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  • CRV - Ciambetti: “Rebellin: grazie a Forze dell’Ordine, CC. e Procura, identificato investitore”
COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Ciambetti: “Rebellin: grazie a Forze dell’Ordine, CC. e Procura, identificato investitore”

Presidente Consiglio veneto: "Ora, rapida estradizione e processo rigoroso”

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Ciambetti: “Grazie alle Forze dell’Ordine, ai Carabinieri e alla Procura che hanno saputo identificare l’investitore di Davide Rebellin. Nulla ce lo potrà restituire, ma la Giustizia deve fare il suo corso: auspico una rapida estradizione del responsabile e un processo rigoroso”

(Arv) Venezia 2 dic. 2022 – “Un plauso ed un sentito ringraziamento alle forze dell'ordine, ai Carabinieri ed alla Procura della Repubblica di Vicenza ed anche a tutti i cittadini che hanno dimostrato grande senso civico nel supportare il grande lavoro svolto per individuare l'investitore di Davide Rebellin" così si esprime il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, dopo la notizia dell'identificazione, in 48 ore di indagini serrate, del camionista tedesco che a Montebello Vicentino, lo scorso 30 Novembre, è stato protagonista dell'incidente che ha portato alla morte del ciclista vicentino. "Conoscevo Davide e lo avevo incontrato alla sua ultima corsa da professionista, lo scorso 16 Ottobre. Sono stato raggiunto dalla notizia della sua improvvisa scomparsa mentre mi trovavo a Bruxelles, al Comitato delle Regioni, e sono rimasto profondamente colpito. Davide Rebellin era un ragazzo semplice e dal cuore d'oro, serio ed impegnato con il quale il tempo è stato galantuomo nel dimostrarne la pulizia, con altissimi livelli di prestazioni mantenuti anche dopo l'ingiustizia della revoca della medaglia d'argento olimpica dei Giochi di Pechino - sottolinea ancora Ciambetti - Ricordo bene anche i sei giorni in maglia rosa al Giro del 1996, quando tutti lo avremmo voluto vedere guidare ancora il gruppo con la maglia di leader sulle strade di casa. Non dimentico che ai piedi della salita della Rosina, a Marostica, si leggeva la scritta ‘Rebellin in rosa per un futuro migliore’. Se n'è andato mentre era in sella alla sua bici, ed è questa l'unica piccola consolazione. Ora chiedo giustizia per lui, per la sua famiglia e per tutti coloro che lo hanno seguito ed amato in oltre 30 anni di professionismo. Se fossero confermate le notizie secondo le quali il camionista, dopo essersi reso conto dell'accaduto, è risalito sul mezzo pesante per darsi alla fuga, e se trovassero conferma anche i precedenti dell'uomo in Italia, incidente con omissione di soccorso in Puglia nel 2001, patente ritirata per guida in stato di ebbrezza a Chieti nel 2014, allora non posso fare altro che auspicare una rapida estradizione, un processo senza sconti e l'inflizione del massimo della pena prevista".

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