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Serie A: Napoli-Genoa 3-0

Con la vittoria gli azzurri conquistano matematicamente il terzo posto. I liguri in B

Nel giorno della festa di Insigne che segna su rigore il suo 122mo gol con la maglia azzurra, il Napoli batte il Genoa, conquista matematicamente il terzo posto in classifica (che vale 21,6 milioni di euro di contributi). I liguri retrocedono in serie B.

LA CRONACA 

81' GOL! NAPOLI-Genoa 3-0! Rete di Lobotka! Accelerazione centrale e botta dalla distanza col destro per lo slovacco, Sirigu non ci arriva e la palla si infila all'angolino basso. Prima rete in A per il centrocampista partenopeo. 

66' GOL! NAPOLI-Genoa 2-0! Rete di Insigne su calcio di rigore! Il numero 24 non sbaglia la ripetizione infilando la palla nel sette a incrociare! Esplode il Maradona che non aspettava altro che la rete del proprio beniamino quest'oggi.

32' GOL NAPOLI-Genoa 1-0! Rete di Osimhen! Di Lorenzo crossa dalla destra, Osimhen va a colpire con un terzo tempo perfetto e batte Sirigu di testa! 

Gli azzurri fanno sentire il peso della diversa caratura tecnica rispetto agli avversari e il divario non può essere colmato neppure dall'intensità agonistica dei rossoblù animati dalla necessità assoluta di vincere per raggiungere la Salernitana al quart'ultimo posto in classifica e mettere così una serie ipoteca sulla salvezza. Ma il risultato è troppo importante anche per il Napoli che ci tiene tantissimo (e non solo per motivi economici legati al premio per il piazzamento) a conquistare il terzo posto in classifica a conclusione di una stagione vissuta da protagonista, culminata, fino a poche settimane fa in una lotta spalla a spalla con Milan e Inter per agguantare lo scudetto. Il Genoa comincia la partita con un impeto e una foga che dimostrano tutta la disperazione della squadra di Blessin, costretta a vincere per poter alimentare la speranza di permanenza in serie A. Il Napoli di contro, forse anche perché psicologicamente condizionato dalla festa a Insigne, ha un approccio troppo morbido.

L'aggressività del Genoa costringe la squadra di Spalletti a chiudersi davanti alla propria area di rigore, anche se la retroguardia dei padroni di casa resiste agli assalti genoani senza grandissimi affanni, se si esclude nel caso di una traversa colpita da Yeboah al 12' con una conclusione dal limite dell'area. Gli azzurri a piano a piano spostano avanti il baricentro del loro gioco e poco prima della mezz'ora si piazzano a loro volta stabilmente nella metà campo avversaria. Il gol del vantaggio per la squadra di Spalletti arriva al 31'. Di Lorenzo da destra fa partire un traversone che a centro area Osimhen intercetta di testa con uno stacco perentorio, mandando il pallone alle spalle di Sirigu. Ci si attenderebbe a questo punto la reazione del Genoa che invece non arriva. E' anzi proprio il Napoli a sfiorare il raddoppio con Osimhen e con Insigne a conclusione di una formidabile azione sulla linea di fondo.

Nella ripresa la squadra di Blessin prova a reagire ma sembra poco convinta dei propri mezzi. Poi, al 20' per un fallo di mano in area di Hernani, Fabbri assegna un calcio di rigore che Insigne calcia mandando il pallone a stamparsi sul palo. Sulla ribattuta Di Lorenzo insacca con un diagonale. L'arbitro, però, su segnalazione del Var, fa ripetere il rigore e questa volta Insigne nel tripudio generale dello stadio, non fallisce il bersaglio, portando a 122 gol il suo bottino personale con la maglia del Napoli. Al 36' è il turno di Lobotka che percorre il terreno di gioco in verticale, arriva ai limiti dell'area di rigore e insacca con un rasoterra. Il Napoli è definitivamente terzo in classifica.

Si chiude nel peggiore dei modi per il Genoa la stagione che ha segnato la fine dell'era Preziosi dopo 18 anni alla guida del club più antico d'Italia. I rossoblù retrocedono in serie B dopo quindici stagioni. Proprio con Preziosi presidente nel 2007 conquistarono il ritorno in A. La sconfitta odierna al Maradona per 3-0 condanna il Grifone che ha vissuto una stagione a dir poco travagliata. Una squadra male assortita in estate da Preziosi con Ballardini allenatore poco convinto proprio in seguito ad un mercato di rincalzi o arrivi dell'ultimo momento, il Genoa è sempre rimasto in zona retrocessione mentre la società passava di mano. Un'operazione avviata in estate ma conclusa definitivamente il 15 novembre 2021 dopo che a fine settembre era stata ufficializzata la trattativa. Uno stravolgimento che ha pesato sul cammino della squadra e sulle scelte a campionato in corso. L'arrivo di 777 Partners, holding americana che ha investito molto nel calcio acquistando altri club (Standard Liegi, Vasco da Gama e i francesi del Red Star), ha portato ad un nuovo presidente, il professor Alberto Zangrillo e al primo cambio in panchina con l'esonero di Ballardini ai primi di novembre e la nomina di Andriy Shevchenko, arrivata un mese prima di quella del nuovo general manager Johannes Spors. Una scelta che i rossoblù hanno pagato come le difficoltà sul mercato di gennaio proprio per la classifica con la squadra già nei bassifondi poco attrattiva per eventuali rinforzi. Così il nuovo dirigente ha scandagliato il mercato estero acquistando giocatori poco conosciuti e prendendo un'altra decisione importante: l'esonero di Shevchenko. Ma la prima scelta per sostituire il tecnico ucraino, il tedesco Bruno Labbadia, non se l'è sentita, tanto che a Firenze si è seduto in panchina il tecnico delle giovanili Konko e così ecco l'arrivo di Alexander Blessin. L'allenatore ex Ostenda ha provato a compiere un miracolo sportivo e lo ha fatto affidandosi ad un manipolo di esordienti in A molti dei quali giovanissimi. Il suo arrivo è coinciso con sette pareggi consecutivi e una vittoria nelle prime otto gare, risultati che hanno permesso al Genoa di rimanere in corsa per la salvezza sino alla penultima giornata. Il Genoa ha pagato l'assenza di un bomber vero, nessuno in doppia cifra e Destro che nel 2022 ha segnato solo due gol, e alcune occasioni perse, in particolare negli scontri diretti con Venezia e Salernitana. Le vittorie con Cagliari e Juventus nel finale di questa stagione non sono bastate. La sconfitta di Napoli sommata ai risultati di Salernitana e Cagliari fanno sì che il Genoa retroceda..

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