand di calzature Moon Boot, nato proprio il 20 luglio del 1969, il giorno dell'allunaggio. Anche Philippe Plein ha creato tute luccicanti ricoperte di cristalli e ha fatto sfilare in passerella un robot di dimensioni giganti che tiene per mano la top model Irina Shayk. "La Golden Lady Company - aggiunge Dominella - ha realizzato per la mostra con Mariotto, 300 collant coloratissimi ispirati ai robot giapponesi esposti". Al WeGil sono presenti le creazioni dei grandi nomi della moda internazionale, alcune delle quali provenienti da archivi storici e da collezionisti. "Questi capi li abbiamo Robottizzati" ironizza Mariotto. "Ma forse quando Armani o Moschino li hanno realizzati non pensavano ai robot" commenta Dominella. In mostra anche alcuni celebri costumi di scena di film fatti dalle sartorie cine-teatrali Nori e Farani, i gioielli-insetto-robot realizzati dall'orafo Gianni De Benedittis del brand FuturoRemoto, il grande Gundam realizzato con la stampante 3D dal designer Silvio Tassinari di FabFactory, e i Robot Realistic, manichini robot dalle sembianze femminili e maschili dell'azienda milanese La Rosa.

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Halloween fra le stelle, galassie e nebulose come zucche e teschi

Fotografate da Hubble e dal telescopio Vlt in Cile

Scienza & Tecnica News
Chiudi La nebulosa del Teschio fotografata dal Very Large Telescope in Cile (ESO) (ANSA) La nebulosa del Teschio fotografata dal Very Large Telescope in Cile (ESO)

Zucche e teschi: sono decisamente in tema con Halloween le ultime immagini che arrivano dallo spazio. La prima immagine raffigura una galassia simile ad una zucca larga quasi 109.000 anni luce, cioè all'incirca il diametro della Via Lattea; è stata fotografata dal telescopio spaziale Hubble della Nasa ed Esa (Agenzia spaziale europea). Una seconda immagine è invece somigliante ad un teschio iniettato di sangue che fluttua nello spazio, è stata catturata dal VLT (Very Large Telescope) dell'Eso (European Southern Observatory) in Cile.

La gigantesca zucca galattica ha al centro due fantasmatici occhi luminosi e un ghigno un po' storto: a darle queste sembianze sono i primi stadi di una collisione tra due galassie, chiamate NGC  2292 e NGC  2293, mentre il sorriso bluastro sarebbe dovuto ad ammassi di stelle neonate. Il colore arancio-rossastro da zucca viene dal bagliore delle stelle rosse che stanno invecchiando presenti nelle due galassie, mentre i due occhi luminosi sono concentrazioni di stelle intorno a due buchi neri supermassicci. Quello che sembra un teschio fluttuante invece è il residuo di una stella morta da tempo, annidato nel ventre della Balena: si tratta della Nebulosa Teschio, associata ad una coppia compatta di stelle intorno a cui orbita una terza stella.

È la prima nebulosa planetaria di questo tipo che sia stata scoperta. Nota anche come NGC 246, la Nebulosa Teschio si trova a circa 1600 anni luce dalla Terra. Si è formata quando una stella simile al Sole ha espulso i propri strati esterni durante la sua 'vecchiaia', lasciando solo il nucleo nudo - una nana bianca - una delle due stelle che si vedono proprio al centro di NGC 246.

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Piaggio riqualifica fabbrica Moto Guzzi per 100 anni marchio

Progetto per Mandello al Lario dell'archistar Greg Lynn

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Avrà un nuovo respiro lo stabilimento di Moto Guzzi. In occasione del centenario del marchio, che verrà celebrato il prossimo anno, il cda di Piaggio ha approvato il progetto di riqualificazione della storica fabbrica di Mandello del Lario (Lecco), affidandolo a Greg Lynn, architetto e designer statunitense di fama mondiale oltre che ceo di Piaggio Fast Forward, Il progetto prevede un'importante riqualificazione conservativa che coinvolgerà tutta l'area, dalla produzione agli uffici, all'ala museale dove sono esposti i modelli di Moto Guzzi che ripercorrono la storia dell'azienda dal 1921 ad oggi.


    Riguardo al gruppo Piaggio nel suo complesso, è stato intanto ampliato il dipartimento di E-Mobility dedicato allo sviluppo di componenti core di veicoli elettrici a 2, 3 e 4 ruote. A Pontedera saranno realizzati nuovi uffici e laboratori dedicati e verrà rafforzata la struttura organizzativa che a regime sarà composta da circa 40 ingegneri specializzati in elettronica, meccanica ed elettrotecnica. 

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Covid: Car, ingresso gratuito per ristoratori, gastronomie e bar

Iniziativa al via dal 1 novembre. Assistenza per Bonus Lazio Km0

Terra & Gusto In breve
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ROMA - Ingresso gratuito dal 1 novembre al Centro agroalimentare di Roma (Car) per tutti i ristoratori, titolari di gastronomie e bar per "facilitare l'approvvigionamento di merce fresca e freschissima, sia nel comparto ortofrutta che per quello ittico". L'iniziativa è adottata per il "momento di grande difficoltà e preoccupazione per tutto il settore della ristorazione, dei bar e delle gastronomie". Per accedere alla mercato all'ingrosso- spiega una nota- bisognerà presentarsi al Centro Accoglienza del Car con una copia dell'iscrizione alla Camera di Commercio indicante il codice ateco di appartenenza. Viene specificato inoltre che "chi già in possesso di badge Car, inerente le attività di cui alla promozione, avrà riaccreditati tutti gli ingressi utilizzati durante il periodo promozionale". Il Car aggiunge inoltre che "a seguito dell'iniziativa promossa dalla Regione Lazio, meglio nota come bando Bonus Lazio Km0 e ideata per dare supporto agli esercenti di somministrazione di alimenti con l'emissione di un voucher a fondo perduto per l'acquisto di prodotti agroalimentari del Lazio, i pubblici esercizi che si riforniranno nei mercati e che vorranno avvalersi della promozione regionale verrà offerto supporto tecnico". "Con le chiusure anticipate di ristoranti bar e gastronomie - dichiara Fabio Massimo Pallottini, direttore generale di Car - si prevede che la perdita annuale per la filiera agroalimentare per Roma e Lazio sia superiore ai 10 miliardi di euro, di cui tra i 2 e 3 mld riguarderanno proprio i settori dell'ortofrutta dell'ittico.

