Marcus Osegowitsch è il nuovo Ad di Volkswagen Group Italia

Raccoglie testimone da Nordio nuovo Vp public affairs per Italia

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Chiudi Marcus Osegowitsch è il nuovo Ad di Volkswagen Group Italia (ANSA) Marcus Osegowitsch è il nuovo Ad di Volkswagen Group Italia

 Massimo Nordio, nuovo vice president group government relations and public affairs per l'Italia, passerà il primo agosto il 'testimone' nella posizione di amministratore delegato all'austriaco Marcus Osegowitsch che dal gennaio 2011 ricopriva la carica di Volkswagen Group representative Russia & CIS e general director Volkswagen Group Russia. Osegowitsch, 53 anni, si è laureato in ingegneria Elettronica all'Università Tecnica di Monaco e ha conseguito un MBA presso la London Business School. Dopo diversi incarichi internazionali in ambito industriale e consulenziale, Osegowitsch ha fatto il proprio ingresso nel Gruppo Volkswagen nel 2006, a capo della pianificazione strategica e dello sviluppo dei progetti presso il Centro Ricambi Originali di Kassel (Germania).
    Nel 2007 è stato nominato direttore della Group Supply Chain e nel 2010 si è trasferito presso Volkswagen Group Russia come managing director sales. Nel gennaio di 10 anni fa la promozione a Volkswagen Group representative Russia & CIS e general director Volkswagen Group Russia.
    "Volkswagen Group Italia ha una storia di successo e una posizione solida nel mercato - ha commentato Osegowitsch - e il lavoro svolto negli ultimi anni ha creato le basi per continuare a recitare un ruolo da protagonisti nella nuova era della mobilità. Il team, la costante ottimizzazione dei processi e l'integrità sono gli elementi centrali nella mia visione. Farò del mio meglio per far crescere ulteriormente l'azienda, con una strategia improntata sullo sviluppo di nuovi modelli di business legati alla profonda trasformazione del settore".
    Fondata nel 1954 da Gerhard Richard Gumpert con il nome Autogerma SpA, nel corso degli anni Volkswagen Group Italia SpA - che ha sede a Verona - si è affermata come realtà di rilievo nel panorama automobilistico, ottenendo risultati prestigiosi che la collocano tra le prime 20 Società in Italia per fatturato e leader delle Case automobilistiche estere.  

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Hyundai, Mong-Koo Chung in Automotive All Of Fame

A Chairman onorario riconosciuto ruolo primario nella crescita

Motori I protagonisti
Chiudi Hyundai, Mong-Koo Chung in Automotive Hall Of Fame (ANSA) Hyundai, Mong-Koo Chung in Automotive Hall Of Fame

 Mong-Koo Chung, Honorary Chairman di Hyundai Motor Group, è stato ufficialmente inserito nell'Automotive Hall of Fame. L'onorificenza è stata assegnata la scorsa settimana all'ICON Convention Center di Detroit. Alla cerimonia di investitura ha partecipato Euisun Chung, Chairman di Hyundai Motor Group, in vece dell'Honorary Chairman Mong-Koo Chung. Il presidente Chung ha ritirato il premio e ha tenuto un discorso a nome di suo padre.
    "L'Honorary Chairman Chung - ha detto Euisun Chung - ha fatto crescere Hyundai Motor Group dal suo umile inizio trasformandolo in una delle cinque più grandi case automobilistiche del mondo.
    Se mio padre fosse qui, direbbe che deve questo onore ai nostri dipendenti, ai nostri concessionari e ai nostri fantastici clienti. Mio padre ha portato avanti l'eredità di mio nonno Ju-yung Chung, che ha fondato Hyundai. Ha esteso la presenza del gruppo a livello globale e ha continuato a perseguire l'eccellenza nella qualità. Ha reso il gruppo qualcosa di cui i dipendenti e i clienti possono essere orgogliosi. Mentre Hyundai abbraccia le sfide e le opportunità del ventunesimo secolo, continueremo a lottare per l'eccellenza, a sfidare le convenzioni e a guidare l'evoluzione della mobilità intelligente".
    Secondo l'Automotive Hall of Fame, il successo di Hyundai Motor Group deve molto all'Honorary Chairman Chung e la sua eredità è alla pari con altre leggende del settore che hanno lanciato e guidato le aziende automobilistiche alla crescita e al riconoscimento globale. Grazie alla sua leadership, Hyundai Motor Group è diventato il quinto gruppo automobilistico al mondo.
    L'Automotive Hall of Fame ha anche preso atto dei molti successi di Chung, tra i quali l'acquisizione di Kia Motors Corporation in Hyundai Motor Group, la guida della crescita del gruppo con nuovi stabilimenti in regioni strategiche, tra cui Stati Uniti, Europa, Cina, India, Brasile e Russia e la creazione di una struttura di business altamente efficiente e verticalmente integrata che produce tutto, dall'acciaio ai veicoli.  

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Tumori, diagnosi precoce piú facile con la risonanza-totale

Nuova macchina usata in pochi centri al mondo, non ha radiazioni

Salute & Benessere Medicina
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Permette di individuare la maggior parte dei tumori ad uno stadio primordiale, compresi molti di quelli per cui fino ad oggi non esisteva alcuna possibilità di screening, senza radiazioni e bisogno di liquido di contrasto anche nelle persone sane: è la risonanza magnetica Whole Body Diffusion (DWB), di cui i massimi esperti internazionali di diagnostica per immagini, coordinati dall'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, hanno pubblicato, sulla rivista Radiology, le prime linee guida per il suo uso nella diagnosi precoce dei tumori.

La DWB è in grado di creare un'unica immagine di tutto il corpo senza utilizzare radiazioni né mezzi di contrasto, ottenendo immagini ultra-sensibili a livello molecolare.

Inizialmente è stata utilizzata per pazienti con tumori ad alto rischio di sviluppare metastasi nascoste e asintomatiche. Vista la sua capacità di visualizzare lesioni di pochissimi millimetri spesso non individuabili con le altre tecniche, si è pensato di applicarla anche allo screening per le persone sane. "I risultati clinici ottenuti con i pazienti, l'assenza di radiazioni e mezzo di contrasto e l'assoluta sicurezza dell'esame ci hanno spinto a proporre questo tipo di risonanza alle persone sane - spiega Giuseppe Petralia, primo autore dello studio - per ottenere uno screening dell'intero corpo, per individuare per tempo anche tumori come quelli del pancreas, del rene, dell'apparato osseo o linfomi che oggi sfuggono alla prevenzione".

Attualmente la tecnica è utilizzata nei principali ospedali oncologici europei e americani per i malati oncologici, ma solo allo Ieo è applicata in grandi volumi anche per la diagnosi precoce dei tumori, oltre che sui pazienti oncologici già in cura, quando le indagini convenzionali non sono state conclusive e in tutte le pazienti incinte. "Con la risonanza magnetica Whole Body Diffusion e le linee guida - commenta Roberto Orecchia, direttore scientifico dello Ieo - abbiamo uno strumento in più di medicina di precisione". (ANSA).
   

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Francia blocca da luglio 2022 pubblicità carburanti fossili

Da gennaio 2028 stop anche promozione auto oltre 123 g/km CO2

Motori Norme e Istituzioni
Chiudi Francia blocca da luglio 2022 pubblicità carburanti fossili (ANSA) Francia blocca da luglio 2022 pubblicità carburanti fossili

 Dopo diversi mesi di revisione e a seguito del lavoro di un comitato misto conclusivo, i deputati e i senatori del Governo francese hanno adottato definitivamente il disegno di legge 'Climate & Resilience'. Tra le molte novità che riguardano l'ambiente all'articolo 4 è stato deciso lo stop - dalla seconda metà del 2022 - della pubblicità per i combustibili fossili, cioè benzina, gasolio e altri derivati di origine estrattiva come il metano. A questo primo step seguirà dal 2028 anche il divieto di promuovere attraverso i canali pubblicitari i veicoli più inquinanti, che probabilmente - perché su questo punto non c'è ancora chiarezza - saranno quelli per cui è già stato deciso lo stop della vendita dopo il primo gennaio 2030. Cioè quelli che sono omologati, secondo gli standard WLTP, con emissioni di CO2 superiori a 123 g/km.
    Queste decisioni - comunicate il 20 luglio da Ministero della Transizione Ecologica - stanno creando non poche preoccupazioni in Francia, non solo perché nel comparto della pubblicità i settori merceologici interessati rappresentano due veri 'colossi' degli investimenti e quindi del fatturato dei media, ma anche perché finiranno per generare effetti collaterali egualmente rilevanti, ad esempio a livello di sponsorizzazioni.
    Altra novità introdotta dalla legge 'Climate & Resilience' è l'obbligo di indicare l'impatto climatico dei prodotti negli annunci pubblicitari, con applicazione immediata nei settori dell'automotive e degli elettrodomestici.  

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Stare in mezzo alberi aiuta il cervello ragazzi a svilupparsi

Praterie, laghi e fiumi non hanno lo stesso effetto

Salute & Benessere La crescita
Chiudi Biblioteca degli Alberi Milano (ANSA) Biblioteca degli Alberi Milano

Quando un bambino cresce e si sviluppa, si dice che i neuroni nel suo cervello si ramifichino come alberi. Proprio gli alberi potrebbero effettivamente aiutare questo processo. Uno studio a lungo termine guidato dallo University College London su 3.568 studenti, di età compresa tra 9 e 15 anni, ha scoperto che i ragazzi che hanno trascorso più tempo vicino ai boschi hanno mostrato un miglioramento delle prestazioni cognitive e della salute mentale durante l'adolescenza. Lo studio rileva anche che altri ambienti naturali, come praterie o laghi e fiumi, non sembravano avere lo stesso impatto.

"Questi risultati-scrivono gli autori- suggeriscono che non tutti i tipi di ambiente naturale possono contribuire allo stesso modo a questi benefici per la salute". Non è la prima volta, come ricorda il portale ScienceAlert, che i ricercatori trovano una connessione tra la presenza degli alberi e lo stato d'animo umano. Negli Stati Uniti e in Danimarca, studi epidemiologici a livello nazionale sui bambini hanno dimostrato che gli spazi verdi nelle aree residenziali sono collegati a un minor rischio di problemi di salute mentale più avanti nella vita. Nel Regno Unito, studi simili hanno scoperto che i bambini che vivono in quartieri cittadini più verdi hanno una migliore memoria di lavoro, cioè quella che permette di mantenere le informazioni nel cervello e di manipolarle. In particolare, ad essere interessata e' la memoria di lavoro cosiddetta spaziale, che consente di memorizzare i movimenti e replicarli. (ANSA).
   

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Due mesi è lo spazio ottimale tra due dosi di vaccino Pfizer

Maggiore produzione anticorpi, ma risposta ok anche prima

Salute & Benessere Medicina
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Lo spazio ottimale tra le due dosi del vaccino anti Covid di Pfizer per ottenere l'efficacia più elevata è di due mesi. Lo afferma uno studio, ancora in preprint, condotto in Inghilterra, secondo cui comunque anche un intervallo più corto o più lungo genera una buona risposta immunitaria.

La ricerca si basa sui dati di 503 operatori sanitari vaccinati a diversi intervalli alla fine del 2020, di cui è stata misurata la risposta anticorpale un mese dopo la seconda dose. Sia l'intervallo lungo che quello breve, spiegano gli autori alla Bbc, generano una risposta immunitario forte, ma dopo la spaziatura di tre settimane si hanno meno anticorpi neutralizzanti rispetto ad un intervallo più lungo. Anche se i livelli di anticorpi neutralizzanti cala dopo la prima dose, riporta lo studio, rimangono alti quelli delle cellule T, un altro componente del sistema immunitario, e con ka spaziatura lunga cresce il numero delle cosiddette cellule T adiuvanti, che aiutano la memoria immunitaria.

La Gran Bretagna aveva iniziato con un periodo di tre settimane, lo stesso usato nei test, per poi allungarlo a 12 per garantire almeno la prima dose al maggior numero di persone possibile. "Otto settimane mi sembra il periodo ottimale - afferma Susanna Dunachie dell'università di Oxford, l'autore principale -, ma il momento della seconda dose è comunque flessibile, a seconda delle circostanze. Il virus non sparirà, quindi è meglio trovare un equilibrio per ottenere la migliore protezione possibile". (ANSA).
   

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Istat, 300 i prodotti a denominazione nel 2019

Continua la corsa per Dop, Igp, Stg asseganti da Ue. Bene il Sud

Terra & Gusto Business
Chiudi Dop-Igp- Stg (credit Alimenti Pedia) (ANSA) Dop-Igp- Stg (credit Alimenti Pedia)

(ANSA) - ROMA, 26 LUG - Si amplia il numero delle eccellenze nel settore agroalimentare di qualità italiano. Nel 2019 salgono a 300 i prodotti a denominazione riconosciuti dall'Ue, grazie all'ingresso dell'Olioextravergine di Puglia Igp (Indicazione Geografica Protetta). Un comparto che vede impegnato sul fronte della produzione sempre più il Mezzogiorno e le donne. E' il quadrro che emerge dal report dell'Istat "Prodotti agroalimentari di qualità Dop, Igp e Stg", con la classifica delle produzioni che più hanno ottenuto il riconoscimenti. Al primo posto c'è il settore ortofrutticoli e cereali con 112 prodotti di cui 36 Dop e 76 Igp, seguono i formaggi con 53 prodotti (50 Dop, 2 Igp e 1 Stg) e l'olio extravergine di oliva con 47 (42 Dop e 5 Igp). Tra i prodotti zootecnici si posizionano al primo posto per numero di allevamenti, il Pecorino Romano, il Pecorino Sardo e l'Agnello di Sardegna.

Sul fronte della produzione, l'Istat segnala un lieve calo degli operatori (-1,6%) e dei produttori (-2,1%) per lo più nelle regioni del Nord, mentre prosegue la corsa nel Mezzogiorno rispettivamente con +4,6% e +4,8%, anche per effetto dell'ingresso dell'Olio di Puglia e dell'incremento registrato nel comparto di altri prodotti di origine animale che comprende la Ricotta di Bufala Campana). In pratica oltre il 41,2% dei produttori si trova nelle aree meridionali, dove emerge la Sardegna con il 22,2% del totale, seguita da Toscana (14,7%) e Trentino-Alto Adige (12,8%). Al Centro la situazione è sostanzialmente stazionaria, mentre calano ancora i trasformatori del 5,,7% in tutto il territorio nazionale. Nel 2019 è tornata, infine, a salire, dopo il calo registrato nell'anno precedente, la quota femminile fra gli operatori: sono donne il 15,7% nelle produzioni di qualità, percentuale quasi doppia (31%) nel settore degli Oli extravergine di oliva.

(ANSA).

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Dopo lockdown sogni ricorrenti su luoghi affollati

Studio italiano,effetto dopo permanenza 50 giorni in casa

Salute & Benessere Stili di Vita
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La pandemia ha avuto un forte impatto sull'attività del sonno e dei sogni degli italiani: il risultato in particolare del lockdown sono stati risvegli più frequenti, maggiore difficoltà ad addormentarsi, una capacità più elevata di ricordare i sogni e in generale un'attività onirica più lucida. Quando le misure di contenimento sono state allentate, un sogno maggiormente ricorrente è stato quello di trovarsi in luoghi affollati, frequentati da altra gente, a testimonianza della rilevanza di una simile esperienza dopo un lungo periodo in cui si era dovuto rimanere in casa, oltre 50 giorni. Lo evidenzia una ricerca del Dipartimento di Psicologia de La Sapienza Università di Roma, pubblicata sul Journal of Sleep Research.

Per arrivare a queste conclusioni, 90 adulti in Italia hanno registrato a casa le loro esperienze oniriche e compilato un diario sonno-sogno ogni mattina per due settimane nel 2020, la prima(28 aprile-4 maggio) di pieno lockdown; e la seconda (5-11 maggio) di allentamento delle restrizioni. Per gli autori, poi, "va notato che alcune caratteristiche demografiche stabili hanno avuto un impatto sull'attività onirica durante il lpckdown, come l'età e il sesso". Studi italiani hanno rivelato che le donne avevano un tasso di ricordo dei sogni più elevato ed emozioni negative rispetto agli uomini. Una ricerca ha confermato questo effetto di genere confrontando i rapporti sui sogni pandemici con i sogni normativi. Inoltre, un altro studio ha evidenziato che l'invecchiamento ha influito sul ricordo dei sogni e sulla frequenza degli incubi anche durante il lockdown. (ANSA).
   

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Tesla, in abbonamento mensile funzione FSD di guida autonoma

L'assistente elettronico Full Self Driving a 199 dollari al mese

Motori Attualità
Chiudi Tesla, in abbonamento mensile funzione FSD di guida autonoma (ANSA) Tesla, in abbonamento mensile funzione FSD di guida autonoma

Tesla rende disponibile la funzione di guida autonoma completa con un abbonamento mensile da 199 dollari. La costosa funzione elettronica di assistenza alla guida 'Full Self-Driving' (FSD) viene introdotta come un abbonamento mensile di 199 dollari per le auto dotate di Autopilot di base e 99 dollari per quelle con Autopilot avanzato. L'abbonamento, stando a quanto si legge su MotorAuthority - non è vincolante e può essere annullato in qualsiasi momento.
    L'abbonamento è utilizzabile per le Tesla dotate di almeno la versione 3.0 del FSD, che è stato introdotto a metà 2019.
    I proprietari di quelle auto che adottano il sistema precedente possono pagare 1.500 dollari per passare all'hardware più recente. Tutte le Tesla sono dotate di serie di Autopilot, che offre alcune caratteristiche di assistenza alla guida semi-autonoma che sono ormai comuni in molte nuove auto, come il cruise control adattivo e l'assistente di mantenimento della corsia.
    FSD aggiunge funzionalità più avanzate ad Autopilot, compresa la capacità di sorpassare automaticamente i veicoli più lenti sulle autostrade, reagire automaticamente ai semafori e ai segnali di stop e gestire alcune situazioni di parcheggio.
    Sia l'Autopilot standard che la versione con FSD hanno bisogno di monitoraggio in ogni momento, rendendo la persona al volante in definitiva responsabile: di conseguenza, si classificano al livello 2 sulla scala SAE della capacità di guida autonoma. 

