Moda

La moda perde il visionario stilista francese Thierry Mugler

Ideatore di stile inconfondibile amato da Madonna e Lady Gaga

Morto a 73 anni lo stilista Thierry Mugler © AFP
  • di Patrizia Vacalebri
  • PARIGI
  • 24 gennaio 2022
  • 20:15

Addio a Thierry Mugler, lo stilista francese ideatore di uno stile femminile inconfondibile, dedicato a donne forti e dominatrici, che non temono di indossare cybor-corsetti, abiti in lattice o mise da insetto. Un esempio di donna rappresentativa dello stile Mugler è senz'altro Madonna: per un decennio, a partire da metà degli anni Ottanta, e forse anche oggi, la popstar ha incarnato l'archetipo della donna dominatrice, combinando le sue canzoni dai testi maliziosi ad un look inedito, molto sexy, in cui a fare la parte del leone era il corsetto, che metteva in evidenza il suo fisico minuto e procace. Thierry Mugler, morto domenica 23 gennaio, per "cause naturali", all'età di 73 anni, è infatti tra le firme che hanno realizzato la gran parte dei bustier indossati nei tour dalla star. Mugler era affascinato dalla femminilità che portava agli estremi. In un periodo in cui dominava lo stile androgino, lui portava in passerella capi seduttivi e donne fatali, strette in tailleur scolpiti o in corsetti mozzafiato, avvolte in capi architettonici in lattice o ricoperti di strass. il trionfo di una silhouette controcorrente che strizzava il punto vita fino all'estremo e rilanciava una silhouette a clessidra. Ma il suo genio non si accontentava solo della moda, visto che Mugler creava anche make up scenografici, era fotografo, regista, stylist. Suoi alcuni look di altre star, come David Bowie, Diana Ross, Lady Gaga e Beyoncé, senza dimenticare Sharon Stone. Thierry Mugler nasce a Strasburgo il 21 dicembre 1948. A 9 anni inizia gli studi di danza classica, a 14 entra nella compagnia dell'Opera di Rhin ma studia anche interior design alla Scuola di arti decorative di Strasburgo. Nel 1971 comincia la sua carriera di stilista e a 24 anni si trasferisce a Parigi dove lavora come stilista freelance. La sua prima collezione intitolata "Cafè de Paris" è datata 1973. Cinque anni dopo apre la prima boutique con il suo marchio sempre a Parigi. Lancia anche la linea uomo. Il successo cresce. Nel 1991 invita Diana Ross a sfilare per lui: è la prima celebrità che sale in passerella per una maison. Nel 1992 presenta la sua prima collezione di alta moda e nello stesso anno lancia la sua prima fragranza, Angel, che avrà un successo planetario, tanto che nel 1997 il gruppo Clarins acquisisce il marchio e le fragranze, che dal 2020 sono passate a L'Oréal. Nel 2002 l'ultima sfilata: Clarins sceglie di puntare sulle fragranze e non sulla moda. Il ritiro nel 2003, mentre il rilancio del marchio avviene nel 2010. La direzione creativa viene affidata a Nicola Formichetti, che cambia il nome del marchio denominandolo solo Mugler. Tre anni dopo, nel 2013, lascia l'incarico e va da Diesel. Il timone passa a David Koma. Nuovo cambio di stile nel 2017 con l'arrivo di Casey Cadwallader che riporta il marchio sotto i riflettori. Il re del "camp" (termine che fa riferimento all'uso consapevole e sofisticato del kitsch), com'era stato definito dalla stampa, è l'autore non solo di alcuni dei momenti più memorabili della moda internazionale degli anni Novanta, ma anche di alcuni dei look più audaci di tutti i tempi. La sua donna era una guerriera, forte e dominatrice, che esprimeva il suo essere potente, oltre che con l'abbigliamento esterno mutato dall'intimo, anche con un make up sempre modernissimo e appariscente. Tutto questo può essere rappresentato nella collezione Mugler di haute couture Autunno/Inverno del 1995: la bionda supermodella tedesca Nadja Auermann entrò in passerella indossando un corsetto ricoperto di brillanti. Ma anche nella sfilata della collezione Primavera/Estate 2020, la top model Bella Hadid ha aperto la passerella indossando un corsetto molto sensuale percorso da micro blazer. Nel settembre 2021 a Parigi, nel Musée des Arts Décoratifs, è stata inaugurata la mostra "Thierry Mugler: Couturissime", che celebra il designer. Cominciata in Canada, dopo i Paesi Bassi e la Germania, la mostra, che comprende 150 pezzi presi dall'archivio del couturier (vanno dal 1977 al 2014) è approdata a Parigi, dove resterà aperta fino ad aprile 2022.

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