Giornata cuore, 'basso è meglio', campagna su colesterolo

Di Novartis, si unisce Piero Chiambretti

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 29 SET - "Basso è meglio". Non si tratta dell'ennesimo slogan, ma di un'indicazione che può fare la differenza per la salute cardiovascolare. Lo dicono gli esperti: il colesterolo Ldl (il colesterolo 'cattivo') è il più importante fattore di rischio modificabile che correla con la riduzione degli eventi cardiovascolari, primi tra tutti ictus e infarto. Maggiore, quindi, sarà la riduzione dei livelli di colesterolo circolante nel sangue, più alto sarà il numero di eventi cardiovascolari che verranno evitati.
    Lo ribadisce, oggi in occasione della Giornata Mondiale del Cuore 2022, anche Piero Chiambretti, che si unisce alla campagna #bassoemeglio di Novartis lanciando, dai suoi canali social, l'hashtag per sensibilizzare sull'importanza di ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue il prima possibile e per il tempo più lungo possibile. Con intelligenza e auto-ironia, Chiambretti sarà protagonista di alcuni mini-sketch - disponibili anche su www.facebook.com/AscoltailTuoBattitoITA e prodotti da Roberto Ebale, produttore esecutivo e curatore che vanta una lunga esperienza nel mondo televisivo e che da sempre collabora con Chiambretti per i suoi programmi - nei quali, giocando su equivoci e paradossi, strapperà un sorriso al pubblico, ma soprattutto farà riflettere sul perché i livelli di colesterolo Ldl, vero e proprio fattore di rischio per l'insorgenza delle malattie cardiovascolari, devono essere sempre tenuti bassi e sotto controllo. Ma quali sono i valori corretti del colesterolo? Parlando di colesterolo totale, il valore è "desiderabile" quando non supera i 200 mg/dl, il valore del colesterolo Ldl è, invece, "desiderabile" quando non supera i 100 mg/dl, mentre quello del colesterolo Hdllo è quando è uguale o superiore a 50 mg/dl1. Sarà il medico a indicare, sulla base del profilo di rischio individuale, quando iniziare a monitorare i valori del colesterolo. Per chi non manifesta sintomi o non ha fattori di rischio predisponenti, l'età giusta per cominciare è intorno ai 40 anni, ripetendo le analisi almeno una volta all'anno. (ANSA).
   

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