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Cambi e gol subiti, Inzaghi di nuovo sotto esame

Intanto la Curva Nord attacca anche giocatori, tolleranza finita

 Tre sconfitte in trasferta tutte con tre gol incassati, la quinta peggior difesa del campionato e una sensazione di difficoltà che dal campo arriva fino alla panchina. L'Inter si presenta alla pausa per le nazionali con più dubbi che certezze, a partire da Simone Inzaghi. Le scelte del tecnico nel ko contro l'Udinese continuano a fare discutere, anche perché mai come al Friuli i nerazzurri sono apparsi fragili e in affanno, affondati dalla maggior freschezza e lucidità degli uomini di Sottil.
    La posizione di Inzaghi, così, torna ad essere in bilico: contro la Roma dopo la sosta sarà in panchina, ma la società monitorerà da vicino la situazione, nella speranza di vedere una ripresa prima del nuovo stop di novembre per i Mondiali. Se però continuasse a vedersi un'Inter da encefalogramma piatto, l'esonero sarebbe praticamente inevitabile, anche per non rischiare di rimanere fuori dalle prime quattro in classifica, piazzamento che vale la fondamentale qualificazione in Champions League per un club che ritiene quei ricavi necessari a rimanere in alto.
    Tanti i temi al centro delle critiche: non solo una fase difensiva che continua a fare acqua da ogni parte, ma anche la gestione rivedibile delle sostituzioni. A Udine, tra l'altro, i due aspetti si sono incrociati: Inzaghi ha infatti alternato ben quattro diversi terzetti in difesa nel corso dei 90', partendo con il trio Skriniar, Acerbi e Bastoni per finire con D'Ambrosio, De Vrij e Skriniar. E forse non è un caso se il protagonista in negativo sia stato proprio De Vrij, entrato a 10' dal termine per un positivo Acerbi e autore di due errori di fila che hanno portato al vantaggio friulano (corner regalato e mancata marcatura su Bijol).
    Un caos generato anche dalla ricerca, da parte di Inzaghi, di una soluzione a una fase difensiva che, semplicemente, non funziona. Un problema che però l'Inter si porta dietro fin dalle prime amichevoli estive, senza che il tecnico sia riuscito ad individuare le cause né tantomeno una possibile soluzione. E le idee dell'allenatore (il peso delle ammonizioni sulla gestione dei cambi, con l'apoteosi della doppia sostituzione di Bastoni e Mkhitaryan al 28' pt a Udine, come l'esagerato turnover nel primo mese e mezzo di stagione) non stanno aiutando certo la squadra a ritrovare solidità.
    La pausa per la Nations League arriva così forse al momento giusto, perché consente al tecnico e alla dirigenza di ragionare e riflettere a bocce ferme. Non aiuterà il fatto che Inzaghi potrà allenare solo sei giocatori della prima squadra, ma la certezza è che serva mettere un punto fermo per evitare ulteriori crolli. Anche perché pure la Curva Nord inizia a mandare ultimatum: "La tolleranza è finita; l'allenatore ha sicuramente fatto degli errori ma nessun alibi per i giocatori che, da che mondo e mondo, in queste situazioni ci sguazzano anteponendo il proprio ego al gruppo. Ed a noi questo non va bene. Al rientro dalle Nazionali cambia il registro. Ognuno deve essere messo di fronte alle sue responsabilità", ha scritto la tifoseria organizzata nerazzurra sul proprio profilo Facebook.

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        A cura di Intesa Sanpaolo