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Gm fa causa a Ford, stop al nome tecnologia 'BlueCruise'

'Lo cambi, troppo simile a SuperCruise'. Ovale Blu si difende

Motori Attualità
Chiudi Gm fa causa a Ford: stop nome tecnologia BlueCruise (ANSA) Gm fa causa a Ford: stop nome tecnologia BlueCruise

General Motors fa causa alla Ford.
    Secondo quanto si legge sul Detroit Free Press, la battaglia legale scaturirebbe dal nome del sistema di guida senza mani, BlueCruise, introdotto dall'Ovale Blu lo scorso aprile e che sarebbe troppo simile a quello del sistema "SuperCruise" di Gm.
    La casa di Dearborn ha completato oltre 100.000 miglia di test nel mondo reale, con i modelli Mustang Mach-E e F-150, prima di annunciarne l'arrivo. Il debutto è stato molto promettente, la tecnologia va bene, l'unico problema è il nome: "BlueCruise".
    Ford ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito alla diatriba: "La tecnologia di assistenza alla guida a mani libere 'SuperCruise' di Gm è stata annunciata nel 2012 ed è stata utilizzata commercialmente sul mercato dal 2017. La nostra è in commercio dal 2013. Mentre Gm sperava di risolvere la questione della violazione del marchio con Ford in modo amichevole, non abbiamo avuto altra scelta che difendere vigorosamente i nostri marchi e proteggere l'equità che i nostri prodotti e la tecnologia hanno guadagnato nel corso di diversi anni sul mercato. Poiché si tratta di una questione di contenzioso in corso, non abbiamo ulteriori commenti in questo momento".
    Altrettanto esplicita Gm che ribatte: "Ford sapeva esattamente cosa stava facendo. Se Ford voleva adottare un nuovo, unico, marchio, avrebbe potuto facilmente farlo senza usare la parola "Cruise", come dimostra il marchio Ford per la stessa tecnologia di guida automatica nei suoi modelli di auto di lusso: Ford ha denominato lo stesso sistema nei modelli di lusso, come la Lincoln, come la funzione "ActiveGlide".
    Gm chiede danni monetari e che Ford abbandoni del tutto il nome "BlueCruise". L'Ovale Blu risponde alla causa chiamandola "senza merito e frivola" e sostenendo poi: "Gli automobilisti per decenni hanno capito cos'è il cruise control, ogni casa automobilistica lo offre, e "cruise" è un'abbreviazione comune.
    Ecco perché BlueCruise è stato scelto come nome per la prossima evoluzione dell'Ovale Blu dell'Intelligent Adaptive Cruise Control della Ford". Altre case automobilistiche usano "cruise" per i loro sistemi di guida senza mani, come l'Active Cruise Control della Bmw e lo Smart Cruise Control della Hyundai.
    Ora la parola passa ai giudici. 
   

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Stato emergenza al 31/12, proroghe per fogli rosa e patenti

Autoscuole, con il Greenpass ridurre le distanze nelle aule

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Chiudi Stato emergenza a 31/12, proroghe per fogli rosa e patenti (ANSA) Stato emergenza a 31/12, proroghe per fogli rosa e patenti

Con l'estensione dello stato d'emergenza fino al 31 dicembre 2021, vengono prorogate anche le scadenze dei titoli abilitativi alla guida (fogli rosa, CQC e rinnovi patente). Una "ventata d'ossigeno per le autoscuole", secondo Paolo Colangelo, presidente della Confarca, confederazione italiana che rappresenta oltre 2.500 tra agenzie, studi di consulenza e scuole guida.
    "In attesa di leggere il testo definitivo del decreto ministeriale, ci possiamo comunque dichiarare soddisfatti", commenta il presidente della confederazione. "La proroga risolverà problemi nelle province con ritardi negli esami pratici, però è giunto il momento di mettere mano ad una riforma strutturale con nuove assunzioni di personale" avverte Colangelo.
    "Non possiamo sempre sperare in proroghe e rinvii per sanare un'anomalia che si protrae da anni e che l'emergenza Covid-19 non ha fatto altro che accentuare. Ci auguriamo che il Recovery found possa essere investito anche nel risolvere le questioni ataviche che riguardano la Motorizzazione Civile".
    Con l'introduzione del Greenpass a partire dal 5 agosto, inoltre, Colangelo auspica che "possano essere ridotte le distanze interpersonali anche nelle aule delle autoscuole e dunque tornare ai numeri di allievi precedenti alla pandemia".
    "Ci sono molti autisti che devono ancora rinnovare le CQC e, ad oggi, abbiamo lavorato con il 50% dei posti disponibili in aula", conclude il presidente della Confarca. 
   

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Mercedes EQS, la luxury car promette silenziosità e comfort

La full electric con 780 km di autonomia, potenza fino a 524 CV

Motori Prove e Novità
Chiudi Mercedes EQS, la luxury car promette silenziosità e comfort (ANSA) Mercedes EQS, la luxury car promette silenziosità e comfort

Con EQS, Mercedes porta al debutto sul mercato la massima espressione della sua idea di auto per la mobilità del futuro. Un'eccellenza in termini di eleganza, comfort, efficienza e silenziosità che la rendono in assoluto una best in class nella sua categoria.
   

L'ammiraglia elettrica della Stella, l'auto che inaugura la nuova architettura flessibile EVA (sulla quale verranno realizzate anche la EQE e le versioni suv di entrambi i modelli), incarna il manifesto della strategia Ambition 2039, che punta a offrire in meno di 20 anni una flotta di vetture nuove "carbon neutral" e che di recente è stata aggiornata con un nuovo target: quello di fornire, entro il 2025, una versione full electric per ogni modello in gamma.
    Grazie al lavoro degli esperti di aerodinamica è stato possibile conseguire un nuovo valore record di Cx2, pari a 0,20.
    EQS è dunque l'auto di serie più aerodinamica al mondo. Ad approfittarne è soprattutto l'autonomia, ma anche sul fronte del comfort acustico EQS si piazza tra le migliori, con il consistente contributo di un fruscio aerodinamico estremamente basso.
    Disponibile inizialmente nelle due versioni (i prezzi non sono stati ancora resi noti) EQS 450+ da 333 CV e 568 Nm, con motore posteriore e batteria da 90 kWh, e EQS 580 4Matic da 524 CV e 855 Nm, a doppio motore e con batteria da 107,8 kWh, la nuova luxury car della Stella arriverà sul mercato in autunno.
    Entro il prossimo anno, la 'berlinona' che strizza l'occhio alla carrozzeria crossover (avendo un assetto più rialzato rispetto alla S poiché gli accumulatori sono posizionati nella parte bassa del telaio), arriverà anche in una variante sportiva AMG da 761 CV che potrebbe essere presentata in anteprima al prossimo IAA di Monaco mentre per il 2022 sarà disponibile la versione con livello di guida autonoma 3 (Drive Pilot) che è in fase di collaudo a Immendingen presso il nuovo centro prove di Mercedes.
    Lunga 5,21 metri e larga 1,93 metri, la EQS vanta un'autonomia record capace di arrivare fino a 780 chilometri (secondo il ciclo WLTP) e una potenza fino a 385 kW. Con EQS si avvia ai blocchi di partenza una nuova generazione di batterie infatti che presenta una densità energetica nettamente superiore. Sviluppato inhouse, l'innovativo software di gestione della batteria permette di eseguire gli aggiornamenti "over the air" (OTA). In questo modo la gestione dell'energia è sempre aggiornata lungo tutto il suo ciclo di vita.
    Numeri da record riguardano anche l'impressionante accelerazione che, per il modello più prestazionale la EQS 580 4Matic, si attestano sui 4,3 secondi per passare da 0 ai 100 km/h (la velocità massima è di 210 km/h).
    EQS si ricarica in corrente continua presso le stazioni di ricarica rapida fino a 200 kW: occorrono 15 minuti per avere la corrente necessaria per altri 300 chilometri (WLTP).
    Ma la vera novità riguarda l'abitacolo: silenzio, comfort e materiali di pregio si abbinano sapientemente ad una tecnologia al top che trova la sua massima espressione nell'MBUX Hyperscreen. Questo grande display arcuato copre quasi l'intera superficie tra i due montanti anteriori e si compone di tre schermi che, essendo disposti sotto un unico vetro di copertura, sono percepiti visivamente come uno schermo unico. Il display Oled da 12,3 pollici costituisce l'area di visualizzazione e comando dedicata al passeggero anteriore.
    Grazie al software con capacità di apprendimento (aggiornamenti OTA), MBUX si adatta in tutto e per tutto all'utente e gli fornisce suggerimenti personalizzati per numerose funzioni relative all'Infotainment, al comfort e alla vettura. Con il cosiddetto zero layer o livello zero, le applicazioni più importanti vengono sempre offerte nella fascia più alta del campo visivo, in base alla situazione e al contesto.
    A bordo è disponibile anche l'Energizing Air Control Plus, con il quale si affronta il tema della qualità dell'aria a bordo attraverso un approccio olistico. Il sistema si basa sui parametri: filtrazione, sensori, visualizzazione e trattamento dell'aria. Il filtro Hepa (High Efficiency Particulate Air) trattiene con un altissimo livello di filtrazione polveri sottili, microparticelle, polline e altre sostanze contenute nell'aria esterna in ingresso. Inoltre, lo strato al carbone attivo riduce il biossido di azoto, gli ossidi di azoto e gli odori. 
   

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A Fiera Parma torna l'appuntamento con Salone del Camper

Immatricolazioni primo semestre + 38,36%, boom vacanze open air

Motori Attualità
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 È partito il conto alla rovescia: dall'11 al 19 settembre torna il Salone del Camper a Fiere di Parma. Prima manifestazione di settore in Italia e seconda in Europa, il Salone del Camper si conferma come un'opportunità per vedere i mezzi presenti nel mercato e tutte le novità del settore.
    Un comparto del mercato che sembra davvero non conoscere crisi. Se il secondo semestre 2020 era stato positivo, il 2021 conferma il trend registrando un + 38,36% nel primo semestre dell'anno. Un dato che riflette le tendenze del turismo, sempre più outdoor secondo uno studio condotto da Enit, Agenzia Nazionale del Turismo con un primario tour operator nazionale, in collaborazione con Istituto Piepoli.
    "L'andamento delle immatricolazioni nel primo semestre 2021 in Italia - sottolinea Simone Niccolai, presidente APC - è stato estremamente positivo: + 38,36% sullo stesso periodo dell'anno precedente, con oltre 4.800 nuove immatricolazioni". Rilevante, all'interno di questo dato immatricolativo, il successo dei cosiddetti camper furgonati che rappresentano il 37,3%. Molti neofiti si avvicinano al mondo del camper proprio attraverso i furgonati i quali, anche se con dimensioni più contenute rispetto ai camper tradizionali, garantiscono comunque un alto livello di comfort.
    "Anche la produzione italiana di camper - prosegue Niccolai - ha sorpassato tutti i precedenti record produttivi e si conferma terzo produttore di camper in Europa, dopo Germania e Francia: nel primo semestre dell'anno, l'aumento della produzione di camper in Italia è stato del 75,16% rispetto al primo semestre 2020. A spingere il comparto, oltre alla domanda del mercato interno, è come da tradizione, anche e soprattutto l'export. In Europa, infatti, nei primi quattro mesi dell'anno, l'aumento medio delle immatricolazioni di camper e caravan è stato addirittura del 45,7%, con la Germania largamente in testa per numero di nuove immatricolazioni".
    I viaggi in camper e le vacanze open air trainano le preferenze degli italiani. Secondo uno studio condotto da Enit, agenzia Nazionale del Turismo con un primario tour operator nazionale, in collaborazione con Istituto Piepoli, nel 2020 il 23% dei viaggi è stato outdoor e il trend sembra consolidato anche per l'estate 2021: un italiano su due ha programmato una vacanza e di questi un quarto l'ha pianificata open air. Una tendenza che dimostra come la crescita del settore camperistico, non sia una moda temporanea, ma dati alla mano, un megatrend che si è imposto in tutta Europa e che ora si sta diffondendo in Italia.
    "La crescita costante che sta vivendo il settore - sottolinea Antonio Cellie, AD di Fiere di Parma - si proietta sul Salone del Camper in programma a Fiere di Parma. Tutti i principali brand europei hanno già confermato la loro adesione, riportando l'esposizione ai livelli pre covid, con oltre 40.000 metri quadri già venduti e oltre 190 espositori diretti. Saranno più di 600 i modelli in mostra, per gli oltre 100.000 visitatori che dal 2010 ogni anno si danno appuntamento al Salone del Camper per conoscere tutte le novità di un settore in costante crescita, destinato a diventare un motore fondamentale per la ripartenza del turismo e di tutto il sistema Italia".
    La dodicesima edizione del Salone del Camper vede la presenza dei principali produttori internazionali e delle aziende produttrici di accessori e componentistica.
   

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Federfarma, pronti a gestire flusso oltre soglia ordinaria

'Prevediamo grande affluenza quotidiana con Green pass, tamponi e vaccini'

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Federfarma, pronti a gestire flusso oltre soglia 4 milioni (ANSA) Federfarma, pronti a gestire flusso oltre soglia 4 milioni

"Ci apprestiamo a gestire un flusso di persone che sicuramente supererà la soglia media dei 4 milioni di cittadini che quotidianamente frequentano le nostre farmacie". Così Federfarma sottolineando "la grande affluenza" in questi giorni nelle farmacie, anche per richiedere la stampa del green pass. "I cittadini in farmacia si sentono supportati e anche in questa fase della pandemia, con spirito di servizio, i farmacisti continuano a offrire assistenza e a rispondere ai nuovi bisogni di salute, somministrando tamponi e vaccini", afferma il presidente di Federfarma Marco Cossolo.

"In queste ore molte persone, soprattutto anziane, si rivolgono alle 19.000 farmacie diffuse capillarmente sul territorio per stampare il green pass: non hanno il computer o hanno poca dimestichezza con i mezzi informatici, spesso sono sole e per questo entrano con fiducia in farmacia, dove siamo pronti ad accoglierle e a soddisfare anche questa necessità", prosegue il presidente Cossolo. E il segretario nazionale di Federfarma Roberto Tobia sottolinea: "Ci stiamo rapidamente adoperando per venire incontro alle esigenze dei cittadini anche per quanto riguarda questo aspetto complementare di un servizio fondamentale per contrastare la diffusione del coronavirus. Ci apprestiamo a gestire un flusso di persone che sicuramente supererà la soglia media dei 4 milioni di cittadini che quotidianamente frequentano le nostre farmacie".

"Si tratta - spiega - di un'operazione che va ad aggiungersi alle attività, già numerose, svolte quotidianamente dalla farmacia in quanto servizio sanitario di prossimità territoriale. Per questo chiediamo di avere pazienza qualora dovesse verificarsi qualche rallentamento. Sono convinto che grazie alla collaborazione tra farmacista e cittadino riusciremo a gestire al meglio anche questa fase emergenziale". Dal presidente Federfarma, Cossolo, poi i ringraziamenti "alle farmacie e ai farmacisti per l'impegno profuso fin dall'inizio della pandemia". "Le farmacie sono state sempre aperte per informare ed orientare i cittadini, hanno ampliato la gamma dei servizi offerti, confermando il proprio ruolo di presidio sanitario di prossimità, parte integrante della rete di assistenza territoriale nazionale. Continueremo a collaborare con le Istituzioni per avvicinare sempre più il Servizio Sanitario Nazionale ai cittadini", conclude Cossolo. 
   

