Moda

Torna in pedana il surrealismo ultraterreno di Schiaparelli

Daniel Roseberry spiega la scelta del bianco, nero e oro

Torna in pedana il surrealismo ultraterreno di Schiaparelli © ANSA
  • (di Patrizia Vacalebri)
  • ROMA
  • 24 gennaio 2022
  • 21:02

Inconfondibile surrealismo percorso dal brivido del fascino ultraterreno e glamour in oro, bianco e nero, caratterizza la nuova collezione di haute couture di Schiaparelli, maison disegnata dallo stilista texano Daniel Roseberry, tornata a sfilare in presenza a Parigi. E' lo stesso stilista a descrivere la collezione spiegando le sue scelte. "La nostra ultima collezione - racconta il direttore creativo del marchio fondato nel 1927 da Elsa Schiaparelli e oggi di proprietà del Gruppo Tod's - è stata concepita in un breve periodo di speranza, ad aprile. I vaccini stavano diventando disponibili, viaggiare stava diventando di nuovo una possibilità. Potevamo immaginare che l'incubo collettivo era alle nostre spalle, o almeno lo sarebbe stato presto. Eppure, ora, intrecciata a quella speranza c'è un senso di perdita. La perdita delle persone, la più straziante. Ma anche la perdita della certezza. La perdita di un futuro collettivo". "Oggi mi chiedo cosa significa la moda, cosa ha da dire la moda, in un'epoca in cui tutto è in movimento? E cosa significa il surrealismo della maison quando la realtà stessa è stata ridefinita?".
BIANCO NERO E FASCINO ULTRATERRENO. "Durante le 23 prove dei capi della collezione - spiega lo stilista - mi sono reso conto che ciò che mi sembrava eccitante in questo momento era qualcosa di diverso, di più trattenuto, disciplinato. Improvvisamente il colore mi sembrava sbagliato. Così come il volume. Tutti i trucchi che gli stilisti di alta moda, me compreso, usano per comunicare maestria, grandi silhouette, gloriosi pouf di tessuto, enormi volumi, mi sembravano vuoti. Invece, volevo vedere se potevo ottenere lo stesso tipo di dramma e di fascino ultraterreno senza fare affidamento su quel sistema. Sentivo che avevamo bisogno del nero, del bianco e dell'oro, di un ritorno ai colori basici. Dopo due anni passati a pensare al surreale, mi sono ritrovato a pensare all'empireo: il cielo come luogo di fuga dal caos del pianeta, ma anche la casa di una mitica sacerdotessa, allo stesso tempo dea e aliena, che potrebbe in effetti camminare tra noi. Un essere i cui abiti sfidassero le regole della gravità. L'ho immaginata indossare forme sartoriali affilate come un rasoio, la vita stretta e colli di colomba enormi pronti a prendere il volo. La visualizzavo con una giacca corta color crema con il dorso a becco d'anatra in sartoriale toile di cotone "U.S.", ricamata con palme vintage che si sollevano dalle spalle per ergersi dritte. Un essere che indossa pantaloncini bordati di faille di seta ecru, cinciallegre di raso beige in vita, bustier aerodinamici con fusciacche di raso crema, e cascate di crine nero che tremano e rimbalzano insieme ai suoi movimenti. Se indossasse un lungo frac in faille di raso, sarebbe ricamato dietro con la fontana di Apollo di Versailles, un altro motivo vintage della Schiaparelli".
L'ORO. "E infine - racconta lo stilista - dopo il rigore della sartoria e la sperimentazione di una nuova silhouette più affilata, avrebbe abbracciato la sua potente vita interiore dando spazio a fontane d'oro, neri piumaggi, cabochon dalle forme animaleschi, fino all'abito da cocktail di cristallo, che appare al mondo esterno come l'interno di una scatola di gioielli. Questa stagione orbita intorno a una ulteriore sperimentazione dell'oro Schiaparelli. Abbiamo lavorato a lungo per perfezionare la tonalità, né calda né fredda, né ottanio né rosa, per arrivare ad un oro formulato specificamente per noi, composto con parti di foglia d'oro 24k. L'abbiamo interpretato in due modi, progettati dagli straordinari artigiani con cui collaboriamo. Nel primo trattamento abbiamo creato delle sculture che rappresentano i codici della maison, in argilla e schiuma. Quindi gli occhi e i lucchetti, l'aragosta, la colomba, e una litania di parti del corpo, che diventano stampi con rivestimento in pelle o in tessuto. Sculture senza peso, poi dorate in foglia d'oro 24K e ricamate con cabochon e cristalli vintage provenienti dalla fine degli anni '30. L'effetto è infantile e un po' grezzo. La seconda visione in oro si presenta in pezzi su un abito a colonna in jersey di seta nera, invaso da lunghi e tremolanti fili di metallo, lastre di metallo martellate lucidate che oltrepassano i confini di un corsetto, libero di muoversi e frusciare come una medusa nell'acqua". 

  • (di Patrizia Vacalebri)
  • ROMA
  • 24 gennaio 2022
  • 21:02

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