Libri

Vibo Valentia rinasce, è la capitale italiana del libro

Franceschini, resterà nel tempo. La sindaca, è il nostro riscatto

E' Vibo Valentia, in Calabria, la Capitale Italiana del Libro 2021. Scelta all'unanimità dalla giuria presieduta da Romano Montroni, è il primo anno che dopo una competizione fra 23 città, sei finaliste, avviene la proclamazione. Il titolo della prima edizione, nel 2020, era stato deciso direttamente, senza gara, dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Cultura, al comune di Chiari, in provincia di Brescia. "Vibo Valentia è la prima ad essere proclamata a frutto di una competizione e resterà nel tempo" ha detto il ministro Dario Franceschini, in diretta live sul sito del ministero nel giorno del conferimento, il 7 maggio. E ha spiegato: "E' la prima volta che facciamo la proclamazione della Capitale Italiana del Libro, che deriva da una legge del Parlamento. L'anno scorso, come prevedeva la norma, non essendoci il tempo per seguire tutta la procedura, il Consiglio dei ministri ha conferito il titolo a Chiari ed è stato un inizio molto importante". La Capitale Italiana del Libro è stata istituita dal ministro Franceschini nel 2020, ai sensi della legge 13 febbraio 2020, n.15, per la promozione e il sostegno della lettura. La città vincitrice riceverà dal ministero della Cultura, tramite il Centro per il Libro e la Lettura, un contributo di 500 mila euro per la realizzazione del progetto presentato. Le altre città finaliste erano Ariano Irpino, Caltanissetta, Campobasso, Cesena e Pontremoli. Vibo Valentia "si è distinta per la qualità delle iniziative presentate, esposte con chiarezza, in cui si fondono rigore ed entusiasmo. L'idea di base nell'introduzione al progetto che ha vinto è di fare entrare prepotentemente il libro nella vita delle persone. Un concetto che siamo certi verrà tradotto in comportamenti virtuosi destinati a lasciare un'impronta duratura" spiega la motivazione della giuria presieduta da Montroni e composta da Valentina Alferj, Angelo Piero Cappello, Fulvia Amelia Toscano e Marcello Veneziani. "L'idea nasce da un'esperienza molto importante, la Capitale Italiana della Cultura, che a sua volta è partita dall'idea della Capitale Europea della Cultura. Abbiamo visto che questo tipo di procedure mettono in moto un meccanismo assolutamente virtuoso di identificazione della comunità locale nella competizione, la progettazione di un disegno complessivo legato al tema, in questo caso al libro, l'incrocio tra pubblico e privato. E la competizione è un momento importante non soltanto per la città vincitrice, ma anche per tutte quelle altre che partecipano perché il meccanismo virtuoso produce risultati che restano nel tempo. Un po' come ai premi Oscar, quando sei stato candidato all'Oscar è già un titolo anche se l'Oscar non lo hai vinto" ha spiegato Franceschini. "Sarà bello per me fare un cartello con le altre città che sono state condotte in questa finale. Vorrei che questo fosse non soltanto un momento di competizione, ma di solidarietà e unione fra noi per il superamento di tutte le barriere" ha affermato tra gli applausi, in un'esplosione di gioia, la sindaca di Vibo Valentia, Maria Limardo. "Sono emozionata come non mai. Stiamo facendo un grande percorso come amministrazione per il riscatto della nostra comunità, perché la mia città è sempre stata considerata ultima in tutte le graduatorie e noi dobbiamo essere orgogliosamente i primi. O comunque concorrere orgogliosamente, a testa alta, in Italia e nel mondo perché la città di Vibo Valentia è una città bella, ricca, piena di patrimonio, piena di straordinarie bellezze, ma soprattutto è fatta di tanta bella gente che legge, che scrive, che ha la consapevolezza e il senso identitario dell'appartenenza al luogo. Siamo certi che con questo incoronamento di oggi, Vibo sarà portata per una volta agli onori della cronaca" ha aggiunto la Limardo. Che si siano attivate "attraverso la risposta al bando tutta una serie di energie che porteranno del beneficio duraturo" ha sottolineato anche il presidente della giuria Montroni che ha ricordato come il nostro Paese sia sempre tra gli ultimi posti delle classifiche per indici di lettura. "La Capitale del Libro serve anche a difendere lo spazio dei libri e della lettura. Questa giuria ha valutato con estrema attenzione i progetti inviati dalle città che hanno partecipato al bando e abbiamo deciso all'unanimità. Le singole città hanno formulato un'offerta ricca, ma sostenibile dal punto di vista delle risorse economiche. I I progetti che abbiamo visto sono veramente fantastici. Senza libri e senza cultura non può esserci rinascita sociale ed economica" ha spiegato Montroni. E dopo Chiari e Vibo Valentia "seguiranno per tanti e tanti anni altre città. E adesso tutti insieme per il libro e la lettura" ha concluso Franceschini.

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