La moda italiana a Bruxelles denuncia i danni causati dalla contraffazione

'Genera fatturato illegalmente'

Redazione ANSA

BRUXELLES - "La contraffazione colpisce le aziende e genera fatturato illegalmente, alimentando un giro malavitoso" e per questo "deve essere affrontata a livello nazionale e europeo". Così Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda a margine dell'evento di presentazione a Bruxelles della pubblicazione "Making IT- Fitting the Future" di Deloitte e Scuola Holden che ha raccolto le esperienze di 25 imprenditori per raccontare l'industria della moda made in Italy e le sfide del futuro. Tra queste sicuramente l'acquisizione di grandi marchi italiani da parte di gruppi esteri.

"Non siamo preoccupati perché le acquisizioni di gruppi europei e francesi hanno portato beneficio alle dimensioni aziendali sui territori creando occupazione e innovazione. Bottega Veneto e Gucci non sono andate a produrre in Cina", ha commentato Marenzi ricordando che ciò che può rappresentare un problema per le imprese è piuttosto la delocalizzazione, cioè "quando portano via il nostro know-how". Le conoscenze e le capacità delle maestranze sono infatti un valore aggiunto frutto di anni di lavoro, un fattore fondamentale per il successo delle aziende italiane.

I lavori della conferenza sono stati preceduti da una cena presso l'Ambasciata italiana a Bruxelles organizzata dall'ambasciatrice Elena Basile alla presenza del Senatore a vita ed ex-presidente del Consiglio Mario Monti, il presidente di Confindustria Moda Claudio Marenzi, il presidente di Deloitte Central Mediterranean Gianmario Crescentino, il presidente e CEO di Deloitte Italia Fabio Pompei, gli europarlamentari Irene Tinagli, Simona Bonafè, Massimiliano Salini e il direttore generale della Direzione Connect della Commissione europea Roberto Viola.

Secondo la pubblicazione presentata oggi, nel 2018 il fatturato dell'intero settore tessile, moda e accessorio (TMA) ha raggiunto i 95,5 miliardi di euro e registrato un saldo della bilancia commerciale positivo per oltre 28 miliardi. Inoltre, in Europa il comparto moda italiano genera il 34% del valore aggiunto e occupa un quinto dei lavoratori dell'eurozona (22%).

Tra le istanze che Confindustria Moda ha portato all'attenzione della platea internazionale riunitasi per l'occasione, ci sono, oltre alla lotta alla contraffazione, la protezione del made in Italy e della proprietà intellettuale, nonchè la reciprocità. "Importiamo facilmente dalla Cina, mentre l'esportazione verso l'Asia è problematica" ha spiegato Marenzi. Tra le problematiche da affrontare anche i "mass market", mercati di massa, che sfruttano e copiano modelli identici a quelli fatti in Italia producendoli fuori dall'Europa a prezzi stracciati. "Le piccole imprese artigiane - ha concluso Marenzi - che hanno tempi di produzione più lunghi vengono derubate della propria originalità".

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