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Bmw a IAA Mobility Monaco, la maggiore presenza all'evento

Focus su approccio olistico a protezione ambiente e innovazione

Motori Industria
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 Dopo essere stato organizzato per 70 anni a Francoforte sul Meno, il tradizionale Salone dell'auto IAA (in tedesco la denominazione ufficiale è Internationale Automobil-Ausstellung) si svolgerà per la prima volta a Monaco di Baviera con la denoninazione IAA Mobility 2021.
    Dal 7 al 12 settembre gli espositori presenteranno le loro ultime innovazioni nell'ambito delle quattro e due ruote e discuteranno con adetti ai lavori e pubblico della mobilità del futuro, dell'economia circolare, della sostenibilità e della riprogettazione urbana. Lo IAA si svolgerà in vari luoghi della Capitale bavarese, sia i tradizionali padiglioni espositivi della Munich Messe sia nelle piazze più belle della città, come Marienplatz, Odeonsplatz o Max-Joseph-Platz, Logico che Bmw Group - che ha sede a Monaco - sia il più grande espositore dello IAA e aggiunga per l'accoglienza ai visitatori la celebre sede con forma a 'quattro cilindri', il Bmw Welt e il Museo Bmw, oltre al Bmw Hub che racconterà i temi della sostenibilità ed economia circolare a Max-Josef-Platz di fronte all'Opera di Stato bavarese.
    Altro punto 'caldo' dell'evento di Monaco sarà l'Open Space, un forum di informazione e discussione progettato per far espandere lo IAA oltre le sale espositive ed aprirsi a un pubblico più ampio. Bmw Group, in particolare, dialogherà con i professionisti del settore e il pubblico nel Sustainability Lab, in cui i riflettori saranno puntati oltre lo sviluppo di veicoli a emissioni zero. Bmw Group sta adottando un approccio olistico alla sostenibilità, e ciò significa anche affrontare la sostenibilità sociale, l'approvvigionamento di materiali, le catene di fornitura e la responsabilità sociale.
    "Come produttore premium, vogliamo essere leader nella sostenibilità - spiega Maximilian Schöberl general representative of Bmw AG and head of group communications and politics - e lo dimostra il report integrato del Gruppo, che rende gli obiettivi dell'azienda trasparenti a tutti. Con la nostra attenzione alla sostenibilità, aiutiamo l'ambiente e rispettiamo la nostra responsabilità sociale. Il concetto di premium sarà declinato in futuro in termini di sostenibilità e azione responsabile, due aspetti che saranno indissolubilmente legati a Bmw Group".
    Nell'ambito del Re: Bmw Circular Lab, i visitatori saranno invece chiamati a unirsi all'azienda in un viaggio per esplorare e plasmare insieme il futuro secondo i principi di base del design circolare 'Re:think, Re:use, Re :duce e Re:cycle'. Una serie di workshop offrirà ai partecipanti la possibilità di sperimentare da vicino l'economia circolare e il design circolare.
    Di spicco anche il Bmw Startup Garage Hub che presenterà una selezione di startup innovative che fanno parte del'omonimo programma. Le startup sono state selezionate e valutate nell'ambito dell'Open Call 360° Sustainability Challenge lanciato nel 2015 e svolgono già un ruolo importante per accrescere la sostenibilità. Da allora, più di 100 giovani aziende tecnologiche sono passate attraverso il programma, con volumi di investimento superiori a 2,8 miliardi di dollari. Il 9 settembre si terrà un evento live pitch di un'ora che vedrà giovani aziende innovative di tutto il mondo presentare le loro tecnologie di spicco nel campo della sostenibilità. Allo IAA Munich ci sarà la possibilità di provare per la prima volta i due nuovi modelli elettrici Bmw i4 e iX ma anche di scoprire l'ulteriore sviluppo delle auto alimentate da celle a combustibile a idrogeno, come quello utilizzato nella Bmw i Hydrogen Next basato sul sav X5. Oltre ad essere esposta al Bmw Hub e al Bmw Welt, questa auto ad emissioni zero sarà in azione come navetta nella Blue Lane che collega le due location dell'evento.
    Significativa anche la presenza di Bmw Motorrad che esporrà - oltre ai due nuovi modelli elettrici - anche inedite soluzioni di mobilità per il futuro come CE 04 (lo scooter elettrico presentato in prima mondiale lo scorso 7 luglio) e altri due entusiasmanti concept di studio all'IAA.
    Il brand Mini dedica invece il suo Hub allo IAA al concept Urbanaut, visione innovativa della mobilità futura anche a guida autonoma. Presente all'Open Space sotto forma di modello offrirà ai visitatori la loro prima esperienza fisica di questa auto rivoluzionaria, che sovverte - perfetta continuazione di ciò che aveva fatto la Mini del 1959 nel rapporto tra ingombri e spazio interno - il concetto di fruibilità dell'abitacolo.
   
   

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Inaugurato a Sant'Agata Feltria l'Ecomuseo del Tartufo

Il prezioso tubero è simbolo della cittadina romagnola

Terra & Gusto Fiere & Eventi
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Un struttura unica in Emilia-Romagna, dedicata al tartufo bianco e al rapporto con l'ambiente in cui vegeta. E' stato inaugurato a Sant'Agata Feltria, nel Riminese, l'Ecomuseo del Tartufo, il 'tuber magnatum pico', simbolo del paese romagnolo e al centro di una fiera - giunta ormai alla 37/a edizione in programma nelle domeniche del prossimo ottobre - conosciuta in tutta Italia.

Il museo - che conta su una superficie di 100 metri quadrati ed è frutto del lavoro della Pro Loco di Sant'Agata Feltria - contiene una esposizione interattiva, composta da gigantografie con immagini suggestive e significative del mondo dei tartufi; descrizioni; filmati e documentari dei luoghi del cosiddetto 'oro dei boschi' con il commento di esperti.

Grazie ad immagini, foto e oggetti vengono raccontate anche la 'cerca' del tubero, e la gastronomia che lo vede protagonista, sulle tavole più ricercate. Nelle sale del museo vengono raccontate la storia del tartufo, la sua tradizione, il suo ciclo biologico, la scelta del cane, la fiera nazionale, l'associazione 'Città del Tartufo'.

"L'Ecomuseo unisce ambiente, cultura e gastronomia in un unico spazio, ed è un simbolo positivo - osserva in una nota il vicesindaco di Sant'Agata Feltria, Franco Vicini -: un edificio ormai anacronistico e inutilizzabile, un ex mattatoio abbandonato e semicrollato, è stato recuperato con fondi europei e reso splendido grazie all'impegno economico e volontario della Pro Loco. È un esempio di collaborazione e sinergia che funziona per il bene del paese". (ANSA).

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Agenas, torna a crescere l'occupazione di posti in reparto

al Sud maggior crescita di ricoveri e intensive

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Chiudi Una terapia intensiva in una foto di archivio (ANSA) Una terapia intensiva in una foto di archivio

Dopo settimane di calo seguite da stabilità, per la prima volta mostra un aumento dell'1%, a livello nazionale, la percentuale di posti letto in reparto occupati da pazienti Covid. Raggiunge infatti il 3%, quota molto bassa rispetto ai picchi dei mesi passati ma che rispecchia l'aumento dei contagi dei giorni scorsi. È quanto mostra il monitoraggio dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, aggiornato al 25 luglio. Resta ancora stabile dai primi di luglio, e pari al 2%, il numero di posti letto in terapia intensiva occupato da pazienti Covid. 

Sono Sardegna e Sicilia le due regioni che vedono la maggiore crescita della percentuale di occupazione di terapie intensive da parte di pazienti Covid, entrambe arrivate al 5% in pochi giorni a fronte di una media nazionale del 2%. Mentre Calabria, Campania e Sicilia, rispettivamente con il 6%, il 5% e il 7% sono le regioni che hanno una percentuale maggiore di posti letto in reparto occupati da pazienti Covid, a fronte di una media nazionale del 3%. A evidenziare come le strutture ospedaliere del Sud Italia vedano crescere più velocemente le percentuali, è il monitoraggio dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.

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Mercedes 450 SL, in vendita l'auto di Bono Vox

Acquistata nel 1980 dal cantante degli U2 dopo 'Boy'

Motori Attualità
Chiudi Mercedes 450 SL, in vendita l'auto di Bono Vox (ANSA) Mercedes 450 SL, in vendita l'auto di Bono Vox

Una Mercedes 450 SL degli anni Ottanta con un passato 'musicale' di tutto rispetto. La vettura è quella che il cantante degli U2, Bono Vox, al secolo Paul David Hewson, comprò nel 1980 subito dopo il primo grande successo della band irlandese, con l'album 'Boy'. La Mercedes, con tutte le modifiche allora volute da Bono e che poi, nel corso degli anni, ha cambiato proprietario anche per motivazioni legate ad iniziative benefiche, è ora stata messa in vendita sul sito d'aste Car & Classic.
   

L'auto, che oggi si trova a Dublino e la cui livrea è di colore grigio, ha ricevuto una serie di modifiche volute dalla rockstar che hai tempi dell'acquisto era ventenne. In particolare, gli interni sono stati profondamente modificati, tanto nei rivestimenti che hanno visto la sostituzione di quelli 'sobri' in stile Mercedes con altri di tipo maculato, quanto e soprattutto nell'impianto audio. L'abitacolo è infatti cosparso di altoparlanti, frutto di una modifica richiesta espressamente dal cantante ad Alpine, specializzata in impianti audio, perché realizzasse su misura un sistema sonoro che ai tempi costò a Bono qualcosa come 12 mila sterline.
    L'intero impianto sprigionava una potenza tale per cui lo stesso cantante irlandese pare temesse che potesse prendere fuoco, motivo per cui nell'abitacolo della speciale Mercedes fa bella vista di sé un estintore pronto all'uso. Dopo essere stata utilizzata da Bono, la Mercedes passò di mano alla Pepsi, alla quale lo stesso artista la vendette nel 2000, in occasione di una racconta fondi a scopo benefico. Il contachilometri della 450 SL segna circa 260 mila chilometri percorsi e recentemente è stata sottoposta ad alcuni lavori di manutenzione. 
   

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Jaguar Land Rover, Formula E banco di prova per 'Reimagine'

Novità su pista guideranno anche elettrificazione del marchio

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Chiudi Jaguar Land Rover, Formula E banco di prova per 'Reimagine' (ANSA) Jaguar Land Rover, Formula E banco di prova per 'Reimagine'

Per la prossima era Gen 3 dell'ABB FIA Formula E World Championship, Jaguar Land Rover ha ufficialmente annunciato la sua presenza. Per la stagione 2022/23, l'impegno di Jaguar Racing nelle competizioni sportive aiuterà anche Jaguar Land Rover nello sviluppo di nuove tecnologie sostenibili e a stabilire nuovi standard in termini di qualità con i propri partners, supportando così anche la rinascita del marchio Jaguar in qualità di brand di lusso totalmente elettrificato a partire dal 2025. Il programma di Formula E sarà una parte importante della strategia 'Reimagine' di Jaguar Land Rover, con la quale l'azienda è impegnata nel raggiungimento delle zero emissioni di scarico entro il 2036 e lo status di Net Zero su tutta la filiera di forniture, di operatori e di prodotti entro il 2039.
    L'annuncio di questo impegno a lungo termine è arrivato in vista della prima competizione in casa di Jaguar Racing dopo 17 anni e della prima gara di Formula E a Londra, con il britannico Sam Bird in testa alla classifica piloti. Nelle 59 gare di Formula E, le Jaguar I-TYPE interamente elettriche hanno ottenuto 4 vittorie e 12 podi. Nel prossimo futuro, le vetture continueranno ad essere un banco di prova per lo sviluppo di nuove tecnologie. Anche nell'era delle vetture Gen3, Jaguar Racing proseguirà la collaborazione tecnica con la Williams Advanced Engineering. Le nuove auto elettriche Gen3 di Formula E dovrebbero debuttare nella nona stagione del Campionato, alla fine del prossimo anno. Più leggere, potenti ed efficienti, le Gen3 rappresenteranno un nuovo punto di riferimento in termini di prestazioni interamente elettrificate. Inoltre, mostreranno anche tutti i più recenti sviluppi in termini di ricarica rapida.
    Le vetture Gen3 prevederanno un incremento della potenza fino a 350kW (attualmente di 250kW), mentre la potenza massima della frenata rigenerativa aumenterà da 250kW a 600kW. "L'era delle Gen3 di Formula E - ha dichiarato Thierry Bolloré, Jaguar Land Rover Chief Executive Officer - rappresenta un nuovo ed entusiasmante capitolo del Campionato Mondiale riservato alle auto elettriche, che si sta dimostrando un ambiente perfetto per progettare, collaborare, testare e sviluppare nuove tecnologie sostenibili al passo con i tempi. Jaguar Racing, non solo ricoprirà un ruolo fondamentale nel processo di trasformazione di Jaguar in un brand di lusso interamente elettrificato, ma lo sarà per l'intero ecosistema elettrico di Jaguar Land Rover, contribuendo nella realizzazione del nostro futuro sostenibile e della nostra trasformazione digitale". 
   

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Simulata al computer la corsa degli spermatozoi

Per aiutare la riproduzione delle specie a rischio di estinzione

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi Rappresentazione artistica di spermatozoi (fonte: Gerd Altmann da Pixabay) (ANSA) Rappresentazione artistica di spermatozoi (fonte: Gerd Altmann da Pixabay)

Simulata al computer la corsa degli spermatozoi verso l’ovocita: la tecnica permette di identificare le caratteristiche ottimali per il successo della fecondazione e potrebbe aiutare a tutelare le specie minacciate di estinzione. Descritta sulla rivista Plos Computational Biology, la tecnica è il risultato della ricerca tedesca coordinata da Karin Müller, del Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research, e condotta in collaborazione con l’Università Humboldt di Berlino.

In molti mammiferi, esseri umani compresi, prima di raggiungere la cellula uovo e fecondarla gli spermatozoi devono superare diversi ostacoli e molti non riescono a completare il proprio cammino. “I meccanismi alla base della sopravvivenza degli spermatozoi e, quindi, del successo riproduttivo, sono in gran parte sconosciuti”, osservano gli autori dello studio.

Per questo, i ricercatori hanno messo a punto simulazioni al computer, basandosi sui dati raccolti nei bovini, con l’obiettivo di studiare il comportamento degli spermatozoi e individuare possibili fattori che possano favorirne la fecondazione.

Le simulazioni hanno mostrato che “le caratteristiche fisiche degli spermatozoi, come la velocità e la stabilità nei movimenti, la capacità di nuotare contro il flusso di muco delle secrezioni cervicali e di allinearsi alle pareti epiteliali del tratto genitale, sono essenziali per il loro successo riproduttivo”. Le informazioni raccolte con queste simulazioni, concludono i ricercatori, “potranno aiutare a proteggere le specie selvatiche minacciate di estinzione, contribuendo a riconoscerne i problemi riproduttivi e ad ottimizzare le tecniche di riproduzione assistita come l’inseminazione artificiale”.

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'Concorso Italiano', appuntamento il 14 agosto in California

Durante la Monterey Car Week tra auto storiche e personaggi

Motori Attualità
Chiudi Concorso Italiano, appuntamento il 14 agosto in California (ANSA) Concorso Italiano, appuntamento il 14 agosto in California

Tornerà in scena sabato 14 Agosto il 'Concorso Italiano', per la sua trentaseiesima edizione.
    L'evento, ancora una volta, sarà protagonista della rassegna automobilistica internazionale Monterey Car Week. L'appuntamento tricolore è sul green del Bayonet and Black Horse Golf Course a Seaside, in California, per proseguire un percorso lungo 35 edizioni e fondato sulla passione e l'eleganza delle auto italiane di prestigio. L'evento italiano dedicato ad un pubblico internazionale avrà come protagoniste quasi mille auto esposte e da ammirare come opere d'arte su quattro e due ruote.
    'Concorso Italiano' non è solo un evento ma un'occasione in cui le più grandi aziende automobilistiche si uniscono per incontrarsi e raccontare in modo autentico la passione che lega tutti gli appassionati di motori. Negli ultimi anni, sulla passerella di 'Concorso Italiano' hanno sfilato i più celebri marchi italiani: Lancia, Iso/Bizzarrini, Fiat, Abarth, DeTomaso, Maserati, Lamborghini, Alfa Romeo e Ferrari. Non sono mancate nemmeno le ricorrenze importanti, come il cinquantesimo anniversario di Iso Rivolta Lele, il sessantesimo di DeTomaso, il cinquantesimo della Ferrari Dino e i settant'anni di Abarth.
    Sotto i riflettori di 'Concorso Italiano' sono recentemente passati, tra gli altri, anche importanti ospiti come Valentino Balboni, lo storico collaudatore di Lamborghini, Mario Carlo Baccaglini, l'imprenditore italiano che da oltre trent'anni organizza l'evento 'Auto e Moto d'Epoca', Filippo Perini, Head of Design di Italdesign, ma anche Horacio Pagani, fondatore e proprietario della Pagani Automobili e Stefano Domenicali in qualità di Chairman e CEO di Lamborghini. 
   

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Più vicini i microscopi quantistici per vedere l'impossibile

Luce 'strizzata' per superare i limiti

Scienza & Tecnica Fisica & Matematica
Chiudi Rappresentazione artistica di un microscopio quantistico in azione (fonte: The University of Queensland) (ANSA) Rappresentazione artistica di un microscopio quantistico in azione (fonte: The University of Queensland)

'Strizzare' la luce per vedere strutture biologiche finora impossibili da osservare. Da un gruppo di ricercatori dell'Universita' del Queensland in Australia arriva un importante passo in avanti, per lo sviluppo dei futuri microscopi quantistici, strumenti capaci di penetrare l'infinitamente piccolo sfruttando le bizzarre leggi che governano i quanti. Il risultato e' pubblicato sulla rivista Nature.

"E' sicuramente un significativo passo in avanti in questa cosiddetta nuova rivoluzione quantistica, che sta portando allo sviluppo concreto di strumenti che finora erano solo previsti sulla carta", ha commentato all'ANSA Vittorio Giovannetti, esperto in ottica quantistica della Scuola Normale Superiore di Pisa. Una 'seconda rivoluzione quantistica' che non vede solo nuovi computer ma anche nuovi materiali e, come in questo caso, nuove tecnologie per studiare la materia biologica su scala microscopica.

I microscopi 'classici' sono infatti ormai giunti a una sorta di limite fisico, impossibile da violare in base alle leggi della fisica classica,ma che puo' essere aggirato usando la meccanica quantistica, in particolare sfruttando il cosiddetto squeezing. Oggi per studiare campioni biologici sono molto usati microscopi, come gli Srsm (Stimulated Raman scattering microscopy), che utilizzano fasci laser con cui bombardare il campione con particelle di luce (fotoni) perfettamente uguali tra loro e conoscere la struttura del campione verificando come i fotoni vengono assorbiti e riemessi. Aumentando l'intensita' dei fotoni e' possibile approfondire lo sguardo, ma questo comporta allo stesso tempo un aumento del 'rumore' e del rischio di danneggiare i campioni da studiare.

Usando lo squeezing, ossia 'strizzando' i limiti dell'indeterminazione delle proprieta' quantistiche dei fotoni, i ricercatori australiani sono pero' ora riusciti ad abbattere sensibilmente questi confini e migliorare le prestazioni di un microscopio Srsm del 14%. "In questo settore - ha specificato Giovannetti - non possiamo fare gli stessi paragoni fatti con il mondo dei computer, come il quantum advantage, ma sicuramente qui si dimostra un superamento di alcuni limiti applicati adesso a cose concrete".

