Mazda MX-5 RF, cabrio e coupé in un colpo solo

Divertimento assicurato con il 2.0 da 184 Cv, anche se piove

Francesco Fabbri ROMA

La cabrio più venduta del mondo in pochi secondi diventa una coupé dalle linee sinuose. Mazda MX-5 RF ridisegna il concetto di spider grazie al tetto retrattile in metallo.
    Poche, ma significative, le differenze con la diffusissima versione con la capote di tela che da 30 anni regna incontrastata sul settore.
    A bordo dell'esemplare che ANSA Motori ha testato lungamente, tutto è come abbiamo imparato ad apprezzare nelle precedenti prove di questa vettura. Pochi ed essenziali comandi, tutto a portata di dito, sedili avvolgenti, sensazione di fusione totale con la vettura. Unica differenza una levetta sul cruscotto che, azionata, solleva il tetto e lo fa scomparire rapidamente sotto il lunotto. Questa versione della Miata - l'altro nome con cui MX-5 è conosciuta - cresce leggermente in peso per via degli ingranaggi meccanici che sostituiscono il semplice meccanismo a ribalta della capote tradizionale. La RF acquisisce due brevi montanti e il lunotto, che rimane fisso. Muta, dunque, il profilo e si alza - seppur di poco - il baricentro.
    Minuzie, che in nulla intaccano il divertimento alla guida tipico di questa vettura. L'unica vera differenza l'abbiamo avvertita in autostrada: viaggiando top down si crea un vortice rumoroso assente nella versione tradizionale, che inibisce il dialogo e rende difficoltoso anche l'ascolto della radio.
    Curiosamente, invece, le conversazioni telefoniche non sembrano patire: si sente bene, e l'interlocutore non lamenta disturbi particolari.
 

   La seduta bassa sugli avvolgenti Recaro in pelle, il volante preciso e soprattutto il cambio manuale 6 rapporti - il migliore in circolazione - assicurano, anche in questa versione, un piacere di guida che davvero ha pochi pari. Soprattutto, considerando il rapporto pressoché imbattibile tra qualità della vettura, performance e prezzo (€ 38.650 per la vettura oggetto della nostra prova).
    Il rombo profondo del motore 2.0 da 184 Cv - l'unico disponibile su Mazda MX-5 RF - all'accensione fa da preludio a ciò che ci attende. La Miata lascia al pilota la scelta del ritmo. A basse velocità consente di godere del relax che non manca, pur nell'abitacolo mini. Ma è immediatamente pronta a scattare alla minima pressione dell'acceleratore, con i giri che salgono fulminei, in un soffio dai 5.000 ai 7.500. I 205 Nm di coppia sono più che sufficienti per garantire una guida grintosa e divertente, con una buona tenuta di strada e staccate strizzacuore nelle curve, dove - grazie anche alla trazione posteriore particolarmente vivace - si riescono a disegnare traiettorie quasi impossibili per altre vetture. I 184 Cv sono parecchi per una vetturetta dal peso così limitato, e basta accelerare più del dovuto o anzitempo perchè il retrotreno parta, soprattutto su fondi con poca aderenza. Complice un ESP sornione, che anche quando è attivo fa finta di non esserci. Ma è tutto voluto, per far divertire: disattivandolo, infatti, la musica cambia e tener dritta la Miata su curve impegnative può creare davvero più di qualche grattacapo. Nonostante la sportività, riesce a mantenere i consumi sul misto a 14 km/l.

Lo giapponesina anche in versione roadster-coupè non è mai bizzosa, ma il carattere deciso e riconoscibile è quello di sempre. E fa sorridere chi la ama. 

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