Cifre che fanno paura e che preoccupano per la "tenuta" del sistema. E' per questo che dovremmo cercare di agevolare la ristorazione almeno nelle attività di approvvigionamento".

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Covid: Cia, agriturismi pronti per pranzi e cene a domicilio

L'iniziativa è in programma per il fine settimana

Terra & Gusto In breve
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Dopo aver promosso in tutt'Italia le consegne a domicilio di latte, carne, frutta e verdura, le aziende agricole di Cia-Agricoltori Italiani sono pronte a rilanciare per il fine settimana, in questo momento di emergenza sanitaria, l'iniziativa che invita a raggiungere gli agriturismi per un pranzo in sicurezza o a farsi consegnare direttamente a casa i piatti regionali preparati dagli Agrichef degli agriturismi associati.

"Nel pieno rispetto delle regole dettate dai decreti governativi, i cittadini che, dunque, preferiranno- spiega una nota- rimanere a casa oppure organizzare una cena con i piatti locali, potranno così ordinare dal loro agriturismo di riferimento, il menù della festa, il piatto di stagione, la specialità contadina, preparata dalle mani degli Agrichef di Cia, ovvero cuochi e cuoche di comprovata abilità ed esperienza che esercitano il loro mestiere all'interno della cucina delle strutture agrituristiche, impegnandosi a trasformare principalmente produzioni agricole aziendali o di prossimità".

"Un modo- -spiega il presidente nazionale di Cia Dino Scanavino per non perdere il rito, importantissimo, del pranzo della domenica, anche ora che la routine quotidiana è sconvolta e anche per rafforzare ancora il legame tra cittadini e agricoltori, per avvicinare sempre di più la campagna, l'azienda di prossimità alla vita in casa. Solo insieme possiamo superare quest'emergenza". Viene ricordato che tutte le iniziative che Cia-Agricoltori Italiani sta portando avanti dall'inizio della pandemia da Covid e in particolare con il lockdown per arginarne la diffusione, trovano spazio sul portale dedicato "I Prodotti dal campo alla Tavola" (ANSA).

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Audi A1, ancora più tecnologica con piattaforma MIB 3

Infotainment e assistenza in linea con le 'sorelle' maggiori

Motori Componenti & Tech
Chiudi Audi A1, ancora più tecnologica con piattaforma MIB 3 (ANSA) Audi A1, ancora più tecnologica con piattaforma MIB 3

In vista del 2021 Audi A1 si arricchisce sul fronte digitale con la piattaforma MIB 3.

 


L'equipaggiamento del modello che di fatto rappresenta la porta d'ingresso nella galassia dei quattro anelli, fa infatti un passo in avanti grazie all'infotainment arricchito e ai nuovi servizi Audi connect. La 'piccola' della casa tedesca, ispirata esteticamente alla storica Audi ur-quattro, la seconda generazione di Audi A1 Sportback è caratterizzata da sistemi d'infotainment e assistenza al conducente al livello delle 'sorelle' di categoria superiore. Forte di una potenza di calcolo nettamente superiore rispetto al precedente sistema MIB 2+, di una velocità più elevata nell'esecuzione dei comandi e di una migliore gestione della RAM, la piattaforma MIB 3, top di gamma dell'offerta d'infotainment Audi, è condivisa dall'intera gamma high-end dei quattro anelli e ora, per la prima volta nella storia del marchio, viene dedicata ad Audi A1.

All'affinamento delle funzioni di navigazione, l'aggiornamento delle mappe avviene infatti mensilmente e senza costi anziché ogni tre mesi, si accompagna la possibilità di attivare il comando vocale anche tramite i comandi 'Hey Audi' e 'Alexa'.

L'adozione della piattaforma MIB 3, consente anche alla gamma Audi A1 di disporre di un'inedita dashboard per la schermata home del display MMI touch, così da rendere più rapide alcune operazioni di uso comune e favorire l'interattività del sistema.

L'ampliamento delle funzioni Audi connect prevede poi la possibilità di attingere a informazioni dettagliate sul traffico. I servizi sono fruibili tramite la SIM card installata permanentemente nel veicolo. L'aggiornamento dell'infotainment di Audi A1 include l'adozione di prese USB di tipo C, più compatte e bidirezionali rispetto alle precedenti di tipo A, con funzione dati e ricarica per la riproduzione musicale mediante supporto portatile, ad esempio USB o lettore MP3.

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Nell'era Covid italiani risparmiano e acquistano solo beni essenziali

Osservatorio Selligent, interessati alle spese solo se c'è valore aggiunto

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano foto iStock. (ANSA) La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano foto iStock.

In questo periodo di incertezza, il 64% degli italiani si concentra sui beni essenziali e acquista solo se percepisce un elevato valore di ritorno. È quanto emerge dall’Osservatorio Globale di Selligent sulle abitudini dei consumatori: il 59% del campione ritiene che, nell’interazione con i brand, le comunicazioni relative a offerte e saldi, specie se personalizzate, siano le più interessanti. Cade ogni anno il 31 ottobre la Giornata Mondiale del Risparmio, una ricorrenza istituita nell’ottobre del 1924 durante il 1° Congresso Internazionale del Risparmio, e da allora organizzata ogni anno da Acri, l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria e delle Casse di Risparmio Spa. Al centro dell’iniziativa, c’è il concetto di risparmio come base dell’educazione non solo economica della società, ma più in generale come disciplina fondamentale di tutta la comunità, per un uso migliore, individuale e sociale, della ricchezza.