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Aumenta la quota di mercato interno per i brand cinesi

Il mese scorso hanno rappresentato il 44,1% del totale

Motori Sotto la Lente
Chiudi Aumenta la quota di mercato interno per i brand cinesi (ANSA) Aumenta la quota di mercato interno per i brand cinesi

I brand cinesi di autovetture hanno osservato la crescita della propria quota di mercato interno nel mese di giugno, come mostrano i dati dell'associazione di settore China Association of Automobile Manufacturers. Secondo quest'ultima infatti il mese scorso le vendite di autovetture da parte di case automobilistiche nazionali hanno rappresentato il 44,1% del totale, registrando un aumento di 10,5 punti percentuali su base annua, con la quota di mercato incrementata di 2,8 punti percentuali rispetto al mese precedente. Nel primo semestre, le vendite di vetture di brand cinesi sono salite del 46,8% su base annua rappresentando il 42% del totale, con un aumento della quota di mercato di 5,6 punti percentuali rispetto alla precedente annualità. 

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Cina: record esportazioni mensili di auto a giugno

Aumento di 1,5 volte su base annua e del 5% rispetto al mese precedente: 158.000 veicoli in un mese

Motori Sotto la Lente
Chiudi Cina: record esportazioni mensili di auto a giugno (ANSA) Cina: record esportazioni mensili di auto a giugno

Le esportazioni automobilistiche cinesi nel mese di giugno hanno raggiunto un livello record, grazie a un'ulteriore ripresa del mercato globale. Questo è quanto emerso dai dati pubblicati dalla China Association of Automobile Manufacturers (Caam). In base alle cifre, le case automobilistiche cinesi hanno esportato un totale di 158.000 veicoli il mese scorso, con un aumento di 1,5 volte su base annua e del 5% rispetto al mese precedente. I dati Caam hanno mostrato anche che i veicoli a nuova energia hanno contribuito all'11% delle esportazioni totali di giugno. Nella prima metà dell'anno, sono stati esportati un totale di 828.000 veicoli sono stati esportati, con una crescita di 1,1 volte rispetto al 2020. Secondo i dati Caam resi pubblici in precedenza, le vendite di auto della Cina sono aumentate del 25,6% su base annua, superando i 12,89 milioni di unità nella prima metà del 2021 e sono arrivate a quota 2,02 milioni di unità nel mese di giugno, in calo del 12,4% rispetto all'anno precedente.

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Great Wall Motor triplica utili nel primo semestre

L'utile netto attribuibile ai suoi azionisti è aumentato del 205,19% su base annua

Motori Industria
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Great Wall Motor (Gwm), il principale produttore cinese di Suv e pickup, ha reso noto che i suoi utili netti per il primo semestre sono più che triplicati grazie all'aumento delle vendite di veicoli e a maggiori margini di profitto. In un documento depositato presso la Borsa di Shanghai, la società ha infatti dichiarato che l'utile netto attribuibile ai suoi azionisti è aumentato del 205,19% su base annua, arrivando a quasi 3,5 miliardi di yuan (circa 539 milioni di dollari) nel periodo gennaio-giugno. Nel semestre le sue entrate hanno osservato un balzo del 73% su base annua, raggiungendo quasi 62,16 miliardi di yuan. La casa automobilistica ha precisato all'inizio di questo mese di aver venduto 618.211 veicoli nel primo semestre, pari a un aumento annuo del 56,47%. Con sede a Baoding, nella provincia cinese settentrionale dello Hebei, Great Wall Motor possiede diversi brand automobilistici, tra cui Haval, Gwm Pickup, Wey e Ora.

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SAIC-GM-Wuling, nel primo semestre aumento delle vendite del 39,5%

Joint venture composta da SAIC Motor, General Motors e Liuzhou Wuling Motors

Motori Industria
Chiudi Cina, +39,5% vendite SAIC-GM-Wuling I° sem.  (ANSA) Cina, +39,5% vendite SAIC-GM-Wuling I° sem.

SAIC-GM-Wuling (Sgmw), un importante produttore automobilistico cinese, ha registrato ottime vendite nel primo semestre del 2021, come reso noto dalla stessa società. Durante il periodo la joint venture composta da SAIC Motor, General Motors e Liuzhou Wuling Motors, ha venduto 884.195 veicoli, in crescita del 39,5% su base annua, mantenendo in positivo lo sviluppo annuo da 15 mesi consecutivi. Il marchio Wuling ha venduto 693.351 unità nei primi sei mesi, in crescita del 56,84% rispetto all'anno precedente, mentre le vendite di Baojun, un altro brand della società, hanno raggiunto le 123.057 unità. Le esportazioni hanno guadagnato invece il 91% su base annua arrivando a 74.225 unità e set durante il periodo, osservando sei mesi consecutivi di crescita. Anche le vendite dei veicoli a nuova energia (Nev) dell'azienda hanno registrato una forte crescita, con le vendite totali di piccoli Nev che hanno raggiunto 189.644 unità nel periodo gennaio-giugno, superando le vendite totali di veicoli ecologici dell'intero anno precedente. Sgmw ha sede a Liuzhou, nella regione autonoma del Guangxi Zhuang della Cina meridionale.

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Gimbe, risalita rapida casi. È 4/a ondata

19.152 negli ultimi 4 giorni. Impatto ricoveri ma minore altre ondate

Salute & Benessere Sanità
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Dopo 15 settimane di discesa, i nuovi casi settimanali di Covid-19 registrati in Italia "hanno ripreso a salire sempre più rapidamente, certificando di fatto l'avvio della quarta ondata: da 5.306 nella settimana 23-29 giugno sino a 19.390 nella settimana 14-20 luglio. "Visto che i 19.152 casi degli ultimi 4 giorni confermano la crescita esponenziale nelle prossime settimane è realistico attendersi un notevole aumento dei contagi". Così il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, che fa il punto della situazione.
    "Con l'avvio della quarta ondata - spiega Cartabellotta - la gestione della pandemia e la comunicazione pubblica devono tenere conto di vari aspetti: dinamiche della circolazione del Sars-CoV-2, potenziale impatto della Covid-19 sugli ospedali, efficacia dei vaccini, criticità di fornitura e somministrazione, estensione degli utilizzi del green pass e nuovi parametri per assegnare i 'colori' alle Regioni".
    In particolare, evidenzia, "la progressiva diffusione della variante Delta sta determinando, come già avvenuto in altri Paesi europei, un'impennata del numero dei contagi, la cui entità è verosimilmente sottostimata dall'insufficiente attività di testing & tracing".
    E sui ricoveri: "Nella settimana 14-20 luglio si è registrata, dopo 14 settimane di riduzione, una inversione di tendenza dei ricoveri in area medica e in terapia intensiva. Al momento - evidenzia Cartabellotta - si tratta di piccoli incrementi che non generano alcun sovraccarico, ma che documentano comunque l'impatto ospedaliero dell'aumentata circolazione virale". Ma grazie alle coperture vaccinali, si legge nell'analisi della Fondazione Gimbe, "è ragionevolmente certo che rispetto alle ondate precedenti l'impatto del numero dei casi su ospedalizzazioni e terapie intensive sarà minore. Ma è bene ricordare che l'entità di tale impatto rimane proporzionale alla circolazione virale, che bisogna limitare il più possibile aderendo ai comportamenti raccomandati e vaccinando tutte le fasce di età, e inversamente correlato alla copertura vaccinale completa, in particolare di over 50 e fragili, da completare rapidamente".

Vaccini:efficacia 2 dosi;Gimbe,ma limitare diffusione virus - Vaccini anti-Covid efficaci oltre 88% e fino al 96% contro infezioni, ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e rischio morte con il completo ciclo vaccinale, meno con una singola dose (dal 70 all'80 per cento) in base ai dati dell'Istituto superiore di Sanità. Dati che "se da un lato confermano l'efficacia dei vaccini nel mondo reale dall'altro rilevano la necessità di mantenere le misure individuali raccomandate per limitare ulteriormente la circolazione del virus". A rilevarlo è il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, mettendo in evidenza che secondo i risultati pubblicati dall'Iss, il ciclo vaccinale completo ha un'efficacia molto elevata: 88% nel prevenire l'infezione, 95% nel ridurre l'ospedalizzazione, 97% nel prevenire il ricovero in terapia intensiva e 96% nel ridurre il rischio di morte. Percentuali che si riducono nelle persone vaccinate con dose singola rispettivamente a 70%, 81%, 89% e 80%. Oggi la campagna vaccinale, di fatto, analizza la Fondazione Gimbe, può contare solo sui vaccini a mRNA Pfizer e Moderna, visto il flop di CureVac che non ha superato i test clinici e il progressivo 'tramonto' dei vaccini a vettore adenovirale: infatti, AstraZeneca viene utilizzato solo per i richiami e di Johnson&Johnson vengono somministrate poche migliaia di dosi al giorno.

"In altri termini - spiega Cartabellotta - rispetto alla previsione di oltre 94 milioni di dosi per il terzo trimestre, disporremo di circa 45 milioni di dosi di vaccini a mRNA, le cui consegne al momento si attestano intorno a 2,7 milioni di dosi la settimana". Se il ritmo di somministrazioni ormai da un paio di mesi si è attestato ben sopra 3,5 milioni settimanali, la percentuale di prime dosi sul totale si è ridotta di circa l'80% dalla settimana 7-13 giugno alla settimana 12-18 luglio. "Negli ultimi giorni - precisa Cartabellotta - le prime dosi sono in leggero aumento, ma continuano a risentire sia dalla necessità di completare i cicli vaccinali, sia dal numero di consegne insufficienti per ampliare la platea dei vaccinandi".

"In questo scenario - rileva Cartabellotta - l'estensione di utilizzo del green pass costituisce è un'arma in più per limitare la circolazione del virus, permettendo il rilancio in sicurezza di vari settori. Inoltre, visto il boom di prenotazioni, ha sortito immediatamente l'effetto nudge, ossia una 'spinta gentile' verso la vaccinazione".

E sui nuovi parametri per l'assegnazione dei 'colori' alle Regioni "sono indubbiamente più coerenti con lo scenario attuale. Tuttavia, le varie combinazioni tra incidenza dei casi e percentuali di occupazione di posti letto in area medica e terapie intensive - afferma Cartabellotta - sono poco conservative, verosimilmente perché puntano molto sul completamento della copertura vaccinale di over 50 e fragili e sugli effetti del green pass nel limitare la circolazione virale. Infine, lascia perplessi la mancata definizione di un numero minimo di tamponi per 100.000 abitanti per limitare comportamenti opportunistici".

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Covid: 4.743 nuovi casi, 7 vittime. La positività sale al 2,7%, +6 terapie intensive, +52 ricoveri

Sono 176.653 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore

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Sono 4.743 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 5.140. Sono invece 7 le vittime in un giorno, mentre ieri erano state 5. I casi in Italia dall'inizio dell'epidemia sono 4.317.415, i morti 127.949. I dimessi ed i guariti sono invece 4.123.209, con un incremento di 1.001 rispetto a ieri. Gli attualmente positivi sono 66.257, in aumento di 3.734 unità nelle ultime 24 ore.  

Sono 176.653 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 258.929. Il tasso di positività è del 2,7%, in aumento rispetto al 2% di ieri.

    Sono 178 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid in Italia, 6 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 16 (ieri 21). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 1.392, in aumento di 52 rispetto a ieri

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Tutto sul girasole, simbolo dell'estate

Perchè si muove con il sole e come farne la base per un bouquet super allegro

Lifestyle Design & Giardino
Chiudi Bouquet con girasoli foto iStock. (ANSA) Bouquet con girasoli foto iStock.

Allegria, energia, estate: a riunire insieme tutto questo è il girasole, una pianta associata a solarità e spensieratezza. I suoi semi sono snack salutari e particolarmente nutrienti da inserire nella dieta quotidiana, anche l'olio ha molteplici usi, ma qui lo riscopriamo come fiore colorato e vivace. Il girasole è per eccellenza il fiore dell’eliotropismo, ovvero l’insieme dei movimenti che compiono i vegetali alla ricerca della luce solare. Com’è noto, i girasoli girano seguendo la luce del sole mentre crescono. Ma ciò che molti non sanno, è che questi fiori possiedono la capacità di rimanere in piedi anche nei giorni più bui. Come? Sostenendosi l’un l’altro nella ricerca di energia.

Perché il girasole si muove con il sole?
Il girasole è un fiore davvero affascinante e originale, è in grado di sapere come ricevere più sole possibile. Ciò che avviene nel gruppo di girasoli è davvero sorprendente: invece di competere per la luce del sole, i girasoli si ”organizzano”, si girano e torcono gli steli per schivare l’ombra dei compagni. Questo è possibile grazie a un fotorecettore capace di rilevare la qualità della luce: cioè di distinguere tra la luce rossa e la luce rosso-lontana. Quando la luce del sole arriva al fiore, questi assorbono la luce rossa e riflettono la luce rosso-lontana. Di conseguenza, la luce riflessa è un segnale per i girasoli vicini. Quest’ultimi rilevano la luce rosso-lontana come un’ombra e si inclinano dall’altra parte. Si tratta di una forma molto particolare di comunicazione, pensata per sfruttare il sole come un gruppo unito e non come singoli individui. Assistiamo a un vero e proprio effetto domino tra girasoli: quando il primo girasole dà il via alle danze, tutti gli altri lo seguono. Non stiamo parlando di semplici movimenti, ma di un vero e proprio atteggiamento naturale che avviene a livello gruppale. Questo movimento è stato scoperto casualmente quando lo scienziato Antonio Hall e l’ingegnere Abelardo de la Vega erano alla ricerca di una strategia che aumentasse il rendimento dei girasoli. Per raggiungere l’obiettivo, decisero di seminare i fiori molto vicini tra loro. Così facendo, si accorsero che gli steli si alternavano e iniziavano a farlo già nella fase iniziale della crescita. Fu così che intuirono il funzionamento di questo fenomeno. Di recente,un nuovo studio ha confermato che quando i girasoli diventano adulti, smettono di muoversi alla ricerca del sole: raggiunta la maturità, abbandonano questo movimento quotidiano e restano fissi rivolti a est. Questa spettacolare particolarità non è presente in tutte le varietà di girasole. Alcune non ne hanno bisogno perché hanno spazio sufficiente e il sole raggiunge tutti in egual maniera.
I girasoli sono bellissimi da vedere in campagna. Sono il fiore simbolo dell'iconografia toscana, di cui costituisce un tratto tradizionale. Percorrendo Il territorio di questa regione, infatti, è molto facile poter ammirare coltivazioni di girasoli che conferiscono ulteriori note di colore all’incantevole paesaggio. Tra i produttori locali di Colvin, che ai girasoli ha dedicato una intera collezione di bouquet, alcuni coltivano questa varietà da due generazioni. Come Flora Toscana, una cooperativa di produttori con 50 anni di storia e di presenza nel settore floricolo. I loro girasoli sono coltivati ricorrendo a metodi di lotta biologica, utilizzando antiparassitari naturali quali propoli, piretro, olio di neem e di soia e riducendo quindi l’utilizzo di prodotti chimici.
I girasoli vengono seminati da febbraio a luglio. Nel periodo di fine inverno-inizio primavera la semina avviene in serra, mentre da maggio in poi la semina avviene in pieno campo. I fiori si raccolgono da fine primavera a tutta l’estate.

Ecco alcuni suggerimenti Colvin per composizioni a base di girasoli recisi:
Girasoli gialli con dolci sfumature viola e lavanda. Crisantemi, astri, lavanda, thlaspi e cartamo si uniscono per creare una composizione che trasmette energia positiva.
Girasoli, garofani, jopitos, limonium e crisantemi per un mix di colori caldi con toni bianchi e rosa.
Girasoli gialli, crisantemi dalle sfumature chiare e un tocco speciale di blu dato dalla lavanda.
Un bouquet mix di tonalità: giallo, rosa, viola e verde. Una proposta floreale molto originale formata da girasoli inca, solidago, crisantemi, dille, achillea e limonium.
Girasoli gialli e nient'altro.

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Covid, Figliuolo: 'Siamo all'ultimo miglio. Vicini al traguardo del 60% dei vaccinati'

L'efficacia con 2 dosi varia dall'88% a 96%. Da ospedalizzazioni a rischio morte rispetto vaccinazioni 1 dose

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Covid: con open night in Liguria boom vaccini (ANSA) Covid: con open night in Liguria boom vaccini

Ultimo miglio per l'immunità di gregge contro il Covid in Italia. 'Entro luglio arriveremo al 60% della popolazione vaccinabile vaccinata', ha detto il commissario Figliuolo, l'obiettivo dell'80% per settembre è a un passo. Alle Regioni che chiedono più dosi, il responsabile della campagna assicura che stanno arrivando ora 'in modo regolare'. In settimana il governo affronterà i nodi scuola e trasporti collegati al Green pass. Stabili i dati dell'epidemia: sono 4.743 i nuovi casi nelle ultime 24 ore, 7 le vittime, mentre il tasso di positività sale al 2,7%, come le terapie intensive (+6) e i ricoveri (+52).

"Abbiamo superato 65 milioni di dosi somministrate, il 65% delle persone vaccinabili ha avuto una prima dose e il 55% ha completato il ciclo . Dobbiamo insistere. Credo che gli italiani abbiano ben chiaro che il vaccino sia l'arma essenziale per metterci alle spalle questi mesi così difficili. Green pass e vaccini sono due strumenti essenziali con cui chiudere questa stagione così difficile provare ad aprirne un'altra e siamo più liberi se siamo vaccinati. Il mio appello a tutti gli italiani è di continuare a vaccinarsi". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza.

"Siamo al 55% della popolazione vaccinabile vaccinata. Avevo detto che a fine luglio saremo stati al 60% e ci arriveremo sicuramente". Lo ha detto il commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo a Susa per ricevere un premio, sottolineando che la campagna sta proseguendo senza intoppi. "E' chiaro - ha aggiunto - che tutto è subordinato all'arrivo dei vaccini, che arrivano in maniera regolare in questo periodo, e al grande lavoro che si sta facendo con le regioni, le province, la Difesa, la Protezione Civile e il mondo delle associazioni". "C'è ancora un pezzo di strada da fare - ha concluso - siamo all'ultimo miglio".

