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Contributi a piccole stazioni sci, approvata legge

Bertschy, valorizza località. Pcp, è tirare a campare

Il Consiglio Valle ha approvato il disegno di legge che contiene disposizioni per la concessione di contributi a favore delle piccole stazioni sciistiche di interesse locale. Contestualmente è stato approvato un emendamento volto alla costituzione di un apposito gruppo di lavoro per garantire il raggiungimento delle finalità di rilancio turistico delle piccole stazioni sciistiche.
    Il provvedimento si compone di quattro articoli e disciplina la concessione di contributi in favore delle stazioni sciistiche aventi non più di tre impianti aerei e caratterizzati da un bacino di utenza prevalentemente locale. "Queste disposizioni - ha detto Giulio Grosjacques (UV) - discendono dall'impegno contenuto nella risoluzione approvata dal Consiglio a gennaio 2021 riguardante l'incremento dell'offerta turistica dell'impianto sciistico del Weissmatten e dei piccoli comprensori sciistici. Uno degli obiettivi principali è il riconoscimento del ruolo fondamentale delle piccole stazioni sciistiche nell'economia delle nostre comunità di montagna". Le piccole stazioni sciistiche oggetto del provvedimento sono dodici, sette delle quali incardinate nelle grandi società Cervino Spa (Chamois), Pila Spa (Saint-Rhémy Crévacol e Cogne) e Monterosa Spa (Ayas Antagnod, Brusson Palasinaz, Gressoney-Saint-Jean Weissmatten e Champorcher) e cinque di proprietà delle amministrazioni comunali di La Magdeleine, Rhêmes-Notre-Dame, Valgrisenche, Ollomont e Saint-Vincent.
    L'impegno di spesa ammonta a 2 milioni di euro all'anno per i prossimi tre anni "per dare copertura a circa due terzi del possibile deficit previsto da tali stazioni".
    "Questo disegno di legge rappresenta la risposta, a breve termine, alla continuità di servizio delle piccole stazioni sciistiche fatta tra le maglie della normativa europea che tanto piace a molti ma che pone dei limiti evidenti" ha detto Stefano Aggravi (Lega Vda). Per Augusto Rollandin "è importante capire in che termini siamo in grado di sostenere le criticità, a fronte di problemi che non sono secondari: prima c'erano i Comuni che cercavano di sostenere i piccoli impianti, oggi, con questa legge, si dà una copertura alle esigenze che di volta in volta emergono, con un controllo sugli interventi già al termine del primo anno di applicazione, che consentirà di monitorare la situazione".
    Corrado Jordan (AV-VdA Unie) ha osservato che "le piccole stazioni sono caratterizzate da tensioni finanziarie legate a questioni strutturali anche per le loro ridotte dimensioni: negli ultimi decenni hanno avuto ricadute significative che hanno permesso lo sviluppo in ambito turistico e non solo di molti territori, contribuendo così all'arricchimento dell'offerta turistica invernale, oltre che assicurare lavoro e sviluppo imprenditoriale". Per Renzo Testolin (Uv) "questo disegno di legge rappresenta l'evoluzione dell'attenzione da sempre dimostrata dell'Amministrazione regionale anche nei confronti delle piccole stazioni e si inserisce nel percorso di accompagnamento sostenuto dalla Regione negli ultimi 30 anni: percorso nato dalla necessità delle varie comunità di attivarsi per lo sviluppo locale, anche attraverso l'apertura di piccoli impianti per diversificare l'offerta turistica.
    "Questa norma, arrivata dopo un anno e mezzo, si presenta solo come un mero contributo alle piccole stazioni - ha dichiarato Erika Guichardaz (Pcp) - e non come una riorganizzazione complessiva delle piccole stazioni come previsto nell'impegnativa della risoluzione votata. Si trattano tutte le piccole stazioni nello stesso modo, ma Weissmatten e il Col di Joux sono agli antipodi: sembra un tirare a campare, finanziando anche impianti che sappiamo essere fallimentari non solo sotto il profilo economico ma anche sotto quello ambientale".
    La replica dell'Assessore Luigi Bertschy: "Questa legge ha il grande obiettivo di riunire a un unico tavolo di discussione gli enti locali, gli operatori del territorio e gli enti economici con la duplice finalità di portare nuove idee e di responsabilizzare tutti ad una gestione del territorio più realistica e consapevole, con progetti concreti e realizzabili per far ripartire lo sviluppo, la crescita e la valorizzazione di queste località. E' un primo passo per rianimare i rapporti sul territorio in una logica federalista che mette al centro coloro che vivono e conoscono il territorio. Non è un mandato vuoto di significato e dobbiamo continuare a confrontarci dando alla politica elementi utili per le scelte future che qualcuno intravede in un modello gestionale unico e altri no".

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