Una giornata che assume un significato ancora più importante quest’anno, alla luce dei cambiamenti socioeconomici innescati dalla pandemia da Covid-19 che, tra le innumerevoli conseguenze, ha accresciuto anche l’attenzione e l’attitudine degli italiani verso il risparmio. Come emerge dal rapporto Acri-Ipsos, in occasione della Giornata del Risparmio
Nella terza edizione dell’Osservatorio Globale di Selligent sulle abitudini dei consumatori, uno studio globale condotto su 5.000 consumatori, focalizzato sulle interazioni con i brand e le aspettative verso i marchi, emerge che la pandemia ha avuto conseguenze negative sul lavoro e sul reddito dell’81% dei rispondenti italiani, contro il 75% degli interpellati a livello globale. Ne consegue un evidente e diretto impatto sulla spesa dei consumatori: il 64% di loro si concentra, infatti, principalmente sull’acquisto di beni essenziali. A compensare, ci pensano però le vendite online, che sembrano “reggere” ancora bene, e l’emergere di nuove necessità connesse dalle nuove abitudini dettate dalla situazione attuale. Ad esempio, il 65% degli italiani – contro il 58% delle statistiche globali, considera lo smart working come parte integrante del proprio futuro, e il 56% dichiara di voler effettuare nuovi acquisti per riflettere questo nuovo stile di vita da remoto.
Il nuovo consumatore, comprensibilmente più cauto nelle spese, si conferma però interessato a spendere quando ha la certezza di avere un ritorno di valore particolarmente significativo. Il 59% degli intervistati ritiene infatti che, nell’interazione con i brand, le comunicazioni relative a offerte e saldi siano le più interessanti, in particolare se calibrate in base alle proprie esigenze. Proprio per questo, per i marchi sarà sempre più importante, per incoraggiare l'acquisto da parte dei consumatori, porre l’enfasi sul valore aggiunto garantito dal prodotto. 

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Capelli Corti, anzi cortissimi. Cos'è il pixie-cut e perchè le giovani lo amano

La storia è lunga, parte da Audrey Hepburn e finisce a TikTok, attualizzata con ciocche fluo 'a tendina'

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi US actress Kristen Stewart (ANSA) US actress Kristen Stewart

Corti, anzi cortissimi. Tra i tagli di capelli di tendenza per questo autunno inverno ci sono i coraggiosi ‘pixie-cut’. L’argomento è fra i topic trend di Instagram e Tik-Tok, dove i tagli ‘Pixie-cut’ sono i più seguiti al momento. Sono tagli corti soprattutto ai lati della testa e sulla nuca e pare si ispirino ai folletti inglesi pixie. La prima fu, negli anni ’50, una giovane Audrey Hepburn in Vacanze Romane. Dopo di lei si ricordano altri pixie-cut sorprendenti come quelli della modella Twiggy con frangia laterale e, negli anni 80, la mitica Annie Lennox. Nel 2000 fu la volta di Emma Watson, poi Halle Berry per la cerimonia degli Oscar del 2001 e, più recentemente, l’americana Katy Perry oltre a Kristen Stewart e Sharon Stone, decisamente due fan del corto. Ora spopolano fra le inglesi , le francesi (non si dimentica il celebre pixie di Audrey Tautou) e le giovanissime star di TikTok che li ritengono una novità, con nuances ed effetti nuovi e senza badare troppo alle donne che le hanno precedute. TikTok infatti è il regno delle ciocche fluo (verdi, fucsia, blu) ‘a tendina’ fatte in modo casalingo. L’effetto si chiama underneath (le ciocche colorate sono nascoste sotto uno strato di altri capelli e si mostrano solo spostandoli oppure con code di cavallo) e la reginetta di questi nuovi effetti speciali 'fai da te' è la star di TikTok Charlie D’Amelio, con circa 96 milioni di seguaci. Ancora nei trend per l’inverno 2020 resiston infine i bob, un must dell'estate passata. Ora si fanno più corti anche a scoprire le orecchie.
“E’ vero che passiamo molto più tempo a casa ma c’è un forte desiderio di cura di sé - spiega Domenica Ricciardi, hairstylist di un lungo elenco di attrici italiane e internazionali - Questo è l’inverno del ritorno dei capelli più corti, anche molto corti che, per la prima volta, mostrano le orecchie. Molto amati soprattutto dalle anglosassoni che sono più coraggiose di noi. Sono tagli audaci, perfetti su alcune morfologie del viso e per caratteri forti ma che necessitano di una maggiore manutenzione. Per farli durare di più vanno eseguiti modificandoli con lievi punti di taglio, riempimenti o svuotamenti dei volumi e con frange con la riga laterale. Così si può andare una sola volta dal parrucchiere per il primo taglio e, con qualche strategia casalinga, farli reggere in modo piacevole a lungo. Per i corti pixie-cut suggerisco di rinunciare a quelli cortissimi, mettiamoli in stand by per qualche mese. Inoltre no alle frangette corte, difficili da gestire. I pixie-cut si prestano invece ad essere realizzati leggermente più lunghi nel volume superiore per ricadere sui lati. Saranno più in movimento e molto femminili se abbinati a frange di media lunghezza laterali in modo che, crescendo, si possano fermare con cerchietti sottilissimi, nastrini di velluto o foulard oppure dietro all’orecchio per un bell’effetto charmant. No a becchi, mollette colorate, fermagli o mollettoni”. Come regola generale i bob corti o leggermente sfoltiti sono il taglio più facile da gestire. Spiega Ricciardi: "I bob in crescita si possono legare con foulard e nastri in una coda bassa oppure appuntando una molletta gioiello su un lato del viso".
Armi di manutenzione casalinga di ogni tipo di look sono inoltre i prodotti fissativi come gel, spume e cere. Le formulazioni sono di diverso livello di tenuta, si va dalle spume leggere, alle cere ammorbidenti fino ai gel duri ed extra duri. “Le cere sono ottime per dare alla piega un effetto migliore ma non scolpito, - precisa Ricciardi. – i gel sono ad effetto più strong e bagnato. Le spume sono un prodotto ibrido, a metà fra un gel ed una cera. Provateli e dosateli finché non trovate il vostro effetto preferito”.
Punto dolente, infine, il colore. Conclude l'esperta: “In generale, se si deve prolungare il numero di settimane fra una tinta e l’altra, vale la regola di non cambiare nettamente il proprio colore di base e scegliere solo un tono di colore differente. Per chi ha una ricrescita bianca importante, invece, consiglio di non tingerli affatto ma di fare un taglio cool e averne cura con detersione e trattamento. I capelli bianchi sono bellissimi se lucenti e ‘indossati’ in modo giovane. Se la dose di bianchi è invece inferiore al 50% meglio tingerli ma con schiariture o con prodotti coloranti di tipo semi permanente. La tintura classica può attendere tempi migliori”.