"La maggior parte dei casi segnalati in Italia sono stati identificati negli ultimi 14 giorni in soggetti non vaccinati" e "si stima un forte effetto di riduzione del rischio di infezione di Sars-CoV-2 nelle persone completamente vaccinate rispetto ai non vaccinati (88% per la diagnosi, 95% per l'ospedalizzazione, 97% per i ricoveri in terapia intensiva e 96% per i decessi)".
    Questi i dati contenuti nel documento esteso del monitoraggio settimanale dell'Istituto suoperiore di sanità (Iss).
    In particolare negli ultimi 30 giorni, il 33% delle diagnosi di Sars-CoV-2, il 46% delle ospedalizzazioni, il 71% dei ricoveri in terapia intensiva e il 69% dei decessi sono avvenuti tra coloro che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino.

    E sull'efficacia delle vaccinazioni : dal 4 aprile (approssimativamente la data in cui la vaccinazione è stata estesa alla popolazione generale) al 18 luglio 2021, l'efficacia complessiva della vaccinazione, aggiustata per età - si legge nel rapporto - è superiore al 70% nel prevenire l'infezione in vaccinati con ciclo incompleto (70,2%) e superiore all'88% per i vaccinati con ciclo completo (88,2%). L'efficacia nel prevenire l'ospedalizzazione, sale all'81% con ciclo incompleto e al 95% con ciclo completo. L'efficacia nel prevenire i ricoveri in terapia intensiva è pari all'89% con ciclo incompleto e 97% con ciclo completo. Infine, l'efficacia nel prevenire il decesso è pari all'80% con ciclo incompleto e a 96% con ciclo completo". Queste stime - specifica l'Iss - non sono aggiustate per diversi fattori che potrebbero influire sul rischio di infezione/ricovero/morte e sulla probabilità di essere vaccinato (per esempio, categoria a rischio, comorbidità, ecc.). 
   

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Covid: non ci sono prove che si trasmetta dai cibi

Per il ministero della Salute è trascurabile il rischio di contagio da imballaggi di alimenti

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 Non ci sono evidenze scientifiche che il Sars-CoV-2 si trasmetta attraverso gli alimenti crudi o cotti e il rischio di contagio da imballaggi contaminati è "trascurabile". È quanto chiarisce in un documento il Comitato nazionale sicurezza alimentare (Cnas), organo tecnico-consultivo che opera all'interno del ministero della Salute.
    In considerazione dell'importanza dell'argomento e di specifiche richieste di chiarimento avanzate dalla Sezione consultiva delle Associazioni dei consumatori e dei produttori, si legge sul documento, "la Sezione Sicurezza Alimentare ha ritenuto opportuno procedere ad un'analisi delle conoscenze attuali in merito al rapporto tra virus e alimenti". Sulla base degli studi attualmente presenti a livello internazionale, "si può concludere che non sono presenti evidenze scientifiche che permettano di affermare che il virus Sars-CoV-2 si trasmetta per via alimentare, attraverso gli alimenti crudi o cotti. In condizioni normali, non ci sono ancora prove che gli imballaggi contaminati trasmettano l'infezione e il rischio di contagio del virus Sars-CoV-2 attraverso il packaging e le superfici a contatto con gli alimenti appare trascurabile".
    A casa, pertanto, "non è necessario disinfettare gli involucri che contengono gli alimenti, ma bisogna lavare le mani dopo aver manipolato le confezioni". Infine "il lavaggio con solo acqua potabile sembra essere sufficiente per sanificare la frutta e la verdura". 
   

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Elizabeth Olsen, la Wanda di WandaVision, evito social e mondanità

L'attrice californiana al Filming Sardegna Festival

Lifestyle People
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Elizabeth Olsen, 32 anni, da bambina prodigio insieme alle due sorelle gemelle Mary-Kate e Ashley al ruolo di Wanda nella prima serie Marvel su Disney+, WandaVision. L'attrice californiana si racconta al Filming Sardegna Festival di Tiziana Rocca. E' sicuramente un'antidiva, una che non ama i social (ha cancellato il suo account Instagram nel 2020) e ha paura della mondanità, delle feste di Hollywood che se può evita. Ha ottenuto un grande successo di critica per La fuga di Martha, per il quale è stata nominata ai Critics' Choice Movie Awards e agli Independent Spirit Awards come Miglior attrice. È stata produttrice esecutiva della serie drammatica Sorry for Your Loss, nella quale ha recitato come protagonista e che le è valsa una candidatura ai Critics' Choice Television Awards, ma il successo internazionale è arrivato per la sua interpretazione di Wanda Maximoff (alias Scarlet) nei film del Marvel Cinematic Universe, tra cui Avengers: Age of Ultron, Captain America: Civil War, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame, riprendendo poi il ruolo in WandaVision serie originale distribuita su Disney+.

    Un po' come come ci si aspetta dal suo personaggio di Wanda, l'attrice dice di sè: "Mi piace fare solo cose che mi sembrano autentiche e vere per me stessa. E molto spesso i social più che mettere in contatto le persone vengono usati per fare soldi, per vendere qualcosa".
    I film della Marvel spiega poi: "Sono molto difficili da fare, ma sono orgogliosa di aver fatto parte di queste produzioni in cui c'è tanta gente che ci lavora come anche del risultato".
    WandaVision? "Per me è un punto di arrivo nella mia carriera. È un film di genere, una comedy che ha tirato fuori una parte diversa di me e che mi ha fatto poi anche esplorare questa parte. Comunque una grande opportunità secondo molti punti di vista. Mi sono ritrovata come in un parco giochi a mostrare qualcosa di me che non sapevo di avere".
    E ancora su WandaVision? "Credo sia un genere di intrattenimento tipicamente americano, una di quelle sit-com a cui siamo abituati, una comfort-zone da seguire da un divano".
    La Pandemia? "Grazie alla pandemia ho imparato a vivere alla giornata ad ascoltare i momenti che vivo. In quel periodo siamo tutti vissuti come un criceto dentro la sua gabbia con tanto di ruota per giocare. Per la prima volta - aggiunge la Olsen - il mondo si è fermato e credo che anche grazie a questo si è creata un'empatia tra le persone che prima non c'era". 
Cosa ama la Olsen? "Amo molto stare sul set, ma non stare in pubblico, non sono una persona mondana, non mi piace andare alle feste. Amo invece stare qui a questo festival dove si celebra il cinema, si fa promozione".
Cosa è cambiato per le donne in quest'ultimo periodo? "È cambiato molto. I produttori intanto cominciano a dare più possibilità alle donne e questo è molto bello. Ci sono più protagoniste davanti alla macchina da presa ora devono diventare altrettante anche dietro la macchina da presa e raccontare le loro storie".
Fare la regista? £Credo che la regia sia un'arte e ho ancora molto da imparare per poter affrontare una cosa così importante".   

 

Sorella minore delle gemelle Mary-Kate e Ashley Olsen, ha ottenuto un grande successo di critica per La fuga di Martha, thriller drammatico indipendente per il quale è stata nominata ai Critics' Choice Movie Awards e agli Independent Spirit Awards come Miglior attrice. È stata produttrice esecutiva della serie drammatica Sorry for Your Loss, nella quale ha recitato come protagonista e che le è valsa una candidatura ai Critics' Choice Television Awards.

Ha ottenuto il successo internazionale per la sua interpretazione di Wanda Maximoff (alias Scarlet) nei film del Marvel Cinematic Universe, tra cui Avengers: Age of UltronCaptain America: Civil WarAvengers: Infinity War e Avengers: Endgame, riprendendo poi il ruolo in WandaVision serie originale distribuita su Disney+.

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Internisti, presto per dire pericolo scampato

Fadoi, tempestivi se pressione su ospedali sale. Green pass con 2 dosi

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Internisti, presto per dire pericolo scampato (ANSA) Internisti, presto per dire pericolo scampato

 "La crescita dei contagi è sotto gli occhi di tutti. Fortunatamente questo ancora non ha esercitato una maggiore pressione sugli ospedali ma è presto per dire che il pericolo è scampato perchè gli effetti in termini di ricoveri potrebbero manifestarsi fra un paio di settimane dato che la crescita è stata imponente da 7-10 giorni a questa parte".
    Così all'ANSA il presidente della Federazione dei medici internisti ospedalieri (Fadoi), Dario Manfellotto, in merito alla situazione negli ospedali rispetto all' andamento della pandemia da Covid-19 in Italia e i nuovi parametri di occupazione in terapia intensiva (10%) e area medica (15%) per far scattare la zona gialla in una regione.
    "Se guardiamo a quanto è accaduto ai Paesi che ci hanno preceduto, Gran Bretagna e Israele, questa crescita dei contagi - spiega Manfellotto - temo finisca di generare anche da noi un aumento dei ricoveri, anche se sicuramente non come quelli che abbiamo visto nelle precednti ondate".
    E sul Green pass gli internisti ospedalieri chiedono più coraggio. "Bene il certificato verde ma si deve osare di più.
    Una sola dose non basta. Perchè gli studi dimostrano che senza un ciclo vaccinale completo purtroppo la variante Delta riesce a bucare in una misura importante i vaccini, anche se non con esiti gravi della malattia. Quindi - è l'appello del presidente Fadoi - si approvi al più presto la modifica anche con la seconda dose e venga introdotto il green pass nei settori che sono stati al momento esentati, come i trasporti, perchè la tutela della salute, che poi coincide anche con la nostra economia, viene prima di qualsiasi business". E per entrare in ospedale "giusta è stata la scelta del governo di richiedere anche ai visitatori il green pass". "I medici e gli infermieri internisti che hanno avuto in cura due terzi dei pazienti Covid sono al 100% vaccinati". (ANSA).
   

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Visite in ospedale con il Green Pass

Lo consente il decreto legge Covid appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Salute & Benessere Sanità
Chiudi Dl appena varato consente a parenti visite in ospedale (ANSA) Dl appena varato consente a parenti visite in ospedale

Il Green Pass sarà utilizzato anche per consentire l'accesso alle sale d'attesa dei pronto soccorso e degli ospedali. E' quanto precisa il ministero della Salute.

 "Per i parenti dei pazienti l'accesso alle sale d'attesa dei pronto soccorso e ai reparti ospedalieri" è previsto dall'articolo 4, lettera b del decreto appena varato dal governo con cui si norma l'uso del Green pass. 

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Covid: 5.140 positivi, 5 vittime, risalgono le terapie intensive e i ricoveri

258.929 test, il tasso di positività scende al 2%. Boom di vaccini, trainano i giovani

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Chiudi Un centro vaccinale a Roma (ANSA) Un centro vaccinale a Roma

Sono 5.140 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 5.143. Sono invece 5 le vittime in un giorno, mentre ieri erano state 17.

Sono 258.929 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 237.635. Il tasso di positività è del 2%, in lieve ribasso rispetto al 2,2% di ieri.

Tornano a salire le terapie intensive: Sono 172 i pazienti ricoverati nelle rianimazioni per Covid in Italia, 17 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 21 (ieri 10). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 1.340, in aumento di 36 rispetto a ieri.

 Nell'ultima settimana sono stati vaccinati con la prima dose o la dose unica (perché hanno già avuto il Covid) quasi 350mila under 30, 118mila dei quali giovanissimi tra i 12 e i 19 anni. Il dato si ricava dall'ultimo report del governo aggiornato a ieri dal quale emerge che le vaccinazioni tra i più giovani crescono ad un ritmo triplo rispetto a quelle degli adulti tra i 50 e i 69 anni i cui vaccinati negli ultimi sette giorni sono stati 124mila. 

In attesa di capire, la prossima settimana, che effetto avrà avuto il decreto che rende obbligatorio dal 6 agosto il green pass per accedere a tutta una serie di attività e servizi, il dato che comunque già si ricava guardando le tabelle relative all'ultima settimana è che a spingere la campagna vaccinale sono i giovani. Nella fascia 12-19, per la quale è autorizzato solo il vaccino di Pfizer, sono 1.232.932 i ragazzi che hanno fatto la prima dose o la dose unica, 117.788 in più rispetto a 7 giorni prima. Tra i 20 e i 29 anni - ai quali è stato somministrato Pfizer, Moderna e anche Johnson & Johnson - l'incremento nell'ultima settimana è di 231.180. Tra i 12 e i 29 anni, dunque, hanno fatto la prima dose o la dose unica in 348.968. Numeri ben più bassi, invece, tra i 50-59enni e tra i 60-69enni, classi di età nelle quali ci sono ancora complessivamente quasi 3,8 milioni di cittadini che non hanno fatto neanche la prima dose. Nell'ultima settimana i 50-59enni che hanno fatto la prima dose o la dose unica sono complessivamente 78.236 mentre nella fascia 60-69 sono 45.652, per un totale di poco meno di 124mila. 

"Dobbiamo usare ogni giorno e occasione per dire con forza che il vaccino è l'unica via di uscita da questa pandemia. Io dico anche che chi oggi decide liberamente di non vaccinarsi compie un atto di irresponsabilità". Lo ha detto Andrea Costa, sottosegretario al Ministero della Salute, intervenendo durante la rassegna aCourma!, organizzata a Courmayeur. "Irresponsabilità perché - ha spiegato - mette a rischio la propria vita e mette a rischio la vita degli altri. Credo che in un momento come questo dovrebbe prevalere un senso di comunità, nella consapevolezza che vaccinarsi significa mettere in sicurezza gli altri e significa fare anche un gesto di solidarietà'. "Vedete anche in questa battaglia credo che ognuno possa fare la sua parte. Perché di fronte a cittadini ancora scettici" nei confronti del vaccino anti-Covid "può essere più importante la parola di un amico, la parola un conoscente, la parola del medico di famiglia, la parola del farmacista". Lo ha detto Andrea Costa, sottosegretario del Ministero della Salute, intervenendo alla rassegna aCourma!, organizzata a Courmayeur. "Credo che veramente", ha aggiunto Costa, "c'è bisogno del contributo di tutti e ognuno può essere protagonista nel combattere insieme questa battaglia".
   

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Vacanze e relax, come riuscirci all'epoca dell'iper connessione

Nomofobia e tecnostress da combattere

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Con lo smartphone in ansia foto iStock. (ANSA) Con lo smartphone in ansia foto iStock.

Le vacanze estive, per chi può farle, sono per definizione una pausa, una vacatio, una sospensione dagli obblighi, e dunque le associamo al relax, allo stacco da tutto e tutti. Sono, o meglio dovrebbero, essere il momento per dedicare più tempo a se stessi, a cio' che ci fa stare bene, per recuperare energia, benessere mentale e positività e e ricaricarsi in vista della ripresa delle attività normali. Ma esiste ancora il relax nell’epoca dell’iper connessione, dei social e della continua condivisione? Cosa succede se le vacanze si trasformano in un’occasione per stare incollati ancora di più ai propri smartphone?
Ne parliamo con la dottoressa Rossella Valdrè di Guidapsicologi.it, che ci spiega come riconoscere nomofobia e tecnostress e come sfruttare le vacanze per combattere queste patologie, dandoci preziosi consigli e raccomandazioni su come mettere in pratica un vero e proprio digital detox che non si limiti esclusivamente alla vacanza, ma che si estenda invece al dopo vacanza.
In cosa consiste la nomofobia e chi sono i soggetti maggiormente colpiti?
«Nomofobia è un termine coniato di recente, che unisce l’inglese no-mobile e fobia, per indicare la fobia di restare non connessi al dispositivo cellulare, di trovarsi anche per un tempo molto breve non rintracciabili al cellulare. Diverse ricerche hanno visto che questo può dar luogo ad una vera e propria sindrome di dipendenza, analoga a tutte le dipendenze, al punto che qualcuno ha proposto di inserirla fra i Disturbi di dipendenza nel DSM V, il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – una delle principali classificazioni diagnostiche in psichiatria», dice la psicologa. «Il soggetto che scivola nella nomofobia porta sempre con sé il cellulare, giorno e notte, anche quando dorme, lo controlla incessantemente alla ricerca di messaggi, risposte, news, condivisioni o altro, si allarma se non riceve nulla e si eccita, al contrario, se riceve una notifica, sviluppa ansia o anche panico se non ha il cellulare con sé, sino ad una vera e propria astinenza se ne viene privato come è tipico di tutte le dipendenze. Quanto ai soggetti più colpiti, benché oggi possa capitare a tutti, sono certamente gli adolescenti e i bambini, cioè i nativi digitali, coloro nati in un’epoca già dotata di tutte le tecnologie, ad essere più a rischio. Ciò accade non solo perché gli adolescenti sono più esperti nell’usare il mezzo, ma perché lo smartphone costituisce per loro un oggetto altamente investito sul piano affettivo e simbolico: è il mezzo con il quale si connettono al gruppo dei pari e al gruppo sociale, con il quale si scambiano opinioni, con il quale condividono su Facebook o Instagram l’immagine di sé, con il quale si controllano e si contattano reciprocamente, fino a volte all’ossessività, nei loro primi rapporti affettivi. A seconda dei contatti che ricevono, è il mezzo con cui misurano la loro autostima, o all’opposto che li può isolare dal mondo se il mondo è troppo frustrante. Tutto questo può valere anche per l’adulto, ma trova nella fragilità narcisistica dell’adolescente un terreno d’eccezione».
Il ritiro psichico. Come si manifesta, perché e quali sono i pericoli, soprattutto nei bambini «Nei bambini e negli adolescenti si può certamente parlare di un pericolo. Se usato bene, il cellulare come tutta la tecnologia può aiutare ad aumentare contatti e conoscenza e quindi a sviluppare la creatività, ma se usato al di fuori dello studio e della ricerca e per i motivi di pura ossessiva connessione detti sopra, di esasperata conferma narcisistica attraverso i social, il rischio principale è di isolare l’adolescente o il bambino, ancora peggio, in un mondo autarchico di fantasia, scollegato dalla realtà, in quello che noi psicoanalisti chiamiamo un “ritiro psichico”, che poi si nutre e si alimenta nel tempo, diventando sempre più profondo, e spiega la ragione di tanti crolli quando l’adolescente si trova ad affrontare le prime prove della vita. Il ritiro psichico illude di un mondo autocreato, onnipotente, magico, bloccando così lo sviluppo emotivo e certamente anche la vera creatività. Nelle persone più adulte il rischio è di una chiusura nell’isolamento, come difesa da una realtà evidentemente frustrante», afferma la dottoressa Rossella Valdrè.
Tecnostress.Come riconoscerlo e quali sono le conseguenze
«Per tecnostress si intende in generale l’intenso stress causato dall’eccessiva esposizione agli strumenti tecnologici, in genere per ragioni lavorative. È un termine in uso soprattutto all’interno delle aziende e delle politiche del lavoro, che fu coniato per la prima volta nell’84 da Craig Brod. Da allora, si è prodotta una sufficiente letteratura e l’impatto del tecnostress sul lavoratore è certamente cresciuto; oggi, con la pandemia, abbiamo ragione di ritenere che crescerà inevitabilmente ancora. Lo si riconosce quando il soggetto trascorre un eccessivo numero di ore esposto a mezzi tecnologici, ad esempio il computer. Brod riconosceva due forme di tecnostress: quello, diciamo, del principiante, che lotta per accettare tale carico di lavoro, e quello della persona più preparata che si è identificata col mezzo. Il soggetto può sviluppare sintomi fisici da sovraccarico come insonnia, disturbi dell’appetito, ricorso all’alcool o all’eccesso di cibo, o sintomi psichici come ansia, depressione, astenia, una vasta gamma di sintomi, e un generale deterioramento della qualità di vita», continua Valdrè.

