Festival ASviS, impegno dell'Italia per ripresa sostenibile

Evento dello sviluppo sostenibile in streaming su Ansa.it

Redazione ANSA ROMA

"Abbiamo tutti gli strumenti per vincere la sfida della ripresa. Il Piano Nazionale di Risanamento e Resilienza mira a rivedere il nostro modello di crescita puntando sulla transizione ecologica, sulla trasformazione digitale e l'innovazione, e sui giovani". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, partecipando al Festival annuale dello Sviluppo Sostenibile, in diretta streaming su ANSA.IT dalla "Casa del Festival", presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma che ospita i relatori in presenza.

 

"Crisi climatica e disuguaglianze globali o le trattiamo insieme o questo treno lo perdiamo. Bisogna sdoganare questo concetto mai ufficialmente digerito". Così il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani spiegando che sono due temi "intimamemnte connessi e la sfida è molto piu complessa di quello che ritenevamo qualche anno fa fosse solo di natura ambientale, climatica, di investimenti della manifattura , della produzione primaria di energia". Intervenendo al Festival dello Sviluppo sostemnibile dell'Asvis e facendo il punto sull'impegno dell'Italia a livello internazionale sul clima il ministro ha ribadito che "non esiste una cura per la crisi climatica che non tenga conto e non sia sinergica a una cura per le disuguaglianze globali".

"Dobbiamo essere sempre più consapevoli di vivere tutti sull'unico pianeta che abbiamo e che solo grazie a uno sforzo congiunto sarà possibile dargli un futuro. Nessuno può salvarsi da solo. E la strada da fare, come risulta pure da questa nostra ricerca, è ancora molta". Lo ha sottolineato la presidente dell'ASviS Marcella Mallen presentando la ricerca "Sdg20 - La misurazione dello sviluppo sostenibile nei Paesi del G20" rilevando che "il nostro Festival anche quest'anno, grazie alla collaborazione col ministero degli Esteri, si proietta in una dimensione internazionale, con l'obiettivo di diffondere anche all'estero i messaggi dello sviluppo sostenibile". Da parte sua, Pierluigi Stefanini, presidente e portavoce dell'ASviS ha osservato che "la presidenza del G20 - proietta l'Italia in primissimo piano sulla scena internazionale. E ne aumenta la responsabilità nell'indicare ai partner alcuni nodi essenziali che non possono essere esclusi dall'agenda dei lavori" come "il contrasto ai cambiamenti climatici, il superamento dei combustibili fossili, la sostenibilità sociale dei costi di una gigantesca quanto necessaria riconversione industriale". Per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile, "come risulta dalla nostra ricerca - ha aggiunto Stefanini - i Paesi del G20 vanno ognuno per proprio conto, in maniera disordinata e insufficiente. La strada del multilateralismo e della cooperazione può consentire di raggiungere i target dell'Agenda 2030".

L'Italia, rispetto al resto dei Paesi del G20, è in vetta alle classifiche negli Obiettivi 3 (Salute e benessere), 7 (Energia pulita ed accessibile) e 12 (Consumo e produzione responsabili) dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite mentre risulta penultima per il Goal 14 (Vita sott'acqua) a causa dell'eccessivo sfruttamento della pesca. Gli Stati Uniti sono invece in fondo alla classifica nel Goal 1 (Lotta alla povertà). E' quanto emerge dalla ricerca sperimentale "Sdg20 - La misurazione dello sviluppo sostenibile nei Paesi del G20" (fatta al netto degli effetti della pandemia), presentata dall'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) nell'ambito del Festival dello sviluppo sostenibile. Realizzata grazie al contributo di A2A e Cibjo (World Jewellery Confederation), la ricerca su come e quanto i 20 Paesi più ricchi e sviluppati del mondo stiano rispettando gli impegni assunti sei anni fa, quando le Nazioni Unite vararono l'Agenda 2030, contiene mappe basate sui dati relativi all'ultimo anno disponibile di ogni indicatore elementare preso in considerazione e, in ogni caso, non sono utilizzati dati relativi all'anno 2020, quindi le valutazioni effettuate sono al netto degli effetti della pandemia. Nella lotta alla povertà (Goal 1) la ricerca evidenzia "differenze legate non solo alla ricchezza di un Paese, ma anche ai modelli di welfare scelti: i Paesi Europei (Ue + Uk) mostrano la situazione migliore, insieme a Canada e Australia. Al contrario, gli Usa registrano, ad esempio, una quota di persone vulnerabili assistite inferiore al 31%; attestandosi come il 5/o peggior Paese del G20 rispetto a questo Goal. Per l'Italia non è stato possibile elaborare un indice composito relativo al Goal 1 a causa della carenza di dati". Quanto all'obiettivo 3, l'analisi ha evidenziato come i Paesi che registrano la spesa sanitaria maggiore pro capite presentano anche i migliori risultati dell'indicatore composito. Sono Australia, Italia (seconda in classifica), Canada, Giappone, Spagna, Regno Unito e Germania, cateterizzati da una maggiore speranza di vita alla nascita (superiore agli 80 anni), da minori tassi di mortalità infantile e di mortalità per le malattie non trasmissibili e per incidente stradale. Per il Goal 13, lotta ai cambiamenti climatici, sono state considerate le emissioni prodotte sul suolo nazionale e la stima delle emissioni indirette causate dalle importazioni di ogni Paese. "L'analisi - spiega l'AsviS - ci restituisce una valutazione innovativa che penalizza i Paesi con una maggiore Co2 importata (come Uk, Australia, Germania e Canada) che altrimenti avrebbero registrato dei valori del composito decisamente più positivi. Riteniamo quindi che la misurazione delle emissioni indirette causate dalle importazioni sia un aspetto da approfondire con massima priorità, per attribuire le emissioni di Co2 ai Paesi che ne sono realmente responsabili".

Maggiori dettagli sul programma dell'evento a questo link: festivalsvilupposostenibile.it/2021/evento-7-ottobre   

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