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Iss, anziani si sentono bene ma si muovono poco

40% over65 sedentario, 6 su 10 con malattie croniche

Salute & Benessere Stili di Vita
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Gli anziani italiani (87%) complessivamente si sentono in buona salute, anche se il 40% è sedentario e il 30% si sente peggio rispetto all'anno precedente. Sono alcuni dei dati raccolti tra il 2016 e 2019 dalla sorveglianza Passi d'Argento sugli ultra 65enni, pubblicati sul sito Epicentro dell'Istituto superiore di sanità (Iss) in occasione della Settimana dell'invecchiamento attivo e in salute, che si celebra tra il 2 e 6 novembre.

A livello di attività fisica il 33% degli intervistati raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il 27% ne svolge meno di quella raccomandata, mentre il 40% è completamente sedentario. Camminare fuori casa è l'attività maggiormente praticata tra quelle di svago. I maschi sono i più attivi, mentre le donne sono più impegnate all'interno della casa, nel giardinaggio e nella cura degli altri. Quasi 1 persona su 3 (29%) rappresenta una risorsa per i propri familiari o la società: il 19% si prende cura di congiunti, il 14% di familiari o amici e il 5% partecipa ad attività di volontariato.

A livello di stato di salute, il 49% lo valuta discreto e il 38% buono. Tuttavia a circa 6 su 10 è stata diagnosticata una o più malattie tra insufficienza renale, bronchite cronica, enfisema, asma, ictus, diabete, infarto, malattia delle coronarie e cuore, tumori, malattie croniche del fegato. Poco più del 30% si sente peggio rispetto all'anno precedente, dato che sale 46% fra le persone con molte difficoltà economiche. La sedentarietà cresce con l'età e raggiunge il 63% dopo gli 85 anni. E' molto presente tra gli anziani in difficoltà economica (48%), con basso livello di istruzione (45%) e in chi vive solo (45%). Inoltre, circa l'11% ha problemi di deambulazione, ma solo poco più di 1 persona su 10 fa ginnastica riabilitativa, mentre il 35% ha difficoltà nell'accedere ai servizi sociosanitari, o ai negozi di generi di prima necessità. (ANSA).

   

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Cosa ci spinge a desiderare beni di lusso? Il timore reverenziale

Preziosità, fascino, esclusività ma è lo stupore rispettoso la prima molla emotiva

Lifestyle Lusso
Chiudi Orologio di alta gamma foto iStock. (ANSA) Orologio di alta gamma foto iStock.

Cosa ci spinge a desiderare i beni di lusso? Qualità, fattura, preziosità dell'oggetto, certamente. Inoltre raffinatezza, affidabilità, sicurezza e, in questo periodo di pandemia mondiale, anche un'eccellente esperienza di shopping online, cioè snella e senza difficoltà o intoppi ‘tecnici’. Basta così? Niente affatto, l'elemento chiave che rende un bene di alta gamma irresistibile è la soggezione che quel bene (o servizio) provoca fin dall’inizio. La stessa soggezione, reverenziale, che si prova ammirando ad esempio un panorama mozzafiato. E con questo scatta anche il desiderio di condivisione. Si è sempre detto che le emozioni funzionino meglio di qualsiasi altra leva d'acquisto ed ora si conosce meglio questo meccanismo. Un orologio, un profumo o una automobile di altissima gamma agiscono con gli stessi procedimenti emotivi che si innescano guardando un panorama unico, come ad esempio il Grand Canyon o un tramonto speciale dall'altra parte del mondo. Il 'timore referenziale’ è fatto di un misto fra euforia, entusiasmo e ‘vastità’ verso ciò che abbiamo di fronte e che perciò ci mette in soggezione. A ciò si associa il desiderio di condividere tali sensazioni con i propri conoscenti e da qui scatterebbe il meccanismo del desiderio e, se si dispone di un ottimo conto in banca, lo shopping.
Queste sono state le emozioni provate da oltre quattrocento persone guardando gli spot pubblicitari di molti beni di altissima gamma, fra i quali auto di lusso come le Rolls Royce, profumi di Chanel o orologi di Cartier, in una analisi a cura dei ricercatori della University of Georgia. Nello studio, pubblicato recentemente su The Journal of Social Psychology, gli autori scoprono come le sensazioni vissute di fronte a tali prodotti ‘premium’ siano le stesse provocate alla vista di meraviglie naturali che ci mettono in soggezione non solo per la vastità oggettiva ma perché ci fanno sentire insignificanti al confronto.
“Lo stupore, rispettoso, è fra le prime connessioni emotive che si attivano di fronte a tali prodotti”, spiegano gli autori che descrivono questo ‘timore reverenziale’ nei confronti dei marchi di lusso come un misto di esperienze emotive costituite da euforia, entusiasmo e vastità, seguite dal desiderio di poter condividere queste sensazioni.
Nello studio sono state mostrate ai partecipanti immagini e descrizioni di 11 prodotti di lusso (come automobili e orologi da polso) e prodotti di lusso più edonistici (come moda e cosmetici), di diversi livelli e compilati questionari di tipo psicologico.
Dopo la soggezione, concordano gli studiosi, sopraggiungono altri fattori già noti come il prestigio, il concetto stesso di lusso, la qualità e l'innovazione, elementi già sfruttati dalle pubblicità di questo genere di prodotti. “Gli inserzionisti di marchi di lusso in genere si concentrano su esperienze di consumo materialistiche per rendere il marchio desiderabile ma dovrebbero invece considerare questa reazione di ‘timore reverenziale’ che si sperimenta nei confronti del marchio traendone ulteriore vantaggio” concludono gli autori.