Le vacanze rappresentano potenzialmente un rischio per chi soffre di nomofobia e tecnostress
«Da un lato, la vacanza può rappresentare un rischio perché il soggetto si trova ad avere più tempo a disposizione, o perde i suoi normali punti di sicurezza e riferimento, e quindi rifugiarsi ancora di più nel cellulare e nel mondo protetto del ritiro psichico che questo comporta; ma la vacanza può anche rappresentare un’opportunità» dice la dottoressa. Come trasformare le vacanze nell'occasione per combattere la nomofobia e il tecnostress «Le raccomandazioni non sono facili, se abbiamo detto che si tratta, a livelli avanzati, di vere e proprie dipendenze. Per sottrarsi occorre avere qualcos’altro su cui investire, da cui ricavare un’altra fonte di piacere e rifornimento narcisistico: la vacanza, ma direi anche il dopo vacanza, può diventare un’occasione per allargare i propri interessi, trovare altre fonti di stimolo che possono essere sia attività, sia rapporti con persone o anche un diverso rapporto con se stessi, con la propria immagine. I bambini, che abbiamo visto essere i più a rischio, devono stare con gli adulti di riferimento e con altri bambini, non lasciati soli davanti a un cellulare, mentre per gli adolescenti il discorso è più delicato perché qui l’intervento adulto viene meno ascoltato, benché sia sempre essenziale che i genitori non si tirino indietro di fronte a un ragazzo che vive ritirato nel suo smartphone, ma facciano sentire viva la loro presenza, anche una presenza polemica. Quanto ai lavoratori che subiscono tecnostress, si tratta di modificare le politiche aziendali a favore di tempi e orari e mansioni più compatibili con le capacità umane di gestire il carico di informazioni, e di seduzione, che le nuove tecnologie comportano, tenendo conto da un punto di vista psicologico che le tecnologie avranno sempre per noi una doppia faccia, da un lato possono sviluppare capacità e creatività, ma dall’altro possono inibirle perché inducono dipendenza e ritiri psichici in soggetti fragili e predisposti», conclude la dottoressa Rossella Valdrè.
E per chi non ha queste forme di dipendenza ma è comunque molto legato alla connessione, che poi è una gran parte delle persone? Il tema della 'distrazione' vale per tutti, avere occhi per altro, che siano i panorami delle nostre vacanze o attività di qualunque genere o l'ozio magari con la lettura di un buon libro, tutto questo aiuta a mettere la testa su altro che non sia lo smartphone. Una vacanza digital detox, dedicando ai social solo pochi momenti al giorno, non è facile per chi appunto ha nella propria routine di essere sempre connesso ma provare a cambiare abitudine è fattibile sapendo che è qualcosa che ci fa bene e ci fa riappropriare del reale. Ci sono anche in italia strutture turistiche che offrono percorsi per disintossicarsi dal virtuale, vacanze dove la connessione internet è precaria e persino a volte bandita, durante il giorno vengono organizzate attività a contatto con la natura e in cui – soprattutto – si impara a condividere l’esperienza con le persone che si hanno accanto. E non con quelle che ci sono, ma dietro lo schermo dello smartphone.

 

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Podcast, social e Youtube, così lo studio cambia e diverte con nuovi influencer

Boom delle walking classroom, apprendimento e attività fisica

Lifestyle Teen
Chiudi Una ragazza si prepara con il podcast . foto iStock. (ANSA) Una ragazza si prepara con il podcast . foto iStock.

Social e web sono entrati ormai a gamba tesa nella scuola e con la didattica a distanza per la pandemia si sono guadagnati ulteriori spazi. Gli studenti e anche in parte gli insegnanti sfruttano i social per apprendere e formare in modo alternativo e creativo. I ragazzi guardano le lezioni su TikTok e YouTube, apprendono anche con 'bignami' live messi a punto da docenti ed esperti che piacciono moltissimo tanto da essere diventati guru dell’apprendimento con migliaia di visualizzazioni, soprattutto per le materie più ostiche, matematica ed inglese in testa. Molte le personalità più spigliate che spiegano loro le materie, insegnano i trucchi per non sbagliare più, leggono libri ad alta voce. Lo studio che diverte e fa fare attività fisica si trova sui social, i libri sono superati?
In crescita le piattaforme specializzate come Babbel, Duolingo o Aba English, le App e i podcast che permettono di apprendere anche camminando o facendo sport. Il mondo anglosassone fa largo uso di podcast per l’apprendimento, molto apprezzati soprattutto dagli studenti dei licei e universitari per materie come scienze, matematica, storia e lingue. Leader è Math Mutation, un breve podcast dedicato ai liceali divertente e facile da ascoltare che esplora angoli divertenti e strani del mondo della matematica che molto probabilmente non vengono insegnati a scuola. E’ super famoso anche Math for Primates, podcast gestito da due ragazzi, Tom e Nick, che parlano di tutto ciò che riguarda la matematica e fanno ridere a crepapelle.
In Italia è leader indiscusso di lezioni e conferenze di storia in podcast Alessandro Barbero che racconta in modo avvincente e ricco di curiosità gli aspetti più o meno noti della storia, dal Medioevo all'Età Contemporanea. E’ una vera star dell’insegnamento dell’inglese su TikTok, invece, la giovane ex maestra Norma Celletti, che a suon di #imparacontiktok si è reinventata docente con un seguito eccezionale fin dal primo lockdown del 2020. Seguono i ripassi con #ripassiamoinsieme di Sandro Marenco e una lunga serie di suggerimenti, strategie e trucchetti via Youtube per imparare nozioni e regole che sono tradizionalmente più ostiche da tenere a mente, tabelline incluse. Patrick Cherif è l'idolo dei ragazzi per le spiegazioni dei Promessi Sposi.
A scuole chiuse, negli Stati Uniti si stanno valutando i risultati dei sistemi di studio alternativi ed è recente la pubblicazione di una indagine curiosa volta a capire gli effetti delle ‘walking classroom’ praticate all’aperto col supporto dei podcast in cuffia.
Uno studio, appena pubblicato sul Journal of Physical Activity and Health e svolto alla University Of North Carolina, ha valutato la piattaforma di apprendimento in movimento più rinomata, quella messa a punto da Michael Kuczala, ideatore di @kinestheticlass e già autore del bestseller‘Training in Motion: How to Use Movement to Create Engaging and Effective Learning’, pubblicato nel 2015. Kuczala è il leader a livello internazionale dell’utilità dell’attività fisica durante l’insegnamento, training e apprendimento tramite podcast da ascoltare in cuffia. L’indagine ha osservato gli effetti dei suoi podcast di lingue, scienza e storia su 9 classi di quarta e quinta elementare di quartieri ad alto livello di povertà americani e i risultati sono incoraggianti. “Lo studio dimostra livelli più elevati di apprendimento mentre si cammina rispetto all'apprendimento da seduti. Anche le misurazioni dell'umore hanno avuto eccellenti risultati che suggeriscono come muoversi invece che stare chini sui libri può essere un vantaggio per gli studenti”, concludono i ricercatori.

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La prima immagine dell'embrione di una luna VIDEO

In un sistema planetario distante 400 anni luce

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi A destra il pianeta PDS 70c, circondato da un alone dal quale si sta formando una sua luna (fonte: ALMA, ESO/NAOJ/NRAO/Benisty et al.) (ANSA) A destra il pianeta PDS 70c, circondato da un alone dal quale si sta formando una sua luna (fonte: ALMA, ESO/NAOJ/NRAO/Benisty et al.)

Catturata la prima immagine di un embrione di luna, è un disco di materia che costituisce il primo passo verso la formazione di un satellite naturale intorno a un pianeta esterno al Sistema Solare. Lo indica lo studio pubblicato sull’Astrophysical Journal Letters, coordinato dall’astronoma Myriam Benisty, dell’Università francese di Grenoble e da Miriam Keppler, dell'istituto tedesco Max Planck per l'astronomia, e condotto in collaborazione con l’Università del Cile.

Le immagini sono state ottenute grazie al radiotelescopio Alma (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), in Cile, dell’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso). L’osservazione aiuterà a capire meglio come si formano le lune e i pianeti nei giovani sistemi stellari.




Protagonista è un giovane pianeta gigante gassoso simile a Giove scoperto nel 2019, denominato PDS 70c, che si trova a circa 400 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Centauro. L’immagine catturata da Alma mostra un grande disco di gas e polveri dai quali si è formato il pianeta, e un suo compagno, PDS 70b, non visibile nella foto. Al centro del disco c’è la stella madre PDS 70 intorno alla quale orbita il pianeta di tipo gioviano . Poco distante da PDS 70c, defilato, un secondo puntino luminoso, circondato da un alone di gas e polveri: è il disco dal quale prenderà origine una sua luna.


A sinistra il disco di poveri e gas da cui si è formato il pianeta PDS 70c (il puntino sulla destra). A destra il dettaglio del pianeta, circondato da un alone dal quale si sta formando una sua luna (fonte: ALMA, ESO/NAOJ/NRAO/Benisty et al.)

 

“Il nostro lavoro mostra una chiara identificazione di un disco in cui potrebbero formarsi dei satelliti”, osserva Benisty. “Le nostre osservazioni con Alma sono state ottenute con una risoluzione così fine che abbiamo potuto identificare chiaramente che il disco è associato al pianeta, e definirne per la prima volta le dimensioni”.
Questo tenue disco intorno al pianeta, secondo le stime degli astronomi dell’Eso, ha all’incirca lo stesso diametro della distanza che separa la Terra dal Sole e ha una massa sufficiente a formare fino a tre satelliti delle dimensioni della Luna.

 

Finora “sono stati trovati più di 4.000 pianeti esterni al Sistema solare, ma tutti - rileva Keppler - sono stati rilevati in sistemi evoluti. Ma PDS 70b e PDS 70c, un sistema che ricorda la coppia Giove-Saturno, sono gli unici due mondi trovati finora ancora in fase di formazione. Per questo ci offrono un’opportunità unica per osservare e studiare i processi di formazione di pianeti e satelliti”.

Una comprensione ancora più profonda del sistema planetario sarà raggiunta con il telescopio Elt (Extremely Large Telescope) dell’Eso, che dovrebbe entrare in funzione nel 2025.

 

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Marte, Perseverance pronto a raccogliere il primo campione

Le operazioni dureranno 11 giorni

Scienza & Tecnica Spazio & Astronomia
Chiudi Perseverance ha già messo nel mirino la regione per il primo campionamento (fonte: NASA/JPL-Caltech/ASU/MSSS) (ANSA) Perseverance ha già messo nel mirino la regione per il primo campionamento (fonte: NASA/JPL-Caltech/ASU/MSSS)

Il rover Perseverance della Nasa si prepara a raccogliere il suo primo campione di rocce su Marte, che sarà poi riportato sulla Terra alla ricerca di segni di vita passata. Le operazioni nel cratere Jezero inizieranno nell’arco delle prossime due settimane e dureranno 11 giorni, come spiega l’agenzia spaziale statunitense.

“Quando Neil Armstrong raccolse il primo campione nel Mare della Tranquillità 52 anni fa, diede il via a un processo che avrebbe riscritto le conoscenze dell’umanità sulla Luna”, afferma Thomas Zurbuchen, amministratore associato del direttorato per le missioni scientifiche della Nasa. “Mi aspetto che anche il primo campione di Perseverance dal cratere Jezero, e quelli che verranno dopo, faranno lo stesso per Marte. Siamo all’inizio di una nuova era per lo studio e l’esplorazione planetaria”.

Il rover Perseverance annuncia sul suo profilo Twitter di aver già messo nel mirino una regione dove effettuare il primo campionamento del cratere Jezero, che un tempo è stato il letto di un antico lago e per questo potrebbe conservare tracce di vita passata nei suoi sedimenti. Per cominciare, il rover dispiegherà il suo braccio robotico lungo due metri per studiare meglio le rocce di interesse; poi userà uno strumento abrasivo per raschiarne via la parte superiore e ne analizzerà la composizione chimica e minerale coi suoi strumenti. Per ogni roccia analizzata, il rover cercherà anche una roccia ‘gemella’ da cui prelevare un campione che sarà conservato intatto e poi spedito sulla Terra per le analisi di conferma. La futura missione di recupero Mars Sample Return è prevista per gli anni Trenta e sarà condotta in collaborazione con l’Agenzia spaziale europea (Esa).

Con il primo campionamento di Perseverance la Nasa non si aspetta di ottenere risposte definitive sulla presenza di vita passata su Marte, ma piuttosto vuole comprendere meglio la geologia della regione in ci si trova.

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La 'lacrima blu' simbolo della siccità nel Sud Italia

E' il lago Pozzillo, in Sicilia, fotografata dai satelliti europei

Scienza & Tecnica Terra & Poli
Chiudi Il lago Pozzillo colpito da siccità (fonte: Ue, Copernicus Sentinel-2) (ANSA) Il lago Pozzillo colpito da siccità (fonte: Ue, Copernicus Sentinel-2)

Una piccola lacrima blu in procinto di asciugarsi: il lago Pozzillo, tra gli specchi d’acqua più grandi della Sicilia, appare così come l’emblema della siccità che sta colpendo il Sud Italia, nell’immagine acquisita lo scorso 16 luglio dal satellite Sentinel-2 di Copernicus, il programma di osservazione della Terra di Commissione Europea e Agenzia spaziale europea (Esa).

L’immagine coi suoi colori accesi permette di cogliere appieno la drammatica situazione in cui si trova attualmente il lago: all’inizio di luglio presentava un volume di 23 milioni di metri cubi, circa il 15% della sua capacità massima, all’incirca il 25% in meno rispetto al luglio 2020. Del resto il bacino, che si trova in provincia di Enna, sta fronteggiando la peggiore siccità dell’ultimo decennio, proprio come tutto il resto dell’isola: secondo i dati dell’Osservatorio ANBI sulla risorse idriche, nel luglio 2021 la Sicilia può contare su una riserva di soli 443 milioni di metri cubi d’acqua, ben 78 milioni di metri cubi in meno rispetto al 2020.

 

 

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Un drone a guida autonoma batte in velocità quelli con pilota

Molte applicazioni, dai soccorsi ai trasporti

Scienza & Tecnica Tecnologie
Chiudi Un drone a guida autonoma ha battuto in velocità i droni guidati da piloti (fonte: Robotics and Perception Group, Università di Zurigo) (ANSA) Un drone a guida autonoma ha battuto in velocità i droni guidati da piloti (fonte: Robotics and Perception Group, Università di Zurigo)

Per la prima volta un drone a guida autonoma ha battuto in velocità i droni guidati da piloti in carne e ossa: lo ha fatto grazie a nuovo algoritmo capace di calcolare il percorso ottimale che garantisce le migliori performance nel minor tempo possibile. Il risultato è stato ottenuto dai ricercatori dell’Università di Zurigo guidati dall’esperto italiano di robotica Davide Scaramuzza. Lo studio, pubblicato sulla rivista Science Robotics, potrà avere numerose ricadute pratiche, dall’ambito dei soccorsi a quello dei trasporti.

Per essere utili, infatti, i droni devono essere veloci: a causa della durata limitata delle batterie, devono poter svolgere la loro missione nel più breve tempo possibile, adottando la migliore traiettoria con le accelerazioni e le frenate nei punti giusti. Finora nessun sistema di volo autonomo era riuscito a superare le performance ottenute dai piloti, ma il drone sviluppato da Scaramuzza ce l’ha fatta, “battendo il giro più veloce realizzato da due piloti di prim’ordine”, racconta l’esperto. La gara si è svolta su un circuito sperimentale sotto l’occhio di telecamere esterne, usate per seguire gli spostamenti del drone e per fornire le informazioni sulla sua posizione in tempo reale all’algoritmo. Per garantire una sfida alla pari, è stato consentito ai piloti di fare pratica sul circuito prima della gara, ma questo non è bastato: l'algoritmo li ha poi battuti conquistando tutti i giri più veloci e realizzando prestazioni più costanti.

Prima di portare il drone sul mercato restano ancora delle criticità da risolvere. I ricercatori stanno già lavorando per semplificare l’algoritmo (che al momento richiede quasi un’ora di calcoli per determinare la traiettoria) e per installare delle telecamere di bordo con cui monitorare il volo.

