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Detenuti-designer, i ragazzi si 'riprendono' gli spazi

Tappa a Quartucciu per Skillellé, quando i libri abbattono i muri

CAGLIARI ANSAcom

Ridisegnare gli spazi per rendere meno afflittiva la vita dietro le sbarre. Giovani detenuti, operatori, designer e architetti lavoreranno a stretto contatto nella falegnameria dell'Istituto penale per minorenni di Quartucciu, diretto da Enrico Zucca, per dar vita a complementi di arredo e oggetti di uso comune capaci di riqualificare un luogo, il carcere, dove la libertà di muoversi e relazionarsi è compressa e limitante. Tutto questo diventa realtà grazie al progetto Skillellé (in slang cagliaritano ragazzino) - I libri aiutano a leggere il mondo", che farà tappa all'Istituto di Quartucciu. "Soprattutto quando si tratta di minori detenuti, il tema della umanizzazione degli spazi è fondamentale anche per rendere la quotidianità detentiva il più simile possibile a quella esterna - spiega Barbara Cadeddu, ideatrice del progetto assieme a Laura Pisu - Dalle celle alle stanze per gli incontri, dalle aule didattiche ai luoghi riservati alla socialità. Tutti gli ambienti, oggi omologati, possono essere resi più adatti ad accogliere minori. E si possono creare economie. Gli oggetti, pensati anche per ambienti esterni, potrebbero essere commercializzati, dopo averne testato la vendibilità", spiega Barbara Cadeddu, ideatrice del progetto assieme a Laura Pisu. "La manualità, il saper fare è la chiave per creare empatia con i minori, anche stranieri, che vivono una condizione di privazione della libertà", sottolinea ancora Barbara Cadeddu. L'appuntamento, solo su invito, con "Skill4building - Esperienze di design collaborativo per cambiare il mondo" è per il 12 novembre alle 11 nel carcere di Quartucciu. Ci saranno Marco Tortoioli Ricci, presidente dell'Aiap, l'Associazione italiana design della comunicazione visiva, e Andrea Margaritelli, brand manager di Listone Giordano e presidente dell'In/Arch - Istituto nazionale di Architettura. Skillellé è molto altro ancora. Dal 24 ottobre al 21 dicembre, tra Cagliari e 16 Comuni della Città Metropolitana, propone incontri con scrittori, giornalisti, blogger, nutrizionisti e artisti. Tra gli altri, Federico Fubini, Mauro Covacich, Claudia De Lillo, Giovanni Bietti, Daniel Lumera, Giorgio Vasta, Telmo Pievani. Ma anche performance e laboratori a tema, momenti formativi legati alla crescita interiore, orientamento allo sport, musica, arte del perdono, consapevolezza, sana alimentazione, creatività, benessere psicofisico. E uno sguardo all'Oriente con un focus sull'arte del Taiko, il suono assoluto universale del tamburo tradizionale giapponese. (programma su www.ilibriaiutanoaleggereilmondo.it). Quattro le principali sedi: oltre all'Istituto penale minorile di Quartucciu, la Biblioteca di Quartiere Montevecchio, a Is Mirrionis, ad alta densità di adolescenti, e i licei Eleonora D'Arborea e Euclide. Laboratori di confronto, crescita e inclusione, "presidi culturali" in connessione con altre sedi sparse per la città, in un intreccio con festival e rassegne. Aperta a tutte le età, giunta alla 10/a edizione, la manifestazione punta a "ridurre le distanze tra chi vive in centro e chi nelle estreme periferie, a creare un ponte tra la vita dietro le sbarre e le persone libere - racconta Laura Pisu - una rete tra imprese, istituzioni, associazioni, scuole, per diventare un modello di 'welfare di comunità educante' affiancando i giovanissimi nel loro percorso di vita, valorizzando le competenze e aiutandoli ad essere protagonisti. Le parole d'ordine? Crescere e accettarsi, conoscere e comprendere, appassionarsi e imparare ad amare e ad amarsi".

In collaborazione con:
FONDAZIONE SARDEGNA FILM COMMISSION

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