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Ford E-Transit, imminente debutto del commerciale elettrico

Casa Ovale Blu annuncia reveal per il prossimo 12 novembre

Motori Eco Mobilità
Chiudi Ford E-Transit, imminente debutto del commerciale elettrico (ANSA) Ford E-Transit, imminente debutto del commerciale elettrico

Il nuovo E-Transit, versione 100% a batteria del popolare veicolo commerciale Ford, verrà svelato con un evento virtuale il prossimo 12 novembre. Lo annuncia via Twitter la Casa dell'Ovale Blu, accompagnando l'anticipazione con un breve video in cui si riconosce solo il profilo del furgone che - probabilmente - cambierà fisionomia rispetto al Transit ibrido attuale con una diversa griglia frontale e specifici gruppi ottici. Il lancio di Ford E-Transit riguarderà inizialmente gli Stati Uniti e il Canada e solo successivamente l'Europa, come elemento della strategia di elettrificazione globale da 11,5 miliardi di dollari (9,85 miliardi di euro) dell'azienda di Dearborn. Questa specifica versione completamente elettrica sarà realizzato negli Stati Uniti, in un nuovo impianto di produzione costruito nel Michigan e dovrebbe essere preceduta - a livello commerciale - dal debutto dei Transit ibrido plug-in. E-Transit sarà disponibile nella variante furgone, cassonetto e telaio cabinato, quest'ultima destinata agli allestitori. Ci sarà la possibilità di scegliere fra 3 opzioni di lunghezza e altezza del tetto. Anche se Ford non ha ancora diffuso dettagli sulle dotazioni, secondo il magazine britannico Autocar E-Transit dovrebbe offrire di serie una suite di programmi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) tra cui frenata di emergenza automatica, rilevamento dei pedoni, assistenza al mantenimento della corsia e fari abbaglianti automatici, il tutto - come aveva anticipato all'inizio del 2020 l'allora presidente Ford Jim Farley - ''con la finalità di sviluppare un prodotto digitale che faccia progredire le flotte''. La presenza della connessione 4G integrata consentirà ad esempio ai gestori delle imprese di accedere alla posizione in tempo reale e ai dati diagnostici del veicolo, oltre alla possibilità di fissare perimetri virtuali e monitorare il comportamento di guida. Non è ancora noto con precisione che gruppo elettrico spingerà l'E-Transit ma non è azzardato imaginare che possa condividere parte dell'hardware del recente suv elettrico Mustang Mach-E.

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DS7 Crossback E-Tense, arte in viaggio: anche in versione 4x2

Con edizione speciale Louvre. E nel 2021 arriva flagship DS9

Motori Prove e Novità
Chiudi DS7 Crossback E-Tense, arte in viaggio: anche in versione 4x2 (ANSA) DS7 Crossback E-Tense, arte in viaggio: anche in versione 4x2

Una serie esclusiva, speciale e limitata, una motorizzazione da 225 cv abbinata ad una trazione 4x2, sono queste le ultime novità che il marchio premium DS Automobiles ha introdotto nel 2020. Un anno che avrebbe dovuto 'ospitare' anche il reveal della nuova DS9, l'auto presidenziale francese in occasione del salone di Ginevra 2019, poi annullato per l'emergenza Covid-19. Un appuntamento con la flagship di casa che è solo rimandato al prossimo anno. Intanto i riflettori sono puntati su DS 7 Crossback 4x4 E-Tense, la versione elettrificata del large suv francese. Un'auto premium dal lusso e lo stile inconfondibile capace di affrontare le situazioni di offroad anche più estreme.

 

 

Abbiamo avuto modo di testarlo nelle cave di Marmo di Carrara, in condizioni meteorologiche decisamente complicate e nonostante ciò il suv premium francese ha dato prova di un'ottima tenuta di strada, sia nelle salite ripide con pendenze anche superiori al 20%, sia nelle discese impervie, rese al limite del praticabile a causa della pioggia battente. Grazie alla presenza di un motore benzina da 200 CV e due motori elettrici, l'ibrida plug-in DS guadagna una buona motricità a fronte di emissioni di soli 34 grammi di CO2. La tecnologia, mutuata dall'esperienza in Formula E, consente tra le altre cose il recupero dell'energia derivante dall'utilizzo della funzionalità frenata durante la guida (Brake fornisce un contributo pari al 25% sulla energia complessiva.

Per chi non necessità di una versione a trazione integrale arriva anche la 225 cv 4x2 che propone un motore benzina da 180 cavalli con una coppia di 300 Nm, affiancato a un motore elettrico da 110 cavalli direttamente integrato con il cambio automatico a otto rapporti. Alla partenza entra in funzione il solo motore elettrico dando la possibilità di viaggiare in modalità zero emissioni fino alla velocità di 135 Km/h. Il conducente può scegliere la modalità ibrida che ottimizza l'utilizzo dell'energia o la modalità sport che richiama tutta la potenza disponibile (225 cavalli e 360 Nm di coppia cumulati). La batteria da 13,2 kWh situata sotto il pianale permette di percorrere fino a 55 km (secondo il ciclo WLTP) o fino a 72 km (secondo il ciclo WLTP cittadino) in modalità elettrica. Le emissioni di CO2 per Km si attestano tra i 28 e i 40 grammi, mentre il consumo è compreso tra 1,4 e 1,6 litri/100 Km (ciclo WLTP). A velocità elevata il consumo si attesta tra 6,1 e 6,5 litri/100 Km, a seconda dell'equipaggiamento. Questa motorizzazione ha fatto il suo debutto sulla serie limitata Louvre, versione che nasce un connubio tra l'eleganza del lusso alla francese del large-suv premium e il museo più visitato al mondo, con più di 35mila opere capaci di coprire l'altre di nove millenni e cinque continenti. Una partnership che va avanti dal lancio - nel 2015 - del brand di lusso, il più giovane del mercato eppure capace di aver collezionato in pochi anni importanti primati, non ultimi quello di essere l'unico brand premium, insieme a Tesla, che in questo periodo difficile del mercato è cresciuto, ma anche di essere il marchio di lusso con la gamma dal più basso livello di emissioni CO2, punto fondamentale per il processo di transizione energetica della mobilità. Questa edizione limitata in mille esemplari, 150 per l'Italia, sfoggia alcuni elementi distintivi capaci di mostrare da subito, anche al primo colpo d'occhio, la sua particolare inclinazione al mondo dell'arte museale. La livrea mostra specifici badge 'Louvre' sul cofano, sul portellone del bagagliaio e sulle porte anteriori. Le DS Wings, il contorno dei finestrini è caratterizzato da una decorazione Gloss Black, così come le barre del tetto e le decorazioni delle luci posteriori.