 

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Donne e ricerca scientifica, l'Italia avanti verso la parità di genere

Studio Elsevier sulle pubblicazioni, sono il 44% nella ricerca scientifica. Poche in ruoli apicali

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi La ricercatrice Alessandra Rampazzo dell'Universit� di Padova, responsabile scientifica del progetto  che, nei test sulle cellule, � riuscito a bloccare il meccanismo molecolare della Cardiomiopatia  Artimgena del Ventricolo Destro .Padova (ANSA) La ricercatrice Alessandra Rampazzo dell'Universit� di Padova, responsabile scientifica del progetto che, nei test sulle cellule, � riuscito a bloccare il meccanismo molecolare della Cardiomiopatia Artimgena del Ventricolo Destro .Padova

In Italia quasi 5 ricercatori scientifici su 10 sono donne. Con una percentuale di presenza femminile del 44% il nostro Paese procede verso la parità di genere nel campo della ricerca. È una ottima notizia e forse a sorpresa quanto emerge dal report annuale “Gender in research” di Elsevier, uno dei più importanti editori scientifici del mondo con oltre 3000 pubblicazioni in ogni ambito scientifico. Lo studio, che prende in esame la partecipazione delle donne nel campo della ricerca in Europa e in altri 15 paesi del mondo, rivela per l’Italia una presenza femminile sopra la media Ue, con il 39%. La 'classifica' vede l'Italia con performance da podio seconda solo al Portogallo (è il paese guida sul genere) e in linea con la Spagna. La Francia è al 39%, la Danimarca 35%, Olanda 33%, Germania 32%, fuori dall'Europa l'Australia è al 39,46%. Ottime performance in Argentina e Messico. Terribilmente ultima il Giappone con il 15.22%. 
Gli ultimi cinquant'anni hanno visto enormi progressi per e dalle donne nella ricerca. Le donne ora rappresentano una quota maggiore di scienza, tecnologia, ingegneria, laureati in matematica (STEM) e medicina come mai prima d'ora, e c'è una maggiore concentrazione ed energia sulla partecipazione equilibrata, tenendo conto del genere. "Tuttavia, i nostri ultimi risultati - sottolinea Kumsal Bayazit, Chief Executive Officer, Elsevier - indicano che le disparità continuano ad esistere, con una crescita più lenta degli articoli pubblicati dalle donne, numero maggiore di donne che lasciano la ricerca e aree di ricerca poco studiate. Questo rapporto evidenzia anche che le donne non partecipano a reti di collaborazione allo stesso livello maschile, con un potenziale impatto sulla loro carriera. In media, gli uomini hanno più coautori delle donne, con una tendenza a collaborare con quelli dello stesso sesso, dimostrando che anche su questo ambito c'è lavoro da fare per affrontare i problemi che tagliano la parità tra diversità e inclusione". Gli elementi da prendere in esame sono pubblicazioni e citazioni, oltre a borse di studio e domande di brevetto: questa è 'l'impronta' che lascia il ricercatore. E gli uomini hanno un'impronta di ricerca più ampia in generale, pubblicano più delle donne, hanno assegnate più sovvenzioni rispetto alle donne, e fanno domanda per più brevetti delle donne. Questa è una tendenza - aggiunge Bayazit - evidente in tutti i paesi esaminati. Inoltre, in media, l'impatto delle citazioni del primo autore maschile nelle pubblicazioni è superiore a quello delle donne, insinuando un pregiudizio di genere nella pratica della citazione".

Verso l’uguaglianza retributiva
Non solo presenza però. L’Italia, infatti, nel settore della ricerca è avanti rispetto al resto d’Europa anche in termini di retribuzione. Il pay gender gap, seppure presente - siamo intorno a una differenza fra salario maschile e femminile del 7% circa, il settore della ricerca rispecchia comunque l'andamento dell'intera economia - è la metà rispetto alla media europea (oltre il 15%) e ancora una volta inferiore a quello della Danimarca (di poco sotto al 20%).
Ma come è messo il nostro Paese in termini di parità di genere quando si parla di discipline STEM (Scientifiche, Tecnologiche, Ingegneristiche, Matematiche)?
L'Italia procede verso l'uguaglianza nel campo della ricerca anche in questo segmento che vede aumentare con costanza le donne che firmano per la prima volta una pubblicazione, un percorso che coinvolge, seppure con ritmi di crescita diversi, anche l'intera Europa. Infatti, se in media in Ue fino al 2003 la percentuale di ricercatrici su scienza, tecnologia, matematica e ingegneria che avviavano la propria carriera restava poco sopra il 20% (negli stessi anni l’Italia era già ben oltre il 30%), oggi anche a livello europeo questa percentuale è quasi raddoppiata, arrivando al 40%, mentre il nostro paese è di poco sotto al 50%. Per quel che concerne invece esclusivamente la ricerca in ingegneria, poi, l’Italia è ben sopra la media europea: tra il 2014 e il 2018 erano donne il 25,5% dei ricercatori in quel settore, a fronte di una media Ue negli stessi anni del 20,7.
Ancora poche donne con cariche apicali
Per quanto riguarda la distribuzione dei ruoli, sempre nel settore delle discipline STEM, in Italia la rappresentanza femminile supera addirittura quella degli uomini fra i candidati ai dottorati (52%), mentre nel terziario avanzato, fra gli impiegati e i tecnici, le donne che svolgono queste professioni in Italia sono quasi il 60%, contro una media Ue di poco al di sopra del 50%. Siamo invece sotto la media quando ad essere censite sono le posizioni apicali degli istituti di ricerca, dove le donne hanno poco più del 20% di rappresentanza (il resto d’Europa è comunque sopra di pochissimi punti), o i ruoli di scienziate e ingegnere dove la presenza femminile è di poco sopra al 30%, con una media Ue oltre il 40%.

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Morto il fisico Miguel Virasoro, teorico della teoria delle stringhe

Parisi, la fisica piange uno dei suoi protagonisti più brillante

Scienza & Tecnica Fisica & Matematica
Chiudi il fisico Miguel Virasoro (ANSA) il fisico Miguel Virasoro

È morto all'età di 81 anni il fisico Miguel Virasoro, uno dei principali studiosi della teoria delle stringhe, l'ambizioso modello che tende a conciliare la meccanica quantistica con la relatività generale. Nato in Argentina, a Buenos Aires, il 9 maggio 1940, Virasoro ha lavorato in Italia fin dal 1977, dove dal 1981 ha insegnato nell'Università Sapienza di Roma e dal 1995 al 2002 ha diretto il Centro Internazionale di Fisica Teorica "Abdus Salam" (Ictp) di Trieste. Ha collaborato a lungo con il fisico Giorgio Parisi, oggi presidente dell'Accademia dei Lincei, per il quale "la fisica italiana piange uno dei suoi più brillanti protagonisti e io - ha aggiunto - piango un fraterno amico e un eccezionale collaboratore".

 laureato all'Università di de Buenos Aires nel 1962, Virasoro aveva lasciato l'Argentina nel 1966, in seguito alla Noche de los Bastones Largos, lo sgombero violento da parte della polizia federale argentina, il 29 luglio 1966, di studenti e insegnanti che avevano occupato cinque facoltà accademiche dell'Università di Buenos Aires per rivendicarne l'autonomia dal governo militare del Generale Juan Carlos Onganía. Nel 1977 il trasferimento in Italia, dove ha collaborato anche con la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste e con l'Università di Torino. Attualmente era professore emerito nell'argentina Universidad Nacional de General Sarmiento.

Virasoro era noto per gli studi sulla teoria delle stringhe e per lo sviluppo di algebre di Lie a dimensione infinita; con Giorgio Parisi, alla Sapienza e con Marc Mézard, direttore dell'École normale supérieure di Parigi, ha dato un grande contributo alla meccanica statistica, e allo studio dei vetri di spin in dimensioni infinite.

Nel 2020 gli è stato assegnato uno dei maggiori riconoscimenti internazionali nel campo della fisica, la Medaglia Dirac dell'ICTP, condiviso con André Neveu dell'Università di Montpellier e Pierre Ramond della University of Florida, "per i loro contributi pionieristici all'inizio e alla formulazione della teoria delle stringhe che ha introdotto nuove simmetrie bosoniche e fermioniche in fisica".
   

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Tesla accetterà di nuovo i Bitcoin, la valuta risale

Si alla criptovaluta con il 50% del 'mining' ad energia green

Motori Industria
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 Nel corso della B Word, conferenza sul mondo delle criptovalute organizzata da Jack Dorsey e Cathie Wood, Elon Musk ha confermato il prossimo ritorno di Tesla nell'accettare Bitcoin per l'acquisto delle auto. Lo scorso marzo, l'imprenditore aveva fortemente criticato la criptovaluta, per per il pesante consumo di energia che comportava il suo 'mining', l'estrazione digitale di valore. Con la svolta green dei maggiori minatori, che hanno confermato di voler usare solo sistemi potenziati da energia rinnovabile, Musk è tornato sui suoi passi. "Volevo più di due dichiarazioni sulla conferma che la percentuale di utilizzo di energia rinnovabile fosse pari o superiore al 50%" ha spiegato online. "Vedo che c'è una certa tendenza all'aumento di tale numero, e in tal caso Tesla riprenderà ad accettare Bitcoin". La dichiarazione ha generato un aumento del prezzo di Bitcoin oltre la soglia dei 30.000 dollari, portando la valuta a toccare quota 32.000 dollari. Tesla aveva iniziato ad accettare pagamenti in Bitcoin per le sue auto a marzo, portando la criptovaluta al valore unitario di 46.000 dollari. Poco dopo però, il produttore di veicoli elettrici aveva sospeso i pagamenti, come conseguenza delle preoccupazioni sul rapido aumento nell'uso di combustibili fossili, per il crescere dell'energia elettrica necessaria ai processi informatici di estrazione. Il 13 giugno, Musk aveva anticipato il ritorno ai Bitcoin qualora i principali 'miners' avessero, almeno per il 50%, cominciato ad utilizzare energia pulita. 

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Raduno motociclisti davanti stadio Milano, 22 multe in zona

Ritirate due patenti, un mezzo sequestrato

Motori Attualità
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Quasi 500 persone e 350 moto si sono riunite, ieri sera, nei pressi di un bar vicino allo stadio Meazza di Milano, nel piazzale dello Sport. L'assembramento, andato avanti dalle 20 fino a circa mezzanotte, è stato monitorato dalla polizia di Stato, carabinieri, Gdf e polizia locale, che durante il servizio hanno elevato 22 sanzioni per violazioni al Codice della strada. Inoltre sono stati sospesi dalla circolazione 4 veicoli, uno è stato sequestrato e 2 patenti di guida e 2 carte di circolazione sono state ritirate.
   

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Moto:fino a 23.000 spettatori al giorno per Gp di San Marino

In pista anche la Moto3 del CEV, prevendite disponibili online

Motori Attualità
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 Via libera a 23.000 ingressi al giorno per la MotoGp a San Marino dal 17 al 19 settembre. Le decisioni di ieri del Governo, informano gli organizzatori, soddisfano quindi anche i principali protagonisti dell'evento sportivo e rendono possibile aumentare la capienza del 'Simoncelli' al Gran Premio OCTO di San Marino e Riviera di Rimini, nel rispetto delle norme di sicurezza, fino a 23.000 spettatori al giorno in tribuna. Ciò significa l'ampliamento della disponibilità di biglietti a Tribuna E, Tribuna Carro 2 e Tribuna Brutapela 2. "Lo scorso anno fu bellissimo ritrovare la gente in circuito, quest'anno speriamo si possa fare ancora meglio". Un coro univoco quello dei piloti MotoGP impegnati a inizio settimana nei testi a MWC. "È una bella notizia per le imprese, per lo sport, per tutti - commenta Luca Colaiacovo, Presidente Santa Monica SpA - e ci trova pronti ad applicare le decisioni del Governo. 23.000 posti era un format sul quale avevamo puntato per chiedere un'eventuale deroga". I prati resteranno chiusi, in tribuna saranno rispettate le distanze di un metro. Come lo scorso anno ogni tribuna avrà un parcheggio dedicato e la App MWC indicherà agli spettatori il tragitto per associarlo al biglietto nominativo acquistato e che insieme al green pass consentirà di godere in sicurezza allo spettacolo in pista. Come già organizzato per il Wsbk di giugno verranno allestiti anche i laboratori per la necessità eventuale di tamponi rapidi e al fine di agevolare gli accessi. Nel programma sportivo (17-19 settembre) si aggiunge una novità: sabato pomeriggio alle 17.15 è in programma anche la gara di Moto3 del FIM CEV Repsol, unica tappa extra spagnola del campionato. Il programma quindi prevede, oltre alle gare delle tre classi del motomondiale, anche due gare del FIM Enel MotoE e appunto l'inedito appuntamento col CEV. Sei gare complessivamente.

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Strade: Anas riapre al traffico ponte sulla 125 a Arzachena

Conclusi i lavori di manutenzione

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L'Anas ha riaperto al traffico il tratto della strada statale 125 "Orientale Sarda" interessato dai lavori di manutenzione del ponte sul Rio Bucchilalgu, ad Arzachena, in Gallura.
    Gli interventi hanno riguardato il risanamento e il consolidamento dell'opera, oltre l'installazione di nuovi guardrail.
    L'apertura del tratto permette un più agile collegamento per i flussi veicolari in entrata e in uscita da Arzachena e Cannigione. Proseguono intanto gli interventi di finitura previsti dal programma dei lavori che non interferiscono con il traffico veicolare. 

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JoJob, Green Pass per i pendolari che condividono l'auto

Certificazione verde per la mobilità casa-lavoro

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Jojob, società benefit che costituisce una piattaforma di welfare completo per la mobilità dei dipendenti, introduce la certificazione verde anche per i dipendenti che fanno carpooling.
    "Quella che stiamo introducendo è una novità importantissima che permetterà ai dipendenti di viaggiare più serenamente con altri colleghi e fornirà alle aziende anche uno strumento in più di prevenzione per i luoghi di lavoro", spiega Gerard Alberto, ceo & founder di Jojob. "L'update, che verrà gradualmente rilasciato per tutte le aziende che usufruiscono di Jojob Real Time Carpooling, non esclude dal servizio i non possessori del Green Pass né tantomeno sarà obbligatorio manifestarne il possesso per ovvie ragioni di privacy. Tuttavia rappresenta uno strumento in più a disposizione di tutti nella lotta alla pandemia e siamo convinti possa contribuire al mantenimento della business continuity delle aziende italiane".
    In questo contesto, Jojob ribadisce la sua proposta di #carEpooling, ovvero di un carpooling in sicurezza: equipaggio di massimo due persone, sedute una davanti e una dietro e dotate di dispositivi di protezione individuale, con i finestrini aperti, con l'invito a igienizzare con regolarità l'abitacolo e a creare degli equipaggi stabili nel tempo. "Promuovere il carpooling aziendale - conclude Albertengo - rappresenta una scelta strategica nello scenario attuale, in cui convivono elevate misure di sicurezza a causa della pandemia e in cui è altrettanto necessario mantenere alti i livelli di produttività.
    Condividere l'auto significa abbattere i costi e le emissioni di CO2 ed, grazie al Green Pass, sarà possibile farlo con un ulteriore livello di sicurezza". 

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Colonnine ricarica veicoli elettrici, accordo Acea-Piné

Piano di transizione ecologica, 52 postazioni in 5 anni

Motori Eco Mobilità
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L'amministratore unico di Acea Innovation, Valerio Marra, e il sindaco di Baselga di Piné, Alessandro Santuari, hanno sottoscritto oggi un accordo programmatico nell'ambito di una partnership di medio termine che dà l'avvio allo sviluppo progettuale del comune trentino nel segno della transizione ecologica.
    La partnership, nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità contenuti nell'Agenda 2030, prevede, come primo passo, lo sviluppo del Piano di mobilità sostenibile con l'installazione di 52 punti di ricarica per veicoli elettrici nei prossimi cinque anni nel territorio del comune. L'iniziativa si inquadra nel processo di sviluppo integrato di progetti di energy e waste transition in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026 di cui Baselga di Piné sarà una delle sedi.

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Autogrill completa cessione di attività autostradali in Usa

Tramite la controllata HmsHost, per 375 milioni di dollari

Motori Attualità
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Autogrill, attraverso la sua controllata HmsHost Corporation e dopo avere ottenuto le necessarie autorizzazioni governative oltre che il consenso dai landlord, ha completato la cessione delle proprie attività autostradali statunitensi a un consorzio controllato e guidato da Blackstone Infrastructure Partners, che include Applegreen Limited e B&J Holdings. Come reso noto al momento dell'accordo, lo scorso 31 marzo, la cessione era stata concordata per 375 milioni di dollari. L'attività autostradale statunitense di HmsHost comprende concessioni food & beverage di vari brand quali Starbucks, Burger King e Pret (che il gruppo continuerà a gestire in qualità di licenziatario in altri canali) e concessioni convenience retail, situati in circa 60 aree di servizio autostradali negli Stati Uniti. La cessione delle attività autostradali statunitensi è in linea con la strategia e le ambizioni a medio termine già rese note al mercato l'8 giugno 2021, viene evidenziato, spiegando che l'attuale guidance per il 2021, per cui era stata data una stima di perdita underlying tra i 300 e i 200 milioni, così come gli obiettivi per 2024, ovvero un'inversione di segno da negativo a positivo, includono già gli impatti di questa operazione.
   

