Ue lancia una procedura contro la Cina al Wto per la disputa con la Lituania

Dombrovskis, 'falliti i tentativi di risolvere la questione a livello bilaterale'

Redazione ANSA

BRUXELLES - L'Unione europea ha lanciato oggi una procedura presso l'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) contro la Cina per le pratiche commerciali che Bruxelles giudica discriminatorie verso la Lituania. Lo ha annunciato la Commissione europea in un comunicato. Da dicembre 2021, dopo l'apertura della rappresentanza di Taiwan a Vilnius, la Cina ha chiuso di fatto i canali commerciali con la Lituania.

La Commissione europea ha presentato al Wto un dossier con le prove che Pechino rifiuta di sdoganare le merci per le domande di importazione provenienti dal Paese baltico e fa anche pressione sulle società dell'Ue che operano da altri Stati membri affinché rimuovano gli input lituani dalle loro catene di approvvigionamento quando esportano in Cina. La Commissione ha ripetutamente sollevato la questione con le autorità cinesi.

"I tentativi di risolvere questo problema bilateralmente sono falliti", si legge in una nota dell'Esecutivo Ue. Che ora ha deciso la via del Wto. Un modo per esercitare pressione sulla Cina, anche se ci vorranno anni prima che l'apposito panel dell'Organizzazione del commercio si pronunci sulla disputa.

"L'avvio di un caso al Wto non è un passo che prendiamo alla leggera - ha detto il vicepresidente della Commissione europea Valdi Dombrovskis - tuttavia, dopo i ripetuti tentativi falliti di risolvere la questione a livello bilaterale, non vediamo altra via da seguire se non quella di richiedere consultazioni con la Cina in seno al Wto". "L'Ue - ha concluso il politico lettone - è determinata ad agire all'unisono e rapidamente contro le misure che violano le regole del Wto e minacciano l'integrità del nostro mercato unico. Parallelamente, continuiamo i nostri sforzi diplomatici".

"Sollecito l'Europarlamento e il Consiglio Ue ad accelerare l'esame della proposta anti-coercizione, che sarebbe uno strumento utile per rispondere rapidamente ed efficacemente in situazioni come queste", ha detto Dombrovski. Alla fine dell'anno scorso, la Commissione europea ha presentato una proposta anti-coercizione proprio per rispondere alle minacce "ibride", in cui le restrizioni commerciali sono utilizzate a fini politici. "La presidenza francese - ha aggiunto Dombrovskis - ha fatto della proposta anti-coercizione una priorità e sono fiducioso in progressi rapidi quest'anno".

Sulla ratifica dell'accordo sugli investimenti Ue-Cina, siglato a dicembre 2020 "non ci sono progressi". Ma "non c'è legame diretto tra questo e la decisione presa oggi", ha detto ai giornalisti il vicepresidente della Commissione europea. "L'accordo è stato raggiunto nel dicembre 2020 - ha ricordato il politico lettone - ma non c'è stato nessun progresso sulla ratifica dopo le sanzioni Ue sui diritti umani alla Cina e le contro-sanzioni cinesi che hanno colpito anche eurodeputati. L'Europarlamento è stato chiaro, nessun passo avanti sulla ratifica sarà fatto finché i deputati saranno oggetto delle misure cinesi, e tutto questo non è cambiato".

"Ma - ha aggiunto Dombrovskis - non c'è legame diretto tra questo e la decisione di oggi". Il vicepresidente della Commissione europea ha indicato nel vertice Ue-Cina "che stiamo preparando", una "occasione di parlare di tutto questo per cercare di mettere" le relazioni tra Bruxelles e Pechino "su un binario migliore".

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