Con l'incisione laser è stato possibile inserire il motivo della Piramide sulle calotte degli specchietti retrovisori. L'ultima novità in termini di personalizzazione esterna è l'introduzione di una nuova versione di cerchi Paris da 20 pollici. L'arte del viaggio di DS Automobiles diventa l'arte 'in viaggio', con la vettura che mostra le opere del museo parigino sull'ampio touch screen centrale da 12 pollici ad alta definizione. All'avvio dell'auto, le opere si trasformano anche in una fonte di ispirazione grazie all'ascolto di un podcast di circa quattro minuti che ne svela tutti i segreti. Centottantadue opere sono state selezionate per accompagnare guidatore e passeggeri nel viaggio. L'edizione limitata è commercializzata in diciotto Paesi ed è ordinabile da subito con prezzi di listino a partire da 60.700 euro (che diventano 64.700 per la versione 4x4).

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Clima, videogioco Change game per capire gli eventi estremi

Pensato dal centro di ricerca avanzata Cmcc

Ambiente & Energia Clima
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Capire che le scelte che si compiono hanno effetti sull'ambiente che ci circonda e sulla vita delle altre persone. Comprendere che i cambiamenti climatici e i loro impatti dipendono anche dalle nostre scelte. Verificare che collaborare con altre persone, fare i giusti investimenti, perseguire obiettivi di sviluppo sostenibile sono scelte che, a volte faticose, aiutano nella costruzione di un pianeta capace di difendersi dai disastri naturali. Imparare a riconoscere l'importanza dei dati scientifici che sono essenziali per capire il mondo che stiamo vivendo e quali sono le possibili traiettorie di sviluppo.

Questo è Change Game, un video game pensato da un centro di ricerca avanzata sui cambiamenti climatici come la Fondazione Cmcc (Centro Euro-Mediterraneo per i cambiamenti climatici) e realizzato con un'azienda specializzata in gaming.

Obiettivo del gioco, spiega una nota della Fondazione Cmcc, "è affrontare la complessità dei cambiamenti climatici, comprenderla attraverso dati e informazioni scientificamente fondate". Il giocatore è chiamato a gestire la produzione e i consumi di energia, acqua, cibo e affrontare disastri naturali.



Di fronte alle difficoltà è necessario trovare nuove soluzioni e sfruttare le tecnologie del futuro. Bisogna promuovere i comportamenti sociali che contribuiscono a migliorare la resilienza della propria città e interagire con le città vicine, tramite commercio, scioperi del clima, attacchi di corruzione e disinformazione. Ogni azione ha un impatto, positivo o negativo, su un settore, su un'attività del pianeta a cui il giocatore dà vita, e anche sulle città realizzate dagli altri giocatori: tutto si tiene insieme nell'emergenza climatica.

Proprio come accade sul Pianeta Terra, maggiore sarà il livello di emissioni di gas serra che i giocatori genereranno, maggiori saranno le sfide che dovranno affrontare in relazione all'aumento della temperatura. Come nella realtà, da un lato ondate di calore, siccità, innalzamento del livello del mare, inondazioni, cicloni tropicali, diffusione di nuove malattie e dall'altro possibili soluzioni attraverso le interazioni con le altre città, gli investimenti in ricerca e sviluppo e non solo.

Piani paralleli e intrecciati che delineano lo svolgimento del gioco ma che si muovono su solide basi scientifiche. (ANSA).

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Identikit del Sars-CoV2, dalle origini alle varianti

Dieci mesi di ricerche, ma ancora tanti punti oscuri

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi Particelle del coronavirus SarsCov2 sulla superficie di una cellula, ottenute dal Niaid (fonte: NIAID-RML) (ANSA) Particelle del coronavirus SarsCov2 sulla superficie di una cellula, ottenute dal Niaid (fonte: NIAID-RML)

Anche se studiatissimo e passato al setaccio in questi ultimi 10 mesi dai ricercatori di tutto il mondo, il virus Sars-Cov2 nasconde ancora molti punti oscuri sulle sue origini, le sue armi e i punti deboli, e ancora non c'e' certezza sulle sue varianti, come l'ultima che sarebbe nata in Spagna e che ora sarebbe diffusa in tutta Europa.
Resta ancora un mistero quale sia stato l'animale nel quale è avvenuto il salto di specie dal pipistrello all'uomo, quanto gli asintomatici possono contagiare, perchè in alcuni casi l'infezione non dà sintomi e in altri uccide, né quanto dura l'immunità data dagli anticorpi. Ecco il punto sulle conoscenze finora disponibili:

L'ORIGINE: la sequenza genetica del virus SarsCoV2 indica una chiara parentela con il pipistrello del genere Rhinolophus, piu' noto come 'Ferro di cavallo'. Si pensava che il pangolino fosse l'animale che ha consentito il salto di specie, ma gli studi condotti finora lo hanno 'scagionato'.

LA SUA ARMA PRINCIPALE: è grazie alla proteina Spike che il virus riesce ad aggredire le cellule umane attraverso il recettore Ace2, che si trova in gran quantità nei tessuti di cuore, intestino, polmoni e fegato.

UNA MALATTIA SISTEMICA: molto presto e' emerso che si tratta di una malattia molto piu' aggressiva rispetto all'influenza perche' il recettore Ace2 si trova sulle cellule di molti organi. Dopo le prime settimane di pandemia si è capito che la Covid-19 non e' una malattia respiratoria, ma una malattia sistemica, che colpisce e produce danni a cuore, polmoni, fegato, reni, sistema endocrino e cervello, e cancella senso del gusto e olfatto.

CONTAGIOSO ANCHE SENZA SINTOMI: la carica virale è molto alta prima che compaiano i sintomi. Le tracce della sua presenza possono persistere per diverse settimane e perfino mesi. Uno studio italiano dell'Azienda Unita Sanitaria Locale-Irccs di Reggio Emilia su oltre mille pazienti positivi sintomatici ha dimostrato che in sei casi su dieci il virus viene eliminato dall'organismo entro 30 giorni dal primo test e all'incirca 36 giorni dall'insorgenza dei sintomi.

