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>ANSA-INTERVISTA/ 'Siria, la crisi in Ucraina è devastante'

Parla l'incaricato d'affari italiano Massimiliano D'Antuono

(di Lorenzo Trombetta) (ANSA) - BEIRUT, 14 GIU - Devastante è l'impatto che l'aggressione russa all'Ucraina sta avendo in Siria, afflitta da una guerra in corso da più di undici anni e dove le capacità di approvvigionamento di grano e di altre materie prime erano già fortemente compromesse prima dello scoppio della crisi in Europa orientale. Il giudizio di Massimiliano D'Antuono, incaricato d'affari italiano a Damasco, è sostenuto dal fatto che da tre anni e mezzo tocca con mano la sofferenza degli abitanti della Siria, Paese con cui l'Italia ha tradizionalmente intrattenuto profondi legami culturali ed economici.
    L'Italia non ha mai interrotto i rapporti diplomatici con la Siria. "Nel 2012, in coordinamento con gli altri Paesi europei e occidentali, sono state sospese le relazioni politiche, ma la nostra ambasciata è rimasta operativa, in particolare per fornire assistenza ai connazionali".
    D'Antuono fa la spola tra Beirut e Damasco. Come alcuni altri colleghi europei e il capo delegazione dell'Ue, qui incontra funzionari del ministero degli Esteri siriano e diversi attori umanitari. "Da Damasco godo di un punto di osservazione privilegiato", afferma D'Antuono in una conversazione con l'ANSA. "Riesco ad avere un contatto diretto con la realtà siriana: a fronte di una riduzione della conflittualità armata, nel Paese si soffre in maniera crescente per una crisi economica senza precedenti, dovuta a una serie di fattori anche esterni, inclusi il collasso finanziario del vicino Libano, l'esplosione del porto di Beirut (2020) e le ripercussioni della pandemia.
    Inoltre si sta verificando se le sanzioni occidentali possano in alcuni casi avere effetti non intenzionali che finiscono per ostacolare l'attività di assistenza umanitaria, come denunciato anche da autorevoli ONG, e richiedano quindi specifici correttivi".
    "La classe media, che ha sempre costituito la spina dorsale del Paese e che ha a lungo garantito il funzionato dello Stato -afferma - vive oggi in condizioni miserabili. Su questo segmento della società bisogna investire per dare speranza alle nuove generazioni".
    A Bruxelles si è tenuta di recente la sesta conferenza internazionale sulla Siria. Più del 75% delle risorse assicurate alla crisi provengono dall'Ue e dai Paesi membri dell'Ue. "E' un dato da sottolineare. A fronte del suo enorme impegno finanziario, l'Ue non riesce però a esprimere un'eguale capacità nell'influenzare il processo politico per una soluzione della crisi".
    A Ginevra è in corso l'8/o round di colloqui, mediati dall'Onu, tra governo e oppositori in esilio, anche se non si attendono progressi di rilievo nelle trattative. "La crisi ucraina sta avendo anche un impatto politico sulla questione siriana: Stati Uniti e Russia hanno smesso di interloquire, rendendo ancor più complesso l'avvio di una soluzione politica al conflitto". E' dunque "cruciale continuare a sostenere gli sforzi dell'inviato Onu Geir Pedersen". Perché "senza un processo politico, dove tutte le componenti siriane possano essere rappresentate, non si può immaginare la normalizzazione da parte italiana ed europea dei rapporti politici con Damasco".
    L'Italia rimane comunque presente in Siria: "Oltre al notevole impegno finanziario da parte della Cooperazione italiana (45 milioni di euro all'anno per la Siria e i paesi confinanti), il ministero degli Esteri finanzia otto missioni archeologiche nel Paese a dimostrazione della continuità dell'impegno italiano di contribuire anche alla conservazione del patrimonio culturale siriano, uno dei più vasti al mondo".
    Negli ultimi due anni, "l'Italia ha anche offerto borse di studio a studenti siriani intenzionati a proseguire le ricerche negli atenei italiani". E si registra "un numero crescente di iscrizioni di altri studenti siriani che, a proprie spese, vanno a studiare in Italia", Paese che prima dello scoppio della guerra in Siria nel 2011 era stato "per almeno dieci anni il primo partner commerciale su scala globale con Damasco". (ANSA).
   

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