A Bologna i musei diventano 'pet friendly'

Dal MamBo al Morandi, itinerari ad hoc e servizio dog-sitting

di Marzia Apice BOLOGNA

BOLOGNA, 24 MAG - Ammirare in percorsi ad hoc l'amico a quattro zampe, il più fedele per l'uomo, ritratto come compagno di avventure su tele dipinte e terrecotte figurate, su vasi e strumenti di bronzo, dall'antichità fino all'epoca moderna. Ma anche scoprire aneddoti legati a grandi artisti, come Giorgio Morandi che al proprio cane amatissimo dava addirittura del lei. E poi, finalmente, poter andare al museo portando con sé il proprio cane, senza doversene per forza separare. Tutto questo è ora possibile grazie ai musei civici di Bologna, divenuti ufficialmente "pet friendly", e all'accordo siglato tra Istituzione Bologna Musei e Bauadvisor, nuovo portale di comunicazione e servizi globali e innovativi dedicato al mondo dei cani e dei loro proprietari. Un'iniziativa originale e molto utile, che mira a favorire l'accessibilità del patrimonio museale verso più ampie fasce di pubblico: usufruendo del servizio di dog-sitting Dogs & Museum, ideato da Bauadvisor, i proprietari di cani potranno infatti recarsi al museo con maggiore entusiasmo, senza dover più lasciare a casa i propri animali perché un dog sitter professionista se ne prenderà cura - portandoli a passeggio nelle aree verdi limitrofe - per l'intera durata della visita. A questo si aggiunge la possibilità di scegliere tra numerosi itinerari tematici che ben nove musei bolognesi - Museo Civico Archeologico, Collezioni Comunali d'Arte, Museo Civico Medievale, Museo Davia Bargellini, Museo internazionale e biblioteca della musica, Museo civico del Risorgimento, Museo del Patrimonio Industriale, MAMbo Museo d'Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi - hanno dedicato agli appassionati degli amici a quattro zampe, attraverso i quali, spaziando dall'archeologia alla pittura e alla scultura, scoprire il patrimonio museale seguendo l'effigie del cane, animale notoriamente tra i più rappresentati nella storia dell'arte. Le opere selezionate per i percorsi di visita dog-friendly saranno facilmente riconoscibili grazie alla presenza di vari supporti di comunicazione contrassegnati dall'icona di un cane ideata e disegnata da Maria Elena Canè, restauratrice del Museo Civico Archeologico. Tra i lavori da non perdere le numerose testimonianze proprio al Museo Civico Archeologico legate all'importanza del cane nelle società greca, etrusca e romana, riunite in un itinerario articolato in 20 tappe. E poi l'opera "Scudo con fontana" (1987/1993) di Mimmo Paladino al MamBo, in cui una figura maschile si affianca e aderisce a un grande disco provvisto di una testa animale, forse un lupo o un cane, dalla cui bocca sgorga uno zampillo dell'acqua sulla quale la scultura sembra galleggiare. Infine, nelle Collezioni Comunali d'Arte il monumento alla memoria di Tago, che il marchese Tommaso de' Buoi fece realizzare dopo l'accidentale morte del proprio animale: una storia struggente, perché alla vista del padrone di ritorno da un lungo viaggio, Tago non riuscì a trattenere la felicità e gli si lanciò incontro da una finestra del secondo piano del palazzo di residenza, rimanendone ucciso. Per oltre due secoli da quel davanzale è rimasta affacciata questa statua con il ritratto del cane in attesa di rivedere il proprio padrone. 
   

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