ANTICORPI: l'immunita' c'è, ma non è ancora chiaro quanto tempo duri. Secondo uno studio dell'Imperial College di Londra gli anticorpi calano rapido in tre mesi, soprattutto fra gli anziani e asintomatici, mentre secondo il Mount Sinai Hospital di New York il 90% dei malati che ha avuto una forma lieve o moderata di Covid-19 mantiene una forte risposta degli anticorpi, per almeno cinque mesi. Quello che è ormai sicuro invece è che ci si può ammalare due volte di Covid-19.

FATTORI DI RISCHIO: obesità e diabete di tipo 2 sono dei fattori di rischio di avere forme gravi di Covid-1

VARIANTI: Sono sei le varianti principali del SarsCoV2, che non dimostra di mutare velocemente. Cinque sono quelle identificate in Italia, mentre una nuova variante, diffusa in molti paesi europei, sarebbe partita presumibilmente dalla Spagna.

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Peugeot 2008, si rinnova gamma: 3 allestimenti e BlueHDi 110

Previsti anche relativi pack. Diesel abbinato a cambio manual

Motori Prove e Novità
Chiudi Peugeot 2008, si rinnova gamma: 3 allestimenti e BlueHDi 110 (ANSA) Peugeot 2008, si rinnova gamma: 3 allestimenti e BlueHDi 110

Si rinnova la gamma di Peugeot 2008.

Il B-suv del Leone adotta la nuova strategia di gamma ottimizzata su tre diversi allestimenti con altrettanti pack, al posto dei precedenti cinque integrabili da singoli opzionali.

Questa nuova gamma ha lo scopo di facilitare il processo di analisi dei clienti, offrendo loro la possibilità di scegliere tra tre diversi allestimenti, ciascuno integrabile da uno specifico pack che include le opzioni oggi maggiormente richieste.

Nuova 2008 può infatti esser scelta nell'allestimento Active, Allure o GT, ciascuno di essi integrabile con un pack che contiene alcuni degli optional che i clienti italiani hanno finora dimostrato di apprezzare maggiormente in questi primi mesi di commercializzazione.

Tra le novità anche l'introduzione della motorizzazione BlueHDi 110 S&S che viene abbinata di serie al cambio manuale a 6 rapporti. Si tratta di un motore 4 cilindri con cilindrata di 1.499 centimetri cubi e testata a 16 valvole. Sovralimentato con turbo, è in grado di erogare 110 CV di potenza massima.

Omologato Euro 6D ed in grado emettere appena 95g di CO2 per km: dispone quindi di 10 CV in più rispetto alla precedente motorizzazione ed affianca la più potente versione da 130 CV abbinata di serie al cambio automatico EAT8.

Il nuovo motore BlueHDi 110 S&S è disponibile in 3 allestimenti, due dei quali arricchibili con Pack (Active e Active Pack, Allure e Allure Pack, GT), ed ha un prezzo di listino che parte da 23.850 euro, 300 in più rispetto al precedente motore da 100 CV che va a rimpiazzare.

A seguito dell'ottimizzazione della gamma versioni e allestimenti, nuova 2008 è disponibile complessivamente con due motorizzazioni Diesel BlueHDi, tre benzina PureTech ed una 100% elettrica, declinate in tre allestimenti, ciascuno arricchibile da un Pack, per un totale di 31 diverse combinazioni possibili.

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Onde gravitazionali, in 7 mesi 'cinguettii' da 100 buchi neri

Corrispondono a 40 collisioni, registrate da Virgo e Ligo

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Rappresentazione artistica di buchi neri che stanno per collidere (fonte: Simulating eXtreme Spacetimes Lensing (SXS)/Wikipedia) (ANSA) Rappresentazione artistica di buchi neri che stanno per collidere (fonte: Simulating eXtreme Spacetimes Lensing (SXS)/Wikipedia)

Un centinaio di 'cinguetii' generati in sette mesi da 40 collisioni fra buchi neri, per un totale di un centinaio di quesi mostri cosmici: è il bilancio del nuovo catalogo dei segnali registrati tra aprile e ottobre 2019 dall'osservatorio americano Ligo e dall'europeo Virgo. I dati sono pubblicati sul sito ArXiv, che traccia gli articoli scientifici prima della revisione in vista della pubblicazione ufficiale.

Ci è voluto un anno intero ai ricercatori del network Virgo/Ligo per esaminare tutti i segnali gravitazionali e gli eventi cosmici registrati. Si tratta di 36 fusioni di buchi neri, una probabile fusione di un sistema binario di stelle di neutroni e due sistemi probabilmente composti da un buco nero e una stella di neutroni.



Dei 39 eventi presenti nel Catalogo, 13 sono pubblicati oggi per la prima volta, portando a 11 gli eventi di onde gravitazionali rilevati complessivamente da Ligo e Virgo. Il Catalogo pubblicato oggi offre, per la prima volta, un quadro completo del vasto numero dei segnali gravitazionali registrati e delle loro fonti. Da agosto 2017 ad aprile 2019 la sensibilità dei tre rilevatori è infatti migliorata notevolmente, permettendo a Virgo di osservare un volume di universo quasi 10 volte maggiore che nelle precedenti osservazioni.


Localizzazione degli eventi che hanno prodotto segnali di onde gravitazionali (fonte: LIGO/VIRGO)

I risultati del Catologo sollevano diverse domande sulla validità di alcuni modelli astrofisici, che finora sembravano plausibili sulla massa dei buchi neri. Alcuni buchi neri osservati per esempio hanno una massa tra le 65 e 120 masse solari, incompatibile con i modelli di evoluzione stellare, secondo cui le stelle molto massicce, oltre una certa soglia, vengono distrutte completamente dall'esplosione di una supernova.

Ciò suggerisce che vi siano altri meccanismi di formazione dei buchi neri. "Stiamo già analizzando i risultati della seconda parte del terzo periodo di osservazione - commenta Giovanni Losurdo, ricercatore dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e portavoce di Virgo - e lavorando per migliorare la sensibilità di Virgo nel 2022".

