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Fisco: il 4,58% dei contribuenti paga il 38% dell'Irpef (2)

(ANSA) - ROMA, 01 DIC - Nel 2020, anno nel quale è scoppiata la pandemia da Covid, sono statati necessari 122,72 miliardi per la spesa sanitaria, 144,76 per l'assistenza sociale e altri 11,3 per il welfare degli enti locali. Un conto totale di 278,78 miliardi che viene finanziato attingendo alla fiscalità generale: a queste sole tre voci di spesa - sottolineano Itinerari previdenziali e Cida - sono state destinate nell'anno tutte le imposte dirette Irpef, addizionali, Ires, Irap e Isost e anche oltre 50 miliardi di imposte indirette. Una differenza che si è ridotta negli anni successivi con l'aumento delle imposte dirette collegato alla ripresa economica dopo il Covid (da circa 226 miliardi del 2020 a 253 nel 2021 e a 263 stimati per il 2022) maggiore della crescita della spesa sanitaria (da 278 miliardi nel 2020 a 283 nel 2021 e 288 nel 2022).
    . Dall'Osservatorio emerge una riduzione del reddito per tutti gli scaglioni mentre il carico fiscale, a propria volta calato in valori assoluti, rimane sostanzialmente invariato: insomma, un numero sempre più esiguo di contribuenti paga sempre di più. «C'è una differenza tra le classi - ha spiegato il Presidente del Centro Studi Itinerari Previdenziali Alberto Brambilla -troppo marcata e destinata ad acuirsi per effetto dei recenti provvedimenti che aumentano importo e platea dei destinatari di bonus e agevolazioni varie. Giusto aiutare chi ha bisogno ma i nostri decisori politici tendono a trascurare come queste percentuali dipendano in buona parte da economia sommersa, evasione fiscale e assenza di controlli adeguati, per le quali primeggiamo in Europa: è davvero credibile che oltre la metà degli italiani viva con meno di 10mila euro lordi l'anno?».
    "C'è un costante trasferimento di ricchezza, sotto forma di servizi gratuiti di cui quest'enorme platea di beneficiari non si rende neppure conto - dice Brambilla - davanti alle ripetute promesse di nuove elargizioni da parte della politica e alla continua minaccia di abolizione delle tax expenditures per i redditi da 35mila euro in su, trascurati persino dal virtuoso governo Draghi. Redditi che peraltro sono lordi, e non certo da ricchi". (ANSA).
   

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