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Acea, boom elettriche, raddoppia quota mercato

Nel secondo trimestre 2021 sale a 7,5% da 3,5% dello scorso anno

Motori Industria
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 Nel secondo trimestre del 2021, le immatricolazioni di auto a ricarica elettrica hanno registrato un'ulteriore crescita nell'Unione Europea. La quota di mercato dei veicoli elettrici a batteria è più che raddoppiata, dal 3,5% nel secondo trimestre del 2020 al 7,5% dello stesso periodo di quest'anno, mentre gli ibridi plug-in hanno rappresentato l'8,4% di tutte le nuove auto vendute. Anche la domanda di auto ibride è fortemente aumentata durante questo periodo di tre mesi, rappresentando il 19,3% delle immatricolazioni di auto nell'Ue.
    Lo rende noto l'Acea, l'associazione dei costruttori automobilistici europei, spiegando che contestualmente si è ridotta la quota di mercato dei carburanti tradizionali (benzina e gasolio), che insieme rappresentano il 62,2% delle auto nuove vendute.

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Hyundai i20 N e i30 N, emozioni garantite su pista di Monza

N-Driving Experience per scoprire 2 auto prestazionali a benzina

Motori Prove e Novità
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Davvero apprezzabile l'atteggiamento di Hyundai che, correttamente impegnata in un equilibrato cammino verso l'evoluzione del 'prodotto' automobile e, in generale, della mobilità individuale (non dimentichiamo anche il programma per i robotaxi volanti) annuncia - a fianco delle importanti tappe legate all'offerta di modelli elettrici ed elettrificati - lavora anche sulle auto sporitve, prevedendo addirittura l'ampliamento della sua gamma N e N Line fino a 18 modelli entro il 2022 per soddisfare le esigenze di tutti gli appassionati della guida sportiva.

Non a caso il Gruppo sudcoreano è impegnato, con identico spirito innovativo, nel Campionato Rally WRC+ e nelle gare del TCR con modelli benzina e nel nuovo E-TCR con macchine completamente elettriche. Modelli di punta strategia 'prestazionale' sono la nuova i20 N - che porta il brivido del motorsport sulla gamma i20 - e la nuova i30 N, prima vettura ad alte prestazioni di Hyundai prodotta in serie, che si presenta con un design rinnovato orientato a performance, emozioni ed espressività.
Hyundai i20 N e i30 N sono state protagoniste in questi giorni dell'evento N-Driving Experience, presso il leggendario autodromo di Monza, offrendo la possibilità a clienti, potenziali acquirenti, appassionati e 'addetti ai lavori', di vivere sulla celebre pista brianzola le emozioni che solo auto con il Dna derivato dalle competizioni sanno dare.
Nuova i20 N è offre un'esperienza sportiva grazie a entusiasmanti performance e innovazioni tecnologiche che si riflettono sulla dinamica di guida.
Il propulsore turbo GDI di 1,6 litri eroga 204 Cv e 275 Nm di coppia. E' abbinato a un cambio manuale a 6 marce ed assieme a funzionalità dedicate - come Launch Control e Rev Matching - contribuisce a un'esperienza incentrata sul pilota. Hyundai i20 N può contare anche sull'N Corner Carving Differential, un differenziale meccanico a slittamento limitato (m-LSD) che garantisce una trazione ottimale e migliora l'aderenza a ogni curva, per una guida ancora più sportiva e agile.
Hyundai i30 N per la prima volta mette a disposizione del guidatore il nuovo cambio automatico doppia frizione a otto rapporti (N DCT). In configurazione Performance, il modello genera un massimo di 280 Cv e 392 Nm di coppia, così da permettere un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 5,9 secondi. Per regalare un'esperienza sempre più dinamica i30 N è equipaggiata con numerosi sistemi per agevolare la guida sportiva tra cui la barra di irrigidimento posteriore, che offre il massimo divertimento in pista. Ogni modello N ad alte prestazioni, inclusi i30 N, i30 Fastback N, Veloster N, i20 N e Kona N, è disegnato da esperti appassionati e progettato presso il Centro di Ricerca e Sviluppo Hyundai di Namyang. Durante lo sviluppo, le vetture vengono portate in Germania al Nürburgring, uno dei circuiti più impegnativi del mondo, per essere sottoposti a rigorosi test e verifiche. Attraverso questo meticoloso processo, la tecnologia N è nata ed è stata perfezionata. E il brand N prende appunto il nome da Namyang e Nürburgring.
L'arrivo dei nuovi modelli N e N Line includerà varianti in ognuno dei principali segmenti, per soddisfare le esigenze di tutti gli appassionati di auto. "Il nostro brand ad alte prestazioni N ha avuto un grande successo dal lancio di i30 N nel 2017- afferma Thomas Schemera, executive vice president and head of product division di Hyundai - Questa volta abbiamo deciso di sviluppare un modello ispirato alla nostra i20 Coupé WRC, che l'anno scorso ci ha portato al successo nel campionato del mondo di rally".
L'esperienza sulla pista di Monza h permesso di valutare appieno la maneggevolezza e la prontezza di risposta di Hyundai i20 N e i30 N, all'interno dei due rispettivi segmenti: la prima, con un peso di 1.190 kg offre un rapporto kg/Cv tra i migliori della categoria. Nuova i20 N è capace di una velocità massima di 230 km/h e può scattare da 0 a 100 km/h in soli 6,7 secondi. Il motore offre una curva di potenza piatta, che si traduce in alta reattività e la migliore accelerazione su strada e in pista. Nuova i20 N mantiene il massimo valore di coppia dai 1.750 ai 4.500 giri e raggiunge la potenza massima dai 5.500 ai 6.000 giri, migliorando così l'accelerazione a velocità medio-alte e offrendo costantemente elevate prestazioni nelle più diverse condizioni di guida. Grazie al rapporto di sterzo ridotto a 12.0 (dai 12.4 di Nuova i20) e l'ottimizzazione specifica del servocomando elettrico, posizionato direttamente sulla cremagliera, i20 N offre cambi di direzione diretti e precisi per una guida sportiva e un maggiore controllo del veicolo. Oltre che per le qualità del motore e del nuovo cambio doppia frizione nuova i30 N spicca per l'equipaggiamento con cerchi in lega da 18 pollici, mentre con il Performance Package offre ulteriori miglioramenti tra cui i nuovi cerchi in lega forgiati da 19 pollici a 5 razze 'calzati' con pneumatici ad alte prestazioni Pirelli P-Zero, sviluppati per questo modello, al posto dei Michelin Pilot Super Sport di serie.

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Claudio Bisio, il nuovo Zelig con vecchi e nuovi comici

Il politically correct? Spero non influenzi la satira

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Claudio Bisio attore, conduttore televisivo, comico, cabarettista, doppiatore e umorista italiano, questo il lungo elenco delle sue molte professionalità, non si fa mancare niente: ritorna non solo a ZELIG dopo dieci anni, c'è poi per lui la seconda stagione COPS 2 UNA BANDA DI POLIZIOTTI e anche un cameo ne VICINI DI CASA di Paolo Costella in un film targato Medusa. 
" Sì è vero torno a ZELIG dopo dieci anni in una versione nuova, tre puntate che andranno in onda su Mediaset in autunno. In realtà - dice al Filming Sardegna Festival dove riceve il premio Nanni Loy - non ho mai smesso di occuparmi di comicità in tutti questi anni come di frequentare i nuovi locali milanesi dove c'è una nuova generazione di comici molto interessante. Comici che fanno stand Up all'americana, una comicità spesso molto dura e nuova con un linguaggio molto forte".
Nelle tre puntate previste per ZELIG "abbiamo pensato - dice - di coinvolgere tutti i comici che sono nati al suo interno, compreso lo stesso Checco Zalone. Comunque - aggiunge - il ritorno di questo storico programma coinciderà anche con i 25 anni dalla prima puntata, che risale all'ottobre del 1996, e con i 35 anni dalla nascita del locale".
Come influenzerà il politically correct nella comicità? "Dal mio punto di vista si può ridere di tutto anche se io, ovviamente, ho la mia personale etica, la mia morale. Spero però non prevalga il conformismo, ma credo che poi alla fine tutto dipenderà dal pubblico".
Dei trenta anni da MEDITERRANEO di Gabriele Salvatores dice polemicamente: "E pensare che quando uscì nel 91 quel film fu massacrato. Dissero che era storicamente scorretto, ma oggi cosa dire se non: Viva a film così!".
Sfumato il film di Walter Veltroni QUANDO, causa Covid per il comico milanese ci sarà invece la seconda stagione della miniserie COPS 2 UNA BANDA DI POLIZIOTTI con la regia di Luca Miniero ambientata in Puglia.
"Quest'estate, esattamente tra tre settimane, farò poi un film Medusa di Paolo Costella, tratto da un testo teatrale spagnolo, SENTIMENTAL, che in italiano prenderà il titolo VICINI DI CASA , una sorta di Carnage girato in un appartamento di Roma con nel cast Vittoria Puccini".
Da gennaio a marzo Bisio torna poi al teatro stabile di Genova con LA MIA VITA RACCONTATA MALE di Francesco Piccolo.

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Crea, in arrivo pesche dolci, croccanti e che durano

Varietà stony hard resistono sulla pianta mantenendo i benefici

Terra & Gusto Mondo Agricolo
Chiudi Crea, in arrivo pesche dolci, croccanti e che durano (Fonte: Crea) (ANSA) Crea, in arrivo pesche dolci, croccanti e che durano (Fonte: Crea)

Acquistare una pesca dolce e croccante da mangiare subito ma anche a distanza di diversi giorni tenendola perfino fuori dal frigorifero. E' il sogno nel cassetto di tanti consumatori stanchi di frutti troppo deperibili e dai sapori 'a sorpresa', due fattori che nel tempo hanno provocato una certa disaffezione. Da questo presupposto è partito il progetto di ricerca del Crea dedicato alla pesca stony hard, varietà di origine orientale caratterizzata appunto da una scarsa o nulla emissione di etilene alla maturazione. Il segreto è prolungare la durata di vita del frutto sull'albero e raccoglierlo ad uno stadio di maturazione più avanzato, il chè garantisce caratteristiche organolettiche ottimali con un'elevata dolcezza e croccantezza. Il tutto allungando il calendario di maturazione che va da inizio luglio a fine agosto.

"Le stony-hard hanno caratteristiche molto innovative rispetto a quelle in commercio", spiega all'ANSA la ricercatrice del Crea Daniela Giovannini, "la polpa è molto soda e croccante quasi come una mela, inoltre avendo un periodo di fioritura tardivo, sono meno esposte ai danni da freddo di fine inverno che nelle due ultime annate ha compromesso la produzione in molte aree". E sono proprio i dati Ismea a preannunciare la campagna 2021 tra le più complicate degli ultimi 30 anni, con frutteti falcidiati dal gelo in fase di fioritura e raccolti in calo del 10%. Sul fronte del mercato, rileva l'Istituito, la domanda è lenta con prezzi all'origine non soddisfacenti per i produttori, mentre quelli al dettaglio su livelli tali da scoraggiare gli acquisti. Dall'inizio dell''attività di miglioramento genetico per il carattere stony hard l lavoro di incrocio e selezione del Crea ha portato a perfezionale l'estetica dei frutti per forma e per colore della buccia dal bicolore rosa-rosso sfumato al rosso deciso per riconquistare il consumatore sempre più attenti al mix tra sapore ed estetica.

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Škoda 1100 OHC, il sogno infranto della 24 Ore di Le Mans

Prototipo degli anni '50 pensato per le gare più 'dure'

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Un bolide da 200 chilometri orari e un peso di soli 550 chili. Sono questi i due numeri principali che riflettono lo spirito della Škoda 1100 OHC, superstortiva nata con il sogno, poi naufragato, della 24 Ore di Le Mans.
Nella primavera del 1956, la casa automobilistica Plzen cominciò a costruire un prototipo di barchetta sportiva, basata su un motore 1100 a quattro cilindri e da 85 CV. La potenza era, per quei tempi, degna di nota, soprattutto se messa in relazione al peso dell'autovettura che faceva fermare l'ago della bilancia ad appena 550 chilogrammi. l motore, poi, era stato elaborato così da riuscire a funzionare soltanto con una speciale benzina ad alto numero di ottani, di derivazione aeronautica.
A distinguere la 1000 OHC dai precedenti modelli sportivi della marca, il fatto che la nuova arrivata non aveva il telaio derivato dalla produzione di serie, perché i tecnici della Škoda misero per l'occasione a punto una struttura tubolare di nuova progettazione, molto più leggera, per garantire un handling ideale anche per le gare più dure. La prima apparizione ufficiale della 1000 OHC porta la data di giugno 1958 e coincise anche con la sua prima vittoria, sul circuito cittadino di Mlada Boleslav, dove a tagliare per primo il traguardo fu il pilota Miroslav Fousek.
Oltre alla barchetta, furono costruiti anche due esemplari di 1000 OHC con carrozzeria chiusa in alluminio. Per mantenere l'elevato standard di prestazioni della versione aperta, gli sforzi degli ingegneri furono tesi a limare al massimo il peso, contenuto alla fine in soli 618 chilogrammi.
Entrambe le vetture, non riuscirono però a raggiungere l'obiettivo di partecipare alla 24 Ore di Le Mans, un po' per le complicate situazioni politiche internazionali di quegli anni e un po' a causa dei danni ingenti alla meccanica e alla carrozzeria che subirono durante le severe fasi di collaudo. Gli esperti carrozzieri e meccanici del museo Škoda sono però oggi riusciti nella ricostruzione di uno degli esemplari andati distrutti e che oggi è parte della collezione esposta allo Škoda Museum di Mladá Boleslav.
   

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Audi Sport RS Q e-Tron elettrificato, missione Rally Dakar

Motore TFSI del DTM carica sistema propulsivo elettrico 500 kW

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Chiudi Audi Sport RS Q e-Tron elettrificato, missione Rally Dakar (ANSA) Audi Sport RS Q e-Tron elettrificato, missione Rally Dakar

Audi Sport ha iniziato a testare il nuovo buggy da competizione RS Q e-Tron, con cui la Casa dei Quattro Anelli affronterà nel gennaio 2022: il Rally Dakar, una delle più grandi sfide nelle gare automobilistiche.

RS Q e-Tron sarà la prima vettura racing ad utilizzare un sistema di propulsione elettrificato ad alta efficienza, che sfrutta un motore termico TFSI (lo stesso impiegato nel DTM) per generare corrente che carica la batteria ad alta tensione - pesa circa 370 chilogrammi e ha una capacità di circa 50 kWh - durante la guida funzionando nell'intervallo più vantaggioso.
È quello compreso tra 4.500 e 6.000 giri ed è tale - spiega Audi Sport - da offrire un consumo specifico di benzina ben al di sotto di 200 grammi per kWh. La trazione è naturalmente integrale e gli assi anteriore e posteriore sono dotati ciascuno di un'unità motore-generatore (MGU) simile a quella dell'attuale vettura di Formula E Audi e-Tron FE07.
Una terza unità MGU, di identico design, fa parte del convertitore di energia e serve per ricaricare la batteria ad alto voltaggio durante la guida. Inoltre, l'energia viene recuperata durante la frenata. Con questa soluzione, che combina il meglio delle tecnologie di elettrificazione applicate allo sport automobilistico, Audi punta a competere per la vittoria assoluta contro i concorrenti a motore convenzionale nel rally più duro del mondo.
"La nostra Audi Quattro è stata una svolta per il World Rally Championship. E siamo stati il primo marchio a vincere la 24 Ore di Le Mans con una propulsione elettrificata. Ora vogliamo inaugurare una nuova era al Rally Dakar - afferma Julius Seebach, Ceo di Audi Sport GmbH e responsabile del motorsport presso Audi - testando e sviluppando ulteriormente la nostra tecnologia e-Tron in condizioni estreme. Il nostro nuovo RS Q e-Tron è stato creato partendo da un foglio di carta bianco in tempi record e vuole confermare il nostro motto Vorsprung durch Technik, cioè Guidati dalla Tecnologia".
Le caratteristiche del Rally Dakar hanno richiesto agli ingegneri sfide speciali: l'evento dura due settimane e le tappe giornaliere sono lunghe fino a 800 chilometri. "È una distanza molto lunga - afferma Andreas Roos, responsabile del progetto Dakar presso Audi Spor - Quello che stiamo cercando di fare non è mai stato fatto prima. Questa è la sfida finale per un sistemo di propulsione elettrica".
La potenza massima del sistema di e-drivetrain è di 500 kW, cioè oltre 670 Cv ma quanta di essa possa essere utilizzata durante la Dakar è ancora in fase di definizione da parte degli organizzatori della gara, proprio per equilibrare la sfida con i modelli tradizionali. La soluzione 'elettrificata' offre molti vantaggi: i motori elettrici possono essere controllati in modo estremamente preciso e possono quindi garantire la massima guidabilità. Inoltre, l'energia di frenata può essere recuperata. L'Audi RS Q e-Tron necessita solo di una marcia avanti.
I due assi non sono collegati meccanicamente al sistema propulsivo, e il software sviluppato da Audi si occupa della distribuzione della coppia tra di loro creando così un differenziale centrale virtuale e liberamente configurabile, cosa che permette di risparmiare peso e spazio.
Anche esteticamente, Audi RS Q e-Tron differisce in modo significativo dai buggy Dakar a motore convenzionale. "Il veicolo ha un aspetto futuristico e ha molti elementi di design tipici di Audi - afferma Juan Manuel Diaz, Team Leader of Motorsport Design di Audi - Il nostro obiettivo era quello di simboleggiare il motto Vorsprung durch Technik e il futuro del nostro marchio".
La partecipazione alla Dakar Rally prevede la collaborazione con Q Motorsport. "Audi ha sempre scelto percorsi nuovi e audaci nelle corse, ma penso che questa sia una delle auto più complesse che abbia mai visto - afferma il team principal Sven Quandt - La propulsione elettrica significa che molti sistemi diversi devono comunicare tra loro. Oltre all'affidabilità, che è fondamentale nel Rally Dakar, questa è la nostra più grande sfida nei prossimi mesi". Quandt paragona il progetto Dakar di Audi al primo sbarco sulla luna: "Allora, gli ingegneri non sapevano davvero cosa sarebbe accaduto. Per noi è la stessa cosa: se finiremo il primo evento Dakar, sarà già un successo".
   

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