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Cervello, una molecola rende più tollerabili le cure antipsicosi

Successo nei topi apre nuovi scenari contro la schizofrenia

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi Scoperta una molecola che rende i farmaci antipsicotici più tollerabili (fonte: PIxabay) (ANSA) Scoperta una molecola che rende i farmaci antipsicotici più tollerabili (fonte: PIxabay)

E' colpa di un interruttore molecolare in tilt nel cervello, se il trattamento con alcuni farmaci antipsicotici per la schizofrenia può causare disturbi del movimento come tremori, rallentamento e rigidità: spegnerlo è possibile, come dimostra uno studio condotto sui topi dal gruppo di ricerca italo-americano nato della collaborazione tra lo Scripps Research Institute della Florida, il Ceinge-Biotecnologie Avanzate di Napoli e l'Università degli Studi della Campania 'Vanvitelli'. I risultati, pubblicati sulla rivista Translational Psychiatry, potranno contribuire allo sviluppo di terapie innovative per ridurre gli effetti collaterali degli antipsicotici.

"Questi farmaci sono estremamente efficaci nel controllare deliri e allucinazioni che impediscono una vita normale ai pazienti affetti da psicosi", sottolinea Andrea De Bartolomeis, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Psichiatria e Psicologia del Policlinico Universitario Federico II di Napoli. "I loro effetti avversi sono generalmente tollerati, ma in una percentuale non trascurabile di pazienti risultano così invalidanti da indurre a interrompere la cura, con conseguenze molto pesanti". Per cercare una soluzione al problema, i ricercatori guidati da Srinivasa Subramanian e Alessandro Usiello hanno esaminato nel topo la 'centralina' del cervello (nota come 'corpo striato') dove si innescano i disturbi motori indotti dagli antipsicotici: hanno così trovato che a causare il cortocircuito è l'iperattività di un interruttore molecolare (l'enzima mTor) che va in tilt. Per disattivarlo, i ricercatori hanno usato con successo un farmaco (chiamato 'rapamicina') diffusamente utilizzato contro il rigetto degli organi trapiantati.

"Si tratta di una scoperta importante, perché ci svela un meccanismo finora sconosciuto che lega i disturbi psichici a quelli motori - spiega De Bartolomeis - e perché identifica un nuovo bersaglio che possiamo colpire per migliorare la tollerabilità delle terapie antipsicotiche".

 

 

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Identificate in Italia 5 varianti del nuovo coronavirus

Ceinge, servono più dati per parlare di nuove mutazioni

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi Trovate cinque varianti del nuovo coronavirus in Italia (fonte: geralt/Pixabay) (ANSA) Trovate cinque varianti del nuovo coronavirus in Italia (fonte: geralt/Pixabay)

Sono cinque le varianti del nuovo coronavirus identificate in Italia. Per definirle mutazioni vere e proprie servono piu' dati statistici, ma al momento si puo' dire che non solo il virus non e' affatto meno aggressivo di quanto lo fosse all'inizio dell'anno, ma che grazie alle nuove varianti riesce a replicarsi in modo piu' efficace. E' quanto emerge dai dati finora a disposizione della Task force coronavirus attiva presso il centro di biotecnologie avanzate Ceinge di Napoli, finanziato dalla Regione Campania.

"Dai dati finora a nostra disposizione, basati su 246 genomi sequenziati da pazienti con Covid-19, emerge che esistono cinque varianti di virus", ha detto all'ANSA il genetista Massimo Zollo, dell'Universita' Federico II di Napoli, responsabile scientifico della task force Covid attiva presso il centro di biotecnologie avanzate Ceinge e finanziata dalla Regione Campania.

"Sappiamo che le varianti, identificate con le sigle 19A, 19B, 20A, 20B e 20C, sono presenti in tutta Italia, ma adesso si tratta di capire quale sia la loro incidenza nelle regioni". Dopo il lockdown, le piu' frequenti risultano essere 20A e 20 B. Molte sequenze sono state finora prodotte in Lombardia, ed e' emerso che in Campania le varianti 20A e 20B sono presenti nella stessa quantita' . Stanno arrivando dati anche da Abruzzo, Lazio e Puglia, ma per capire se le cinque varianti stanno circolando in tutta Italia c'e' ancora molto lavoro da fare: "Dobbiamo continuare a tipizzare il virus in tutto il Paese, per capire se ci sono realta' particolari a livello regionale, oppure se e' una tendenza che sta avvenendo in tutta Italia", ha detto Zollo. Questo trend e' presente anche in Europa, in Paesi quali Spagna, Germania, e Regno Unito, con prevalenza di alcune varianti verso altre.

Di sicuro, ha osservato l'esperto, "il virus SarsCoV2 e' cattivo come lo era nel marzo scorso, e le nuove varianti sembrerebbero renderlo ancora piu' aggressivo. Sono mutazioni distribuite in tutto il genoma, ma al momento si nota che le mutazioni non incidono nell'interazione fra la proteina Spike e il recettore Ace", ossia fra la proteina che e' il principale grimaldello con cui il virus riesce a penetrare nelle cellule e il recettore che costituisce la serratura molecolare utilizzata dalla proteina.

"Quello che al momento e' possibile dire -, secondo Zollo -, e' che da un punto di vista statistico, piu' aumenta il numero delle persone con l'infezione, piu' sono probabili nuove mutazioni: al momento e' solo una probabilita' statistica".

Si stanno osservando intanto anche altre mutazioni, come quella del gene Orf 3A, che regola la risposta infiammatoria nelle cellule, e quelle dei geni Nsp2 e Nsp6 (proteine non strutturali del virus) in Orf1a: la prima favorisce il metabolismo cellulare con la funzionalita' del virus nelle cellule; la seconda favorisce la formazione delle vescicole che il virus utilizza per replicarsi.

"Tutto questo pero' non e' sufficiente per dire che il virus SarsCoV2 e' mutato", ha detto Zollo. "Al momento vediamo differenze tra le sequenze del virus in 5 isotipi, ma per arrivare a delle conclusioni e' indispensabile avere piu' sequenze. Fino ad allora - ha concluso - non si puo' escludere che possano essere solo delle varianti, magari frutto di importazioni da altri Paesi".

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